Durabilità dei materiali da costruzione: come progettare opere resilienti e performanti
La durabilità dei materiali è un elemento decisivo per progettare edifici resilienti, efficienti e sostenibili nel tempo. Scopri come orientare le scelte progettuali verso una maggiore affidabilità
Progettare edifici realmente durevoli significa andare oltre la semplice scelta di materiali “resistenti”. Significa comprendere come questi materiali si comportano nel tempo, quali agenti possono degradarli e come le decisioni progettuali incidono sulle loro prestazioni lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. In un contesto in cui sostenibilità, riduzione dei costi di manutenzione e performance di lungo periodo sono diventati obiettivi centrali, la durabilità non è più un’opzione accessoria: è un requisito progettuale strategico.
Questo articolo offre una panoramica completa su cosa si intende per durabilità, quali sono i parametri da considerare, come si comportano i materiali tradizionali e quelli innovativi e quali scelte tecniche permettono al progettista di garantire opere costruite per durare. Uno sguardo finale ai trend emergenti – dai materiali autoriparanti al monitoraggio IoT – mostra come anche gli strumenti digitali stiano assumendo un ruolo crescente nella gestione della durabilità: oggi, infatti, le piattaforme BIM e i software dedicati permettono di integrare informazioni sui materiali, monitorare il ciclo di vita degli elementi costruttivi e pianificare strategie di manutenzione più accurate.
Durabilità dei materiali da costruzione: definizione e importanza per il ciclo di vita dell’edificio
La durabilità è la capacità di un materiale o di un sistema costruttivo di mantenere nel tempo le proprie caratteristiche meccaniche, fisiche ed estetiche nonostante l’azione degli agenti ambientali e funzionali. In altre parole, un materiale è durevole quando riesce a svolgere la funzione per cui è stato progettato per un periodo sufficientemente lungo, senza perdere prestazioni e senza richiedere interventi di manutenzione eccessivi.
Nel contesto edilizio, questa proprietà assume un ruolo centrale perché condiziona direttamente la vita utile dell’opera, i costi di gestione, la sicurezza strutturale e l’impatto ambientale. Scegliere materiali più durevoli permette infatti di:
ridurre la frequenza delle riparazioni;
limitare i fermo-cantiere;
contenere i consumi di risorse;
migliorare la sostenibilità complessiva dell’edificio.
Non a caso, la durabilità è oggi uno degli indicatori chiave nel framework del Life Cycle Assessment, che valuta un’opera non solo in fase di costruzione ma lungo tutto il suo ciclo di vita.
Cos’è la durabilità dei materiali
Fondamenti tecnici della durabilità: proprietà, prestazioni mantenute, parametri chiave
La durabilità di un materiale non è un concetto astratto, ma il risultato misurabile di un insieme di proprietà fisiche, chimiche e meccaniche che devono rimanere stabili nel tempo. Per comprendere realmente come un materiale “invecchia”, è utile analizzare i parametri che ne determinano la capacità di mantenere le prestazioni progettuali:
resistenza meccanica: la capacità di sopportare carichi senza deformazioni permanenti o rotture. Una resistenza elevata non implica automaticamente alta durabilità, ma costituisce una base solida per prestazioni stabili nel tempo;
porosità e permeabilità: materiali molto porosi o permeabili assorbono più facilmente acqua e agenti aggressivi (come sali o anidride carbonica), accelerando fenomeni di degrado come corrosione, fessurazione o carbonatazione;
stabilità chimica: alcuni materiali reagiscono con l’ambiente (acidi, solfati, cloruri). La durabilità dipende dalla capacità di resistere a questi attacchi senza perdere integrità;
resistenza agli agenti atmosferici: radiazione UV, gelo-disgelo, cicli termici e umidità possono alterare nel tempo superfici e microstrutture.
Quello che conta non è solo il valore iniziale della prestazione, ma quanto a lungo il materiale riesce a conservarlo. Le prestazioni considerate critiche sono:
resistenza strutturale residua;
capacità di protezione degli elementi interni, come nel caso del copriferro per l’acciaio;
integrità superficiale, fondamentale per rivestimenti e materiali esposti;
efficienza energetica, quando i materiali concorrono all’isolamento termico.
