La Certificazione EMAS nel settore delle costruzioni

La Certificazione EMAS nel settore delle costruzioni

Cos’è la registrazione EMAS e perché non è più solo un “bollino”, ma uno strumento strategico per le imprese edili tra PNRR, CAM e nuovo Codice degli Appalti. L’analisi ISPRA 2025

Nel panorama normativo ed economico attuale, la sostenibilità non è più un concetto astratto, ma un requisito tecnico e contrattuale.

Per i professionisti e le imprese del settore edile, il Regolamento EMAS rappresenta oggi una delle chiavi di volta per accedere a nuove opportunità di mercato, specialmente nel contesto degli appalti pubblici.

Ma cos’è esattamente EMAS e perché un’impresa di costruzioni dovrebbe intraprendere questo percorso? Ecco cosa sapere, anche alla luce del rapporto ISPRA 2025 “EMAS nel settore delle costruzioni: buone pratiche e circolarità“.

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Cos’è EMAS?

L’Eco-Management and Audit Scheme (EMAS) è un sistema comunitario a adesione volontaria pensato per le organizzazioni che vogliono valutare, monitorare e migliorare le proprie prestazioni ambientali.

A differenza di una semplice certificazione ISO 14001 (che ne costituisce comunque l’ossatura), EMAS richiede un passo in più: la trasparenza verso l’esterno. Il cuore del sistema è infatti la Dichiarazione Ambientale, un documento pubblico, validato da un verificatore accreditato, che racconta con dati alla mano come l’azienda gestisce il proprio impatto sull’ambiente.

Che cos’è il Regolamento EMAS?

L’EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) è definito dal Regolamento (CE) n. 1221/2009. In parole semplici:

è uno strumento volontario creato dall’Unione Europea.
si rivolge a qualsiasi tipo di organizzazione (pubblica o privata) che voglia valutare, monitorare e migliorare le proprie prestazioni ambientali.

La sua caratteristica distintiva rispetto ad altre norme (come la ISO 14001) è l’obbligo di pubblicare una Dichiarazione Ambientale: un documento pubblico che garantisce la massima trasparenza verso i cittadini e le istituzioni

Come si ottiene la registrazione EMAS?

Il percorso per ottenere la registrazione EMAS segue una logica rigorosa di miglioramento continuo (ciclo di Deming):

Analisi Ambientale Iniziale: l’impresa fotografa la sua situazione di partenza. Nel caso di un’impresa edile, si valutano aspetti come i consumi dei macchinari, la gestione dei rifiuti di cantiere, le polveri, il rumore, ecc.
Sistema di Gestione Ambientale (SGA): si implementano procedure per gestire questi aspetti (spesso basandosi sulla norma ISO 14001).
Audit Interno: l’azienda verifica da sola se il sistema funziona.
Dichiarazione Ambientale: si redige il documento pubblico che riporta i dati e gli obiettivi di miglioramento.
Verifica e Convalida: un Verificatore Ambientale accreditato esterno controlla che tutto sia conforme al Regolamento e convalida la Dichiarazione.
Registrazione: l’organismo competente nazionale (in Italia il Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit) inserisce l’azienda nel registro ufficiale europeo.

La procedura di Registrazione EMAS del Comitato Ecolabel – Ecoaudit prevede la trasmissione online della necessaria documentazione tramite il portale ISPRA.

Quali sono gli indicatori obbligatori per l’EMAS?

Il Regolamento EMAS (Allegato IV) impone a tutte le organizzazioni, indipendentemente dal settore, di rendicontare le prestazioni su 6 indicatori chiave (Core Indicators):

Efficienza energetica: Consumo totale diretto di energia (rinnovabile e non) e consumo totale di energia elettrica.
Efficienza dei materiali: Flusso di massa dei materiali utilizzati (es. tonnellate di calcestruzzo, acciaio, ecc.).
Acqua: Consumo totale di acqua.
Rifiuti: Produzione totale di rifiuti (pericolosi e non pericolosi).
Biodiversità: Utilizzo del terreno (es. superficie sigillata/impermeabilizzata rispetto all’area totale).
Emissioni: Emissioni totali di gas a effetto serra (CO2 equivalente) e altre emissioni significative (es. NOX, SO2, polveri sottili – molto rilevanti nei cantieri).

