Come valutare il Rischio ATEX esplosione

Come valutare il Rischio ATEX esplosione

Rischio atex esplosione: scopri come fare correttamente la valutazione dei rischi e gli obblighi del datore di lavoro

L’acronimo ATEX sta per “ATmosphères EXplosibles”. L’atmosfera esplosiva è una miscela con l’aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri in cui, dopo accensione, la combustione si propaga nell’insieme della miscela incombusta.

Il rischio esplosione è molto alto in determinate attività, ecco perché il datore di lavoro deve elaborare una corretta valutazione dei rischi per garantire la sicurezza dei lavoratori.

Scopri tutti i dettagli.

Rischio esplosione: le due direttive di riferimento

Il settore delle atmosfere potenzialmente esplosive (ATEX) è disciplinato principalmente da due direttive europee complementari, spesso indicate come ATEX 137 (o 153) e ATEX 95 (o 114):

Direttiva 1999/92/CE

Anche nota come ATEX 153 o ATEX 137), si rivolge ai datori di lavoro/utilizzatori e definisce le prescrizioni minime per la salute e la sicurezza dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive, inclusa la classificazione delle zone; è stata recepita in Italia tramite il D.Lgs. 233/2003 entrato in vigore il 10 settembre 2003. Quest’ultima direttiva, di natura sociale, integra il D.Lgs. 81/08 con il suo Titolo XI, stabilendo una serie di responsabilità per i datori di lavoro al fine di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Direttiva 2014/34/UE

Precedentemente 94/9/CE, nota come ATEX 114 o ATEX 95, si rivolge ai produttori/fornitori e regola l’immissione sul mercato di apparecchi, sistemi di protezione e dispositivi destinati all’uso in aree a rischio esplosione.

Stabilisce i requisiti essenziali di sicurezza per la progettazione, fabbricazione e commercializzazione di apparecchiature e sistemi di protezione destinati all’uso in atmosfere potenzialmente esplosive e si applica a tutti i prodotti che possono costituire fonte di innesco in presenza di gas, vapori, nebbie o polveri infiammabili.

La Direttiva ATEX persegue un duplice obiettivo: garantire un elevato livello di protezione della salute e della sicurezza delle persone (in particolare dei lavoratori) e assicurare la libera circolazione dei prodotti all’interno del mercato unico europeo (Unione Europea e Spazio Economico Europeo).

Il campo di applicazione copre:

apparecchiature e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfere potenzialmente esplosive.
dispositivi di sicurezza, di controllo e di regolazione che, pur essendo situati al di fuori dell’atmosfera esplosiva, sono necessari per il funzionamento sicuro delle apparecchiature rispetto ai rischi di esplosione.
componenti destinati a essere integrati in tali apparecchiature o sistemi.

Sono invece esplicitamente esclusi dispositivi medici, apparecchiature per uso domestico (dove il rischio deriva solo da fughe accidentali di gas), dispositivi di protezione individuale (coperti da altre normative), navi marittime e mezzi di trasporto generici.

Linee guida per l’applicazione della Direttiva ATEX 2014/34/UE (6° edizione, gennaio 2026)

Le linee guida per l’applicazione della Direttiva ATEX 2014/34/UE rappresentano il manuale di riferimento per tutti gli operatori coinvolti nella progettazione, produzione e commercializzazione di apparecchiature destinate a operare in atmosfere potenzialmente esplosive.

Il testo definisce chiaramente le responsabilità legali di fabbricanti, importatori e distributori all’interno del mercato unico europeo. Vengono illustrati i protocolli per la valutazione della conformità, l’utilizzo della marcatura CE e la redazione della documentazione tecnica obbligatoria.

Le linee guida chiariscono inoltre la distinzione tra apparecchiature e componenti, specificando i criteri di protezione necessari per diversi gruppi e categorie di rischio. Infine, vengono forniti esempi pratici e chiarimenti sulle modalità di applicazione della normativa a prodotti specifici come carrelli elevatori o cabine pressurizzate.

La sesta edizione della linea guida non cambia i requisiti essenziali di sicurezza, le categorie di zone o le procedure di valutazione rispetto alla quinta edizione.

Tra le principali novità della linea guida Direttiva ATEX edizione 5 del 26 aprile 2024 troviamo:

aggiornamenti relativi all’applicazione della direttiva ATEX e del Regolamento PPE 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale, del Regolamento GAR 2016/426 sulle Apparecchiature Gas e, infine, del nuovo Regolamento Macchine 2023/1230.
diventano ufficialmente accettabili le dichiarazioni di conformità e i manuali in formato digitale (es. tramite QR code o Cloud). L’acceso alla documentazione deve comunque essere garantito per tutta la vita del prodotto o per almeno 10 anni.
la sostituzione di parti usurate che ripristinano una funzione esistente è confermata come manutenzione. Quindi i pezzi di ricambio non sono tenuti a conformarsi alla Direttiva 2014/34/UE quando sono destinati alla manutenzione di un prodotto finito già immesso sul mercato.