Durabilità dei materiali tradizionali (cemento, laterizio, legno, acciaio): vantaggi e limiti
I materiali tradizionali rappresentano ancora oggi la base della maggior parte delle costruzioni. Ognuno di essi presenta vantaggi significativi dal punto di vista della durabilità, ma anche criticità da considerare attentamente in fase progettuale. Comprenderne il comportamento nel tempo permette di scegliere la soluzione più adeguata al contesto e alle prestazioni attese, vediamolo insieme.
Calcestruzzo
Il calcestruzzo è uno dei materiali da costruzione più utilizzati in assoluto, grazie all’elevata resistenza meccanica e alla sua notevole versatilità, che lo rende adatto a un’ampia gamma di tipologie costruttive. Se correttamente progettato e confezionato, può garantire una lunga vita utile alle strutture, offrendo al tempo stesso una buona resistenza al fuoco. Un ulteriore punto di forza è la possibilità di proteggere efficacemente le armature in acciaio attraverso un adeguato copriferro, fondamentale per la durabilità dell’opera.
Tuttavia, il calcestruzzo non è esente da criticità. Nel tempo può risultare vulnerabile ai fenomeni di carbonatazione e alla penetrazione dei cloruri, che compromettono la protezione dell’armatura interna e favoriscono i processi di corrosione. Inoltre, le prestazioni del materiale dipendono in larga misura dalla qualità della posa in opera, dalla corretta maturazione e dal controllo delle lavorazioni in cantiere. In assenza di adeguate protezioni, il degrado può accelerarsi in modo significativo soprattutto in ambienti marini o industriali, dove le condizioni di esposizione risultano particolarmente aggressive.
Laterizio
Il laterizio, nelle sue forme di blocchi e mattoni ceramici, è un materiale da costruzione naturalmente durevole, utilizzato fin dall’antichità per la realizzazione di murature e strutture edilizie. La sua longevità è legata soprattutto all’elevata resistenza agli agenti atmosferici, che lo rende particolarmente adatto all’impiego in esterni, e alle buone caratteristiche di traspirabilità e stabilità dimensionale, fondamentali per il comfort e la conservazione delle murature nel tempo. Se correttamente protetto dalle infiltrazioni d’acqua, il laterizio presenta un degrado molto lento e generalmente prevedibile.
Accanto a questi punti di forza, esistono però alcuni limiti da considerare in fase progettuale. Il materiale è infatti relativamente fragile nei confronti degli urti e può andare incontro a fenomeni di degrado localizzato in presenza di infiltrazioni d’acqua non adeguatamente gestite. Inoltre, le prestazioni complessive dipendono in modo significativo dalla qualità del prodotto e dalla tipologia di laterizio utilizzata, fattori che incidono direttamente sulla durabilità dell’opera.
Legno
Il legno è un materiale da costruzione antico, ma oggi più che mai attuale, soprattutto nel contesto dell’edilizia sostenibile e a basso impatto ambientale. Oltre alle sue qualità estetiche e ambientali, offre ottime prestazioni strutturali, con una resistenza meccanica elevata in rapporto al peso, caratteristica che contribuisce anche a un buon comportamento sismico delle strutture.
Un ruolo fondamentale è svolto dai materiali lignei ingegnerizzati, come l’X-Lam e il legno lamellare (glulam), che grazie ai processi di produzione controllati garantiscono prestazioni più costanti e una durabilità decisamente elevata rispetto al legno massiccio tradizionale.
La durabilità del legno, tuttavia, è fortemente legata alle condizioni di esposizione e alle scelte progettuali. Il materiale è sensibile all’umidità, all’attacco di funghi e insetti xilofagi e richiede quindi adeguati trattamenti protettivi, oltre a dettagli costruttivi corretti che evitino ristagni d’acqua e favoriscano la ventilazione. In assenza di queste attenzioni, soprattutto in ambienti sfavorevoli, i fenomeni di degrado possono manifestarsi in tempi relativamente rapidi.
