Decreto PNNR 2026: le novità per il settore delle costuzioni
Diventa strutturale la norma sulla Conferenza di Servizi Accelerata. Nuovi programmi di sovvenzione per CER e agrivoltaico
Il Consiglio dei Ministri ha messo a punto il nuovo schema di decreto-legge recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del PNRR.
Il testo, che punta a garantire il raggiungimento degli obiettivi entro il 2026, contiene misure di forte impatto per il settore dell’edilizia e delle infrastrutture, spaziando dalla semplificazione procedurale a nuove iniezioni di liquidità per le imprese ferroviarie, fino a un massiccio piano di investimenti per il settore idrico.
Di seguito le principali novità per il comparto delle costruzioni selezionata da una lettura della bozza disponibile in rete.
La “Conferenza di Servizi Accelerata”
Una delle novità procedurali più rilevanti è l’introduzione della Conferenza di servizi decisoria in forma accelerata.
L’art. 5 dello schema di D.L. c.d. PNRR è intervenuto sulla L. n. 241/1990, rendendo strutturale la conferenza di servizi accelerata che era stata introdotta in via emergenziale dal D.L. 76/2020.
In particolare, la norma introduce all’interno dell’art. 14-bis della L. n. 241/1990 il nuovo comma 7-bis che consente all’amministrazione procedente di indire direttamente la conferenza con tempi dimezzati e regole stringenti:
tutte le amministrazioni coinvolte dovranno rilasciare le proprie determinazioni entro 30 giorni (45 giorni per enti preposti a tutela ambientale, paesaggistica, beni culturali o salute).
scaduto il termine, si considera acquisito l’assenso senza condizioni delle amministrazioni che non hanno partecipato, non si sono espresse, o hanno espresso un dissenso non motivato.
entro 15 giorni dalla scadenza, si tiene una riunione telematica per la determinazione conclusiva.
in caso di dissenso, le amministrazioni devono indicare correttivi, prescrizioni e misure mitigatrici specifiche per ottenere il via libera, quantificandone ove possibile i costi, nel rispetto dei principi di proporzionalità e sostenibilità finanziaria del progetto.
Nuovi fondi per Agrivoltaico e CER
Vengono istituiti specifici programmi di sovvenzione (contributi in conto capitale) per garantire la realizzazione degli obiettivi del PNRR (Missione 2, Componente 2):
Impianti di produzione di biometano (Investimento 1.4).
Impianti agrivoltaici (Investimento 1.1).
Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e autoconsumo collettivo (Investimento 1.2).
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE S.p.A.) – individuato come soggetto gestore – potrà anticipare i contributi fino al 10% dell’ammontare complessivo utilizzando risorse proprie, in attesa del trasferimento dei fondi PNRR.
Il GSE deve stipulare gli accordi di concessione con i beneficiari entro il 30 giugno 2026. Gli impianti finanziati devono entrare in esercizio entro 24 mesi dalla data dell’accordo di concessione.
Entro 45 giorni dalla stipula della convenzione con il Ministero, il GSE adotterà le regole operative che definiranno le modalità di avanzamento fisico e finanziario, i meccanismi di scorrimento delle graduatorie e le tempistiche di erogazione.
Qualifica degli installatori FER
Per garantire uniformità e qualità nella realizzazione degli impianti (inclusi quelli fotovoltaici), viene riformata la disciplina sulla formazione professionale:
Viene fissata una durata minima obbligatoria di 24 ore per i corsi di aggiornamento professionale per gli installatori di impianti a fonti rinnovabili (FER).
Verrà adottato un modulo unico per la trasmissione telematica degli attestati di formazione alle Camere di Commercio, permettendo l’aggiornamento automatico delle qualifiche professionali e riducendo gli oneri burocratici per le imprese.
Infrastrutture ferroviarie: liquidità alle imprese e gestione riserve
Per garantire la continuità dei cantieri ferroviari PNRR, il decreto introduce una misura “salva-liquidità” per le imprese appaltatrici. RFI S.p.A. è autorizzata, fino al 30 marzo 2026, ad erogare ai soggetti affidatari un anticipo fino al 10% dell’ammontare delle riserve già iscritte in contabilità.
L’erogazione è subordinata alla presentazione di una garanzia bancaria o assicurativa. L’impresa ha poi 270 giorni per sottoporre le riserve al Collegio Consultivo Tecnico (CCT).
Inoltre, vengono ampliati i poteri di esproprio di RFI per le aree destinate alla riambientalizzazione e al conferimento delle terre e rocce da scavo, facilitando la gestione dei materiali di risulta.
Un miliardo di euro per le infrastrutture idriche
Nasce il Fondo nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (FNIISSI). Con una dotazione monstre di 1 miliardo di euro, il fondo finanzierà prioritariamente i progetti del Piano nazionale (PNIISSI).
Le risorse saranno erogate sotto forma di contributi a fondo perduto o in conto interessi. La gestione è affidata a Invitalia, che dovrà definire entro 90 giorni i criteri per l’accesso ai fondi, privilegiando progetti che attivino co-finanziamenti privati o partenariati pubblico-privati (PPP).
Edilizia universitaria: semplificazioni urbanistiche
Per accelerare la creazione di nuovi posti letto per studenti (target critico del PNRR), il decreto proroga il Commissario straordinario fino al 2029 e introduce una deroga urbanistica importante:
Gli interventi di edilizia universitaria non necessitano della preventiva approvazione di piani attuativi (o piani di secondo livello), se già previsti dagli strumenti urbanistici generali.
Sarà sufficiente il permesso di costruire convenzionato, velocizzando notevolmente l’iter per l’avvio dei lavori.
Bonifiche e aree interne
I permessi e le autorizzazioni acquisiti in conferenza di servizi per gli interventi di bonifica restano efficaci per tutta la durata prevista dal progetto, evitando scadenze intermedie che bloccano i lavori.
Vengono stanziati 90 milioni di euro (tra il 2026 e il 2027) specificamente per interventi su infrastrutture pubbliche nei Comuni delle aree interne classificati a rischio sismico.
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