Sebbene la Direttiva 2014/34/UE sia una direttiva “di prodotto” (rivolta principalmente a fabbricanti, importatori e distributori), le linee guida sono uno strumento preziosissimo per i Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), i consulenti HSE e chiunque si occupi di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il motivo principale è il forte legame con la Direttiva ATEX “luoghi di lavoro” (1999/92/CE), che obbliga i datori di lavoro a tutelare i dipendenti dal rischio esplosione. Ecco perché questo documento è fondamentale per chi fa sicurezza in azienda.

Scelta corretta delle attrezzature in base alle zone

Chi si occupa di sicurezza deve classificare le aree aziendali in “Zone” a rischio esplosione (es. Zona 0, 1, 2 per i gas; 20, 21, 22 per le polveri). Le linee guida spiegano in dettaglio come le “Categorie” dei prodotti ATEX (1, 2, 3) si interfacciano con queste Zone. Aiutano quindi a capire esattamente cosa si può o non si può installare in una determinata area.

Gestione di manutenzioni, riparazioni e modifiche

Cosa succede se un’azienda ripara un motore ATEX o lo modifica? Perde la certificazione? Le linee guida (nella sezione dedicata ai prodotti usati, riparati o modificati) chiariscono un dubbio enorme per i manutentori:

Una riparazione o la sostituzione con un pezzo di ricambio identico non fa scattare l’obbligo di una nuova marcatura CE.
Una modifica sostanziale (che altera le prestazioni di sicurezza) trasforma di fatto l’azienda in un “nuovo fabbricante”, obbligandola a ricertificare la macchina secondo la Direttiva.

Distinzione tra “Installazione” e “Assemblaggio”

Spesso le aziende comprano diverse macchine ATEX (es. una pompa, un motore, un quadro) e le collegano tra loro. Le linee guida spiegano quando questa operazione è una semplice “installazione” (soggetta solo alle norme di sicurezza sul lavoro) e quando invece diventa un “assemblaggio” (che richiede una nuova marcatura CE dell’intero insieme, rendendo l’azienda un fabbricante a tutti gli effetti).

Interfacce tra zone diverse (es. interno/esterno)

Molti impianti (come mulini, filtri, tubazioni) hanno un’atmosfera esplosiva all’interno (es. Zona 20), ma sono installati in un reparto sicuro o con rischio minore (es. Zona 22). Il documento fornisce esempi pratici su come gestire queste “interfacce”, aiutando chi fa sicurezza a valutare se la macchina acquistata è idonea per quel contesto specifico.

Comprensione dei limiti e delle istruzioni del fabbricante

Le linee guida ribadiscono che il fabbricante deve fornire istruzioni chiare e indicare le “condizioni specifiche di utilizzo”. Per chi si occupa di sicurezza, questo significa che non basta comprare un prodotto marchiato “Ex”: è obbligatorio leggere il manuale e applicare le misure organizzative richieste dal costruttore (es. pulizia periodica delle polveri, messa a terra), altrimenti la sicurezza decade e la responsabilità passa al datore di lavoro.

In sintesi, queste linee guida permettono a chi si occupa di sicurezza di “parlare la stessa lingua” dei costruttori, evitando errori critici in fase di acquisto, installazione e manutenzione degli impianti in aree a rischio esplosione.

Valutazione rischio atex

La valutazione rischio atex rientra nelle misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro deve adottare una serie di misure tecniche e organizzative adeguate alla natura dell’attività, tra le altre misure sono presenti quelle atte a prevenire la formazione di atmosfere esplosive.

Nel caso in cui non si possano prevenire esplosioni, anche a causa della natura dell’attività, il datore di lavoro deve:

evitare l’accensione di atmosfere esplosive;
attenuare gli effetti pregiudizievoli di un’esplosione per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Se necessario deve combinare ed integrare le suddette disposizioni con altre contro la propagazione delle esplosioni. Queste misure vengono riesaminate periodicamente e, in ogni caso, ogniqualvolta si verifichino cambiamenti rilevanti.

Valutazione rischio atex esempio

Puoi scaricare gratuitamente un esempio di valutazione rischio atex elaborato con il software valutazione rischi.

Modello valutazione rischio atex CerTus-LdL

Valutazione rischio esplosione

Secondo l’art.290 del testo unico della sicurezza, il datore di lavoro deve valutare i rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive, tenendo conto almeno dei seguenti elementi:

probabilità e durata della presenza di atmosfere esplosive;
probabilità che le fonti di accensione, comprese le scariche elettrostatiche, siano presenti e divengano attive ed efficaci;
caratteristiche dell’impianto, sostanze utilizzate, processi e loro possibili interazioni;
entità degli effetti prevedibili.