Acciaio
L’acciaio rappresenta un materiale essenziale nelle strutture moderne, grazie alla combinazione di elevata resistenza meccanica e duttilità, che lo rende particolarmente adatto sia alle grandi opere sia all’edilizia civile. Uno dei suoi principali punti di forza è l’ottimo rapporto tra resistenza e peso, che consente la realizzazione di strutture snelle ed efficienti dal punto di vista statico. Inoltre, il comportamento strutturale dell’acciaio è altamente prevedibile, caratteristica che facilita la progettazione e il controllo delle prestazioni nel tempo. La durabilità può essere ulteriormente garantita attraverso l’impiego di efficaci sistemi di protezione anticorrosiva.
Allo stesso tempo, l’acciaio presenta alcune criticità che richiedono specifiche attenzioni progettuali e manutentive. In assenza di adeguate protezioni, il materiale è fortemente vulnerabile ai fenomeni di corrosione, soprattutto in ambienti umidi o aggressivi. Alle alte temperature, inoltre, l’acciaio perde rapidamente parte della sua resistenza meccanica, rendendo necessarie idonee protezioni al fuoco. In contesti particolarmente esposti, come ambienti industriali o marini, i costi di manutenzione possono risultare ricorrenti e incidere in modo significativo sulla gestione dell’opera nel lungo periodo.
Materiale
Vantaggi
Svantaggi
Calcestruzzo
lunga vita utile
buona resistenza al fuoco
protegge l’acciaio con adeguato copriferro
sensibile a cloruri e carbonatazione
qualità dipendente dalla posa
degrado rapido in ambienti aggressivi
Laterizi
elevata resistenza agli agenti atmosferici
traspirante e stabile
degrado lento se protetto
fragilità agli urti
vulnerabile a infiltrazioni
prestazioni variabili per qualità del prodotto
Legno
ottima resistenza/peso
buon comportamento sismico
alta durabilità se ingegnerizzato
sensibile a umidità e funghi
richiede protezione specifiche
degrado rapido se non controllato
Acciaio
elevata resistenza e duttilità
comportamento prevedibile
protezione anticorrosive efficaci disponibili
corrosione senza adeguate protezioni
perdita di resistenza al fuoco
manutenzione periodica necessaria
Materiali innovativi ad alta durabilità: compositi, materiali sostenibili, tecnologie emergenti
Negli ultimi anni, la ricerca sui materiali ha prodotto soluzioni sempre più performanti, pensate per rispondere alle esigenze di durabilità, sostenibilità e riduzione dei costi di manutenzione. Questi materiali innovativi non sostituiscono completamente quelli tradizionali, ma ampliano le possibilità del progettista quando è necessario garantire cicli di vita più lunghi o condizioni ambientali particolarmente critiche.
Materiali compositi
I materiali compositi fibrorinforzati, come gli FRP (Fiber Reinforced Polymers) e gli FRCM (Fiber Reinforced Cementitious Matrix), stanno assumendo un ruolo sempre più centrale sia negli interventi di consolidamento strutturale sia nelle nuove costruzioni. Grazie alle loro elevate prestazioni meccaniche, consentono di incrementare in modo significativo la capacità resistente degli elementi strutturali, con un impatto minimo su pesi e geometrie esistenti.
Uno dei principali punti di forza di questi materiali è l’elevatissima resistenza meccanica, associata a una notevole durabilità anche in ambienti particolarmente aggressivi, come quelli marini o industriali. La leggerezza e la facilità di posa rappresentano ulteriori vantaggi, soprattutto negli interventi di rinforzo, dove è fondamentale limitare l’invasività e le modifiche al comportamento globale della struttura.
Accanto a questi benefici, è necessario considerare anche alcuni aspetti critici. I materiali compositi presentano generalmente costi superiori rispetto alle soluzioni tradizionali e, nel caso dei polimeri, una sensibilità ai raggi UV che richiede l’adozione di adeguate protezioni superficiali. Inoltre, per alcune tipologie di compositi, il comportamento a lungo termine è ancora oggetto di studio e continua evoluzione normativa, rendendo fondamentale un approccio progettuale attento e aggiornato.
