Materiali ecosostenibili in edilizia: ecco i più green
Il green building richiede l’impiego di materiali ecosostenibili. Come sceglierli in base a performance energetiche, riciclabilità e durabilità
I materiali ecosostenibili in edilizia sono materiali da costruzione progettati e selezionati per ridurre l’impatto ambientale lungo il loro ciclo di vita e migliorare efficienza energetica, salubrità e durabilità degli edifici.
La loro importanza è evidente se si considerano i numeri del settore: in Europa gli edifici sono responsabili del 40% circa del consumo finale di energia, di cui il 25% è da attribuire alle residenze e il 15% al settore terziario. Questo valore supera le percentuali assegnate all’industria (28%) e ai trasporti (32%).
Il comparto edilizio contribuisce per circa il 30% alle emissioni di gas serra nell’atmosfera.
Un altro aspetto critico associato al settore delle costruzioni riguarda il consumo di suolo, con la superficie artificiale europea che attualmente rappresenta il 4% del totale, ma dal 2000 al 2006 ha registrato una perdita di circa 600 mila ettari di terreni agricoli, determinando un incremento del 3,4% delle aree cementificate.
In questo contesto interviene la nuova direttiva Case green che punta alla decarbonizzazione dell’edilizia con norme e strategie per la conversione del parco immobiliare in edifici ecosostenibili e ad impatto zero.
La scelta dei materiali dunque non rappresenta un dettaglio tecnico, ma una leva progettuale strategica. La bioedilizia e l’edilizia sostenibile pongono al centro proprio la selezione consapevole dei materiali da costruzione, valutandone prestazioni, impatti ambientali e contributo al comfort abitativo.
Scopriamo quindi cosa si intende per materiali sostenibili e perché è fondamentale integrarli nei processi costruttivi contemporanei.
Materiali ecosostenibili edilizia: cosa sono
I materiali ecosostenibili sono prodotti e sistemi costruttivi progettati per ridurre in modo misurabile l’impatto ambientale dell’edificio lungo l’intero ciclo di vita — dall’estrazione delle materie prime alla produzione, dalla fase d’uso fino alla dismissione o al riciclo — garantendo al contempo prestazioni tecniche, durabilità e qualità ambientale interna.
Non si tratta semplicemente di materiali “naturali” o di origine biologica. Un materiale può essere definito ecosostenibile quando soddisfa contemporaneamente criteri ambientali, energetici e sanitari.
In ambito progettuale, parlare di materiali ecosostenibili significa adottare un approccio integrato: la scelta del singolo prodotto deve essere coerente con il sistema costruttivo, con le strategie energetiche dell’edificio e con gli obiettivi ambientali del progetto, evitando soluzioni “green” solo in apparenza ma non supportate da dati prestazionali e documentazione tecnica.
Valutazione dei materiali da costruzione sostenibili: cosa conta di più
La scelta dei materiali per il mondo dell’edilizia rappresenta il cuore della fase di implementazione di un’opera conforme ai CAM: bisogna rispettare i criteri di ecosostenibilità. Si sta assistendo ad un ritorno al passato in termini di tipologia di materiali impiegati per le costruzioni, ma con 2 vantaggi: lo sviluppo della tecnologia e la modernità. Utilizzare materiali naturali significa fare una scelta responsabile sia per il benessere dell’uomo sia per quello dell’ambiente.
L’architettura sostenibile sta andando sempre più verso quei sistemi costruttivi da abbinare ai materiali naturali (i sistemi della bioedilizia). Il legno, ad esempio, è un materiale che ha visto uno sviluppo esponenziale anche in località con climi più moderati. Ma come si può valutare l’impatto dei materiali sull’ambiente? Di sicuro analizzandoli nel loro intero ciclo di vita, dall’estrazione fino al riciclo. Tra gli aspetti da considerare non possiamo non citare:
il risparmio energetico che deve dominare il processo produttivo, al fine di minimizzare l’emissione di CO2 nell’aria;
la tossicità del materiale durante la fase di esercizio;
la durata e il grado di riciclabilità;
l’inquinamento dovuto dal trasporto del materiale.
