E se il RUP esprime dissenso nella verifica del progetto?

E se il RUP esprime dissenso nella verifica del progetto?

Il vecchio codice appalti conteneva esplicita indicazione in caso di dissenso del RUP. Cosa accade col nuovo codice? Serve adeguata motivazione?

L’atto di validazione del progetto rappresenta il “giro di boa” tra la fase di progettazione e quella di affidamento. Nel Codice Appalti la figura del RUP (Responsabile Unico del Progetto) mantiene un ruolo centrale di garanzia, trovandosi spesso a dover arbitrare il delicato confronto tra le risultanze del verificatore e le controdeduzioni del progettista. Ma cosa accade se il RUP esprime dissenso rispetto agli esiti delle verifiche del progetto? Deve motivarlo?

A dissipare i dubbi il parere 4141/2026 del MIT.

Il potere del RUP di non validare il progetto è intrinseco alle sue funzioni di vigilanza e controllo

La validazione del progetto (art. 42, comma 4, del D.Lgs. 36/2023) è l’atto formale sottoscritto dal responsabile del relativo procedimento che riporta gli esiti della verifica facendo preciso riferimento al rapporto conclusivo del soggetto preposto alla verifica e alle eventuali controdeduzioni del progettista. Viene disciplinata tanto la competenza all’adozione dell’atto quanto il contenuto proprio dello stesso.

Nel passaggio dal vecchio al nuovo Codice, la disciplina specifica sul dissenso del RUP (precedentemente contenuta nell’art. 55 del D.P.R. 207/2010) non è stata trasfusa testualmente nell’art. 42 del D.Lgs. 36/2023.  Una lettura coordinata dell’art. 42, comma 4, dell’art. 12, comma 1, lett. a) del Codice e dell’art. 3 della legge n. 241/1990 – alla luce delle esigenze di semplificazione e razionalizzazione che permeano l’impianto codicistico e valorizzano la discrezionalità amministrativa – consente di ritenere che il responsabile del procedimento possa discostarsi dalle risultanze delle verifiche effettuate dal soggetto incaricato della verifica della progettazione.

In tale ipotesi, il RUP è comunque tenuto ad esplicitare nel provvedimento di mancata validazione un puntuale richiamo al rapporto conclusivo del verificatore, nonché alle eventuali controdeduzioni formulate dal progettista, secondo quanto previsto dall’art. 42, comma 4, con riferimento alla validazione. A ciò deve accompagnarsi un’adeguata motivazione che dia conto dei presupposti fattuali e delle ragioni giuridiche alla base della decisione assunta.

Sebbene l’art. 42 si concentri sull’atto di validazione “positiva”, il MIT chiarisce che il potere del RUP di non validare il progetto è intrinseco alle sue funzioni di vigilanza e controllo. Il fondamento giuridico risiede nell’Allegato I.2, art. 6, comma 2, lett. e), il quale stabilisce esplicitamente che:

In caso di dissenso sugli esiti della verifica, il RUP fornisce adeguata motivazione.

Ti segnalo il software per la redazione di documenti, relazioni e capitolati per lavori pubblici e privati, che dispone in archivio anche il verbale di validazione del progetto.

Leggi l’approfondimento: Verifica preventiva e validazione del progetto: cosa prevede il Codice appalti

 

 

 

Fonte: Read More