Come si recuperano i punti della patente a crediti?
Il decreto dirigenziale INL 24/2026 chiarisce le procedure, la formazione e i criteri per riottenere i crediti decurtati
L’INL interviene sulle modalità con cui le imprese possono recuperare i crediti decurtati dalla patente a seguito di violazioni in materia di sicurezza.
Il Decreto dirigenziale n. 24/2026 disciplina il funzionamento delle Commissioni, i termini per la convocazione e l’esame delle richieste, nonché gli adempimenti che possono essere richiesti ai fini del recupero dei crediti.
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Chi riassegna i crediti decurtati?
Per gestire il recupero dei crediti della patente di cui all’articolo 27 del D.Lgs. 81/2008, sono costituite, in ogni ambito regionale, delle Commissioni territoriali. Queste Commissioni sono composte da:
il direttore interregionale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro o un dirigente da lui delegato;
un funzionario dell’INL, esperto in salute e sicurezza sul lavoro, operante in uno degli uffici dell’ambito regionale;
il direttore regionale dell’INAIL o un dirigente delegato;
un funzionario dell’INAIL esperto in sicurezza nei luoghi di lavoro.
Alle sedute partecipano, senza diritto di voto, un rappresentante delle ASL esperto in salute e sicurezza e un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST), individuato tramite l’Organismo paritetico competente per settore. La segreteria della Commissione è affidata all’INL e nessuno dei partecipanti percepisce compensi o gettoni di presenza, fatta eccezione per i trattamenti di missione ordinari.
La competenza di ciascuna Commissione è determinata in base alla sede legale dell’impresa o al domicilio del lavoratore autonomo che richiede il recupero dei crediti della patente. Per le imprese straniere, la competenza si riferisce alla loro stabile organizzazione sul territorio italiano o, in assenza di questa, a una delle sedi operative presenti in Italia. Per le imprese e i lavoratori autonomi con sede o domicilio nelle Province autonome di Trento e Bolzano, nonché nella Regione Sicilia, la competenza spetta rispettivamente alle Commissioni operanti nella Regione Veneto e nella Regione Calabria.
Come si presenta la richiesta di recupero?
Le imprese e i lavoratori autonomi interessati all’integrazione dei crediti devono presentare alla segreteria della Commissione, tramite modalità telematiche e, se disponibile, utilizzando apposita modulistica, un’istanza motivata per il recupero dei crediti.
Alla richiesta devono essere allegate tutte le documentazioni pertinenti, quali provvedimenti sanzionatori e relazioni tecniche sulle misure adottate. È inoltre possibile includere una proposta di piano di recupero dei crediti e avanzare la richiesta di essere uditi.
Entro 20 giorni lavorativi dalla ricezione dell’istanza completa, le Commissioni si riuniscono presso la sede dell’Ispettorato nazionale del lavoro, con la possibilità di partecipazione tramite videoconferenza per tutti o alcuni componenti, secondo un calendario concordato tra il direttore interregionale dell’Ispettorato nazionale del lavoro (o suo delegato) e il direttore regionale INAIL (o suo delegato).
Come funziona il meccanismo di recupero crediti?
La Commissione delibera sugli adempimenti necessari affinché l’impresa o il lavoratore autonomo possano recuperare un numero di crediti sufficiente per tornare a operare nei cantieri.
L’iter prevede percorsi formativi obbligatori, rivolti ai responsabili delle violazioni e ai lavoratori coinvolti e se i soggetti non sono più in forza presso l’impresa, la formazione è destinata a personale con funzioni equivalenti.
Inoltre, la Commissione può richiedere più investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro secondo quanto indicato dall’articolo 5, comma 4, lett. a) del D.M. 132/2024.
Una volta completati gli adempimenti richiesti, l’impresa o il lavoratore autonomo possono chiedere alla Commissione la verifica delle misure adottate. In tal caso, la Commissione si riunisce generalmente entro 15 giorni lavorativi dalla richiesta per esaminare la documentazione e accertare l’effettiva realizzazione degli interventi. Entro i successivi 15 giorni lavorativi, la Commissione delibera sull’esito della verifica e, se gli adempimenti risultano correttamente eseguiti, procede alla riassegnazione dei crediti.
Il recupero dei crediti non deve necessariamente avvenire in un’unica soluzione. La Commissione può infatti riconoscere i crediti anche in modo progressivo, in relazione al completamento parziale delle misure richieste, fermo restando il limite massimo di crediti che possono essere complessivamente riassegnati.
Gli adempimenti richiesti dalla Commissione sono proporzionati al numero di crediti da recuperare, con l’obiettivo di riportare la patente a un minimo di 15 crediti. Anche completando tutte le misure, il numero massimo di crediti recuperabili non può superare i 15 punti.
Per comprendere nel dettaglio il funzionamento della patente e i requisiti necessari per operare nei cantieri è possibile consultare anche la guida di approfondimento disponibile qui: patente a crediti cos’è e come funziona
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