Guida tecnica sulle palancole per professionisti e capitolati d’appalto
Palancole: analisi delle tipologie, delle tecniche di infissione e dei criteri normativi, di accettazione e di contabilizzazione
Le palancole rappresentano una soluzione tecnologica consolidata e versatile nel panorama dell’ingegneria geotecnica e delle costruzioni civili. Parliamo di elementi profilati, prevalentemente realizzati in acciaio, che vengono infissi verticalmente nel terreno e connessi tra loro mediante giunti laterali speciali, denominati “gargami”, in modo da formare una parete continua chiamata “palancolato” o “palancolata”.
La funzione principale di un palancolato è quella di contenere le spinte orizzontali esercitate dal terreno, dall’acqua e dai sovraccarichi, garantendo stabilità e sicurezza nelle opere geotecniche e di ingegneria civile, trovando largo impiego in scavi di fondazione, sostegni di sponde fluviali, banchine portuali e opere provvisorie di cantierizzazione. In tutti i casi, il palancolato offre il vantaggio principale di poter essere installato con tempi rapidi e senza necessità di scavi preliminari estesi, sfruttando la capacità portante del terreno circostante.
Il presente articolo offre una disamina completa circa le tipologie di palancole metalliche (profilati a U, a Z, sezioni piatte e combinate), le loro dimensioni e caratteristiche geometriche, nonché le tecniche di infissione (a percussione, vibroinfissione e pressione) impiegate per la posa in opera. Vengono illustrati i requisiti di qualità degli acciai (con riferimenti a norme UNI EN aggiornate) e le prescrizioni normative per la progettazione (Eurocodici e NTC italiane) e per la fornitura (norme di prodotto UNI EN 10248/10249). Si descrivono, inoltre, i criteri di accettazione in cantiere e i controlli che il direttore dei lavori deve attuare. Completano l’articolo le indicazioni su misurazione e contabilizzazione delle palancole nei capitolati d’appalto.
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Palancole: cosa sono e modalità di impiego
Le palancole (dal francese “palplanche” ossia “tavola da piantare”) sono profilati per lo più in acciaio con bordi laterali sagomati ad incastro, utilizzati per realizzare pareti continue nel terreno. Una volta infissi fino alla profondità di progetto e connessi tra loro tramite i giunti maschio-femmina (gargami), formano una paratia verticale, “palancolato”, in grado di resistere alle spinte laterali del terreno e dell’acqua, permettendo di sostenere scavi, argini o strutture in condizioni di sicurezza. Dal punto di vista funzionale, le palancole svolgono sia un ruolo strutturale (contrasto delle pressioni di terra e sovraccarichi) sia un ruolo idraulico (riduzione dei flussi d’acqua nel terreno).
Le palancole più comuni sono realizzate in acciaio laminato, un materiale che abbina elevata resistenza meccanica e tenacità.
Ogni elemento presenta un profilo con sezione sagomata (a U, a Z, piatta, ecc.) studiata per ottimizzare il modulo resistente flessionale e garantire la continuità strutturale e l’impermeabilità della paratia. I profili sono dotati di giunti laterali maschio-femmina che consentono l’aggancio reciproco degli elementi adiacenti, assicurando la tenuta e permettendo anche lievi curvature in pianta (tipicamente fino a 5° per giunto). Grazie all’incastro, la parete di palancole si comporta come un elemento continuo capace di resistere ai carichi laterali dovuti al terreno, alla falda e ad eventuali sovraccarichi (es. traffico in prossimità dello scavo). In condizioni di elevata spinta o luci importanti, il palancolato può essere integrato con tiranti (ancoraggi passivi infissi nel terreno retrostante e collegati a trefoli o barre in acciaio) e con travi di coronamento in calcestruzzo o acciaio in testa, per contenere gli spostamenti e incrementare la capacità resistente.
Esistono anche palancole in altri materiali per applicazioni specifiche, come palancole in legno (tavole infisse affiancate) storicamente utilizzate per piccoli sbarramenti temporanei o cantieri minori; palancole in calcestruzzo armato precompresso vengono impiegate in alcune opere idrauliche permanenti (come cassoni o paratie su dighe), presentando giunti maschio-femmina integrati nel getto; più di recente si trovano palancole in PVC o in materiali plastici rinforzati (FRP), adatte per opere di contenimento a bassa sollecitazione o barriere anti-inquinamento, grazie alla loro elevata resistenza alla corrosione. Tuttavia, le palancole in acciaio rappresentano la soluzione tecnologica più diffusa nel settore, con prestazioni superiori rispetto ad alternative in calcestruzzo, PVC o materiali compositi, in virtù delle loro superiori caratteristiche meccaniche, la loro elevata resistenza meccanica, la rapidità di installazione, la possibilità di riutilizzo e riciclo e versatilità d’uso.
Impieghi principali delle palancole
Le palancole metalliche trovano applicazione principale sia come opere provvisorie di cantiere, tra cui la realizzazione di pareti di scavo (scavi in trincea o pozzi di fondazione) per cui al termine dei lavori le palancole vengono estratte e riutilizzate, sia in opere permanenti come parte integrante della costruzione (banchine portuali, moli e frangiflutti, difese di sponda su fiumi e canali, muri di sostegno per sottofondi stradali o ferroviari, interrati di parcheggi o sottopassi) in cui le palancole restano in opera come parte integrante della costruzione. Nel dettaglio, gli ambiti di utilizzo delle palancole sono estremamente diversificati e comprendono:
opere provvisionali: protezione di scavi per edifici, parcheggi sotterranei, gallerie, sottopassi, fondazioni profonde;
opere permanenti: muri di sostegno permanenti, banchine portuali, moli, dighe, arginature fluviali, spalle da ponte, fondazioni;
consolidamento geotecnico: stabilizzazione di versanti, intercettazione di falde acquifere, contenimento di siti inquinati;
opere marittime e fluviali: difesa costiera, protezione di opere in acqua, casse di colmata.
