Linee guida ANAC per la corretta individuazione del CCNL nei bandi di gara
Inquadramento normativo, modalità di identificazione del CCNL applicabile, utilizzo di un CCNL diverso: il Presidente Busia fa chiarezza
Il Comunicato del Presidente n. 2 del 10 febbraio 2026 fornisce le linee guida operative per la corretta individuazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) da inserire nei bandi di gara, in conformità al D.Lgs. 36/2023 e alle novità introdotte dal Decreto Correttivo (D.Lgs. 209/2024).
Il metodo previsto è basato su tre pilastri fondamentali:
inquadramento e ambito di applicazione;
metodologia di Individuazione del contratto;
equivalenza delle tutele e settore edile.
Inquadramento normativo
L’art. 11, comma 2, del D.Lgs. 36/2023 prevede che nei documenti di gara e nella decisione di contrarre le stazioni appaltanti e gli enti concedenti indichino il CCNL applicabile al personale impiegato, secondo quanto previsto dall’art. 11, comma 1, e dall’Allegato I.01.
Modalità di identificazione del CCNL applicabile
L’identificazione del CCNL di riferimento da indicare negli atti di gara, deve avvenire secondo i criteri indicati all’articolo 11, commi 1 e 2 e all’articolo 2 dell’allegato 1.01 al Codice. In particolare, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti individuano il contratto collettivo nazionale e territoriale di lavoro che sia:
a) in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni di lavoro;
b) strettamente connesso alle prestazioni oggetto dell’appalto o della concessione, da eseguire anche in maniera prevalente;
c) dotato del criterio della maggiore rappresentatività comparativa sul piano nazionale delle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro.
I criteri individuati all’articolo 2 dell’allegato 1.01 al Codice si applicano, in quanto compatibili, anche all’individuazione dei contratti collettivi di lavoro da applicare ai lavoratori impiegati nelle
prestazioni scorporabili, secondarie, accessorie o sussidiarie, differenti da quelle prevalenti oggetto dell’appalto (o della concessione) che si riferiscano, per una soglia pari o superiore al
30 per cento, alla medesima categoria omogenea di attività.
Stretta connessione con l’oggetto dell’appalto
L’articolo 2, comma 2, dell’allegato 1.01 al Codice individua le modalità attraverso le quali le stazioni appaltanti devono individuare la stretta connessione dell’ambito di applicazione del contratto collettivo rispetto alle prestazioni oggetto dell’appalto o della concessione, seguendo i seguenti passaggi:
la prima attività richiesta alle stazioni appaltanti consiste nell’individuare il CCNL maggiormente coerente con l’oggetto dell’appalto e con le prestazioni che gli operatori economici saranno chiamati a svolgere, anche in via prevalente. A tal fine, è necessario identificare preliminarmente il settore di riferimento delle attività oggetto dell’affidamento mediante il relativo codice ATECO, secondo la classificazione ISTAT. L’art. 2, comma 2, lett. a), dell’Allegato I.01 suggerisce di verificare la coerenza tra il codice ATECO e il codice CPV indicato nel bando, utilizzando la tabella di correlazione presente nell’Allegato II.2-bis al Codice o le funzionalità disponibili nelle piattaforme di approvvigionamento digitale. Per la corretta individuazione del codice CPV, le stazioni appaltanti devono attenersi anche alle indicazioni operative fornite dall’Autorità con il Comunicato del Presidente del 9 maggio 2023:
in una fase successiva, le stazioni appaltanti devono definire l’ambito di applicazione del CCNL con riferimento ai sottosettori in cui sono classificati i contratti collettivi nazionali depositati presso l’Archivio del CNEL, ai sensi dell’art. 2, comma 2, lett. b), dell’Allegato I.01. In attesa della riorganizzazione dell’Archivio disposta dal CNEL con delibera dell’11 settembre 2025, tale verifica può essere effettuata consultando la sezione “Contratti collettivi del settore privato” del sito CNEL, in particolare il file “Contratti nazionali di settore vigenti o ultrattivi”, che consente di correlare i CCNL ai sottosettori e ai codici ATECO 2025 (fino alla sesta cifra), facilitando l’individuazione del contratto più coerente con le prestazioni oggetto dell’affidamento.
Criterio della maggiore rappresentatività comparativa a livello nazionale
L’art. 2, comma 3, dell’Allegato I.01 al Codice prevede che, tra i CCNL strettamente connessi alle prestazioni oggetto dell’appalto o della concessione, la stazione appaltante debba selezionare quelli stipulati dalle associazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. A tal fine, occorre:
fare riferimento ai CCNL utilizzati dal Ministero del Lavoro per la redazione delle tabelle sul costo medio del lavoro, adottate ai sensi dell’art. 41, comma 13, del Codice;
qualora tali tabelle non siano disponibili per il settore interessato, richiedere al Ministero l’indicazione del CCNL più rappresentativo applicabile alle prestazioni oggetto dell’affidamento.
Le tabelle ministeriali sul costo medio del lavoro, utili a tale verifica, sono consultabili sul sito del Ministero del Lavoro.
Utilizzo di un CCNL diverso
Le modalità per attestare l’equivalenza tra il CCNL indicato dalla stazione appaltante o dall’ente concedente e quello proposto dall’operatore economico sono disciplinate dalle linee guida in corso di adozione dal Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ai sensi dell’art. 11, comma 3.
L’Allegato I.01 stabilisce i criteri di equivalenza: l’art. 4 definisce i parametri normativi ed economici da considerare, mentre il comma 4 prevede che l’equivalenza sussiste se la retribuzione globale annua minima offerta è almeno pari a quella del CCNL indicato nel bando e gli scostamenti rispetto agli altri parametri sono marginali.
L’art. 3 introduce la “presunzione di equivalenza”: i CCNL nazionali o territoriali, sottoscritti dalle stesse organizzazioni sindacali più rappresentative ma con associazioni datoriali differenti, sono considerati equivalenti se riguardano lo stesso sottosettore e si applicano alla dimensione o alla natura giuridica dell’impresa.
Per il settore edile, l’art. 3, comma 2, indica specificamente i CCNL classificati con i codici CNEL/INPS F012, F015 e F018 come equivalenti, distinguendo solo per dimensione o tipologia d’impresa (industriale, piccola, artigiana, cooperativa).
Leggi l’approfondimento: La tutela dei lavoratori negli appalti pubblici
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