Riscatto della laurea con Inarcassa: guida 2026 per architetti e ingegneri

Riscatto della laurea con Inarcassa: guida 2026 per architetti e ingegneri

Requisiti, scadenze, calcolo onere, rate, effetti pensionistici e FAQ: le regole per il riscatto della laurea con Inarcassa, le novità e le agevolazioni per neoiscritti e under 35

Nel sistema Inarcassa, il riscatto è l’istituto che consente all’iscritto di valorizzare ai fini previdenziali determinati periodi (studio, servizio, attività estera non pensionabile, annualità in deroga) mediante il pagamento di un onere determinato secondo Regolamento.

L’obiettivo è incrementare anzianità e/o montante e, quindi, incidere su requisiti e misura delle prestazioni pensionistiche.

Dal 2026 – con il nuovo regolamento in vigore dal 1° gennaio – entrano in gioco regole più flessibili:

agevolazioni per gli under 35, che possono versare l’onere di riscatto in forma rateale senza interessi, a condizione di rimanere iscritti o con un periodo di cancellazione inferiore a un anno;
in caso di domanda nei primi due anni solari di iscrizione a Inarcassa, l’onere è sempre pari al contributo minimo soggettivo dell’anno della domanda per ciascuna annualità riscattata (a prescindere dal reddito del secondo anno precedente);
rateizzazione dell’onere fino a 10 anni (raddoppio della durata), con rate mensili oltre a quelle semestrali e possibilità di pagamento tramite SDD, oltre che PagoPA e Mod. F24, resi disponibili fin da subito per tutte le rate;
eliminazione del limite temporale di 5 anni per l’esercizio del riscatto degli anni in deroga;
calcolo dell’onere del riscatto contributivo sulla base del reddito professionale dichiarato nel secondo anno antecedente la presentazione della domanda;
automazione della gestione delle richieste tramite Inarcassa On Line.

Ecca una guida veloce per sapere come muoverti. Ovviamente, il consiglio è sempre fare simulazioni direttamente su Inarcassa On Line per conoscere subito l’eventuale importo da pagare.

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Cos’è il riscatto Inarcassa e a cosa serve?

Il riscatto è una facoltà concessa agli iscritti Inarcassa per “trasformare” determinati periodi (studio/lavoro/deroga) in anzianità e contribuzione utile ai fini pensionistici, pagando un onere calcolato secondo il Regolamento. In pratica, può servire per:

anticipare (in alcuni casi) il raggiungimento di requisiti contributivi/anzianità (a seconda della prestazione);
aumentare l’importo della pensione, perché incrementa montante e/o quota di pensione in base al metodo di calcolo adottato.

Chi può chiedere il riscatto?

Possono richiederlo:

iscritti ad Inarcassa;
pensionati di invalidità (fino al compimento dell’età pensionabile ordinaria);
superstiti aventi diritto alla pensione indiretta.

Cosa si può riscattare con Inarcassa?

Sono previste 4 macro-tipologie:

periodo legale del corso di laurea (ingegneria/architettura)
servizio militare obbligatorio e servizi equiparati (incluso servizio civile sostitutivo)
periodi di lavoro all’estero che non danno origine a pensione e non sono ricongiungibili in Italia
annualità per le quali è stata esercitata la deroga dal versamento del contributo soggettivo minimo

 Riscatto della laurea con Inarcassa: a quali condizioni?

una sola laurea riscattabile (se hai più lauree, devi scegliere).
massimo 5 anni complessivi.
riscattabile anche parzialmente (es. 2 anni su 5) e anche non continuativo.
se sei andato fuori corso, puoi riscattare anche anni fuori corso ma il totale riscattato non può superare gli anni del corso legale.
laurea conseguita all’estero e riconosciuta in Italia: ammessa a riscatto entro i limiti previsti (con riferimento alla durata del corso e al tetto massimo).
non puoi riscattare lo stesso periodo due volte (es. presso due enti diversi).
se due periodi si sovrappongono (es. laurea e servizio militare), è riscattabile uno solo.