Di seguito alcuni esempi con le dovute descrizioni.
1. Opere provvisionali di cantiere
Le opere provvisionali sono strutture temporanee destinate a essere rimosse al termine dei lavori.
In questo ambito, le palancole in acciaio offrono il vantaggio della rapidità di installazione, della possibilità di estrazione e riutilizzo in cantieri successivi, e della flessibilità di adattamento a geometrie e profondità variabili.
Palancole opere provvisionali
1. Protezione di scavi per edifici e parcheggi interrati
Nella costruzione di edifici con piani interrati, parcheggi sotterranei, centri commerciali e metropolitane, è necessario realizzare scavi di notevole profondità (da pochi metri fino a oltre 20 metri) in contesti spesso urbanizzati e con vincoli di spazio. I palancolati metallici provvisionali consentono di sostenere le pareti dello scavo, impedendo franamenti e garantendo la sicurezza dei lavoratori e delle strutture adiacenti. La parete può essere controventata con puntoni metallici (quando la geometria dello scavo lo consente) o ancorata con tiranti provvisori. Al termine della costruzione delle strutture definitive in cemento armato (pareti perimetrali, fondazioni), le palancole possono essere estratte e riutilizzate.
1. Sottopassi stradali e ferroviari
Per la realizzazione di sottopassi, gallerie artificiali, stazioni metro e opere analoghe, si ricorre spesso alla tecnica del “cut and cover” (scavo a cielo aperto con successivo rinterro). Le palancole proteggono gli scavi permettendo il passaggio del traffico in superficie su solette provvisionali e consentendo di operare in sicurezza anche in presenza di traffico intenso e infrastrutture interrate (reti tecnologiche, fognature).
1. Cassoni di fondazione e diaframmi per pali
Le palancole sono utilizzate per realizzare cassoni di fondazione in acqua (cofferdam), all’interno dei quali si esegue il getto di fondazioni profonde (plinti per pile da ponte, fondazioni per impianti offshore). Il palancolato crea un’area di lavoro asciutta mediante aggottamento (pompaggio dell’acqua).
Analogamente, si impiegano palancolate provvisionali per la protezione di scavi per la realizzazione di paratie in diaframma e per l’esecuzione di pali di grande diametro.
2. Muri di sostegno permanenti
I palancolati possono essere impiegati come muri di sostegno definitivi per strade, ferrovie, edifici e infrastrutture. In tali casi, la parete di palancole viene ancorata mediante tiranti pretesi (barre o trefoli di acciaio ad alta resistenza) collegati a diaframmi di ancoraggio o a micropali posti nel terreno a tergo della parete. Il sistema tiranti-palancolato garantisce l’equilibrio delle spinte orizzontali del terreno e dei sovraccarichi. La progettazione deve considerare la verifica della stabilità globale, della resistenza degli elementi strutturali (palancole, tiranti, piastre di ancoraggio), della deformabilità e degli stati limite di esercizio (spostamenti ammissibili). Per opere permanenti in ambienti aggressivi (es. salsedine, terreni acidi) è indispensabile prevedere adeguate protezioni dalla corrosione (zincatura, verniciatura, sovraspessori sacrificali, acciai speciali).
Palancole opere permanenti
2. Arginature fluviali e difese spondali
Le palancole sono ampiamente utilizzate per la protezione e la regimazione di sponde di fiumi, canali, laghi e bacini artificiali. Grazie alla possibilità di infissione in presenza di acqua e alla tenuta idraulica garantita dai gargami, i palancolati realizzano argini efficaci contro l’erosione e le piene. In questi contesti si privilegiano profili a U o a Z di lunghezza adeguata per garantire un sufficiente incastro nel terreno al di sotto del fondo alveo. Il dimensionamento deve tenere conto delle spinte idrostatiche e idrodinamiche, delle azioni di filtrazione, dell’erosione al piede e delle variazioni di livello della falda.
2. Banchine portuali e opere marittime
In ambito portuale e marittimo, le palancole metalliche (spesso tubolari o a Z di grande modulo) costituiscono la soluzione strutturale preferenziale per la realizzazione di banchine, moli, dighe foranee, darsene e terminal container. Le banchine a palancolato possono essere del tipo “a gravità” (riempimento a tergo) o “ad ancoraggio” (sistema di tiranti). I palancolati composti (combi-walls) sono impiegati per acque profonde e carichi eccezionali (gru portali, carichi da nave). La progettazione deve considerare le azioni del moto ondoso, le correnti marine, le variazioni di marea, le sollecitazioni da ormeggio e accosto delle navi, i carichi operativi e la durabilità in ambiente marino particolarmente aggressivo (corrosione accelerata in zona di marea e splash zone).
3. Consolidamento scavi
Il consolidamento di scavi in terreni instabili, incoerenti o saturi d’acqua rappresenta un’applicazione specialistica delle palancole metalliche, finalizzata a garantire la stabilità geotecnica e la sicurezza del cantiere.
3. Intercettazione di falde e bonifica di siti inquinati
Le palancole possono essere impiegate per realizzare diaframmi impermeabili verticali finalizzati all’intercettazione di falde acquifere contaminate o alla separazione di aree inquinate. In tali applicazioni, è essenziale garantire la tenuta idraulica dei gargami mediante sigillatura con bitume, resine o guarnizioni sintetiche. Questa tecnica è utilizzata in progetti di bonifica ambientale e in interventi di messa in sicurezza di discariche e siti industriali contaminati.
