Il ruolo della formazione nella qualificazione delle stazioni appaltanti: i corsi ACCA-UniSannio
La formazione del personale erogata da enti accreditati è uno dei requisiti per la qualificazione. Scopri i corsi realizzati da ACCA in collaborazione con UniSannio
Il Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) ha consolidato una delle riforme più significative per la Pubblica Amministrazione italiana: il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti.
L’obiettivo è chiaro: ridurre il numero di enti abilitati a gestire gare d’appalto, professionalizzando quelli che rimangono, per garantire efficienza, legalità e rapidità nell’esecuzione delle opere e nell’acquisto di beni e servizi.
In questo meccanismo, la formazione del personale non è più un “plus” o un elemento accessorio, ma diventa un requisito strutturale e indispensabile per ottenere e mantenere la qualificazione.
Per rispondere a questa esigenza di alta professionalizzazione, ACCA software propone in collaborazione con l’Università del Sannio specifici corsi di formazione di base per la qualificazione delle stazioni appaltanti accreditati dalla scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA).
Ecco cosa sapere sulla formazione per la qualificazione della stazione appaltante e come soddisfare i requisiti con i corsi ACCA-UniSannio.
Cos’è e a cosa serve la qualificazione delle stazione appaltanti?
La qualificazione è, in sintesi, una “patente” che permette alle stazioni appaltanti di operare. Senza di essa, le amministrazioni non possono bandire gare di importo superiore a determinate soglie (500.000 euro per lavori e 140.000 euro per servizi e forniture), dovendo quindi ricorrere a centrali di committenza o stazioni appaltanti qualificate.
Il sistema, gestito dall’ANAC, valuta le capacità delle amministrazioni basandosi su tre livelli di qualificazione (L1, L2, L3 per i lavori; SF1, SF2, SF3 per servizi e forniture) e su specifici requisiti.
Approfondimenti: Qualificazione stazioni appaltanti, cosa prevede il nuovo codice appalti
I requisiti di qualificazione e il peso della formazione: cosa dice la normativa
Secondo il D.Lgs. 36/2023 (articoli 62 e 63 e allegato II.4) la formazione è un requisito obbligatorio per la qualificazione delle stazioni appaltanti finalizzato a garantire la competenza di RUP e personale nella gestione del ciclo di vita dei contratti, sia in fase di progettazione e affidamento che in fase di esecuzione del contratto.
Come requisito, la formazione è quantificabile in termini di ore e crediti che impatta direttamente sul punteggio di qualificazione della stazione appaltante. Perché è fondamentale? Ecco alcuni esempi:
per la fase di esecuzione, le tabelle C-bis e C-ter dell’Allegato II.4 richiedono un numero minimo di ore di formazione per il personale coinvolto, da completare entro 12 mesi dalla richiesta di qualificazione;
per i livelli superiori (L1 e L2) nel settore lavori, è obbligatoria la formazione specifica sui metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni (BIM);
i corsi coprono ambiti critici come la stipula dei contratti, le varianti in corso d’opera, il subappalto, la contabilità e la prevenzione della corruzione;
la presenza di un sistema strutturato di formazione e aggiornamento del personale nella Struttura Organizzativa Stabile (SOS) attribuisce fino a 20 punti per la qualificazione.
Il D.lgs. 209/2024 ha introdotto modifiche al D.lgs. 36/2023 in relazione al requisito della formazione e aggiornamento del personale ai fini della qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, sia per la qualificazione in fase di progettazione e affidamento sia per quella per la fase di esecuzione.
La formazione incide direttamente su due fronti:
competenze del personale (requisito obbligatorio): è necessario disporre di dipendenti con specifiche competenze in materia di contratti pubblici;
punteggi premianti: la formazione continua e specialistica è uno dei fattori che permette di accumulare i punti necessari per raggiungere i livelli di qualificazione più alti (L1 o SF1), che consentono di gestire gare di qualsiasi importo.
Non basta “aver fatto un corso”. Il sistema richiede una formazione strutturata, pertinente e tracciabile.
Con Decreto 156/2025 la Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) ha definito le caratteristiche generali delle attività formative utili alla qualificazione delle stazioni appaltanti.
Ai fini della qualificazione delle stazioni appaltanti, gli attestati finali (open badge) di formazione, acquisiti all’esito delle attività formative hanno una validità triennale.
Dal 1° gennaio 2025, sono validi ai fini del punteggio ANAC solo i corsi accreditati dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA). La formazione precedente a tale data è riconosciuta anche se non accreditata, purché svolta nei 3 anni antecedenti la domanda.
Attività formative utili per la qualificazione per la progettazione e per l’affidamento
Le attività formative utili per la qualificazione per la progettazione e per l’affidamento si articolano in:
formazione di base;
formazione specialistica;
formazione avanzata;
formazione di aggiornamento.
Le attività formative utili per la qualificazione per l’esecuzione possono riguardare qualsiasi argomento inerente alla programmazione, alla progettazione, all’affidamento e dall’esecuzione dei contratti pubblici, quali, per esempio:
i principi del codice dei contratti pubblici;
la programmazione;
la progettazione e le verifiche della progettazione;
l’assetto organizzativo della progettazione e dell’affidamento di un contratto;
le procedure di gara e la gestione della gara;
l’esecuzione del contratto e i meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie;
i diversi tipi contrattuali;
la digitalizzazione dei contratti pubblici;
il project management;
la prevenzione della corruzione.
Per la qualificazione per la fase di progettazione e affidamento (in riferimento al criterio “sistema di formazione ed aggiornamento del personale” previsto nella Tabella C dell’Allegato II.4 del D.lgs. 36/2023), la formazione spendibile ai fini dell’ottenimento del relativo punteggio è quella svolta nel triennio precedente la presentazione dell’istanza di qualificazione per la fase di progettazione e affidamento.
