Protocollo ANAC-Agenzia del Demanio-FS Engineering: il BIM accelera la digitalizzazione dei lavori

Protocollo ANAC-Agenzia del Demanio-FS Engineering: il BIM accelera la digitalizzazione dei lavori

L’intesa rafforza metodi, strumenti e formazione per una gestione informativa più trasparente ed efficace: un passo chiave per rendere operativa la trasformazione digitale delle stazioni appaltanti

La digitalizzazione dei lavori pubblici entra in una fase più matura e concreta.

Con la firma del protocollo d’intesa tra ANAC, Agenzia del Demanio e FS Engineering, le principali istituzioni e realtà operative del settore rafforzano la cooperazione per diffondere metodi e strumenti di gestione informativa digitale (BIM) e, soprattutto, per metterli davvero a servizio delle stazioni appaltanti, incluse quelle più piccole.

Perché questo protocollo è strategico

Il messaggio che arriva dai firmatari è chiaro: il BIM non è una “spunta” progettuale, ma un paradigma di gestione digitale dell’intero appalto e del cantiere, fondamentale per trasparenza, riduzione dei rischi e qualità dell’esecuzione.

Non a caso, ANAC evidenzia come l’adozione del BIM possa contribuire a:

rendere più efficiente l’intero ciclo di affidamento;
evitare varianti costose in corso d’opera;
migliorare sicurezza e controllo di cantiere;
ridurre sprechi e rischi, anche legati a possibili infiltrazioni criminali.

E c’è un punto cruciale, spesso sottovalutato: molte stazioni appaltanti rischiano applicazioni “solo formali” per mancanza di competenze e strumenti adeguati. Proprio per questo ANAC ha coinvolto partner con know-how strutturato, con l’obiettivo di trasformare l’obbligo in capacità operativa reale.

Un contesto normativo che impone un salto di qualità

Dal 1° gennaio 2025 il BIM è richiesto per nuove costruzioni e interventi sopra i 2 milioni di euro (e sopra 5,38 milioni per i beni culturali). E il correttivo al Codice appalti ha confermato la soglia, ribadendo la necessità di passare a una gestione digitale completa.

In altre parole: non basta “modellare”. Serve governare dati, processi e tracciabilità lungo tutto il ciclo di vita del contratto pubblico.

Cosa prevede la collaborazione: dalle piattaforme al cantiere digitale

Il protocollo punta a un’azione sistemica, articolata su tre linee operative:

analisi e miglioramento di metodi e strumenti BIM già implementati, con iniziative come incontri, seminari, studi e progetti di ricerca;
integrazione del BIM nell’ecosistema digitale dei contratti pubblici, considerando anche l’interazione con le Piattaforme di Approvvigionamento Digitale (PAD) e con i sistemi gestionali usati dalle stazioni appaltanti nella fase esecutiva;
formazione specifica per accrescere competenze e promuovere un uso corretto e consapevole, con l’istituzione di un Tavolo tecnico per definire le linee programmatiche.

È un’impostazione importante perché collega, finalmente, norme–processi–competenze–strumenti, portando il BIM dove produce valore: nel controllo dei tempi/costi, nella qualità esecutiva e nella manutenzione successiva.

Il ruolo di ACCA software: tecnologia e cultura BIM per la PA e per tutta la filiera

In questo scenario, ACCA software – leader italiano del BIM – ha un ruolo naturale e strategico.

Il protocollo vuole rendere la digitalizzazione accessibile, operativa e misurabile per stazioni appaltanti, progettisti, imprese e direzioni lavori attraverso:

la corretta applicazione delle disposizioni normative;
la massima diffusione delle competenze tecniche;
il supporto alle stazioni appaltanti, soprattutto quelle meno strutturate.

Sono esattamente le sfide su cui, da anni, ACCA investe: software BIM, strumenti di gestione e interoperabilità dei dati, workflow digitali per il ciclo di vita dell’opera, formazione e contenuti per la crescita delle competenze.

Perché la trasformazione digitale non avviene con un adempimento, ma con un ecosistema di strumenti che permetta di:

lavorare con modelli informativi affidabili;
gestire e condividere dati lungo progettazione–affidamento–cantiere–gestione;
garantire tracciabilità e controllo, riducendo errori e varianti;
integrare progettazione e gestione (in prospettiva) con i sistemi dell’e-procurement e con i processi della PA.

Per ACCA software, questo protocollo conferma che la strada è tracciata: il futuro dei lavori pubblici è digitale, interoperabile e basato sui dati.

Come leader italiano del BIM, continueremo a supportare la filiera con soluzioni e competenze che trasformino obblighi e linee guida in processi realmente efficienti, a beneficio della PA, delle imprese e dei cittadini.

Approfondimenti

Obbligo BIM negli appalti pubblici: la guida completa

 

 

 

 

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