3. Terreni incoerenti e saturi
In presenza di sabbie sciolte, limi e terreni saturi d’acqua, il rischio di franamento o di sifonamento (piping) è elevato. Le palancole, infisse a profondità adeguata e ancorate, creano una barriera verticale resistente che contrasta le spinte del terreno e intercetta i flussi idrici, riducendo le pressioni interstiziali e garantendo la stabilità dello scavo. Il dimensionamento deve considerare le pressioni neutre, il gradiente idraulico, la permeabilità del terreno e la presenza di falde artesiane.
3. Stabilizzazione di versanti
In contesti di versanti instabili o soggetti a fenomeni franosi, i palancolati ancorati possono essere impiegati come opere di stabilizzazione, contrastando le forze di spinta del terreno in frana e riducendo il rischio di dissesti. Questa applicazione richiede un’accurata caratterizzazione geotecnica e geomorfologica e una progettazione integrata con altre opere di drenaggio e consolidamento.
Altre applicazioni
Ulteriori impieghi delle palancole metalliche includono:
Fondazioni profonde: palancole tubolari o a Z possono fungere da pali di fondazione, trasmettendo carichi verticali agli strati resistenti del terreno.
Pareti tagliafuoco: in aree industriali e di stoccaggio, palancolati rivestiti possono costituire barriere antincendio.
Opere di difesa costiera: protezione dall’erosione marina, difese di spiaggia, ripascimenti.
Gallerie e opere sotterranee: pre-sostegno per scavi di gallerie in metodo tradizionale.
Il quadro normativo di riferimento
Dal punto di vista normativo esistono linee guida per la progettazione, la produzione e la corretta posa delle palancole. Di seguito un riepilogo delle normative di riferimento più importanti, con indicazione dell’oggetto e dello stato aggiornato.
Norme di prodotto (palancole metalliche), definiscono requisiti tecnici per la fornitura e le caratteristiche geometriche delle palancole in acciaio:
UNI EN 10248-1:2023 – Palancole in lamiera d’acciaio laminate a caldo – Condizioni tecniche di fornitura. La norma europea specifica i requisiti di composizione chimica, proprietà meccaniche e condizioni di consegna per le palancole prodotte tramite laminazione a caldo;
UNI EN 10248-2:2024 – Palancole laminate a caldo di acciai non legati – Tolleranze dimensionali e di forma. Specifica le tolleranze su dimensioni, perpendicolarità delle estremità, rettilineità e massa delle palancole a caldo;
UNI EN 10249-1:1997 – Palancole profilate a freddo di acciai non legati – Condizioni tecniche di fornitura. Stabilisce i requisiti per le palancole prodotte per piegatura a freddo da lamiere di spessore ≥ 3 mm, analoghi alla EN 10248 ma per palancole leggere;
UNI EN 10249-2:1997 – Palancole profilate a freddo di acciai non legati – Tolleranze dimensionali e di forma. Definisce le tolleranze per le palancole a freddo.
Norme di progettazione strutturale, riguardano il calcolo e la verifica delle paratie di palancole:
UNI EN 1993-5:2007 – Eurocodice 3: Progettazione delle strutture in acciaio – Parte 5: Pali e palancole. È la norma europea che detta i criteri progettuali per opere in acciaio infisse nel terreno, incluse le palancole. Contiene indicazioni sul dimensionamento allo stato limite ultimo e di esercizio, tenendo conto delle caratteristiche geotecniche (in sinergia con l’Eurocodice 7) e dei fenomeni di corrosione nel tempo;
NTC 2018 – D.M. 17/01/2018 – Norme Tecniche per le Costruzioni. Il capitolo 6 e la Circolare applicativa C6 e C11 di queste norme nazionali recepiscono gli Eurocodici per la progettazione geotecnica e strutturale. In pratica, la progettazione di una paratia di palancole in Italia deve seguire le NTC 2018 che richiamano i principi dell’EC7 (per la stabilità del cuneo di terreno) e dell’EC3-5 (per la resistenza strutturale delle palancole). Inoltre, le NTC impongono che le palancole utilizzate siano identificate e qualificate dal produttore (marcatura CE se applicabile, o certificato di origine) e che il Direttore Lavori esegua i controlli di accettazione su di esse.
Norme di esecuzione e collaudo, linee guida per la corretta installazione e verifica delle opere realizzate con palancole:
UNI EN 12063:1999 – Esecuzione di lavori geotecnici speciali – Paratie di palancole. Fornisce raccomandazioni e requisiti per l’esecuzione in sicurezza di opere con palancole infisse (sia temporanee sia permanenti). Copre aspetti come la preparazione del cantiere, metodi di infissione, controllo dell’allineamento, saldature o giunzioni in opera, misure di protezione anti-corrosione durante la costruzione, e collaudo finale dell’opera;
UNI EN ISO 1461:2009 – Rivestimenti zincati a caldo su manufatti di ferro e acciaio – Specifiche e metodi di prova. Questa norma internazionale specifica i requisiti minimi di rivestimento (spessori di zinco, aderenza) per garantire protezione dalla corrosione;
UNI EN ISO 9606-1:2017 – Qualificazione dei saldatori – Acciaio. Le NTC 2018 richiedono che eventuali saldature strutturali in cantiere siano eseguite da saldatori qualificati secondo questa norma.
In definitiva, il quadro normativo impone che materiali e prodotti (palancole) siano conformi alle norme di prodotto (EN 10248/10249) e marcati CE se applicabile, che la progettazione sia condotta secondo Eurocodici/NTC garantendo la verifica geotecnica e strutturale, e che l’esecuzione segua linee guida riconosciute (EN 12063) con controlli accurati sui materiali e sulla corretta posa. Nel prossimo paragrafo vediamo proprio i criteri di qualità e controllo richiesti.