Ogni indicatore deve essere rapportato a un valore di riferimento (es. tonnellate di rifiuti per milione di euro di fatturato o per numero di dipendenti).

Perché conviene la certificazione EMAS?

Con l’introduzione dei CAM (Criteri Ambientali Minimi), resi obbligatori dal Codice degli Appalti (D.Lgs. 36/2023), la Pubblica Amministrazione richiede standard elevati.

Le organizzazioni registrate EMAS godono di vantaggi concreti:

Semplificazioni amministrative: riduzione dei costi per le garanzie finanziarie e iter agevolati per alcune autorizzazioni ambientali.
Punteggi nelle gare: il Codice degli Appalti e i CAM (Criteri Ambientali Minimi) riconoscono punteggi tecnici aggiuntivi e riduzioni delle garanzie fideiussorie per le imprese certificate EMAS.
Controllo dei costi: monitorare l’energia e i rifiuti significa spesso scoprire dove si sta sprecando denaro.
Garanzia di conformità: EMAS assicura il rispetto sistematico delle normative, riducendo i rischi di contenzioso e sanzioni, un aspetto cruciale in un settore ad alto rischio ambientale come l’edilizia.

Quanto costa la registrazione EMAS?

Le quote annuali vengono stabilite dal Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit in base alla classificazione delle imprese e, attualmente, sono le seguenti (fonte ISPRA):

Euro 50,00 per le piccole imprese
Euro 500,00 per le medie imprese
Euro 1.500,00 per le grandi imprese

Certificazione EMAS: l’analisi ISPRA 2025

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha pubblicato nel 2026 lo studio “EMAS nel settore delle costruzioni: buone pratiche e circolarità”, analizzando come le imprese italiane registrate stanno rispondendo alle sfide della transizione ecologica. Ecco cosa emerge dal documento.

Il settore edile è storicamente “lineare” (demolisco, smaltisco, ricostruisco), ma EMAS sta spingendo le imprese verso la circolarità. Lo studio evidenzia come il sistema di gestione aiuti le aziende a:

identificare flussi circolari (“loops”) nei processi produttivi.
gestire meglio le pratiche di End of Waste (cessazione della qualifica di rifiuto), trasformando macerie e terre da scavo in nuove risorse.
dialogare in modo più efficace con la filiera per l’acquisto di materiali riciclati.

L’analisi delle Dichiarazioni Ambientali del campione (periodo 2020-2023) mostra un settore a due velocità:

bene l’energia: oltre il 50% delle imprese analizzate è riuscita a ridurre i consumi di energia elettrica e carburante, segno che il controllo dei costi energetici è ormai una prassi consolidata.
da migliorare i materiali: i dati sul riuso dei materiali e sull’impiego di prodotti ecocompatibili sono ancora scarsi o poco tracciati. Questo rappresenta il vero margine di miglioramento per il futuro, soprattutto alla luce dei nuovi CAM Edilizia.

Il documento ISPRA non si limita ai numeri, ma fornisce un elenco di Best Practices operative da applicare in cantiere per chi vuole operare secondo standard EMAS:

Pianificazione: redigere un Piano Ambientale di Cantierizzazione (PAC) prima dell’inizio lavori per prevedere la gestione di scarichi e polveri.
Recupero e riutilizzo dei materiali da demolizione, che riduce la quantità di rifiuti inviati in discarica e diminuisce la domanda di materie prime vergini.
Polveri e rumore: utilizzare sistemi di bagnatura delle piste, pulizia ruote dei mezzi in uscita e barriere acustiche mobili posizionate strategicamente.
Biodiversità: proteggere le alberature esistenti con tavolame e creare fasce di rispetto tra i depositi di materiali e la vegetazione.
Digitalizzazione dei cantieri, attraverso software di gestione e sensori IoT, per monitorare consumi e flussi di materiali in tempo reale.
Ottimizzazione dei trasporti e logistica dei materiali, con riduzione dei viaggi dei mezzi pesanti e conseguente diminuzione delle emissioni di CO₂.
Formazione ambientale del personale, per garantire l’adozione coerente delle pratiche sostenibili e il rispetto degli standard EMAS.

 

 

 

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