Edilizia: le nuove tabelle ministeriali sul costo del lavoro 2026

Edilizia: le nuove tabelle ministeriali sul costo del lavoro 2026

Il Ministero del Lavoro aggiorna il costo medio orario per operai e impiegati del settore edile e affini. Ecco tutte le novità e i parametri di calcolo.

Con Decreto Direttoriale n. 23 del 26 marzo 2026 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha aggiornato le tabelle relative al costo medio orario del lavoro a livello provinciale per il personale dipendente (operai e impiegati) delle imprese edili, affini e delle cooperative.

Il provvedimento, in vigore dalla data della sua emanazione, si inserisce nel quadro normativo tracciato dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023, art. 41, comma 13). La determinazione aggiornata del costo della manodopera è infatti un parametro fondamentale per la stima degli importi nei bandi di gara, per la verifica della congruità delle offerte e per contrastare i fenomeni di dumping contrattuale.

La revisione delle tabelle si è resa necessaria a seguito delle richieste avanzate dalle parti sociali nell’agosto 2025, per recepire i nuovi importi dei minimi tabellari scattati a partire da maggio 2025.

Il decreto tiene conto dei recenti rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) del settore, tra cui:

CCNL Edili Industria-Cooperativa (siglato il 21 febbraio 2025);
CCNL Edili Piccola Industria (siglato il 15 aprile 2025);
CCNL Edili Artigianato (siglato il 20 maggio 2025).

Oltre ai contratti nazionali, il Ministero ha valutato attentamente anche la contrattazione collettiva di secondo livello (territoriale), che nel settore edile gioca un ruolo cruciale nella definizione degli elementi economici variabili della retribuzione.

Come si struttura il costo medio orario

Il calcolo del costo del lavoro provinciale si basa su un parametro fisso di 2.088 ore annue teoriche, dalle quali vengono sottratte 545 ore medie non lavorate, ottenendo così un totale di 1.543 ore effettivamente lavorate.

Il costo orario finale è la somma di diverse macro-componenti:

elementi retributivi base: minimo contrattuale, indennità di contingenza, Elemento Distinto della Retribuzione (EDR), elemento variabile e indennità di settore.
oneri aggiuntivi: retribuzione per festività, riposi annui, accantonamenti presso la Cassa Edile, indennità di trasporto, permessi e formazione.
oneri previdenziali e assistenziali: contributi INPS, premi INAIL, contributi alla Cassa Edile e relative maggiorazioni.
altri elementi: Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e sua rivalutazione, indennità sostitutiva di mensa, oneri per trasferte, previdenza complementare e versamenti al fondo sanitario (Sanedil).

Oscillazioni e flessibilità del costo

Come precisato all’articolo 2 del Decreto, i valori indicati nelle tabelle ministeriali rappresentano un costo “medio”. Questo significa che il costo effettivo sostenuto dalla singola impresa può subire delle oscillazioni in base a due fattori principali:

benefici e agevolazioni: sgravi contributivi, fiscali o di altra natura di cui l’impresa usufruisce legittimamente in base alla normativa vigente.
oneri per la sicurezza: spese specifiche derivanti da interventi su infrastrutture, attrezzature, macchinari e altre misure adottate per garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, in ottemperanza al Testo Unico (D.Lgs. 81/2008).

Le nuove tabelle, distinte per operai e impiegati e declinate per singola provincia, costituiscono da oggi il nuovo punto di riferimento inderogabile per la formulazione dei quadri economici dei progetti e per la gestione degli appalti pubblici e privati nel mondo delle costruzioni.

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