Tipologie principali di palancole in acciaio
Le palancole in acciaio si differenziano per metodo di fabbricazione (laminate a caldo vs profilate a freddo), per forma della sezione (U, Z, piane, combinate, ciascuna con caratteristiche geometriche e prestazionali specifiche per diverse applicazioni) e per dimensioni (larghezza, altezza e spessore del profilo). Di seguito vengono analizzate e confrontate le varie tipologie.
Palancole laminate a caldo e palancole profilate a freddo
Le palancole laminate a caldo sono prodotte in acciaieria mediante laminazione diretta dell’acciaio fuso in sagome con profilo a U o a Z. Questo processo consente di ottenere sezioni con spessori maggiori e acciai di elevata resistenza, nonché giunti larghi e robusti (tipo Larssen) integrati nel profilo. Le palancole profilate a freddo, invece, sono ottenute piegando a freddo nastri o lamiere d’acciaio laminato (di spessore generalmente ≥ 3 mm) fino a conferirgli la sezione voluta. Le profilate a freddo presentano quindi spessori più ridotti e sono limitate a acciai di classe inferiore, ma risultano competitive in termini di costo per impieghi meno gravosi. In cantiere, entrambe le tipologie vengono fornite con profilo standardizzato e possono essere impiegate sia singolarmente che accoppiando due profili affiancati (specialmente per le sezioni a Z, che spesso sono collegate in coppia per velocizzare l’infissione).
Inoltre, le palancole a caldo tendono ad avere una resistenza superiore e tolleranze dimensionali più strette, potendo raggiungere spessori anche oltre 20 mm. Le palancole a freddo sono generalmente più sottili (3–12 mm) e adatte per configurazioni leggere o provvisorie; inoltre, essendo prodotte da centri di trasformazione, possono richiedere certificazioni specifiche (centro di trasformazione qualificato) se impiegate in opere strutturali in Italia (poiché la marcatura CE secondo EN 1090-1 non copre la semplice piegatura a freddo di profili, considerata “trasformazione”. Entrambe le categorie prevedono profili con analoghe forme (U, Z, ecc.), ma le prestazioni meccaniche differiscono in base al grado di acciaio impiegato (si vedano i requisiti di qualità più avanti).
Tipologie di palancole metalliche
La classificazione delle palancole metalliche si basa principalmente sulla geometria della sezione trasversale, che determina le caratteristiche statiche, le modalità di impiego e le prestazioni strutturali. Le tipologie più comuni sono le palancole a profilo a U, a profilo a Z, tubolari e composte.
Palancole a U (Tipo Larssen)
Le palancole a U sono caratterizzate da una sezione trasversale simmetrica a forma di U con le flange(ali) posizionate alle estremità e i gargami collocati ai margini delle ali stesse. Questa configurazione geometrica comporta che l’asse neutro del singolo profilo non coincida con l’asse neutro del palancolato assemblato, generando una distribuzione delle tensioni specifica che deve essere considerata in fase di calcolo strutturale.
Caratteristiche tecniche:
Profili: prodotti per laminazione a caldo secondo la norma UNI EN 10248-1:1997.
Spessori: variano indicativamente da 6 mm fino a oltre 20 mm, consentendo un’ampia gamma diottimizzazioni in funzione delle sollecitazioni di progetto.
Simmetria: la forma simmetrica facilita il riutilizzo degli elementi in opere provvisionalisuccessive e semplifica la movimentazione in cantiere.
Connessioni: la geometria delle ali rende agevole l’aggancio di sistemi di ancoraggio (tiranti) econnessioni metalliche, anche in ambienti subacquei.
Fornitura: tipicamente forniti e infissi in coppie pre-assemblate in stabilimento, migliorando laqualità della giunzione e riducendo i tempi di posa.
Applicazioni: le palancole a U sono particolarmente adatte per opere provvisionali di cantiere (scavi di media profondità), arginature fluviali, protezioni temporanee e in tutti i contesti dove la semplicità di installazione e la possibilità di riutilizzo costituiscono fattori determinanti.
Palancole a Z (Tipo Frodingham)
Le palancole a Z rappresentano un’evoluzione tecnologica avanzata nel settore dei palancolati metallici. In questa tipologia, i gargami sono posizionati simmetricamente su lati opposti rispetto all’asse neutro della sezione, in modo che l’asse neutro del singolo elemento coincida con quello della parete continua assemblata.
Caratteristiche tecniche:
Profili: prodotti per laminazione a caldo o profilatura a freddo (UNI EN 10249-1:1997).
Spessori: per i profili laminati a caldo variano solitamente tra 8,5 mm e 20 mm.
Anima continua: la geometria a Z con anima rettilinea continua massimizza il momento d’inerziae il modulo di resistenza a parità di peso.
Efficienza strutturale: il rapporto tra modulo di resistenza e massa è superiore del 15-25%rispetto alle palancole a U di peso equivalente.
Larghezza: i profili a Z presentano una larghezza di modulo maggiore (fino a 750-900 mm),riducendo il numero di elementi da installare e velocizzando le operazioni di infissione.
Acciai ad alta resistenza: la geometria ottimizzata consente l’impiego efficace di acciai ad altaresistenza (S355GP, S390GP, S430GP), ottenendo soluzioni più leggere ed economiche.
Applicazioni: le palancole a Z sono indicate per opere permanenti di grande impegno (banchineportuali profonde, spalle da ponte, fondazioni speciali), per palancolati soggetti a elevate sollecitazioni flessionali e dove è richiesta la massima ottimizzazione del rapporto peso/prestazioni.
Palancole tubolari
Le palancole tubolari consistono in tubi di acciaio di grande diametro (da 500 mm fino a oltre 2000 mm), prodotti mediante tecnologie di saldatura ad arco sommerso elicoidale (SSAW) o longitudinale(LSAW), che fungono da elementi portanti principali in opere di eccezionale portata.
