Reti antidetriti e caduta di oggetti dall’alto: lo studio INAIL sulle nuove norme UNI 11808

Reti antidetriti e caduta di oggetti dall’alto: lo studio INAIL sulle nuove norme UNI 11808

Analisi tecnica e guida pratica sui test sperimentali sui requisiti prestazionali delle cosiddette “reti antidetriti” o “reti anticalcinacci” presenti sul mercato

Il rischio di caduta di oggetti dall’alto (utensili, detriti, calcinacci) rappresenta una delle criticità più frequenti e insidiose nei cantieri edili e negli interventi di manutenzione su edifici storici o degradati.

Il Quaderno di Ricerca INAIL n. 26 (dicembre 2025), intitolato “Le reti di sicurezza contro la caduta di oggetti”, a cura di Francesca Maria Fabiani e Luca Rossi, illustra i risultati della campagna sperimentale che ha condotto alla stesura delle norme UNI 11808-3:2025 e UNI 11808-4:2025 sui requisiti prestazionali delle cosiddette “reti antidetriti” o “reti anticalcinacci.

Un parte importante del quaderno è dedicata alla normativa tecnica di settore e all’analisi delle reti contro la caduta di oggetti presenti sul mercato.

Il quadro legislativo: le reti come dispositivi di protezione collettiva (DPC)

Il D.Lgs. 81/08 non menziona esplicitamente le “reti contro la caduta di oggetti”, ma l’art. 122 impone l’adozione di “precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose”. Inoltre, gli artt. 15, 75 e 111 sanciscono la priorità delle misure di protezione collettiva (DPC) rispetto a quelle individuali (DPI).

Le reti antidetriti si configurano a tutti gli effetti come DPC. Tuttavia, in assenza di una direttiva di prodotto specifica (non essendo marcate CE), la loro sicurezza e affidabilità ricadevano – prima dell norme UNI 11808-3:2025 e UNI 11808-4:2025 – sotto il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/05), lasciando ai fabbricanti l’onere di autodichiararne le prestazioni, spesso senza test sperimentali rigorosi a supporto. La norma UNI EN 1263-1, infatti, si applica esclusivamente alle reti per la protezione dalla caduta di persone.

Anziché affidarsi alle dichiarazioni commerciali generiche dei produttori, è pertanto consigliato prescrivere nei PSC e nei POS l’utilizzo di reti certificate secondo le nuove UNI 11808-3 o UNI 11808-4.

La campagna sperimentale INAIL: come si comportano le reti?

Per definire requisiti oggettivi, l’INAIL ha condotto test dinamici di simulazione di caduta su reti di dimensioni 4×2 metri, realizzate in poliammide e polipropilene, sia nuove che invecchiate (esposte agli agenti atmosferici per 12 mesi).

Le prove hanno previsto l’impatto di due tipologie di masse, mutuate da altre norme tecniche (es. parasassi per ponteggi ed elmetti):

Sfera in acciaio da 12 kg: per simulare l’impatto di un oggetto generico e valutare la resistenza strutturale della rete e le sollecitazioni trasmesse agli ancoraggi.
Cilindrocono in acciaio da 3 kg: per simulare la caduta di un oggetto appuntito e testare la resistenza alla perforazione della maglia.

I test, condotti con altezze di caduta variabili da 2 a 12 metri e con reti ancorate in 4 o 8 punti, hanno permesso di misurare l’energia cinetica assorbita, la deformazione massima (freccia) e la forza massima trasmessa agli ancoraggi.

Due gli aspetti chiave che emergono dall’analisi sperimentale:

l’importanza degli ancoraggi
il fattore invecchiamento

La ricerca ha dimostrato che le forze trasmesse agli ancoraggi in caso di impatto (misurate in kN) sono notevoli. Il tecnico è tenuto a valutare attentamente la tenuta della struttura di supporto (es. facciata, ponteggio) e dimensionare correttamente il numero e la tipologia di tasselli/fissaggi.

Aumentare i punti di ancoraggio (da 4 a 8) distribuisce meglio le forze d’impatto, riducendo il carico sul singolo fissaggio e limitando la deformazione della rete.

Inoltre, i raggi UV e le intemperie riducono significativamente le prestazioni dei materiali plastici. Le reti invecchiate hanno mostrato comportamenti meccanici inferiori rispetto a quelle nuove, evidenziando la necessità di limiti temporali di utilizzo rigorosi.

Poiché le reti in poliammide e polipropilene subiscono un degrado fisiologico, diventa cruciale verificare la data di fabbricazione, rispettare le indicazioni del manuale d’uso sulla durata massima di esposizione all’aperto e prevedere ispezioni periodiche documentate.

Le norme UNI 11808-3 e UNI 11808-4

I risultati della ricerca INAIL hanno fornito la base scientifica per la stesura di due norme tecniche, pubblicate ad aprile 2025:

UNI 11808-3:2025: Attrezzature provvisionali – Reti di sicurezza – Parte 3: Reti contro la caduta di piccoli oggetti – Requisiti di sicurezza, metodi di prova e condizioni di utilizzo.
UNI 11808-4:2025: Attrezzature provvisionali – Reti di sicurezza – Parte 4: Reti contro la caduta di oggetti – Requisiti di sicurezza, metodi di prova e condizioni di utilizzo.

Le norme riguardano le reti di sicurezza, e i loro accessori, destinate a raccogliere e contenere oggetti che possono cadere dall’alto, per fornire protezione a lavoratori e persone che sostano e/o transitano sotto una zona pericolosa.

Mentre la UNI 11808-3 specifica i requisiti minimi per proteggere i lavoratori e le persone dai possibili effetti derivanti dalla penetrazione degli oggetti, la UNI 11808-4 riguarda derivanti dall’impatto degli oggetti.

Le norme stabiliscono la classificazione, la designazione e la descrizione della documentazione che devono accompagnare la rete e prevedono che i materiali da utilizzare per la fabbricazione delle reti siano le fibre di polipropilene stabilendo per esse i requisiti:

dimensionali e costruttivi;
di resistenza;
per i limiti di posizionamento;
di montaggio;
di mantenimento nel tempo della resistenza.

Sono inoltre fornite indicazioni sulle modalità con cui effettuare l’ispezione e la manutenzione delle reti, le riparazioni, il ritiro dal servizio e le registrazioni delle ispezioni e degli interventi effettuati.

Una scelta accurata della rete di sicurezza è fondamentale per operare in conformità con le normative vigenti, evitando sanzioni o incidenti sul lavoro. Per assicurare, quindi, la conformità alle norme di sicurezza dei ponteggi, puoi usare il software per la progettazione di ponteggi 2D e 3D>, che attraverso un input 3D avanzato, un catalogo di oggetti BIM e una serie di accessori tra cui “reti antidetriti” o “reti anticalcinacci”</strong, ti consente di disegnare il ponteggio con la massima libertà progettuale.

 

 

 

Fonte: Read More