Per la valutazione delle prestazioni energetiche degli edifici di qualsiasi destinazione d’uso è fondamentale utilizzare un software certificazione energetica che consente di tener conto nel modello edilizio di materiali ecosostenibili e nella parte impiantistica di generatori ad alta efficienza e di impianti a fonti rinnovabili.
Valutazione delle prestazioni energetiche degli edifici con TerMus
Materiali da costruzione sostenibili innovativi che plasmano il futuro dell’edilizia sostenibile
I materiali da costruzione rappresentano il 50% della materia estratta dalla crosta terrestre per le attività che svolgiamo tutti i giorni. Il consumo di energia primaria globale e delle emissioni di gas serra sono pari al 40%. Ecco perché è fondamentale scegliere con cura i materiali da utilizzare a beneficio di una sostenibilità ambientale. Come accennato prima, bisogna tenere in considerazione il ciclo di vita del materiale e fare una vera e propria valutazione per poter considerare gli impatti ambientali, economici e sociali di un materiale.
Per valutare il processo edificatorio di un manufatto (sia dal punto di vista energetico sia dal punto di vista dell’impatto della costruzione sull’ambiente e sulla salute umana durante tutto il ciclo vitale dell’edificio) si utilizza la certificazione di sostenibilità ambientale. Vi sono diversi protocolli che consentono di ottenere la certificazione ambientale, come ad esempio il Protocollo ITACA, elaborato dall’Istituto per l’Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale.
Un materiale è sostenibile quando rispetta almeno le seguenti caratteristiche:
consumo di energia inferiore rispetto agli edifici tradizionali durante tutto il ciclo di vita;
consumo di acqua inferiore rispetto agli edifici tradizionali;
minore impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita;
miglior qualità e comfort indoor;
maggiore durabilità rispetto ad un edificio tradizionale;
assenza di sostanze tossiche;
riciclabilità.
Elenco pratico di materiali da costruzione sostenibili
Ma quali sono, in concreto, i materiali ecosostenibili edilizia più utilizzati nella pratica progettuale? Nel panorama costruttivo attuale, la sostenibilità si declina attraverso diverse famiglie di materiali impiegate per strutture, murature, rivestimenti e sistemi costruttivi a secco o massivi.
Nei paragrafi seguenti vengono analizzate le principali tipologie, con un approccio tecnico orientato a evidenziare vantaggi ambientali, prestazioni e ambiti di applicazione, così da fornire un quadro di riferimento utile a progettisti e imprese.
Laterizio
Nell’Antica Roma il termine “laterizio” indicava il mattone impiegato nell’opus latericium: la tecnica di costruzione del paramento murario. Nel corso degli anni il termine ha acquisito un significato più generale che abbraccia una vasta di prodotti tra i quali il mattone pieno e forato, la pignatta, la tavella, la volterrana, il coppo, la tegola marsigliese, ecc., impiegati nella realizzazione di strutture verticali (muri portanti, di tamponamento, ecc.) e orizzontali (solai, coperture, ecc.).
I laterizi sono il risultato di un miscuglio di argilla, sabbia e acqua, che, dopo la miscelazione, viene plasmato tramite estrusione o stampaggio. La successiva essiccazione e cottura in forni a tunnel a una temperatura di 1200° danno origine al prodotto finito. Per migliorare le proprietà isolanti del materiale, possono essere aggiunti vari componenti come palline di polistirolo, segatura, residui della lavorazione della carta o altri materiali di scarto all’impasto crudo. Questi, dopo la cottura, vengono eliminati, generando piccoli pori d’aria. Ciò riduce la densità del laterizio e aumenta le sue proprietà termo-acustiche.
Si tratta di prodotti realizzati con materie prime naturali, il cui processo produttivo non genera rifiuti, ma permette il recupero degli scarti provenienti da altre lavorazioni. È importante notare, tuttavia, che il processo di cottura richiede una notevole quantità di energia termica, solitamente prodotta mediante combustibili fossili con un impatto ambientale significativo.
I laterizi offrono anche la possibilità di essere riciclati dopo l’uso: possono essere utilizzati come base per la realizzazione delle strade dopo essere stati frantumati. Durante il processo di produzione, gli scarti di un ciclo vengono riutilizzati nel ciclo successivo, contribuendo a una gestione sostenibile delle risorse.