Caratteristiche tecniche:
Diametri: da 500 mm a 2500 mm.
Spessori di parete: da 8 mm fino a 40 mm e oltre.
Funzione strutturale: assorbono sia spinte orizzontali (come palancolamento) sia carichi verticali (come pali di fondazione).
Connessione: ai tubi principali vengono saldati gargami speciali per la connessione con profili intermedi di chiusura (generalmente palancole a Z o a U).
Acciai: tipicamente S355GP o acciai speciali per ambiente marino (ASTM A690, A572).
Applicazioni: le palancole tubolari sono impiegate in opere marittime e portuali di grande scala(banchine per navi portacontainer, isole artificiali, terminal offshore), in fondazioni profonde per edifici di grande altezza in terreni difficili e in tutte le situazioni dove è richiesta la massima capacità portante sia verticale che orizzontale.
Palancole a cassone (Combi-Walls)
I palancolati composti sono sistemi ibridi che combinano elementi tubolari o travi metalliche ad alta inerzia (HE, IPE) con profili standard (palancole a U o Z) per incrementare significativamente il momento d’inerzia e la resistenza flessionale della parete.
Caratteristiche tecniche:
Struttura: elementi primari (tubi o travi HE) a interasse variabile (2-4 m) connessi mediante profili secondari (palancole standard).
Momento d’inerzia: incremento fino al 300-500% rispetto a palancolati convenzionali.
Elementi speciali: angolari, connettori a T, pezzi di collegamento per realizzare geometriecomplesse (angoli, curve, intersezioni).
Applicazioni: i palancolati composti sono destinati a opere permanenti soggette a sollecitazionistraordinarie (dighe di banchina portuale, bacini di carenaggio, fondazioni per grattacieli) e rappresentano la soluzione tecnologica di massima prestazione nel settore.
Tabella comparativa delle tipologie di palancole
Tipologia
Sezione
Spessore (mm)
Larghezza modulo (mm)
Applicazioni principali
Efficienza strutturale
Palancole a U (Larssen)
Simmetrica a U
6-20
400-600
Opere provvisionali,scavi, arginature
Media
Palancole a Z (Frodingham)
Asimmetrica a Z
8,5-20
600-900
Opere permanenti,banchine, fondazioni
Alta
Palancole tubolari
Circolare
8-40
500-2500(diametro)
Opere marittime,fondazioni profonde
Molto alta
Palancolati composti
Mista (tubolare+ profili)
Variabile
Variabile
Opere eccezionali,dighe portuali
Massima
Dimensioni standard
Le dimensioni geometriche delle palancole variano a seconda del profilo e del produttore. In generale, per palancole U e Z laminate a caldo, l’altezza (o profondità) del profilo può variare da ~200 mm nelle sezioni più piccole fino a 600–700 mm nelle serie pesanti; la larghezza nominale di un elemento singolo è spesso 500–800 mm, ma come detto le Z vengono considerate a coppie: lo spessore dell’anima e delle ali è tipicamente compreso tra 8 mm e 20 mm per gran parte dei profili standard, con possibilità di sezioni speciali fino a 25 mm o più nei punti critici (serie di nuova generazione ad alto modulo resistente). Per le profilate a freddo, le altezze sono in genere minori (150–400 mm) e gli spessori più contenuti (3–12 mm) in ragione del processo produttivo. La lunghezza delle palancole fornite dipende dal progetto: i laminati a caldo possono essere prodotti e forniti comunemente in lunghezze fino a ~12–15 metri, ma su richiesta e con adeguati trasporti si possono ottenere lunghezze maggiori (anche 24–30 m, soprattutto per impieghi portuali).
Tecniche di infissione delle palancole
L’installazione (posa in opera) delle palancole avviene attraverso infissione nel terreno, sfruttando macchinari che consentono di vincere la resistenza opposta dal suolo. La profondità di infissione richiesta dipende dal progetto: deve essere sufficiente a garantire la stabilità (tramite tratto infisso come puntone nel terreno resistente) e l’eventuale tenuta idraulica al di sotto del piano di scavo. Esistono tre modalità principali di infissione delle palancole metalliche: mediante percussione, vibrazione e presso – infissione; ogni tecnica di infissione può essere adottata singolarmente o in combinazione, a seconda del tipo di terreno e del contesto.
Infissione a percussione
Si tratta di una tecnica tradizionale che utilizza un martello battente per conficcare la palancola colpendone la sommità e si predilige in terreni argillosi.
I martelli possono essere a caduta libera (gravitazionali), ad azione diesel (combustione interna che aziona il pistone battente) o a doppia azione (idraulici o pneumatici). La palancola viene posizionata verticalmente con una morsa di guida e il martello applica una serie di colpi, penetrandola progressivamente nel terreno. Questa tecnica è molto efficace anche in terreni compatti o con ostacoli, ma genera forti vibrazioni e rumore. È quindi spesso limitata a zone isolate o quando il disturbo indotto è accettabile.
Vibro-infissione: infissione mediante vibrazione
Consiste nell’applicare alla palancola oscillazioni ad alta frequenza attraverso un vibratore idraulico o elettrico agganciato alla testa del profilo; si tratta di un metodo di infissione per lo più utilizzato in terreni sciolti sabbiosi, per cui spesso è sufficiente la vibro-infissione.
