Ecobonus 65% nel 2027? L’ipotesi che può congelare i lavori di fine anno
Il Governo valuta il ritorno di una detrazione rafforzata per gli interventi di riqualificazione energetica: infissi, pompe di calore, sistemi ibridi, solare termico, schermature e coibentazioni potrebbero tornare ad avere un trattamento fiscale più favorevole
Un ecobonus nuovamente potenziato al 65% per gli interventi di efficientamento energetico. È una delle ipotesi allo studio del Governo in vista della prossima legge di Bilancio, sfruttando gli spazi di flessibilità europea destinati agli investimenti per la transizione energetica.
Al momento non c’è ancora una norma e neppure un perimetro definitivo degli interventi incentivati. Ma la prospettiva è significativa perché segnerebbe un cambio di impostazione rispetto all’attuale sistema dei bonus edilizi, nel quale gli interventi energetici sono sostanzialmente allineati alle altre opere sulla casa.
E soprattutto la notizia arriva in un momento delicato: mancano poco più di cento giorni alla fine dell’anno e, per molti lavori di piccola e media entità, è ancora materialmente possibile sostenere la spesa entro il 31 dicembre e “bloccare” le aliquote 2026.
Ecobonus 65%: cosa sta valutando il Governo
L’ipotesi è quella di ripristinare una vera premialità fiscale per gli interventi che riducono i consumi energetici degli edifici.
Oggi, infatti, l’ecobonus esiste ancora ma non gode più, in termini generali, di un vantaggio rispetto agli altri bonus casa. La manovra 2025 ha uniformato gran parte delle agevolazioni prevedendo, per il 2026, una detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili.
Secondo le indiscrezioni di stampa, si starebbe valutando di portare al 65% la detrazione per gli interventi energetici sull’abitazione principale, mantenendo un livello differenziato per gli altri immobili. La misura potrebbe essere finanziata nell’ambito dei circa 14 miliardi di euro di flessibilità di bilancio collegati alla transizione energetica.
Non sarebbe quindi la nascita di un nuovo bonus, ma piuttosto il rafforzamento dell’ecobonus esistente, restituendo agli interventi di efficientamento quel vantaggio fiscale che avevano prima dell’allineamento delle aliquote.
Quali lavori potrebbero beneficiare del 65%
Il perimetro è ancora da definire, ma tra gli interventi richiamati figurano innanzitutto:
Intervento
Possibile interesse per il nuovo ecobonus
sostituzione degli infissi
tra gli interventi quantitativamente più rilevanti
pompe di calore e condizionatori
nei casi che rispettano i requisiti dell’ecobonus
sistemi ibridi
sistemi integrati pompa di calore-caldaia
cappotti e coibentazioni
interventi sull’involucro edilizio
schermature solari
già comprese nell’attuale ecobonus
solare termico
produzione di acqua calda sanitaria
building automation
sistemi di gestione e controllo degli impianti
La sostituzione degli infissi vale circa 2 miliardi di euro di investimenti, cappotti e coibentazioni circa 600 milioni, le pompe di calore circa 371 milioni, le schermature solari circa 300 milioni e i sistemi ibridi poco meno di 80 milioni. Nel complesso l’ecobonus muoverebbe circa 3,6 miliardi di euro di investimenti all’anno.
Un eventuale nuovo testo potrebbe, inoltre, non limitarsi esattamente al vecchio perimetro dell’ecobonus: le indicazioni europee sulla transizione energetica richiamano anche categorie differenti, come le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici. Anche su questo punto, però, servirà attendere il testo della manovra.
Dal 50% al 65%, oppure dal 50% al 36%: il bivio del contribuente
Per il 2026 il quadro consente ancora, sull’abitazione principale, di beneficiare del 50%. Per gli altri immobili l’aliquota è invece pari al 36%.
Senza una modifica legislativa, nel 2027 il sistema dovrebbe diventare meno conveniente: 36% sull’abitazione principale e 30% sugli altri immobili.
Ma, contemporaneamente, il Governo starebbe valutando di andare nella direzione opposta almeno per gli interventi energetici, portando l’ecobonus fino al 65%.
Si crea quindi una forbice molto ampia tra gli scenari possibili.
Per un proprietario che oggi sta programmando la sostituzione degli infissi o l’installazione di una pompa di calore, il 2027 potrebbe significare, a seconda di ciò che sarà scritto nella legge di Bilancio, una detrazione decisamente più alta oppure una detrazione più bassa di quella disponibile oggi.
Ed è questa incertezza che rischia di produrre un vero e proprio effetto attesa sul mercato.
Lavori entro il 31 dicembre: perché l’indecisione pesa soprattutto sui “mini-interventi”
Il problema è meno evidente per le ristrutturazioni importanti. Avviare a settembre una riqualificazione complessa significa, nella maggior parte dei casi, arrivare comunque al 2027 e dover quindi fare i conti con il nuovo quadro normativo.
Diversa è la situazione dei lavori di piccola taglia.
La sostituzione degli infissi, alcuni interventi sugli impianti, l’installazione di sistemi di sicurezza o altre opere eseguibili all’interno delle singole abitazioni possono ancora essere programmate in modo da sostenere la spesa entro il 31 dicembre.
Per le persone fisiche vale infatti il principio di cassa: ai fini della detrazione assume rilievo l’anno nel quale viene sostenuta la spesa. Effettuare entro il 31 dicembre 2026 il pagamento mediante il bonifico richiesto dalla disciplina dei bonus consente quindi, ricorrendone tutti gli altri requisiti, di agganciare la spesa all’agevolazione prevista per il 2026.