Calcestruzzi ad alte prestazioni (HPC, UHPC)
I calcestruzzi ad alte prestazioni (High Performance Concrete – HPC) e quelli a ultra-alte prestazioni (Ultra High Performance Concrete – UHPC) rappresentano un’evoluzione significativa rispetto ai calcestruzzi ordinari, grazie a livelli di resistenza meccanica, compattezza e durabilità nettamente superiori. Questi materiali sono progettati per garantire prestazioni elevate anche in condizioni di esercizio particolarmente severe, dove la durabilità assume un ruolo centrale.
Uno dei principali fattori che contribuiscono alla loro longevità è la porosità estremamente ridotta, che limita in modo efficace la penetrazione di agenti aggressivi come cloruri e solfati e migliora la resistenza ai cicli di gelo e disgelo. Ciò si traduce in un’eccellente vita utile anche in ambienti critici. Inoltre, le elevate prestazioni meccaniche consentono di ridurre le sezioni strutturali e, di conseguenza, il peso complessivo delle strutture, con vantaggi sia in termini progettuali sia costruttivi.
Di contro, l’impiego di calcestruzzi HPC e UHPC comporta costi più elevati rispetto alle soluzioni tradizionali e richiede un’attenta definizione del mix-design. Anche le fasi di produzione e posa in opera necessitano di controlli di qualità più rigorosi in cantiere, affinché le prestazioni previste in fase di progetto siano effettivamente raggiunte nel tempo.
Materiali sostenibili ad alta durabilità
L’innovazione nel settore delle costruzioni guarda oggi sempre più alla sostenibilità, puntando su materiali capaci di coniugare elevate prestazioni tecniche e ridotto impatto ambientale. In questo contesto si stanno diffondendo soluzioni che non solo migliorano la durabilità delle opere, ma contribuiscono anche a una gestione più responsabile delle risorse.
Tra gli esempi più significativi rientrano:
i leganti a base di geopolimeri, caratterizzati da un’ottima resistenza alle alte temperature e agli attacchi chimici;
gli isolanti naturali opportunamente trattati con tecnologie anti-muffa e anti-umidità, che garantiscono buone prestazioni nel tempo senza compromettere la salubrità degli ambienti interni;
i laterizi alleggeriti e ipercompatti rappresentano una soluzione interessante, grazie alla maggiore resistenza agli agenti atmosferici rispetto ai prodotti tradizionali.
L’adozione di questi materiali consente di ridurre l’impiego di risorse naturali, migliorare il comfort abitativo e, se inserita in un progetto correttamente sviluppato, assicurare cicli di vita particolarmente lunghi, in linea con i principi dell’edilizia sostenibile.
Tecnologie emergenti
Accanto ai materiali già disponibili sul mercato, alcune tecnologie emergenti stanno aprendo scenari completamente nuovi nella gestione della durabilità delle costruzioni. Tra queste si distinguono:
i materiali autoriparanti, come i calcestruzzi contenenti batteri calcificanti o microcapsule polimeriche, in grado di riparare automaticamente le microfessurazioni e rallentare in modo significativo i processi di degrado;
i coating nanotecnologici, che creano barriere protettive ultrasottili contro umidità e agenti aggressivi, senza alterare l’aspetto o la traspirabilità dei materiali;
i metamateriali, progettati a livello microstrutturale, offrono la possibilità di incrementare resistenza e resilienza attraverso proprietà ingegnerizzate su misura.
Si tratta di soluzioni ancora in fase di diffusione, ma che promettono un salto qualitativo rilevante nella progettazione e nella gestione della durabilità a lungo termine delle opere edilizie.
Materiali innovativi ad alta durabilità
Confronto fra materiali in funzione della durabilità e del ciclo vita
La scelta del materiale più adatto non può basarsi esclusivamente sulle prestazioni iniziali, ma deve tenere conto del comportamento nel tempo e dei costi associati all’intero ciclo di vita dell’opera. Questo approccio è centrale nelle metodologie di Life Cycle Assessment (LCA) e nelle principali linee guida sulla sostenibilità edilizia.