Le vibrazioni inducono una sorta di fluidificazione momentanea del terreno circostante (riduzione dell’attrito interno), facilitando la penetrazione per gravità e con moderata spinta. Spesso la vibro-infissione viene usata in combinazione con la percussione: il vibratore inserisce preliminarmente la palancola riducendo l’attrito, poi un colpo di martello la infila ulteriormente. Il grande vantaggio di questa tecnica è la rapidità e il minore impatto di picco rispetto al martello (le vibrazioni sono continue anziché colpi singoli), ma può risultare meno efficace in terreni molto duri o coesivi. È comunque ampiamente utilizzata, con attrezzature montate su gru o escavatori.
Presso-infissione: infissione a pressione
È un metodo senza vibrazioni e praticamente silenzioso, indicato in contesti urbani o sensibili (vicinanza di edifici storici, laboratori, ospedali) dove gli altri metodi sarebbero troppo invasivi. In casi difficili, si ricorre a pratiche ausiliarie come la pre-foratura del terreno (drilling) lungo la linea di infissione per attraversare strati molto duri, o l’uso di acqua in pressione (jetting) per aiutare la palancola a penetrare strati sabbiosi densi.
Si utilizzano presse idrauliche che afferrano la palancola e la spingono lentamente nel terreno sfruttando la reazione su palancole già infisse (o su ancoraggi temporanei). Il processo avviene per pressione statica e avanzamento graduale, senza impatti né vibrazioni. Le presse moderne sono spesso autotraslanti sopra il palancolato appena infisso, procedendo sequenzialmente lungo la linea di paratia. Questo metodo ha capacità limitata in terreni molto compatti a meno di pre-tagliare il terreno (tramite piccoli prefori o getti d’acqua per facilitare l’ingresso), ma garantisce un disturbo minimo all’ambiente circostante.
Requisiti qualitativi e prestazionali delle palancole
Per un corretto impiego delle palancole è necessaria la rispondenza a specifici requisiti tecnici e qualitativi, sia con riferimento al materiale costituente (acciaio) sia alle prestazioni meccaniche delle sezioni.
La funzione strutturale delle palancole si esplica nella capacità di resistere alle sollecitazioni flessionali e taglianti e, in taluni casi, anche a sollecitazioni assiali, quando esse svolgono funzione di elementi di fondazione. La paratia di palancole si comporta come una struttura flessibile interagente con il terreno circostante, trasferendo le spinte a eventuali sistemi di contrasto (tiranti o puntoni) oppure contrastandole mediante l’incastro al piede nel terreno.
Dal punto di vista delle caratteristiche meccaniche del materiale, devono essere garantiti i valori di carico di snervamento (Re), carico di rottura (Rm) e allungamento a rottura (A), in conformità alla norma UNI EN 10248-1.
Per quanto riguarda le prestazioni strutturali, due parametri risultano fondamentali nel determinare la capacità portante flessionale della paratia soggetta a carichi laterali: il momento di inerzia e il modulo di resistenza elastico della sezione, generalmente espressi per metro lineare di parete. I capitolati tecnici prescrivono spesso un valore minimo di modulo resistente (in cm³/m) che la palancola deve garantire per la specifica opera, valori che i produttori rendono disponibili nelle schede tecniche di ciascun profilo.
Un elevato momento di inerzia consente inoltre di limitare la deformabilità della paratia, riducendo gli spostamenti in testa e l’entità di eventuali rigonfiamenti intermedi tra i punti di ancoraggio.
Oltre alla resistenza flessionale della sezione, deve essere verificata anche la resistenza all’estrazione del gargame, ossia la capacità del giunto di sopportare le forze di trazione che possono insorgere tra palancole adiacenti a causa di differenze di carico o di deformazione.
Un ulteriore aspetto rilevante è la durabilità. Le palancole in acciaio, operando in ambienti interrati spesso caratterizzati da elevata umidità, sono soggette a fenomeni di corrosione nel tempo. Le norme di progetto, in particolare l’Eurocodice 3 – Parte 5 (EC3-5), forniscono valori convenzionali di perdita annua di spessore da considerare in fase di dimensionamento, salvo l’adozione di specifiche protezioni anticorrosive.
In sintesi, i principali requisiti qualitativi delle palancole possono essere così riassunti:
acciaio certificato di adeguato grado (ad esempio S355GP);
profili conformi alle tolleranze dimensionali, verificati secondo EN 10248-2 o EN 10249-2;
prestazioni meccaniche garantite (modulo resistente adeguato e integrità dei giunti);
documentazione completa (marcatura CE e DoP, certificati 3.1, eventuali attestazioni del centro di trasformazione);
durabilità assicurata mediante idonee scelte progettuali o sistemi di protezione.
Criteri di accettazione in cantiere e controlli del Direttore Lavori
Il Direttore dei Lavori (D.L.) ha il compito cruciale di verificare in cantiere che le palancole consegnate siano conformi a quanto prescritto e di accettare i materiali prima della messa in opera: deve impedire che materiali non conformi (sotto-resistenti, privi di certificazione, deformati o danneggiati) finiscano nell’opera, tutelando sia la committenza sia la sicurezza strutturale.
I principali controlli di accettazione per le palancole metalliche sono:
accettazione documentale, verifica innanzitutto i documenti di accompagnamento per ogni fornitura:
la Marcatura CE, se applicabile, completa di targa o dicitura sulle palancole o sui fasci;
la Dichiarazione di Prestazione (DoP) rilasciata dal fabbricante ai sensi del CPR 305/2011 e UNI EN 1090-1, con indicazione esplicita dell’uso strutturale previsto e delle prestazioni (classe acciaio, proprietà meccaniche, classe di esecuzione, durabilità);
il Certificato di controllo di produzione 3.1 (UNI EN 10204) emesso dall’acciaieria, che attesta analisi chimica e prove meccaniche del lotto;
documenti di trasporto e dichiarazione del Centro di Trasformazione, se pertinente, con estremi dell’attestato ministeriale e indicazione delle lavorazioni eseguite sul prodotto;
controlli visivi e dimensionali, il D.L. (o un tecnico di sua fiducia) esegue controlli a vista sui materiali arrivati. Verifica che:
le palancole siano integre, senza deformazioni permanenti né fessurazioni (in caso di dubbi può richiedere liquidi penetranti su saldature di giunzione, ad esempio);
i giunti siano della forma prevista (Larssen standard o specifici) e combacianti;
a campione la lunghezza di alcune palancole, la larghezza utile e lo spessore con calibro, confrontandoli con i valori nominali e le tolleranze.
prove di accettazione su campioni, indipendentemente dalla presenza di marcatura CE, ai sensi delle NTC 2018, il Direttore dei Lavori per ogni fornitura di materiali metallici strutturali esegue:
prove meccaniche presso Laboratori Ufficiali su provini di palancola;
altri controlli specifici.