Blocchi in calcestruzzo con argilla espansa
I blocchi in calcestruzzo con argilla espansa si ottengono dalla miscelazione di granuli di argilla espansa con il tradizionale impasto utilizzato per la produzione di blocchi destinati a pareti portanti, tamponamenti, pareti divisorie e pavimentazioni. L’argilla espansa è ottenuta tramite la macinazione e cottura dell’argilla cruda. Durante il processo di riscaldamento, i granuli, sottoposti a temperature crescenti, subiscono un’espansione grazie allo sviluppo di anidride carbonica e acqua. Successivamente, il passaggio in un letto fluido di correnti d’aria induce il raffreddamento dei granuli e l’indurimento del loro strato esterno, mentre il nucleo interno rimane poroso. Questa caratteristica conferisce al materiale un’elevata leggerezza e, al contempo, una buona resistenza meccanica.
I granuli sfusi di argilla espansa presentano una buona inerzia termica e resistenza alla compressione. Essendo di origine minerale, vantano incombustibilità, refrattarietà, inerzia chimica, stabilità temporale, immarcescibilità e resistenza all’umidità. La presenza di questi granuli conferisce ai blocchi in calcestruzzo notevoli proprietà isolanti sia termiche che acustiche, oltre a una considerevole leggerezza che facilita l’installazione, portando a vantaggi economici. La permeabilità al vapore acqueo di tali blocchi previene la formazione di condensa e muffa all’interno delle pareti, assicurando la traspirabilità dell’edificio.
Le proprietà ignifughe unite alla geometria controllata dei blocchi in argilla espansa consentono di minimizzare l’utilizzo di malta nei giunti e, se del caso, di ridurre lo strato di intonaco.
Pietra naturale
La pietra naturale è stata in parte sostituita nel XX secolo da materiali come l’acciaio, il calcestruzzo armato e il vetro. Tuttavia, con l’attenzione verso componenti edili a basso impatto ambientale, la pietra ha riacquistato rilevanza sia nelle ristrutturazioni che nelle nuove costruzioni. Dal punto di vista bioecologico, la pietra è idonea, ma è essenziale considerare requisiti come le proprietà bioecologiche (permeabilità e conducibilità termica), il peso volumetrico, il grado di compattezza e porosità, la durevolezza, la resistenza e l’aspetto estetico.
Le pietre, classificate in base al peso volumetrico e alla lavorazione, includono tufo, granito, travertino, marmo, diorite, sienite, porfido e basalto. La scelta della pietra dovrebbe considerare anche l’affinità con le malte per garantire la coerenza strutturale. La lavorazione delle pietre può essere grezza, concia, da taglio o sotto forma di lastre.
Terra cruda
La terra cruda si ottiene attraverso l’essiccazione di una miscela di argilla, fibre vegetali come canapa e paglia e inerti di varia granulometria come sabbia e ghiaia. Questo materiale da costruzione naturale, conosciuto fin dall’antichità, è facilmente lavorabile, a basso impatto ambientale e completamente riciclabile. Grazie alla flessibilità nella composizione della miscela, può essere impiegato per la realizzazione di pareti portanti, coperture, pavimentazioni e finiture. La notevole inerzia termica della terra cruda offre un efficace isolamento termico, adatto anche a climi estremi. Inoltre l’argilla agisce come “spugna”, assorbendo e rilasciando umidità in modo controllato, mantenendo un tasso di umidità relativa confortevole negli ambienti.
Esistono 3 tecniche principali per la messa in opera della terra cruda, a seconda delle proporzioni nella miscela. La tecnica della terra battuta, utilizzata con una bassa percentuale di argilla, prevede l’inserimento della terra in casseforme delle dimensioni desiderate, compattando e battendo ogni strato successivo. Con una percentuale elevata di argilla e sabbia, si adotta la tecnica del mattone crudo, inserendo la terra e la paglia in stampi di legno capovolti per l’essiccazione, evitando il ritiro eccessivo con l’essiccazione sotto cumuli di sabbia. Infine, con un’elevata presenza di limo, si ricorre alla tecnica del torchis, stendendo l’impasto su intelaiature in legno ancorate alla struttura dell’edificio.
Grazie al software progettazione edilizia puoi effettuare la tua progettazione architettonica 2D/3D di nuove costruzioni e ristrutturazioni scegliendo di utilizzare materiali eco-sostenibili.