Comportamento dei materiali in ambienti diversi
Le condizioni ambientali giocano un ruolo determinante nella durabilità dei materiali:
in contesti marini, ad esempio, il calcestruzzo ordinario risulta particolarmente vulnerabile alla penetrazione dei cloruri, mentre soluzioni come i materiali compositi, gli acciai inossidabili e i calcestruzzi ad alte prestazioni offrono una maggiore resilienza. Anche il legno può garantire buone prestazioni in questi ambienti, a condizione che sia adeguatamente protetto e sottoposto a una manutenzione costante;
nei climi freddi, caratterizzati da frequenti cicli di gelo e disgelo, materiali come il laterizio e i calcestruzzi HPC e UHPC assicurano un’elevata resistenza grazie alla loro bassa porosità. L’acciaio, dal canto suo, non risente direttamente di questi cicli, ma la sua durabilità dipende in larga misura dall’efficacia e dalla continuità dei rivestimenti protettivi;
in contesti industriali o particolarmente aggressivi dal punto di vista chimico, i materiali compositi e i geopolimeri mostrano prestazioni superiori rispetto al calcestruzzo ordinario, mentre l’acciaio richiede l’adozione di trattamenti anticorrosivi specifici per mantenere nel tempo le proprie caratteristiche.
Manutenzione e costi lungo il ciclo di vita
Un’analisi orientata al ciclo di vita evidenzia come ogni materiale presenti un diverso equilibrio tra durabilità e costi di manutenzione:
il calcestruzzo offre generalmente una durata elevata, ma può risultare sensibile al degrado in ambienti aggressivi, con costi di manutenzione variabili in funzione delle condizioni di esposizione;
il laterizio è caratterizzato da un degrado minimo e da esigenze manutentive contenute;
il legno può raggiungere un’elevata durabilità se adeguatamente protetto, ma richiede interventi periodici per garantire prestazioni costanti nel tempo;
l’acciaio assicura ottimi livelli di durabilità se correttamente rivestito, a fronte però di una manutenzione programmata;
i materiali compositi, infine, si distinguono per una manutenzione minima e una vita utile molto lunga, sebbene presentino costi iniziali più elevati.
Durabilità e sostenibilità ambientale
Il confronto tra i diversi materiali mette in evidenza come durabilità e sostenibilità ambientale siano strettamente correlate. Prolungare la vita utile di un edificio significa ridurre gli impatti ambientali complessivi, limitare il consumo di risorse e diminuire la produzione di rifiuti nel lungo periodo. In questo senso, materiali innovativi come i compositi e i calcestruzzi ad alte prestazioni, così come soluzioni naturali evolute come il legno ingegnerizzato, consentono di coniugare elevate prestazioni tecniche e riduzione dell’impronta ambientale, soprattutto se valutati attraverso un approccio basato sull’intero ciclo di vita dell’opera.
Durabilità e costi nel ciclo di vita
Implicazioni progettuali: criteri per garantire durabilità
La durabilità non dipende solo dalla qualità intrinseca dei materiali, ma soprattutto dalle scelte progettuali che determinano come essi saranno messi in opera, protetti e mantenuti nel tempo. Un materiale eccellente può degradarsi rapidamente se utilizzato senza considerare il contesto ambientale o senza adeguati dettagli costruttivi. Per questo il ruolo del progettista è decisivo, vediamo insieme in cosa consiste:
Conoscere il contesto ambientale: il primo passo è l’analisi accurata dell’ambiente in cui l’opera sarà realizzata:
esposizione a cloruri o solfati;
rischio di gelo-disgelo;
livelli di umidità o radiazione solare;
presenza di inquinanti industriali.
Questi fattori devono indirizzare la scelta dei materiali, dei trattamenti protettivi e degli spessori di copriferro o rivestimento.
Progettare dettagli costruttivi che evitano il degrado: la maggior parte dei fenomeni di degrado nasce da infiltrazioni, ristagni d’acqua o discontinuità mal gestite. Tra le strategie più importanti:
corretta impermeabilizzazione;
ventilazione nelle strutture in legno;
adeguate pendenze e sistemi di drenaggio;
protezioni anticorrosive per l’acciaio;
giunti progettati per assorbire movimenti e dilatazioni.