Attività formative utili per la qualificazione per l’esecuzione
Le attività formative utili per la qualificazione per l’esecuzione si articolano in:
formazione di livello base L3;
formazione di livello intermedio L2;
formazione di livello avanzato L1;
formazione in materia di Building Information Modeling.
Le attività formative utili per la qualificazione per l’esecuzione possono riguardare qualsiasi argomento inerente all’esecuzione dei contratti pubblici, quali, per esempio:
le figure organizzative dell’esecuzione dei contratti;
l’avvio dell’esecuzione;
le varianti in corso d’opera e la revisione dei prezzi;
il subappalto;
le sospensioni e le proroghe;
le riserve;
la conclusione anticipata del contratto (risoluzione e recesso)
il collaudo, la verifica di conformità, i controlli nel corso dell’esecuzione del contratto;
la digitalizzazione del ciclo contrattuale e le piattaforme digitali;
il fascicolo virtuale dell’operatore economico;
la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP).
i documenti contabili;
la prevenzione della corruzione con riferimento alla fase di esecuzione;
i sistemi alternativi di risoluzione delle controversie e il contenzioso;
la gestione di piani economici e finanziari e dei rischi;
la sostenibilità e il ciclo di vita dell’appalto;
le normative e gli standard BIM;
il ciclo di vita di un progetto BIM.
Il criterio della formazione per la qualificazione relativa alla fase di esecuzione, previsto nelle tabelle C-bis e C-ter dell’Allegato II.4 del Codice, stabilisce – in relazione alla fascia di qualificazione richiesta – un numero minimo di ore di formazione da riferirsi ad almeno un soggetto coinvolto nella gestione della fase esecutiva di ciascun contratto di importo superiore alla soglia di qualificazione.
Le tabelle C-bis e C-ter (rispettivamente riferite agli affidamenti di lavori e agli affidamenti di servizi e forniture) prevedono due differenti modalità di assolvimento dell’onere della formazione, ai fini dell’ottenimento della qualificazione per l’esecuzione:
una modalità “attuale”, nella quale cioè il requisito è già maturato al momento di presentazione della domanda di qualificazione;
una modalità “in divenire”, nella quale cioè il requisito della formazione è dimostrato anche mediante il solo “impegno” al completamento dello stesso entro i termini stabiliti nelle precitate tabelle (entro 12 mesi dalla richiesta di qualificazione).
La formazione di base per la qualificazione delle stazioni appaltanti offerta da ACCA-UniSannio
La qualificazione delle stazioni appaltanti segna il passaggio da una burocrazia “di adempimento” ad una burocrazia “di risultato”. In questo contesto, la formazione è la leva strategica principale.
Un ente pubblico che investe nella formazione del proprio personale non sta solo “rispettando una norma” per ottenere un “bollino” dall’ANAC, sta costruendo la capacità di spendere meglio i soldi dei contribuenti, di evitare contenziosi legali che bloccano i cantieri e di realizzare opere pubbliche utili e tempestive. La formazione, dunque, è il vero motore della nuova macchina degli appalti italiani.
L’obbligo formativo pone diverse sfide pratiche agli enti pubblici. Innanzitutto, le amministrazioni devono stanziare risorse adeguate nei propri bilanci per la formazione continua, considerandola un investimento e non una spesa corrente da tagliare.
In secondo luogo, per gli enti è essenziale rivolgersi a enti di formazione accreditati che offrano programmi allineati con le richieste dell’ANAC.
Il percorso formativo proposto da ACCA software in collaborazione con l’Università degli Studi del Sannio, è strutturato per coprire integralmente le necessità delle PA ed è:
destinato al personale delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza operanti a livello nazionale, regionale e locale;
accreditato dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione ai sensi del Decreto 156/2025;
riconosciuto, ai fini della qualificazione delle stazioni appaltanti, come corso di formazione di base della durata complessiva di 20 ore.
I corsi al momento disponibili sulla piattaforma riguardano:
le forme di partenariato pubblico-privato;
le fasi di progettazione, esecuzione e collaudo di un appalto pubblico;
la fase di gara;
gli affidamenti diretti.
Il catalogo sarà progressivamente arricchito con percorsi formativi
Cosa si intende per “formazione di base”?
La formazione di base è composta da corsi la cui finalità è quella di fornire le conoscenze di base nella materia degli appalti e dei contratti pubblici. I corsi possono essere realizzati sia in presenza che a distanza (in modalità blended, e-learning, sincrona e asincrona). I corsi di ACCA sono in modalità asincrona.
I corsi di formazione di base:
devono avere una durata di non meno di 20 ore di didattica;
devono affrontare tematiche generali relative a tutte o ad almeno una delle seguenti fasi: programmazione, progettazione, aggiudicazione, esecuzione contrattuale;
devono prevedere una prova di valutazione finale.
Lo stesso dipendente può essere conteggiato anche per più di una tipologia (base, specialistica, avanzata) di formazione.
Ciascun dipendente/discente della SA, per ogni corso della durata di almeno 20 ore di didattica, avrà un attestato finale ossia un open badge. Il rilascio dell’attestato finale deve essere subordinato:
alla frequenza del corso, con il limite massimo del 20% di assenze;
al superamento della prova di valutazione finale.
La prova di valutazione finale deve consistere in un test di almeno 30 domande a risposta multipla, con minimo tre alternative di risposta per ciascuna domanda; il superamento della prova è subordinato a una percentuale di risposte esatte pari o superiore a 2/3 delle domande.
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