Progettare gli edifici eco-sostenibili con Edificius
Materiali da costruzione in legno sostenibile
Nel panorama edilizio contemporaneo, il legno si distingue come opzione ecologica e responsabile.
A differenza dei materiali da costruzione ad alta intensità energetica come l’acciaio e il cemento, il legno è una risorsa rinnovabile: sono sempre più diffuse le foreste certificate e gestite in modo sostenibile, che garantiscono un equilibrio tra il prelievo di legname e la rigenerazione forestale.
Da un lato, gli alberi, tramite la fotosintesi clorofilliana, assorbono anidride carbonica dall’atmosfera, contribuendo a mitigare il cambiamento climatico, dall’altro la lavorazione del legno richiede un apporto energetico inferiore rispetto all’energia necessaria per realizzare opere con altri materiali da costruzione.
Inoltre, gli scarti di lavorazione possono essere utilizzati per la produzione di energia o per la creazione di pannelli a base di legno, ottimizzando l’utilizzo della risorsa.
Per avere maggiori informazioni sulle tipologie di legno da costruzione e sulle sue proprietà ti consiglio di leggere l’articolo “Il legno come materiale da costruzione.”
Materiali da costruzione ecosostenibili: i materiali isolanti
Una caratteristica importante nell’ottica di eco-sostenibilità è di sicuro la capacità isolante di un materiale. L’isolamento termico, spesso legato a quello acustico, rappresenta un aspetto fondamentale della progettazione edilizia, poiché incide sul consumo energetico e sulle dispersioni attraverso l’involucro esterno. L’impiego di materiali con elevate prestazioni termoisolanti contribuisce a ridurre il fabbisogno energetico degli edifici, abbattendo le emissioni di CO2 e riducendo i costi operativi.
Nonostante l’efficacia isolante di materiali “artificiali” di origine petrolifera (come polistirene espanso o estruso, poliuretano, ecc.) la loro produzione comporta rischi di inquinamento ambientale, potenziali emissioni tossiche in caso di incendio e sfide nel riciclo. Pertanto, la scelta degli isolanti dovrebbe privilegiare materiali di origine vegetale o animale, come fibra di legno, sughero, cellulosa, lana di pecora, fibre di cotone o lino. Questa selezione mira a garantire elevate prestazioni isolanti mentre minimizza impatti ambientali negativi.
Fibra di legno
I pannelli in fibra di legno sono ampiamente impiegati come componenti isolanti di origine naturale. Il processo di produzione coinvolge la macinazione di legni di abete rosso o pino, seguita da un’essiccazione a temperature elevate (350°) e pressatura. L’aggiunta di allume favorisce la liberazione delle resine naturali del legno, conferendo al pannello una marcata idrorepellenza, potenziata ulteriormente da trattamenti con cera o lattice. Questo metodo sfrutta materie prime naturali come residui di segheria e legni deboli, rendendo il pannello completamente riciclabile. I residui dei pannelli possono essere riutilizzati per la produzione di altri isolanti o compostati.
I pannelli in fibra di legno vantano notevoli proprietà isolanti termiche, con un coefficiente di conducibilità termica di circa 0,04 W/mK , e acustiche grazie all’intreccio delle fibre che ostacola la propagazione delle onde sonore. La struttura aperta delle lastre consente il passaggio del vapore acqueo, favorisce la traspirabilità di coperture o pareti e contribuisce alla regolazione naturale dell’umidità negli ambienti. Inoltre, la qualità estetica dei pannelli permette la creazione di ambienti piacevoli, offrendo sensazioni di benessere visivo e tattile grazie alla naturale origine del materiale.
Sughero
I pannelli in sughero sono ottenuti dalla compressione di trucioli della corteccia meno pregiata di una specifica quercia (Quercus Suber L.), nota come sughero maschio. Questi componenti, anch’essi realizzati con materie prime naturali, sono biodegradabili e privi di sostanze tossiche. È importante notare che il ciclo di rigenerazione della corteccia dell’albero richiede circa 9 anni. La struttura cellulare del sughero, con circa 30-40 milioni di cavità d’aria per cm3, conferisce al materiale elevata elasticità, resistenza meccanica e eccellenti proprietà isolanti termiche (con un coefficiente di conducibilità termica di circa 0,038 W/mK) e acustiche. Il sughero è anche impermeabile, ignifugo e resistente agli attacchi di insetti, roditori, tarli e batteri.
