Formazione in realtà virtuale per la sicurezza sul lavoro: la monografia INAIL dedicata al progetto FEREO

Formazione in realtà virtuale per la sicurezza sul lavoro: la monografia INAIL dedicata al progetto FEREO

Il divario tra il lavoro immaginato (WAI – Work As Imagined) e il lavoro reale (WAD – Work As Done) e il ruolo della VR nella formazione per la sicurezza

La trasformazione digitale sta rivoluzionando non solo i processi produttivi, ma anche il modo in cui concepiamo e gestiamo la Salute e Sicurezza sul Lavoro (SSL).

Si passa da un approccio reattivo basato sull’analisi dell’errore (Safety-I) in favore di una visione proattiva (Safety-II), fondata sulla Resilience Engineering.

L’obiettivo non è più solo chiedersi “perché le cose vanno male”, ma capire “perché vanno quasi sempre bene”, valorizzando la capacità di adattamento dei lavoratori di fronte agli imprevisti.

In questo scenario, l’INAIL ha recentemente pubblicato l’interessante monografia “Resilienza organizzativa e formazione in realtà virtuale per la salute e la sicurezza sul lavoro: i risultati del progetto FEREO”.

Se i primi capitoli del documento analizzano i risultati del progetto Fereo – Formazione e Resilience Engineering Organizzativa – dedicato allo sviluppo di un tool di autovalutazione dello stato potenziale di resilienza organizzativa per le aziende che adottano tecnologie 4.0., è nel Capitolo 3 che la ricerca esprime il suo massimo potenziale operativo, esplorando gli strumenti innovativi per l’informazione e la formazione alla SSL.

In un contesto lavorativo in continua evoluzione, la formazione non può limitarsi alla mera trasmissione di procedure standardizzate.

La monografia INAIL evidenzia come sia necessario innovare la formazione su due binari paralleli: i contenuti e gli strumenti.

L’innovazione nei contenuti: dall’acquisizione della conoscenza alla gestione dell’imprevisto

Nel documento si propone di superare la formazione tradizionale integrando il modello di progettazione didattica ADDIE (Analysis, Design, Development, Implementation, Evaluation) con il framework cognitivo SRK (Skill-Rule-Knowledge) di Jens Rasmussen.

Questo approccio permette di calibrare la formazione su tre livelli di comportamento umano:

skill-based: azioni automatiche e routine consolidate (es. l’uso corretto di un DPI).
rule-based: applicazione consapevole di procedure e regole in situazioni note.
knowledge-based: la vera sfida della resilienza. Riguarda la gestione di eventi nuovi, imprevedibili o complessi, dove non esiste una regola prestabilita e l’operatore deve ragionare, anticipare e decidere.

L’obiettivo della nuova formazione SSL è proprio quello di spingersi fino al livello Knowledge, allenando i lavoratori a gestire la variabilità e l’imprevisto.

L’innovazione negli strumenti: la Realtà Virtuale (VR)

Per raggiungere il livello Knowledge-based, la lezione frontale non basta. Il documento INAIL individua nelle tecnologie immersive, e in particolare nella Realtà Virtuale (VR), lo strumento d’elezione.

La VR permette di creare un vero e proprio “laboratorio di resilienza”: un ambiente sicuro e controllato dove i lavoratori possono sperimentare situazioni di emergenza, guasti rari (black swan events) e condizioni di stress che sarebbero troppo pericolose da riprodurre nella realtà.

Il progetto FEREO ha sviluppato e testato un prototipo VR specifico per le procedure di manutenzione LOTO (Lock-Out, Tag-Out) su un compressore industriale. La simulazione è stata divisa in due scenari:

scenario di base (Trial & Error): per automatizzare i passaggi procedurali (livello Skill/Rule).
scenario avanzato (LOTO & Variability): in cui vengono introdotti elementi di imprevedibilità (es. DPI mancanti, lucchetti già applicati da altri, pulsanti guasti). Qui l’operatore deve valutare la situazione e prendere decisioni non programmate (livello Knowledge).

Formazione VR vs Formazione Tradizionale

Il documento riporta i risultati di un test comparativo tra la formazione frontale e quella in Realtà Virtuale. I dati parlano chiaro: la VR garantisce una migliore acquisizione e ritenzione delle regole operative (Skill/Rule) grazie all’apprendimento esperienziale (learning-by-doing).

L’introduzione di scenari immersivi con variabili impreviste favorisce un consolidamento più profondo delle conoscenze concettuali, preparando realmente il lavoratore ad affrontare il cantiere o la fabbrica.

I test sui fattori umani (usabilità, carico mentale, cybersickness) hanno restituito risultati eccellenti, confermando che la VR è uno strumento maturo e ben tollerato dagli utenti.

Dalla formazione virtuale alla gestione virtuale del cantiere: il ruolo dell’integrazione BIM-VR

La monografia INAIL ci insegna una lezione fondamentale: anticipare l’imprevisto attraverso la simulazione virtuale è la chiave per la sicurezza moderna. Questo principio, applicato alla formazione tramite la VR, trova la sua massima espressione tecnica e progettuale nell’uso della metodologia BIM (Building Information Modeling) per la gestione della sicurezza nei cantieri.

Così come la Realtà Virtuale permette al lavoratore di “vivere” il rischio prima che si verifichi, il BIM permette al Coordinatore della Sicurezza (CSP/CSE) di “costruire” e analizzare il cantiere prima che venga posato il primo mattone.

È in questo contesto di innovazione tecnologica e proattività (Safety-II) che si inseriscono il software BIM per la modellazione 3D e la gestione della sicurezza in cantiere, che consentono ai tecnici della sicurezza possono:

modellare il cantiere in 3D e 4D, simulando l’evoluzione spaziale e temporale delle lavorazioni.
individuare in anticipo le interferenze spaziali e i rischi sovrapposti, risolvendoli in fase di progetto (esattamente come la VR allena a gestire le variabilità).
creare percorsi formativi e informativi immersivi: il modello 3D del cantiere può essere navigato in Realtà Virtuale (VRi) per mostrare alle maestranze le vie di fuga, le aree di stoccaggio e i rischi specifici del loro cantiere reale, portando l’approccio promosso dall’INAIL direttamente sul campo.

La transizione digitale della sicurezza sul lavoro è già iniziata: passare da un approccio documentale a uno visivo, immersivo e predittivo non è più solo un’opzione, ma il nuovo standard per garantire la reale tutela dei lavoratori.

 

 

 

Fonte: Read More