Criteri di misurazione e contabilizzazione
Nel contesto di appalti e capitolati, è importante definire come le palancole vengano misurate e contabilizzate ai fini del pagamento dell’impresa. I criteri di misurazione variano a seconda di ciò che si vuole remunerare (fornitura materiale, posa in opera, eventuale recupero) e delle pratiche del prezzario utilizzato, tipicamente al metro quadrato (m²) di parete realizzata.
Di seguito i metodi più comuni:
misurazione a superficie (m²) di parete: le palancole metalliche si contabilizzano in base alla superficie della parete realizzata, in metri quadrati di paratia installata, con prezzi unitari comprensivi di fornitura, trasporto, infissione, controlli, regolarizzazione testa, eventuale estrazione (provvisionali);
misurazione a metro lineare: per palancolate di piccola entità o quando il costo è fortemente dipendente dalla profondità, si usa il metro lineare come riferimento;
misurazione a peso (tonnellata): per la fornitura di materiali si può quotare il costo al kg o tonnellata di palancola;
nolo e recupero: se le palancole sono provvisorie, è da prevedere il nolo temporaneo (un prezzo per mese per m² di palancola in opera) che remunera l’affitto. Alla fine, l’impresa recupera le palancole (che rimangono di sua proprietà o del noleggiatore) e il pagamento è proporzionale al tempo. In alternativa, si può prevedere una percentuale di recupero: si paga inizialmente l’opera come fosse a perdere, e poi se l’impresa recupera i materiali si storna un valore residuo;
oneri compresi nel prezzo unitario: fornitura a piè d’opera, trasporto, movimentazione, guide, infissione con tecnica prescritta, regolarizzazione testa, controlli, estrazione (provvisionali), documentazione, ogni onere per opera completa a regola d’arte;
voci tipo: palancolato provvisionale con vibro-infissione ed estrazione; palancolato permanente conprotezione anticorrosiva e press-in; pezzi speciali (angolari); saldature giunti.
Voci di capitolato
Le voci di capitolato per opere relative a palancole devono essere redatte in modo dettagliato, esplicitando tutti gli oneri compresi nel prezzo unitario. Di seguito alcuni esempi di voci tipo:
Voce tipo 1: fornitura e posa di palancolato metallico provvisionale
“Fornitura e posa in opera di palancolato metallico provvisionale, costituito da palancole in acciaio tipo [specificare: a U, a Z, ecc.] conformi alla norma UNI EN 10248-1:1997, di dimensioni [specificare profilo, es. PU 18 o PZ 22], in acciaio grado [specificare, es. S355GP], compresa infissione mediante [specificare tecnica: vibro-infissione, press-in, percussione] fino alla profondità di progetto di [specificare, es. 12,00 m dal piano campagna], compresi tutti gli oneri per: trasporto e movimentazione a piè d’opera; fornitura e posa di guide provvisionali per garantire la verticalità; infissione con attrezzature idonee; regolarizzazione della testa mediante taglio ossidrico o sega; controlli di verticalità e allineamento;
prove e verifiche; successiva estrazione a fine lavori mediante [vibro-estrazione o altra tecnica];
allontanamento dal cantiere delle palancole estratte. Ogni altro onere per dare il lavoro completo e funzionante a regola d’arte. Contabilizzazione al metro quadrato (m²) di superficie di parete effettivamente realizzata, misurata da piano di posa a quota di testa dopo regolarizzazione.”
Prezzo unitario: € [XXX,XX] al m²”.
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FAQ Palancole
Cosa sono le palancole e a cosa servono in edilizia?
Le palancole sono elementi in acciaio a forma di lamiera con profilo sagomato e incastri laterali. Infissi verticalmente nel terreno e collegati tra loro, formano pareti continue (dette palancolati) usate per contenere il terreno o l’acqua. Servono ad esempio per sostenere le pareti di scavi di fondazione, realizzare paratie di banchine portuali, difendere argini fluviali dall’erosione o creare sbarramenti impermeabili temporanei in cantiere. In sostanza, le palancole consentono di operare scavi in sicurezza o di costruire strutture interrate contrastando la spinta del terreno e impedendo filtrazioni d’acqua.
Quali tipi di palancole metalliche esistono e che differenza c’è tra palancole a U e a Z?
I due tipi principali sono le palancole a U e le palancole a Z. Le palancole a U hanno una sezione simmetrica a forma di “U” (note anche come Larssen) e sono molto diffuse; possono essere infisse singolarmente o accoppiate in coppia. Offrono alta resistenza e facilità di riutilizzo grazie alla forma simmetrica. Le palancole a Z hanno una sezione a zig-zag (profilo aperto su entrambi i lati dell’asse neutro) e vengono quasi sempre installate in coppia di due elementi connessi, formando un pannello largo che copre più terreno per elemento. A parità di peso, le sezioni a Z offrono un modulo di resistenza flessionale spesso superiore alle U (quindi maggior rigidezza) e hanno larghezze di posa maggiori, velocizzando l’esecuzione. In sintesi, U è la sezione più tradizionale e versatile, Z consente di ottimizzare prestazioni e tempi su grandi paratie. Esistono poi palancole piatte (per cerchi/cassoni) e sistemi combinati (palancole con elementi portanti come profilati H o tubi per grandi sollecitazioni).