I pannelli, venduti in formati 50×100 cm con spessori variabili da 1 a 6 cm, sono utilizzati per l’isolamento termico e acustico di strutture verticali come pareti esterne e tramezzature, nonché di elementi orizzontali come solai, mansarde e tetti. Il sughero è imputrescibile, caratteristica che consente di posizionarlo direttamente sotto lo strato di copertura in tegole o coppi senza la necessità di installare una guaina impermeabile.
Tutte queste caratteristiche hanno permesso la riscoperta del sughero nel campo dell’edilizia: naturale, rinnovabile e resistente. Una soluzione ecologica ed efficiente che da beneficio sia all’ambiente che agli occupanti degli edifici.
La sostenibilità lo caratterizza anche a fine ciclo vita, può essere facilmente riciclato o smaltito in modo ecologico, evitando l’accumulo di rifiuti e contribuendo a ridurre l’impatto ambientale.
Fibra di cellulosa
L’isolante in cellulosa è prodotto mediante la macinatura dei fogli di giornale, seguita dal trattamento dei fiocchi risultanti con sali borici a scopo ignifugo e antiparassitario. Il processo di produzione è a basso impatto ambientale, ma il materiale ottenuto non è smaltibile in discarica a causa dei suddetti sali, rendendo necessario l’incenerimento.
La fibra di cellulosa, con un coefficiente di conducibilità termica di circa 0,037 W/mK, si rivela un valido isolante termico grazie alle minuscole cavità nei fiocchi che ostacolano la trasmissione del calore. Caratterizzata da un’elevata igroscopicità, può assorbire circa il 30% dell’umidità presente in un ambiente, rilasciandola lentamente per garantire il comfort abitativo.
La messa in opera avviene mediante insufflaggio dei fiocchi nelle intercapedini o tramite spruzzo sulle pareti del materiale precedentemente bagnato. Oltre ai fiocchi, sono disponibili in commercio pannelli in cellulosa pressata adatti come rivestimenti per pareti esistenti durante lavori di ristrutturazione.
Il bambù come materiale da costruzione sostenibile
Il bambù si origina da una graminacea gigante sempreverde che ha un ciclo vitale di 80-100 anni, con una sola fioritura a fine ciclo. È in grado di crescere e vivere praticamente ovunque e a qualunque temperatura (tra i -25°C e i +45°C), raggiungendo i 25 metri di altezza.
È la pianta con il tasso di crescita più veloce al mondo, alcune specie possono crescere fino a un metro al giorno.
Pur essendo leggero e flessibile, è forte e resistente, per questo viene oggi definito l’“acciaio vegetale”: ha una resistenza alla trazione superiore all’acciaio e una resistenza alla compressione paragonabile al calcestruzzo, per questo è in grado di resistere bene ai terremoti ed è da sempre utilizzato nell’edilizia anti-sismica.
Tutte queste caratteristiche rendono il bambù un materiale sostenibile, perfetto nelle costruzioni:
crescita rapida e rinnovabile;
assorbimento di CO2;
resistenza e flessibilità;
leggerezza e versatilità.
Scelta di materiali da costruzione sostenibili per facciate di edifici in base all’impatto ambientale ed estetico
Le facciate ecosostenibili sono elementi fondamentali dell’architettura green: migliorano l’efficienza energetica degli edifici, riducono l’impatto ambientale e valorizzano l’estetica.
Di grande importanza risulta dunque la scelta del rivestimento o del materiale di finitura delle facciate: tra le soluzioni più apprezzate spicca l’intonaco naturale, le pitture naturali per quanto riguarda la finitura o l’alluminio ed altri rivestimenti naturali, per i materiali di finitura per facciate ventilate e non.
Intonaco naturale
L’intonaco viene applicato sulle pareti murarie per dare omogeneità alla superficie e serve come protezione da eventi climatici e/o fattori meccanici. La traspirabilità è di sicuro la caratteristica più importante da tener presente: in genere si prediligono intonaci a base di calce idraulica naturale con proprietà deumidificanti, oltre che traspiranti. È bene ricordare che la calce è il miglior isolante naturale, materiale impiegato già in tempi molto antichi. Inoltre l’intonaco di calce è molto traspirante: favorisce uno scambio con l’esterno e previene la formazione della condensa sulle pareti.