Un dettaglio ben progettato può aumentare significativamente la vita utile dell’opera.
Selezionare materiali e trattamenti dedicati: non sempre serve scegliere il materiale più resistente disponibile: spesso è sufficiente ottimizzare quello selezionato con trattamenti specifici, come:
additivi per aumentare la resistenza del calcestruzzo a cloruri e solfati;
impregnanti idrorepellenti per il laterizio;
protezioni fungicide e insetticide per il legno;
zincature, vernici e sistemi duplex per l’acciaio.
Progettare con un approccio basato sul ciclo di vita: il progettista dovrebbe considerare la durabilità come parte integrante della strategia di manutenzione. Questo significa prevedere già in fase progettuale:
ispezionabilità degli elementi;
accessibilità per eventuali interventi;
materiali con vita utile coerente con quella dell’opera;
stima dei costi di manutenzione programmata.
Utilizzare strumenti digitali e BIM: un numero crescente di progettisti integra strumenti digitali per simulare il comportamento dei materiali nel tempo, tracciare le informazioni di prodotto (Pset), e supportare decisioni basate sul ciclo di vita. Il BIM consente di:
registrare dati aggiornati sui materiali;
pianificare manutenzioni preventive;
coordinare meglio esecuzione e gestione;
evitare errori di dettaglio che comprometterebbero la durabilità.
L’approccio progettuale orientato alla durabilità è quindi multidisciplinare: coinvolge conoscenza dei materiali, attenzione ai dettagli, capacità di previsione e un uso strategico della tecnologia.
Trend futuri: materiali autoriparanti, monitoraggio IoT, manutenzione predittiva, economia circolare e durabilità
Il futuro della durabilità non dipende solo dall’evoluzione dei materiali, ma da un approccio integrato che combina innovazione scientifica, digitalizzazione, monitoraggio continuo e principi di economia circolare. Le tecnologie emergenti stanno cambiando il modo in cui progettiamo, costruiamo e gestiamo le opere nel tempo.
I calcestruzzi autoriparanti rappresentano una delle innovazioni più promettenti. Grazie all’uso di batteri calcificanti, microcapsule polimeriche e genti sigillanti attivati dal contatto con l’aria, questi materiali sono in grado di riparare microfessurazioni autonomamente, riducendo drasticamente costi e interventi di manutenzione. La loro applicazione è già realtà in infrastrutture esposte a condizioni estreme.
La diffusione di sensori IoT nelle strutture permette oggi di rilevare:
umidità;
deformazioni;
vibrazioni;
variazioni termiche;
concentrazioni di agenti aggressivi.
Questi dati, integrati in piattaforme di gestione digitale, consentono di attuare strategie di manutenzione predittiva, intervenendo solo quando necessario e prevenendo degradi prima che diventino irreversibili.
Il concetto di durabilità si lega sempre più ai principi dell’economia circolare: scegliere materiali riciclabili, ridurre demolizioni e sostituzioni, prolungare la vita utile degli elementi costruttivi e ottimizzare l’uso delle risorse. In quest’ottica, la progettazione si orienta verso:
componenti facilmente ispezionabili e smontabili;
materiali a basso impatto ambientale ma ad alte prestazioni;
tracciabilità delle informazioni durante tutto il ciclo di vita dell’opera.
A supportare questo nuovo approccio interviene la digitalizzazione. Le piattaforme BIM e i sistemi informativi avanzati permettono oggi di:
tracciare le caratteristiche dei materiali;
integrare dati di sensori IoT;
pianificare strategie di manutenzione;
valutare alternative progettuali in ottica LCA;
ridurre errori di dettaglio che compromettono la durabilità.
Il futuro della durabilità
Progettare opere realmente durevoli significa oggi adottare una visione integrata, capace di tenere insieme conoscenza dei materiali, attenzione ai dettagli costruttivi, valutazione del ciclo di vita e gestione consapevole della manutenzione. La durabilità non è più solo una proprietà tecnica da verificare a posteriori, ma un obiettivo progettuale da governare fin dalle prime fasi, in funzione del contesto ambientale, delle prestazioni attese e delle strategie di gestione nel tempo.
