Direttiva Case Green: l’UE avvia procedura di infrazione contro l’Italia per il mancato invio del PNRE

Direttiva Case Green: l’UE avvia procedura di infrazione contro l’Italia per il mancato invio del PNRE

La Commissione Europea ha inviato lettere di costituzione in mora a 19 Stati membri, tra cui l’Italia, per non aver presentato entro il 31 dicembre 2025 la proposta di Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici

La Commissione Europea ha ufficialmente deciso di avviare procedure di infrazione contro ben 19 Stati membri, inclusa l’Italia (procedura INFR(2026)2024), per il mancato rispetto delle scadenze previste dalla Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (Direttiva UE 2024/1275, nota come Direttiva “Case Green”).

Il nodo della questione è la mancata presentazione, entro il termine stabilito del 31 dicembre 2025, della proposta di Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici (PNRE). Oltre all’Italia, le lettere di costituzione in mora sono state inviate a Belgio, Cechia, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Francia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Svezia.

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Il ruolo strategico dei Piani Nazionali

Come sottolineato dalla Commissione, i Piani Nazionali di Ristrutturazione non sono un mero adempimento burocratico, ma uno strumento essenziale e strategico con lo scopo di consentire agli Stati membri di definire la roadmap per trasformare il proprio parco immobiliare in una risorsa ad alte prestazioni, efficiente sotto il profilo energetico e completamente decarbonizzata entro il 2050.

Definendo percorsi prevedibili e chiare traiettorie a lungo termine, i PNRE sono fondamentali per:

sostenere la piena attuazione della Direttiva (UE) 2024/1275;
garantire la necessaria stabilità e prevedibilità degli investimenti nel settore delle costruzioni;
migliorare la prestazione energetica degli edifici, contribuendo in modo significativo alla riduzione delle bollette energetiche per i cittadini.

La presentazione tempestiva di questi progetti è cruciale per consentire alla Commissione di valutare l’efficacia delle strategie nazionali, assicurandosi che siano complete, attuabili e allineate agli ambiziosi obiettivi climatici ed energetici dell’Unione Europea.

Gli obiettivi del Piano Nazionale e l’impatto sul mondo dell’edilizia

Il Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici (PNRE) non è un semplice documento programmatico, ma il vero e proprio motore operativo della Direttiva Case Green e il suo obiettivo principale è tracciare una roadmap chiara, con target intermedi al 2030 e al 2040, per trasformare l’intero parco immobiliare nazionale in edifici a emissioni zero (ZEB) entro il 2050.

Per raggiungere questo traguardo, il piano deve definire strategie mirate per:

riqualificare gli edifici più energivori: concentrando gli sforzi iniziali sul 16% del patrimonio edilizio non residenziale con le peggiori prestazioni e riducendo progressivamente il consumo medio di energia primaria del parco residenziale;
eliminare i combustibili fossili: delineando le tempistiche e le modalità per l’eliminazione graduale delle caldaie a combustibili fossili entro il 2040.
promuovere le energie rinnovabili: incentivando l’installazione di impianti solari e l’integrazione di tecnologie ad alta efficienza.

Le linee di indirizzo UE per i Piani di Ristrutturazione

Ricordiamo che la Commissione Europea, per supportare i Paesi membri nella redazione del Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici (NBRP), ha elaborato e messo a disposizione due modelli guida operativi:

un template con annotazioni, utile come traccia per la compilazione testuale del proprio NBRP;
un foglio di calcolo, strutturato per la raccolta dei dati quantitativi finalizzati alla decarbonizzazione.

Elaborati in stretta collaborazione con i Paesi dell’UE, questi due modelli furono concepiti per semplificare il processo di pianificazione e garantire che vengano affrontati in modo esaustivo tutti gli elementi obbligatori richiesti dall’Allegato II della Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD).

Il documento fornisce una guida dettagliata agli Stati membri sulla preparazione dei Piani e al suo interno, si articola in sezioni strategiche che comprendono:

la panoramica aggiornata del patrimonio edilizio nazionale;
la tabella di marcia (roadmap) per gli step del 2030, 2040 e 2050, completa di obiettivi e indicatori misurabili;
le politiche e le misure (sia quelle già implementate che quelle pianificate) necessarie per raggiungere tali obiettivi;
una descrizione dettagliata delle esigenze di investimento e delle relative fonti di finanziamento.

Inoltre, il template stabilisce i requisiti per definire le soglie degli edifici a energia quasi zero (NZEB) e a emissioni zero (ZEB), fissa gli standard minimi di prestazione energetica per gli edifici non residenziali e traccia la traiettoria di ristrutturazione specifica per il patrimonio residenziale.

I prossimi passi: 2 mesi per rispondere

L’Italia “senza indebito ritardo” e gli altri 18 Paesi dispongono ora di 2 mesi di tempo per rispondere alle lettere di costituzione in mora e in assenza di una risposta soddisfacente o della presentazione del Piano, la Commissione potrà decidere di compiere il passo successivo nella procedura di infrazione, emettendo un parere motivato. L’Italia si trova ora di fronte all’urgenza di definire e presentare un piano credibile e strutturato, fondamentale non solo per evitare sanzioni europee, ma soprattutto per guidare il settore delle costruzioni verso le sfide della riqualificazione energetica dei prossimi decenni.

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