DURC: la tempestiva domanda di rateizzazione salva la regolarità contributiva
La Cassazione chiarisce: basta chiedere la rateizzazione entro 15 giorni per salvare il DURC e le agevolazioni, anche se l’INPS evade la pratica successivamente
Con ordinanza n. 6142 del 17 marzo 2026, la Cassazione interviene su un tema cruciale per imprese, consulenti e operatori del settore edilizia: la regolarizzazione contributiva ai fini DURC in presenza di rateizzazione richiesta entro i 15 giorni dall’invito INPS.
Il caso nasce dal disconoscimento di agevolazioni contributive (L. 190/2014) a seguito di un DURC interno negativo, perché – secondo l’INPS – la rateizzazione era sì stata chiesta entro 15 giorni, ma non ancora formalmente accolta entro quel termine.
La Suprema Corte respinge questa impostazione e afferma un principio di forte impatto operativo per appalti pubblici (art. 94 nuovo Codice dei contratti) e fruizione di incentivi e sgravi contributivi.
La tempestiva presentazione dell’istanza di rateizzazione “congela” la posizione ai fini della regolarità contributiva. Se l’impresa presenta la domanda entro 15 giorni e l’INPS dà parere favorevole, la regolarità contributiva deve considerarsi integrata, anche se il provvedimento arriva oltre il termine.
Il quadro di riferimento e la motivazione della Corte
L’art. 1, commi 1175 e 1176 della Legge 296/2006 subordina i benefici normativi e contributivi al possesso del DURC; il D.M. 24/102007 e il D.M. 30/012015 disciplinano il meccanismo di regolarizzazione prevedendo che in caso di irregolarità, l’ente inviti a regolarizzare entro 15 giorni.
Il nodo interpretativo è il seguente: entro i 15 giorni deve essere solo presentata l’istanza di rateizzazione o deve intervenire in tempo utile rispetto al termine anche l’evasione della pratica da parte dell’INPS?
La Cassazione è categoria: è sufficiente che l’impresa presenti l’istanza di rateizzazione entro i 15 giorni perché, con l’accettazione, l’Inps pone in essere quella condizione che fa sì che si consideri integrata la regolarità contributiva.
Secondo la Corte, l’art. 5 D.M. 24/10/2007 considera regolare chi ha ottenuto la rateizzazione. Se l’istanza è presentata tempestivamente e poi accolta, la regolarità si perfeziona; pretendere che l’accoglimento avvenga entro 15 giorni significherebbe subordinare la regolarizzazione ai tempi interni dell’INPS e far dipendere la perdita delle agevolazioni da un fattore fuori dal controllo dell’impresa.
La Corte evidenzia dunque un principio di ragionevolezza: la possibilità di regolarizzare non può essere esposta all’alea dei tempi amministrativi dell’ente che ha contestato l’irregolarità.
Lo stesso ragionamento viene esteso anche al sistema del DURC online disciplinato dal D.M. 30/10/2015. Una volta che la rateizzazione è stata accordata, “la posizione dell’interessato è da qualificarsi regolare, non rilevando, in senso contrario, che l’Ente assuma il provvedimento dopo la scadenza dei 15 giorni”.
Approfondimenti
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