Un altro caso di intonaco naturale è l’argilla cruda, materiale sempre naturale, di facile estrazione e riciclabile al 100%. Si sta diffondendo sempre di più per le sue proprietà estetiche e funzionali, spaziando da poroso a liscio con una varietà di colori. L’intonaco in argilla è applicabile su vari supporti, fornendo isolamento termico e acustico ed è biocompatibile, anallergico, e igroscopico. Ha un ruolo significativo nelle Passivhaus, contribuendo a mantenere stabili temperatura e umidità, migliorando il comfort abitativo.
Pitture naturali
Le pitture naturali, conosciute anche come vernici naturali, sono realizzate esclusivamente con ingredienti biologici, principalmente basati sulla resina estratta da conifere come larici e pini. Questi materiali offrono numerosi vantaggi, tra cui elevata traspirabilità, proprietà antiallergiche e antimuffa, assenza di sostanze tossiche, durabilità nel tempo, non attraggono polvere, presentano un profumo piacevole derivato dai pigmenti naturali, possono essere applicate anche con finestre chiuse, offrono un’estetica di qualità, sono facili da lavorare e richiedono una semplice manutenzione. Queste pitture naturali sono ideali per progetti di bioedilizia, sia per interni che per esterni, e possono essere impiegate in nuove costruzioni o nella ristrutturazione di edifici esistenti, compresi quelli situati in centri storici. La loro natura sana, sicura e performante contribuisce al benessere generale e all’alto comfort abitativo.
Rivestimenti in alluminio
L’alluminio è un materiale leggero, resistente e altamente ecocompatibile. Può essere prodotto in larga parte da fonti riciclate, con percentuali che possono variare dal 20% all’80%, a seconda delle specifiche date dai fornitori di materia prima. Questo consente di ridurre l’impatto ambientale legato all’estrazione e alla produzione di nuovo metallo, favorendo un approccio circolare e conforme alle normative europee in materia di sostenibilità.
Inoltre, l’alluminio è completamente riciclabile a fine vita, senza perdita di qualità o prestazioni, e offre una durabilità eccellente, specialmente in ambienti esposti ad agenti atmosferici aggressivi. Grazie a queste caratteristiche, si afferma come materiale ideale per facciate architettoniche moderne, sia dal punto di vista tecnico che ambientale.
Rivestimenti in grès porcellanato
Il grès porcellanato “riciclato” nasce dall’introduzione di scarti industriali e residui di lavorazione all’interno dell’impasto ceramico. Questo processo consente di ridurre l’estrazione di nuove materie prime e di valorizzare materiali altrimenti destinati alle discariche.
Il grès porcellanato riciclato è sostenibile grazie alla produzione a basso impatto ambientale, grazie al recupero di materiali e all’ottimizzazione dei processi energetici, alla riduzione delle emissioni di CO₂, sia nella fase di estrazione sia in quella di cottura, alla riciclabilità completa a fine vita, poiché le piastrelle possono essere frantumate e reimpiegate come materie prime seconde.
Confronto tecnico tra materiali ecosostenibili per applicazione edilizia
La seguente tabella sintetizza le principali caratteristiche ambientali e prestazionali dei materiali analizzati, mettendo in relazione categoria d’uso, vantaggi ambientali, prestazioni tecniche e possibili criticità, così da supportare una scelta progettuale consapevole e comparabile.
