Rischio amianto, l’Europa alza l’asticella: nuove linee guida e aggiornamento delle malattie professionali
Indicazioni operative per ridurre l’esposizione all’amianto e e aggiornare i protocolli di sorveglianza sanitaria
La lotta all’amianto in Europa entra in una nuova fase operativa. La Commissione Europea ha recentemente rilasciato due documenti fondamentali che ridefiniscono gli standard di prevenzione e tutela assicurativa: l’aggiornamento della Raccomandazione sulle malattie professionali e le nuove Linee Guida 2025 per la gestione dei rischi legati all’amianto.
Per i professionisti della sicurezza, questi testi non sono semplice burocrazia, ma strumenti tecnici che impongono un aggiornamento immediato delle procedure di valutazione dei rischi (DVR) e dei protocolli di sorveglianza sanitaria.
Queste nuove misure si aggiungono alla direttiva (UE) 2023/2668, recentemente recepita in Italia con il D.Lgs. 213/2025 (in vigore dal 24 gennaio 2026), che fissa limiti di esposizione professionale più bassi e altre misure per ridurre il rischio dei lavoratori.
Il Manuale Operativo “Guidelines for managing asbestos related health and safety risks at work” (2025)
Si tratta di un manuale tecnico di oltre 300 pagine corredato di foto e schemi che accompagna l’implementazione della Direttiva (UE) 2023/2668, pensato per supportare la “Renovation Wave” (l’ondata di ristrutturazioni prevista dal Green Deal).
Le linee guida superano il classico perimetro “rimozione e demolizione”. Vengono introdotti capitoli specifici e dettagliati per settori spesso trascurati o gestiti con procedure generiche:
servizi di emergenza: protocolli specifici per Vigili del Fuoco e soccorritori che intervengono su edifici potenzialmente contaminati post-incendio o crollo.
ingegneria civile e reti: focus su scavi, reti idriche/gas e infrastrutture interrate.
navale e ferroviario: gestione dell’amianto ancora presente in navi, treni e aeromobili datati.
estrazione (mining & quarrying): gestione del rischio da “amianto naturale” (NOA – Naturally Occurring Asbestos) nelle rocce e nel suolo.
Il documento introduce una tassonomia del rischio più raffinata, essenziale per la redazione del DVR:
esposizione attiva: lavoratori che manipolano intenzionalmente o non intenzionalmente MCA (Materiali Contenenti Amianto).
esposizione passiva: lavoratori che operano in vicinanza di attività su MCA o in edifici dove i materiali si stanno degradando.
esposizione secondaria: il rischio di portare fibre a casa tramite indumenti o capelli (un punto critico per le procedure di decontaminazione e gestione spogliatoi).
Alla luce di queste indicazioni gli RSPP sono tenuti a verificare se nei DVR sono incluse le valutazioni per esposizioni passive e secondarie, procedere ad una revisione delle Procedure di Emergenza, richiedere alle imprese di manutenzione e bonifica evidenze di conformità a questi nuovi standard tecnici europei,aggiornare la formazione includendo le nuove evidenze sui rischi (es. cancro laringeo/ovarico) e le procedure per evitare l’esposizione secondaria.
Per quanto riguarda la metodologia di Valutazione del Rischio, le linee guida propongono un approccio strutturato che va oltre la semplice verifica della presenza. Viene enfatizzata la necessità di valutare lo stato di conservazione e la friabilità attraverso algoritmi o strumenti di calcolo (vengono citati esempi come il tool francese Scol@miante o il calcolatore di rischio australiano VAEA). Il messaggio è chiaro: il censimento non basta, serve una valutazione dinamica che consideri il potenziale di disturbo del materiale durante le normali attività lavorative.
Il testo originale è qui disponibile (al momento solo in lingua inglese) per il download gratuito
La Raccomandazione (UE) 2025/2609
Il provvedimento aggiorna l’elenco europeo delle malattie professionali prendendo atto delle evidenze scientifiche più recenti.
L’aggiornamento impone una revisione dei protocolli sanitari. L’anamnesi lavorativa deve essere sempre più accurata, e la sorveglianza sanitaria post-esposizione (per gli ex esposti) diventa cruciale, considerando i lunghi tempi di latenza e le nuove tipologie di tumore correlate (non più solo polmone e mesotelio, ma anche apparato gastrointestinale e riproduttivo).
Per i lavoratori, l’aggiornamento dell’elenco europeo favorisce una maggiore tutela in termini di riconoscimento delle malattie professionali e di accesso ai sistemi di protezione sociale.
Vengono aggiunte patologie per le quali il nesso causale con l’amianto è ormai certo, come:
cancro della laringe: Precedentemente nella lista delle “sospette”, ora è ufficialmente riconosciuto come causato dall’amianto.
cancro ovarico: Una novità rilevante che amplia la tutela alla popolazione lavorativa femminile esposta.
placche pleuriche con compromissione funzionale: Viene specificato il danno funzionale come criterio.
versamento pleurico non maligno.
Gli Stati Membri sono invitati a integrarle nelle loro legislazioni nazionali per l’indennizzo diretto.
Si fa poi riferimento a malattie di sospetta origine professionale che potrebbero essere inserite in futuro nell’Allegato I e che richiedono particolare attenzione nella sorveglianza epidemiologica:
cancro del colon
cancro del retto
cancro dello stomaco
Approfondimenti
Per un quadro completo, leggi Valutazione del rischio amianto: misure di prevenzione e protezione
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