Esoscheletri occupazionali e sicurezza sul lavoro: la guida INAIL
Come utilizzare le tecnologie indossabili e configurarle nel DVR quando il nodo è il rischio da disturbi muscoloscheletrici e movimentazione manuale dei carichi
Gli esoscheletri occupazionali (EO) rappresentano un’opzione promettente nello scenario “Industry 4.0” per ridurre l’impegno fisico e alleggerire carichi biomeccanici, soprattutto in attività con movimentazione manuale dei carichi (MMC) e posture fisse/incongrue, mirando alla prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici (DMS).in mansioni con posture incongrue e MMC
La guida INAIL pubblicata a febbraio 2026 fornisce criteri utili per l’inquadramento normativo, i settori lavorativi di possibile applicazione e potenziali problematiche
correlate all’uso degli esoscheletri, la valutazione dei rischi e la gestione operativa degli EO.
Si parte da una premessa di fondamentale importanza: gli EO non sono una scorciatoia ergonomica. Vanno considerati solo dopo (o insieme a) progettazione ergonomica, interventi tecnici e organizzativi, perché a fronte di possibili benefici esistono limiti, variabilità di risultati e potenziali effetti avversi, già richiamati anche da organismi europei.
Il punto tecnico più critico è che le metodiche standard ISO per la valutazione del sovraccarico biomeccanico non sono oggi applicabili “tal quali” in presenza di EO.
Download GratuitoGuida INAIL su esoscheletri occupazionali e rischio MMC (2026)
Vantaggi: dove gli EO possono aiutare davvero
Riduzione del carico biomeccanico e affaticamento
INAIL segnala gli EO come soluzione promettente per diminuire l’impegno fisico e fisiologico in mansioni con elevata richiesta muscolare (tipicamente MMC e posture mantenute), con potenziali effetti positivi su stress muscolare/articolare e comfort.
Gli esoscheletri occupazionali possono essere il primo intervento ergonomico per la riduzione dell’impegno fisico. Allo stesso tempo, è bene ricordare che gli esoscheletri occupazionali, come evidenziato alcuni report Osha, devono essere presi in considerazione dal datore di lavoro solo in assenza di altre valide soluzioni atte a ridurre il rischio da sovraccarico biomeccanico.
Supporto mirato su distretti specifici
La guida richiama la classificazione per zona assistita (es. schiena, spalle/arto superiore, ecc.): il beneficio, quando c’è, è distretto-specifico e dipende dalla coerenza tra compito e “architettura” dell’EO.
Possibile contributo alla prevenzione DMS (ma non “automatico”)
Gli EO si inseriscono in una prevenzione dei DMS che resta “integrata” (ergonomia, organizzazione, formazione, sorveglianza sanitaria). Il senso tecnico è: possono diventare un supporto aggiuntivo, non un sostituto delle misure a monte.
Svantaggi: limiti, effetti avversi e dove si rischia di peggiorare
Evidenze ancora limitate e risultati variabili
INAIL evidenzia che servono più evidenze, soprattutto “di campo” e di lungo periodo: oggi i risultati sono variabili e dipendono da dispositivo, mansione e contesto.
Valutazione del rischio MMC non standardizzabile con i metodi “classici”
Punto tecnico cruciale: le metodiche ISO osservazionali per sovraccarico biomeccanico non sono nate per compiti con esoscheletro e non sono applicabili “tal quali”, perché nei modelli non è prevista la presenza dell’EO e l’interazione neuromuscolare non è ancora pienamente modellabile.
Rischi su compiti dinamici (cammino, spinta/traino)
La guida nota che compiti come spinta/traino e percorsi lunghi possono essere penalizzati: i movimenti tipici possono essere poco coerenti con alcuni EO e può aumentare il costo metabolico durante il cammino.
Carico cognitivo e interferenze motorie
In condizioni di “dual task” (compiti fisici + mentali) l’EO può annullare vantaggi attesi e complicare gli adattamenti posturali/motori.
Criticità operative: cadute, collisioni, emergenza
INAIL richiama possibili rischi di caduta e collisione e un tema molto concreto: in emergenza deve essere possibile la rimozione rapida per evacuare (criticità maggiore se il lavoratore è solo).
Considerazioni sulla sicurezza dei lavoratori: cosa deve presidiare il DVR
In assenza di evidenze epidemiologiche longitudinali su larga scala che dimostrino riduzione del rischio di patologie da sovraccarico, gli EO non rientrano nel Reg. (UE) 2016/425 e non possono essere considerati DPI ai sensi dell’art. 74 del d.lgs. 81/2008.
In via precauzionale, la guida indica di trattarli come attrezzature di lavoro, con conseguenti obblighi su scelta, uso corretto, informazione/formazione/addestramento e manutenzione.
INAIL propone un perimetro di rischio molto “operativo”, utile per DVR e procedure:
rischi meccanici/interazione + emergenze: schiacciamenti/pizzicamenti, collisioni, cadute, criticità in emergenza.
rischi fisici/fisiologici: ridistribuzione carichi, peso EO, compressioni localizzate, alterazioni della cinematica e del controllo, dermatiti da contatto, aumento temperatura corporea e difficoltà a smaltire sudore.
rischi cognitivi/mentali: aumento attenzione richiesta, ansia per attivazioni involontarie/errate, percezione di perdita di controllo.
rischi tecnologici: batterie e componenti elettrici (uso/manutenzione), fluidi in pressione/infiammabili se presenti, ecc.
La guida ricorda infine che l’impatto su metabolismo energetico e risposta termofisiologica non va trascurato e che non è possibile stimare il metabolismo con tabelle ISO 8996 in presenza di EO (standard non concepito per questo), se non con misure strumentali complesse.
In generale non è possibile utilizzare per la valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico in presenza di esoscheletri le metodiche osservazionali inserite nelle attuali versioni degli standard internazionali ISO della serie 11228 (parti 1, 2 e 3) e della ISO 11226.
EO per formazione e addestramento: interfacce aptiche e scenari controllati
La guida presenta anche applicazioni in training: esoscheletri come interfacce aptiche integrabili con VR/AR per riprodurre contatti, sforzi e scenari operativi controllati (anche emergenze), con potenziale utilità nella formazione esperienziale.
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Approfondimenti
Per saperne di più, leggi la nostra guida “La movimentazione manuale dei carichi (MMC): guida alla valutazione del rischio“. Per eseguire la valutazione del rischio da MMC, ti consiglio di utilizzare subito un software per la redazione del DVR in grado di guidarti passo passo nella valutazione dei risch
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