Materiale
Categoria
Vantaggio ambientale principale
Prestazione tecnica chiave
Criticità / limiti
Laterizio
Murature e strutture verticali/orizzontali
Realizzato con materie prime naturali; possibilità di riciclo e riutilizzo degli scarti di produzione
Buone proprietà termo-acustiche grazie alla porosità; riduzione della densità
Processo di cottura ad alta temperatura con elevato consumo di energia termica da combustibili fossili
Blocchi in calcestruzzo con argilla espansa
Murature portanti, tamponamenti, divisori
Durabilità e stabilità nel tempo; materiale minerale incombustibile e resistente all’umidità
Elevata leggerezza, buona resistenza meccanica, inerzia termica e proprietà isolanti termo-acustiche
Presenza di fase di cottura dell’argilla per ottenere i granuli espansi
Pietra naturale
Murature e rivestimenti
Materiale idoneo dal punto di vista bioecologico; basso impatto se correttamente selezionata
Elevata durevolezza e resistenza; varietà di lavorazioni
Peso volumetrico elevato; necessità di valutare permeabilità, conducibilità e compatibilità con le malte
Terra cruda
Murature, coperture, pavimentazioni, finiture
Basso impatto ambientale e completamente riciclabile
Elevata inerzia termica; regolazione naturale dell’umidità
Necessità di tecniche costruttive specifiche in base alla composizione della miscela
Legno sostenibile
Strutture e componenti edilizi
Risorsa rinnovabile; assorbimento di CO₂; minore energia di lavorazione rispetto a acciaio e cemento
Buon rapporto tra resistenza e peso; versatilità costruttiva
Necessità di gestione forestale sostenibile per garantire equilibrio tra prelievo e rigenerazione
Fibra di legno
Isolante naturale
Utilizzo di residui di segheria; materiale completamente riciclabile
Conducibilità termica ≈ 0,04 W/mK; traspirabilità e regolazione dell’umidità
Processo produttivo con essiccazione ad alte temperature (350°)
Sughero
Isolante naturale
Biodegradabile, privo di sostanze tossiche; ricavato da corteccia rinnovabile
Conducibilità termica ≈ 0,038 W/mK; impermeabile, ignifugo, resistente a insetti e batteri
Ciclo di rigenerazione della corteccia lungo (circa 9 anni)
Fibra di cellulosa
Isolante da riciclo
Prodotta da carta riciclata; processo a basso impatto ambientale
Conducibilità termica ≈ 0,037 W/mK; elevata igroscopicità (assorbe fino al 30% di umidità)
Non smaltibile in discarica per presenza di sali borici; richiede incenerimento
Intonaco naturale
Finitura per facciate e interni
Materiale naturale e riciclabile (argilla 100% riciclabile)
Elevata traspirabilità; regolazione di temperatura e umidità
Elevata traspirabilità; regolazione di temperatura e umidità
Nessuna criticità esplicitamente indicata nel testo
Pitture naturali
Finitura superficiale
Ingredienti biologici, assenza di sostanze tossiche
Elevata traspirabilità; proprietà antimuffa e antiallergiche
Peso elevato e necessità di verifica delle proprietà fisico-meccaniche e della compatibilità con le malte
Rivestimenti in alluminio
Facciate
Elevata percentuale di materiale riciclato; completamente riciclabile a fine vita
Leggerezza, resistenza e durabilità in ambienti aggressivi
Produzione primaria con impatto ambientale legato all’estrazione (ridotto solo se riciclato)
Rivestimenti in grès porcellanato riciclato
Rivestimenti per facciate
Recupero di scarti industriali; riduzione estrazione nuove materie prime
Elevata resistenza e riciclabilità a fine vita
Processo di cottura energivoro (ridotto grazie a ottimizzazione energetica)
Esempi di materiali da costruzione sostenibili ispirati da progetti reali
Sono molti gli esempi di edifici ecosostenibili realizzati nel mondo a cui far riferimento per individuare materiali da costruzione sostenibili:
il Nk’Mip Desert Cultural Centre in Canada, realizzato in terra cruda. È famoso per la presenza della parete in terra battuta “rammed earth” più grande del Nord America al momento della costruzione (lunga 80 m e spessa 0,60 m);
il Bosco verticale, a Milano, in Italia, caratterizzato da piante, alberi e arbusti strutturalmente integrati in facciata per assorbire CO2 e migliorare il microclima;
Il Mjøstårnet, in Norvegia, che è il grattacielo in legno più alto al mondo. È un edificio simbolo della bioedilizia, perché spinge il legno oltre i suoi limiti strutturali, in quando è capace di stoccare circa 1700 tonnellate di CO2.
Se vuoi conoscere altri esempi famosi, leggi l’approfondimento sugli edifici ecosostenibili.