Ed è proprio qui che l’annuncio di un possibile 65% può cambiare i comportamenti.
Chi ha già deciso di sostituire le finestre può scegliere di procedere oggi, mettendo al sicuro il 50%, oppure rinviare il pagamento nella speranza che nel 2027 lo stesso intervento possa beneficiare del 65%.
L’attesa, però, ha un rischio evidente: il 65% è ancora soltanto un’ipotesi. Se il potenziamento non entrasse nella manovra, oppure se il singolo intervento restasse fuori dal nuovo perimetro, il contribuente potrebbe ritrovarsi nel 2027 con l’aliquota ordinaria ridotta al 36%.
Il paradosso: l’annuncio del bonus può rallentare i lavori che si volevano incentivare
Dal punto di vista della politica degli incentivi emerge così un possibile paradosso.
La prospettiva di aumentare la detrazione per stimolare gli interventi energetici può, nel breve periodo, spingere famiglie e committenti a rinviare proprio quegli interventi che sarebbero ancora realizzabili nel 2026.
Per tecnici e imprese si apre quindi una fase complicata nella quale diventa difficile fornire una valutazione economica definitiva al cliente: a pochi mesi di distanza, per lo stesso intervento, si potrebbe passare dal 50% al 65%, ma anche dal 50% al 36%.
Prendiamo una spesa di 20.000 euro su un’abitazione principale. Il valore nominale della detrazione sarebbe di:
10.000 euro con il 50% attuale;
13.000 euro con un eventuale 65%;
7.200 euro con il 36% previsto dal 2027 in assenza di correzioni.
Tra lo scenario migliore e quello peggiore ballano quindi 5.800 euro di detrazione. Una differenza sufficientemente elevata da condizionare la decisione di iniziare, anticipare o rinviare l’intervento.
Bonus ristrutturazioni o ecobonus? Il 65% cambierebbe anche la scelta dell’incentivo
Il ritorno di un ecobonus rafforzato avrebbe conseguenze anche sulla scelta tra le diverse agevolazioni.
Con le aliquote oggi allineate, molti interventi che possono rientrare sia nel bonus ristrutturazioni sia nell’ecobonus — ad esempio la sostituzione degli infissi in presenza dei relativi requisiti — non presentano una forte differenza dal punto di vista della percentuale di detrazione.
Un ecobonus al 65% ricreerebbe invece una convenienza fiscale specifica legata alla prestazione energetica.
La distinzione diventerebbe nuovamente sostanziale: non sarebbe più indifferente realizzare una generica opera edilizia o un intervento capace di ridurre il fabbisogno energetico dell’edificio.
È, peraltro, proprio questa una delle logiche richiamate a livello europeo: orientare gli investimenti verso la progressiva decarbonizzazione del patrimonio immobiliare e verso edifici a consumi sempre più bassi.
Per ora è solo un’ipotesi: bisogna aspettare la legge di Bilancio
Il punto fondamentale, allo stato attuale, è che il 65% non è ancora una misura vigente.
Restano da definire l’aliquota effettiva, i beneficiari, la distinzione tra abitazione principale e altri immobili, il catalogo degli interventi ammessi, gli eventuali massimali e requisiti tecnici e soprattutto la decorrenza delle nuove regole.
Secondo le stime più ottimistiche, un rafforzamento dell’ecobonus potrebbe avere un costo relativamente contenuto e segnala che l’Esecutivo starebbe valutando anche la proroga dell’attuale assetto per evitare la riduzione automatica al 36%-30% nel 2027.
Fino all’approvazione della legge di Bilancio, dunque, chi deve realizzare un intervento si trova davanti a una scelta non semplice: utilizzare una detrazione certa oggi oppure attendere un possibile incentivo più alto domani, accettando però il rischio che le nuove regole risultino meno favorevoli o che il proprio intervento non rientri nel nuovo ecobonus.
È il nodo che accompagnerà gli ultimi mesi del 2026 e che rende particolarmente importante arrivare in tempi rapidi a un quadro normativo chiaro: per contribuenti, progettisti e imprese, sapere quanto sarà incentivato un intervento è ormai quasi importante quanto sapere come realizzarlo.
Approfondimenti
Per avere il quadro completo della situazione:
Ecobonus 2026: come funziona la detrazione per l’efficientamento energetico
Bonus Ristrutturazione 2026 al 50%: guida completa e novità
Al di là dell’aliquota che sarà fissata dalla prossima legge di Bilancio, per accedere alle agevolazioni resta centrale la corretta verifica delle prestazioni energetiche dell’edificio e dei requisiti richiesti per il singolo intervento.
Per il tecnico diventa quindi essenziale valutare in anticipo gli effetti della riqualificazione sul sistema edificio-impianto, confrontando la situazione ante e post intervento e verificando trasmittanze, prestazioni dell’involucro e caratteristiche degli impianti.
Prova gratis il software termotecnicoche ti consente di modellare energeticamente l’edificio, progettare gli interventi di efficientamento, effettuare le verifiche di legge e confrontare le prestazioni energetiche prima e dopo i lavori. Il software consente inoltre di gestire interventi su involucro, schermature solari, solare termico e impianti di climatizzazione e di produrre la relativa documentazione energetica.
Fonte: Read More