Come vengono infisse le palancole nel terreno?
Si usano macchinari specifici e ci sono tre metodi principali: percussione, vibrazione o pressione. Nell’infissione a percussione, un martello battente (idraulico o diesel) colpisce la testa della palancola ripetutamente, conficcandola nel terreno – metodo efficace anche su terreni duri ma rumoroso e con vibrazioni forti. La vibro-infissione utilizza un vibratore ad alta frequenza agganciato alla palancola: le vibrazioni riducono l’attrito terreno-palancola e la fanno penetrare combinando il proprio peso e una leggera spinta; è un metodo rapido, con vibrazioni distribuite e meno impatto sonoro rispetto al martello (ma comunque percettibile). La presso-infissione (o silent piling) avviene con una pressa idraulica che spinge lentamente la palancola nel terreno senza impatti, ancorandosi sulle palancole già infisse per reazione: è praticamente silenziosa e senza vibrazioni, ideale in ambito urbano sensibile, sebbene più lenta e adatta a terreni non eccessivamente compatti. Spesso in cantiere si combinano le tecniche: ad esempio si inizia con vibrazione e si finisce con qualche colpo di martello, oppure si usa la pressa dove richiesta e altrove il vibratore.
Quali sono le norme tecniche che regolano l’uso delle palancole?
Le palancole sono soggette a diverse norme. Per la fabbricazione e qualità del prodotto ci sono le UNI EN 10248 (parti 1 e 2) per palancole laminate a caldo e 10249 (parti 1 e 2) per quelle formate a freddo, che stabiliscono requisiti dell’acciaio, tolleranze dimensionali e controlli. Per la progettazione strutturale, l’Eurocodice di riferimento è l’EN 1993-5 (Eurocodice 3 – parte 5 Pali e palancole), recepito anche nelle Norme Tecniche per le Costruzioni italiane (NTC 2018), che integra aspetti geotecnici via Eurocodice 7. Per la posa in opera, c’è la EN 12063 che dà linee guida sull’esecuzione di paratie di palancole (dalla preparazione alla sicurezza). Inoltre, norme specifiche trattano aspetti particolari: ad esempio UNI EN ISO 1461 per galvanizzazione se si zincano, norme sui controlli di saldatura se si saldano, ecc. In pratica, un progettista/direttore lavori deve assicurare che: il materiale sia conforme alle norme di prodotto (con marchio CE e certificati), il calcolo rispetti Eurocodici/NTC (incluse verifiche di corrosione, stabilità del terreno, ecc.), e l’esecuzione segua gli standard di buona pratica (allineamento, controlli, collaudo).
Come si verifica la qualità delle palancole in cantiere?
Alla consegna in cantiere, il Direttore Lavori controlla la documentazione (certificati e marcatura CE) e l’integrità fisica delle palancole. Poi preleva alcuni campioni per prove di laboratorio: di solito si tagliano spezzoni di palancola (ad esempio dalla testa in eccesso) e si fanno prove di trazione in laboratorio ufficiale per verificare che l’acciaio abbia la resistenza dichiarata. Le NTC 2018 prescrivono almeno 3 provini ogni 90 t di acciaio (per profilati a caldo) e 3 ogni 15 t (per palancole da lamiera piegata). Se le prove danno risultati conformi (es. snervamento ≥ valore minimo di legge), le palancole sono accettate; se falliscono, il lotto viene respinto. Inoltre, il D.L. verifica che le dimensioni e i profili corrispondano al progetto (spessori, lunghezze, tipo di sezione) e che non vi siano deformazioni eccessive o difetti nei giunti. Durante l’installazione, si controlla che ogni palancola raggiunga la profondità prevista e resti in posizione corretta. In sintesi, c’è un doppio livello di controllo: documentale/meccanico all’arrivo (certificati + prove su campioni) e operativo in corso d’opera (allineamento, profondità, corretta esecuzione della paratia). Questi passi garantiscono che la qualità teorica del prodotto si traduca in una struttura affidabile sul campo.
Come si calcolano e pagano le palancole in un progetto?
Normalmente le palancole si computano in base alla superficie di paratia realizzata, espressa in metri quadrati (larghezza sviluppata × profondità infissa). Questa unità di misura comprende tipicamente sia la fornitura della palancola che la sua posa in opera. Ad esempio, se realizzo 100 m² di palancolato (10 m di lunghezza per 10 m di profondità), pagherò 100 × [prezzo €/m²] stabilito nel contratto. Se le palancole sono provvisorie e devono essere rimosse a fine lavori, spesso l’estrazione è quotata a parte, sempre in €/m² estratto, oppure si noleggiano con un costo al mese. Alcuni capitolati possono prevedere il pagamento “a peso” (€/ton) per la sola fornitura dell’acciaio, ma è meno comune. La cosa importante è definire nel capitolato se il prezzo include tutto (materiale + infissione + eventuale estrazione) o se queste fasi sono separate. Di solito nei prezzari ufficiali la voce “Palancole metalliche infisse” è al m2 posto in opera[85], quindi comprende l’infissione, mentre l’estrazione (se prevista) ha un altro prezzo al m2. Anche gli eventuali tiranti, spritz-beton di consolidamento, ecc. sono voci separate. In ogni caso, il D.L. misurerà sul posto i metri quadri effettivi installati per liquidare l’importo dovuto all’impresa.
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