I rischi di esplosione vengono valutati complessivamente. Nel corso della valutazione devono essere presi in considerazione anche i luoghi che sono o che possono essere in collegamento, tramite aperture, con quelli in cui possono formarsi atmosfere esplosive.

Valutazione del rischio atex: gli obblighi

Il datore di lavoro deve prendere provvedimenti necessari affinché:

gli ambienti di lavoro siano strutturati in modo da permettere lo svolgimento delle attività lavorative in condizioni di sicurezza dove possono svilupparsi atmosfere esplosive in quantità tale da mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori o di altri;
sia garantito un adeguato controllo durante la presenza dei lavoratori, in funzione della valutazione del rischio, mediante l’utilizzo di mezzi tecnici adeguati negli ambienti di lavoro in cui possono svilupparsi atmosfere esplosive in quantità tale da mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Il datore di lavoro, essendo responsabile del luogo di lavoro, deve coordinare l’attuazione di tutte le misure riguardanti la salute e la sicurezza dei lavoratori e specificare nel documento sulla protezione contro le esplosioni, di cui all’articolo 294 del D.Lgs. 81/2008, l’obiettivo, le misure e le modalità di attuazione di detto coordinamento.

Aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive

Il datore di lavoro ha l’obbligo di suddividere le zone in cui potrebbero svilupparsi situazioni di atmosfere esplosive, come indicato nell’allegato XLIX del D.Lgs. 81/08. Inoltre è tenuto a garantire che queste zone rispettino almeno i requisiti minimi stabiliti nell’allegato L. Qualora si rendesse necessario, le aree a rischio di formazione di atmosfere esplosive, che potrebbero costituire una minaccia per la sicurezza e la salute dei lavoratori, devono essere chiaramente identificate presso i punti di accesso, in conformità all’allegato LI e devono essere dotate di segnalazioni visive e sonore che indichino l’avvio e l’arresto degli impianti, sia durante le normali operazioni che in caso di emergenza.

Divisione in zone

Secondo l’allegato XLIX del D.Lgs. 81/08 le aree a rischio di esplosione sono divise in zone in base alla frequenza e alla durata della presenza di atmosfere esplosive. Da questa classificazione dipende il livello dei provvedimenti da adottare. Le zone sono le seguenti:

Zona 0: area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un’atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia;
Zona 1: area in cui la formazione di un’atmosfera esplosiva, consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori o nebbia, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività;
Zona 2: area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un’atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia o, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata;
Zona 20: area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un’atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell’aria;
Zona 21: area in cui la formazione di un’atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell’aria, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività;
Zona 22: area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un’atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile o, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata.

Protezione contro le esplosioni: il documento

Nella valutazione del rischio atex, gioca un ruolo fondamentale il documento sulla protezione contro le esplosioni che il datore di lavoro deve elaborare ed aggiornare. Il documento è parte integrante del documento di valutazione dei rischi e deve precisare:

che i rischi di esplosione sono stati individuati e valutati;
che saranno prese misure adeguate per raggiungere gli obiettivi di protezione da esplosione;
quali sono i luoghi che sono stati classificati nelle zone di cui all’allegato XLIX;
quali sono i luoghi in cui si applicano le prescrizioni minime di cui all’allegato L;
che i luoghi e le attrezzature di lavoro (compresi i dispositivi di allarme) sono concepiti, impiegati e mantenuti in efficienza tenendo nel debito conto la sicurezza;
che, ai sensi del titolo III, sono stati adottati gli accorgimenti per l’impiego sicuro di attrezzature di lavoro.

Il documento deve essere compilato prima dell’inizio dei lavori ed essere aggiornato qualora i luoghi di lavoro, le attrezzature o l’organizzazione del lavoro abbiano subito modifiche, ampliamenti o trasformazioni rilevanti.

Obbligo informazione e formazione dei lavoratori

Il datore di lavoro deve curare anche un altro aspetto: l’informazione e la formazione dei lavoratori esposti al rischio esplosione in relazione al risultato della valutazione dei rischi. Bisogna porre molta attenzione su diversi aspetti, quali:

le misure adottate in applicazione del presente titolo;
la classificazione delle zone;
le modalità operative necessarie a minimizzare la presenza e l’efficacia delle sorgenti di accensione;
i rischi connessi alla presenza di sistemi di protezione dell’impianto;
i rischi connessi alla manipolazione ed al travaso di liquidi infiammabili e/o polveri combustibili;
il significato della segnaletica di sicurezza e degli allarmi ottico/acustici;
gli eventuali rischi connessi alla presenza di sistemi di prevenzione delle atmosfere esplosive, con particolare riferimento all’asfissia;
l’uso corretto di adeguati dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazioni all’uso.

 

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