Quando presentare a Inarcassa la domanda di riscatto della laurea

La domanda può essere presentata in qualsiasi momento, comunque:

fino alla domanda di pensione di inabilità o indiretta;
fino al compimento dell’età ordinaria di vecchiaia unificata per i titolari di pensione di invalidità;
almeno 180 giorni prima della domanda di pensione di vecchiaia/anzianità (o altri tipi, secondo regolamento).

Per la deroga del minimo soggettivo, la domanda dell’anno in corso si può presentare dal 1° luglio dell’anno corrente (oltre a rispettare i vincoli legati all’eventuale pensionamento).

Come si presenta la domanda di riscatto a Inarcassa?

La domanda si presenta dall’area riservata Inarcassa On Line (iOL) nella sezione “Domande e certificati > Domande”.

La presentazione non è impegnativa: serve a Inarcassa per calcolare costo e rendimento dell’operazione (contributivo e, quando previsto, retributivo). Su iOL è disponibile anche la simulazione del calcolo dell’onere con le due modalità previste.

Checklist prima di inviare la domanda

Ho chiaro quale periodo voglio riscattare e che non sia già coperto/riscattato altrove?
Se laurea: scelgo una sola laurea e verifico anni (corso legale / eventuale fuori corso nei limiti).
Valuto metodo (se possibile scegliere): contributivo vs retributivo (solo fino al 2012).
Simulo su iOL costo e stima pensionistica.
Scelgo modalità di pagamento (unica soluzione o rate) e verifico interessi/agevolazioni under 35.
Controllo le scadenze (180 giorni prima della pensione, e regole speciali per deroga).

Come si calcola l’onere: quanto costa riscattare la laurea

Il costo dipende dal periodo, dalla tua storia contributiva, dal reddito di riferimento e dal metodo.

Per riscatti di laurea/militare/estero fino al 31 dicembre 2012 puoi scegliere:

metodo retributivo: l’onere è una riserva matematica calcolata alla data della domanda con coefficienti attuariali (tabelle del D.M. 05/01/2012).
metodo contributivo: l’onere segue le regole dei periodi post-2012.

Se il periodo da riscattare oltrepassa il 31/12/2012, il metodo utilizzabile è solo il contributivo.

Metodo contributivo (post-2012): regola base e “onere minimo”

Per periodi successivi al 31/12/2012, l’onere è determinato così:

aliquota del contributo soggettivo ordinario × reddito del secondo anno precedente la domanda × anni da riscattare.
esiste comunque un onere minimo: per ogni anno riscattato, almeno il contributo minimo soggettivo dell’anno della domanda (moltiplicato per le annualità).
se riscatti un periodo inferiore all’anno, l’onere è proporzionato ai giorni effettivi riscattati.

Metodo retributivo: cosa implica “in pratica”

Il retributivo è legato a coefficienti e alla logica di “coprire” la maggiore quota di pensione; nel tempo, con l’aumentare dell’età/anzianità, l’onere può crescere (tema spesso decisivo nel “quando fare domanda”).

Novità 2026 per il riscatto Inarcassa della laurea: neoiscritti (primi due anni solari)

Dal 2026, se presenti domanda nei primi due anni solari di iscrizione a Inarcassa, l’onere è sempre pari al contributo minimo soggettivo dell’anno della domanda per ciascuna annualità riscattata (a prescindere dal reddito del secondo anno precedente).

Pagamento: soluzioni, rate, interessi e decadenza

Il pagamento può essere effettuato (secondo quanto riportato da Inarcassa) con PagoPA, F24, oppure addebito diretto:

In un’unica soluzione: entro 120 giorni dalla notifica del provvedimento.
a rate mensili: numero massimo pari al doppio dei mesi compresi nel periodo riscattato.
a rate semestrali: numero massimo pari al doppio dei semestri compresi nel periodo riscattato.

Nel Regolamento Inarcassa è esplicitato anche che l’onere deve essere completamente corrisposto entro la decorrenza della pensione (vecchiaia unificata/anzianità/contributiva).

In generale, sulle rate si applica un tasso di rateazione deliberato (la pagina Inarcassa cita, per le domande 2026, un tasso deliberato pari all’1,6%, con provvedimento in esame ministeriale).