In questo scenario, gli strumenti digitali assumono un ruolo sempre più rilevante. Le piattaforme BIM, in particolare, consentono di organizzare e collegare informazioni sui materiali, sulle condizioni di esposizione, sulle prestazioni nel tempo e sulle attività manutentive, supportando decisioni progettuali più consapevoli e coerenti con un approccio basato sul ciclo di vita. Integrare questi strumenti nel processo progettuale significa rafforzare il controllo sulla durabilità dell’opera, ridurre il rischio di degradi prematuri e orientare l’edilizia verso modelli più resilienti, sostenibili e affidabili nel lungo periodo.
FAQ – Durabilità dei materiali da costruzione
Che cosa si intende per durabilità dei materiali da costruzione?
La durabilità è la capacità di un materiale o di un sistema costruttivo di mantenere nel tempo le proprie caratteristiche meccaniche, fisiche ed estetiche, continuando a svolgere la funzione per cui è stato progettato nonostante l’azione degli agenti ambientali e di esercizio.
Perché la durabilità è un requisito progettuale strategico?
Perché incide direttamente sulla vita utile dell’edificio, sui costi di gestione e manutenzione, sulla sicurezza strutturale e sull’impatto ambientale complessivo. Materiali durevoli riducono riparazioni, fermo-cantiere e consumo di risorse lungo il ciclo di vita dell’opera.
Qual è il rapporto tra durabilità e ciclo di vita dell’edificio?
La durabilità è uno degli elementi chiave del ciclo di vita di un edificio: materiali che mantengono le prestazioni nel tempo contribuiscono a prolungare la vita utile dell’opera e a ridurre costi e impatti ambientali, in linea con gli approcci di Life Cycle Assessment (LCA).
Quali proprietà determinano la durabilità di un materiale?
La durabilità dipende da un insieme di proprietà, tra cui la resistenza meccanica, la porosità e permeabilità, la stabilità chimica e la resistenza agli agenti atmosferici. Non conta solo il valore iniziale delle prestazioni, ma la capacità di conservarle nel tempo.
I materiali più resistenti sono sempre anche i più durevoli?
Non necessariamente. Un’elevata resistenza meccanica non garantisce di per sé una lunga durabilità. Il comportamento nel tempo dipende anche dall’esposizione ambientale, dalla posa in opera, dai dettagli costruttivi e dalla manutenzione prevista.
Come si comportano i materiali tradizionali dal punto di vista della durabilità?
I materiali tradizionali presentano caratteristiche diverse: il calcestruzzo offre una lunga vita utile ma è sensibile a cloruri e carbonatazione; il laterizio è naturalmente durevole se protetto dalle infiltrazioni; il legno può essere molto durevole se correttamente progettato e protetto; l’acciaio garantisce prestazioni elevate, ma richiede adeguate protezioni anticorrosive e al fuoco.
In quali ambienti la durabilità dei materiali è più critica?
Ambienti marini, climi soggetti a gelo-disgelo e contesti industriali o chimicamente aggressivi rappresentano condizioni particolarmente severe. In questi casi la scelta dei materiali, dei trattamenti protettivi e dei dettagli costruttivi è determinante per evitare degradi accelerati.
Quali vantaggi offrono i materiali innovativi ad alta durabilità?
Materiali come compositi fibrorinforzati, calcestruzzi HPC e UHPC, geopolimeri e soluzioni sostenibili avanzate offrono maggiore resistenza agli agenti aggressivi, ridotta porosità e minori esigenze manutentive, risultando particolarmente adatti a condizioni ambientali critiche o a cicli di vita molto lunghi.
La durabilità dipende solo dal materiale scelto?
No. La durabilità è fortemente influenzata dalle scelte progettuali: analisi del contesto ambientale, corretta progettazione dei dettagli costruttivi, selezione di trattamenti protettivi adeguati e pianificazione della manutenzione sono fattori determinanti quanto il materiale stesso.
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