Materiali da costruzione ecologici: vantaggi per l’energia e gli ambienti interni
L’adozione sempre più massiccia di materiali eco-sostenibili nell’edilizia rappresenta un fondamentale passo avanti verso la costruzione di ambienti abitativi che coniugano sostenibilità ambientale, efficienza energetica e benessere degli occupanti. La scelta oculata di materiali come il legno certificato, l’argilla, la fibra di legno e altre soluzioni eco-compatibili non solo riduce l’impatto ambientale della costruzione, ma contribuisce anche a creare spazi più salubri e adatti al benessere delle persone.
Questi materiali non solo rispettano rigorosi standard ambientali, ma offrono anche proprietà intrinseche benefiche, come l’ottima regolazione termica, la capacità di assorbire l’umidità in eccesso e la resistenza agli agenti patogeni come muffe e batteri. Al di là delle considerazioni ambientali, l’impiego di queste soluzioni si traduce in un notevole risparmio energetico nel lungo periodo, contribuendo così alla sostenibilità economica degli edifici.
In un contesto in cui la consapevolezza ambientale è sempre più centrale, l’industria edilizia sta abbracciando queste pratiche per rispondere alle esigenze attuali e future.
FAQ – Materiali ecosostenibili edilizia
Cosa si intende per materiali ecosostenibili in edilizia?
I materiali ecosostenibili in edilizia sono materiali da costruzione progettati e selezionati per ridurre l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita, migliorando al tempo stesso efficienza energetica, salubrità e durabilità degli edifici. La loro valutazione considera origine delle materie prime, processo produttivo, comportamento in esercizio e possibilità di riciclo a fine vita.
Quali criteri determinano la sostenibilità di un materiale da costruzione?
La sostenibilità di un materiale non dipende solo dal fatto che sia naturale. Occorre valutare il consumo energetico in fase produttiva, la presenza di sostanze potenzialmente nocive, la durabilità, la riciclabilità e le prestazioni termo-acustiche che contribuiscono a ridurre i consumi energetici dell’edificio.
Quali sono i materiali ecosostenibili più utilizzati nelle costruzioni?
Tra i materiali più comuni rientrano laterizi, blocchi in calcestruzzo con argilla espansa, pietra naturale, terra cruda, legno sostenibile e isolanti naturali come fibra di legno, sughero e cellulosa. Ogni materiale presenta specifiche caratteristiche ambientali e prestazionali che lo rendono idoneo a determinati impieghi.
Perché gli isolanti naturali sono importanti nell’edilizia sostenibile?
L’isolamento termico incide direttamente sui consumi energetici e sulle dispersioni attraverso l’involucro edilizio. Materiali come fibra di legno, sughero e cellulosa garantiscono elevate prestazioni isolanti, contribuendo a ridurre le emissioni di CO₂ e i costi operativi, oltre a favorire la regolazione naturale dell’umidità interna.
Il legno è davvero un materiale sostenibile per costruire?
Il legno è considerato sostenibile quando proviene da foreste gestite in modo responsabile. È una risorsa rinnovabile, assorbe anidride carbonica durante la crescita e richiede meno energia di lavorazione rispetto a materiali ad alta intensità energetica come acciaio e cemento.
La terra cruda è adatta anche agli edifici contemporanei?
Sì. La terra cruda, utilizzata fin dall’antichità, è un materiale a basso impatto ambientale e completamente riciclabile. Offre elevata inerzia termica e contribuisce alla regolazione dell’umidità interna. Può essere impiegata in pareti portanti, coperture, pavimentazioni e finiture, utilizzando diverse tecniche costruttive.
I materiali ecosostenibili permettono un reale risparmio energetico?
Sì. L’impiego di materiali con buone prestazioni termo-isolanti e igrometriche contribuisce a ridurre il fabbisogno energetico degli edifici, abbattendo le emissioni di CO₂ e migliorando il comfort abitativo nel lungo periodo.
Perché la scelta dei materiali è strategica per la bioedilizia?
Il settore edilizio incide in modo significativo sui consumi energetici, sulle emissioni e sul consumo di suolo. Per questo motivo la selezione dei materiali rappresenta una leva progettuale fondamentale per ridurre l’impatto ambientale complessivo degli edifici e migliorare la qualità degli spazi costruiti.
Fonte: Read More