Dal 2026, gli iscritti che al momento della domanda non hanno compiuto 35 anni e rientrano nell’agevolazione contributiva giovani non pagano gli interessi di rateazione, purché restino in iscrizione; se c’è cancellazione continuativa superiore a un anno, decadono dal beneficio e gli interessi tornano dovuti sulle rate residue (salvo estinzione).

La domanda decade in caso di mancato pagamento:

entro 120 giorni (se unica soluzione);
oppure di una rata (nel piano rateale), con conseguente restituzione delle rate versate secondo quanto indicato da Inarcassa.

Effetti previdenziali: quando “vale” il riscatto della laurea con Inarcassa

L’anzianità/efficacia del riscatto è legata al pagamento: il regolamento Inarcassa chiarisce che il riscatto si perfeziona ai fini previdenziali col pagamento dell’onere e, per il contributivo, il riconoscimento a montante individuale decorre dal versamento dell’intero onere o dalla prima rata del piano.

Riscatto e ricongiunzione insieme: si può?

Puoi presentare sia domanda di riscatto sia di ricongiunzione, ma:

non possono essere trattate in un unico provvedimento;
vengono elaborate separatamente e in ordine cronologico; la seconda viene lavorata solo dopo l’esito (accettazione/rigetto) della prima e, se dovuto, dopo pagamento (o almeno prima rata, se rateale).

Quando conviene chiedere il riscatto? (criteri pratici)

Non esiste una risposta unica, ma ci sono “leve” abbastanza stabili:

Se stai valutando il metodo contributivo:

l’onere dipende dal reddito del secondo anno precedente: domandare dopo un anno “alto” può aumentare il costo, e viceversa.
per chi è nei primi due anni di iscrizione, la regola 2026 “ancora” l’onere al minimo soggettivo: spesso rende più prevedibile il costo.

Se puoi scegliere anche il retributivo (periodi fino al 2012) l’onere è connesso a coefficienti attuariali e tende a essere sensibile all’età/anzianità al momento della domanda (motivo per cui molti ragionano sul “farlo prima”).

Se sei under 35 e rateizzi l’esenzione interessi (se in agevolazione giovani e resti iscritto) può fare una differenza concreta sul costo complessivo.

Regola d’oro operativa

Usa la simulazione su iOL e confronta:

onere totale (e rate)
aumento stimato di pensione e/o anzianità
impatto fiscale (deduzione)
alternative (versamenti volontari, pianificazione contributiva, ecc.)

Deducibilità fiscale (perché conta nel “conviene/non conviene”)

I contributi versati a forme obbligatorie (inclusi quelli facoltativi come riscatti/ricongiunzioni/volontari) sono deducibili dal reddito complessivo secondo l’art. 10 del TUIR, con regole che variano in base al regime fiscale.

Per una valutazione reale della convenienza, considera sempre il “costo netto” dopo la deduzione, oltre agli effetti previdenziali.

FAQ rapide (le domande che contano davvero)

Quanti anni di laurea posso riscattare?

Fino a 5 anni e una sola laurea; puoi riscattare anche meno anni.

Posso includere anni fuori corso?

Sì, ma il totale riscattato non può superare gli anni del corso legale.

Posso riscattare solo 6 mesi?

Sì, è possibile riscattare periodi parziali; per il contributivo l’onere è proporzionato ai giorni.

Cosa cambia dal 2026?

Tra i punti più rilevanti:

rate anche mensili fino a durate più lunghe
interessi zero per under 35 in agevolazione giovani (con condizioni)
nel contributivo, reddito di riferimento = secondo anno precedente
per domande nei primi due anni di iscrizione, onere ancorato al minimo soggettivo

Come pago? Posso usare F24?

Sì: PagoPA/F24/SDD; Inarcassa ricorda anche la possibilità di usare crediti d’imposta via F24 (seguendo le regole operative).

Se non pago una rata cosa succede?

C’è decadenza della domanda; Inarcassa indica la restituzione delle somme/rate versate nei casi previsti.

 

 

 

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