La gestione del rischio interferenziale non è un atto formale
La Cassazione chiarisce la responsabilità di committente, CSP e CSE nella gestione dei rischi interferenziali e l’obbligo di aggiornamento costante del PSC
La sentenza della Corte di Cassazione n. 8034/2026 rappresenta un importante contributo giurisprudenziale in materia di sicurezza sul lavoro nei cantieri edili, in particolare riguardo alla responsabilità del committente e dei coordinatori per la sicurezza (CSP e CSE) nella gestione del rischio interferenziale. Il caso esaminato riguarda un infortunio mortale causato dalla movimentazione di mezzi pesanti in un’area caratterizzata da elevato rumore ambientale e scarsa visibilità.
Ciò che rende questa pronuncia di estremo interesse non è solo la conferma di principi consolidati, ma l’enfasi posta sulla natura dinamica del PSC e sulla necessità di un controllo che vada oltre la mera verifica documentale. La Corte sottolinea che il rischio interferenziale deve essere governato anche a fronte di comportamenti imprudenti del lavoratore, qualora questi siano prevedibili nel contesto operativo.
Contesto normativo
Il quadro normativo di riferimento è il D.Lgs. 81/2008, in particolare gli articoli che disciplinano gli obblighi del committente (art. 90), del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione (artt. 91 e 92), e la gestione del rischio interferenziale. La normativa impone al committente e ai coordinatori di adottare tutte le misure necessarie per prevenire i rischi derivanti dalla contemporanea presenza di più imprese e lavorazioni, aggiornando costantemente il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e il Piano Operativo di Sicurezza (POS) in relazione all’evoluzione del cantiere.
Le motivazioni della Corte
La Corte ha confermato la responsabilità penale del committente e dei coordinatori per la sicurezza, evidenziando che la mancata gestione efficace del rischio interferenziale, soprattutto in presenza di mezzi pesanti in ambienti rumorosi e con scarsa visibilità, costituisce una violazione degli obblighi prevenzionistici. Ha chiarito che l’imprudenza del lavoratore non esclude la responsabilità dei garanti, se non quando siano state adottate tutte le misure idonee a prevenire anche comportamenti anomali.
È stato, inoltre, ribadito l’obbligo di un controllo continuo e sostanziale delle condizioni di sicurezza, con aggiornamenti tempestivi del PSC e del POS in funzione dei rischi emergenti. Sul piano processuale, la Corte ha annullato la sentenza per omessa pronuncia sulla responsabilità civile di uno dei soggetti coinvolti, richiamando il principio di solidarietà. Infine, ha confermato che il giudizio di legittimità non può rivalutare le prove, ma solo verificare la coerenza e completezza della motivazione.
Aspetto innovativo della sentenza
L’aspetto più innovativo della sentenza risiede nell’approfondimento del ruolo sostanziale e non solo formale del committente e dei coordinatori per la sicurezza nella gestione del rischio interferenziale, con particolare attenzione alla necessità di:
aggiornare costantemente il PSC e il POS in funzione dell’evoluzione delle lavorazioni e dei rischi, non limitandosi a una mera formalità burocratica;
garantire un controllo attivo e quotidiano sulle condizioni di sicurezza, soprattutto in cantieri complessi con presenza di rumore e movimentazione di mezzi pesanti;
considerare il rischio derivante dal comportamento imprudente della vittima come un rischio da governare, non come una causa che esclude automaticamente la responsabilità dei garanti;
evidenziare la responsabilità solidale tra soggetti coinvolti, anche in ambito civile, con conseguenze operative per la gestione dei rapporti contrattuali e assicurativi.
Per approfondire, leggi anche:
Coordinatore sicurezza in fase di progettazione, chi è e cosa fa
Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, obblighi e responsabilità
Piano sicurezza e coordinamento (PSC): quando serve e chi deve redigerlo
Piano Operativo di Sicurezza (POS): come redigerlo correttamente
Rischi interferenziali: cosa sono e come gestirli
Le responsabilità del committente: ruolo, vigilanza e adempimenti normativi
La pronuncia della Cassazione evidenzia con forza come la gestione del rischio interferenziale e l’aggiornamento continuo del PSC non possano più essere affrontati in modo formale o occasionale, ma richiedano strumenti operativi evoluti, in grado di supportare concretamente committenti e coordinatori nella vigilanza quotidiana del cantiere. Con il software professionale per la sicurezza nei cantieri puoi gestire in modo integrato e dinamico il PSC, aggiornandolo in tempo reale in funzione dell’evoluzione delle lavorazioni e dei rischi interferenziali.
Fonte: Read More
