Può un ingegnere comunale diventare dipendente dell’impresa aggiudicataria dell’appalto che ha diretto?
Divieto di pantouflage in caso di assunzione da parte dell’impresa dell’assistente tecnico presso l’ufficio lavori pubblici di un comune, che ha svolto l’incarico di D.L. di cui è risultata aggiudicataria la ditta stessa
Un Ente fa una richiesta di parere all’ANAC (parere Anac 1 aprile 2026) in merito all’applicabilità dell’art. 53, comma 16-ter, d.lgs. 165/2001. Nello specifico si sta valutando se sia legittimo che un soggetto pubblico — un assistente tecnico (ingegnere) dell’ufficio lavori pubblici di un Comune — assuma l’incarico di direttore dei lavori per un appalto affidato ad un’impresa privata, mentre è ancora in servizio presso la pubblica amministrazione.
L’art. 53, comma 16-ter, d.lgs. 165/2001 vieta ai dipendenti pubblici che abbiano esercitato poteri autoritativi o negoziali negli ultimi tre anni di servizio di lavorare, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto, presso soggetti privati che siano stati destinatari della loro attività. In caso di violazione, i contratti sono nulli, ai privati è precluso contrattare con la PA per tre anni e devono restituire i compensi eventualmente percepiti. La norma, introdotta dalla l. 190/2012, mira a prevenire conflitti di interesse e fenomeni corruttivi legati al passaggio pubblico-privato.
Nel caso specifico, per poter rispondere all quesito dell’Ente, bisogna verificare se ricorrano i presupposti di applicabilità della disciplina in esame, occorre dunque verificare che:
l’amministrazione e l’incarico di provenienza rientri nel perimetro soggettivo di applicazione della disposizione legislativa;
il soggetto abbia svolto, nel triennio precedente all’assunzione, attività autoritativa o negoziale in rappresentanza dell’amministrazione di provenienza a favore del soggetto privato presso il quale intende assumere servizio;
la natura giuridica dell’incarico che si intende assumere presso il privato sia una “attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri”.
Presupposti di applicabilità del divieto di pantouflage
Incarico in provenienza
Poiché l’Ing. è dipendente del Comune e, nel dettaglio, assistente tecnico presso l’ufficio lavori pubblici del comune, non vi sono dubbi circa la riconducibilità dello stesso nell’ambito soggettivo di applicazione ai sensi della normativa.
Poteri autoritativi/negoziali
ANAC precisa che i poteri autoritativi o negoziali rilevanti ai fini del pantouflage includono anche attività tecniche che incidono concretamente sulle decisioni amministrative e sui rapporti contrattuali con i privati. Il divieto si applica solo se tali poteri sono stati esercitati in modo effettivo e sostanziale nei tre anni precedenti la cessazione del servizio, anche attraverso funzioni come quelle del direttore dei lavori. Nel caso esaminato, il direttore dei lavori ha svolto attività rilevanti (perizie di variante, contabilità e certificazioni) che hanno inciso sull’esecuzione del contratto, pur senza partecipare agli atti di approvazione formale. Per questo, la sua posizione può rientrare nell’ambito applicativo del divieto.
Incarico di destinazione
ANAC interpreta in senso ampio il requisito dell’“incarico in destinazione”, ricomprendendovi qualsiasi rapporto di lavoro o professionale presso soggetti privati destinatari dell’attività della PA, purché stabile e continuativo, inclusi contratti, consulenze o assunzioni. Nel caso esaminato, tale requisito risulta integrato poiché il soggetto interessato ha assunto una posizione lavorativa presso l’impresa coinvolta.
Sulla base degli elementi raccolti, l’Autorità ritiene quindi configurata la violazione del divieto di pantouflage di cui all’art. 53, comma 16-ter, d.lgs. 165/2001 perché il tecnico comunale rientra nel perimetro soggettivo, ha inciso sul rapporto contrattuale con l’impresa tramite attività da D.L. e poi è passato a lavorare presso la stessa impresa.
Leggi l’approfondimento: Divieto di Pantouflage: guida alle norme sull’inconferibilità e incompatibilità di incarichi
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