Bonus Mobili e Bonus Elettrodomestici sono cumulabili? I chiarimenti delle Entrate

Bonus Mobili e Bonus Elettrodomestici sono cumulabili? I chiarimenti delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento dell’11 marzo 2026, definisce le regole per la trasmissione dei dati del Bonus Elettrodomestici e ribadisce un principio fondamentale: il divieto di cumulo con altre agevolazioni fiscali

Spesso confusi dai committenti per via dell’oggetto in comune (l’acquisto di grandi elettrodomestici), il Bonus Mobili e il Bonus Elettrodomestici viaggiano su due binari paralleli e, soprattutto, non sono cumulabili per la stessa spesa.

A ribadirlo e a fornire nuove indicazioni operative è l’Agenzia delle Entrate con il recente Provvedimento dell’11 marzo 2026 (Prot. n. 86234/2026). Il documento, oltre a definire le modalità di comunicazione dei dati all’Anagrafe tributaria, accende un faro sui controlli incrociati che il Fisco metterà in atto.

Ecco tutto quello che i tecnici e i progettisti devono sapere per consigliare al meglio i propri clienti durante gli interventi di interior design e ristrutturazione.

Dati nella dichiarazione dei redditi precompilata per finalità di controllo

Il nuovo Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate stabilisce le modalità e i termini con cui il Ministero delle Imprese e del made in Italy (MIMIT) dovrà trasmettere al Fisco i dati relativi ai voucher utilizzati per il Bonus Elettrodomestici (la misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2025).

I dati trasmessi (codice fiscale dell’utente e importo del voucher utilizzato) hanno una duplice finalità:

elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.
attività di controllo formale e sostanziale da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Ed è proprio sul fronte dei controlli che emerge il nodo cruciale della non cumulabilità. Nelle motivazioni del Provvedimento, infatti, l’Agenzia richiama esplicitamente l’articolo 2 del decreto attuativo (D.M. 3 settembre 2025), precisando che il contributo per gli elettrodomestici ad alta efficienza «non può essere cumulato con altre agevolazioni, nonché con altri benefici, anche di tipo fiscale, riferiti agli stessi costi ammissibili».

Il nodo della non cumulabilità: cosa significa all’atto pratico?

Per i tecnici che affiancano i clienti nelle scelte di arredo post-ristrutturazione, il messaggio deve essere chiaro: non è possibile applicare entrambi i bonus sul medesimo bene.

Se un cliente acquista una lavatrice di classe A del valore di 800 euro e decide di utilizzare il voucher del Bonus Elettrodomestici (ottenendo uno sconto in fattura di 100 o 200 euro), non potrà in alcun modo inserire la spesa residua all’interno del plafond di 5.000 euro previsto dal Bonus Mobili per portarla in detrazione al 50%.

I dati dei voucher spesi transiteranno direttamente nei server dell’Agenzia delle Entrate: un eventuale inserimento della stessa fattura tra le spese detraibili per il Bonus Mobili farebbe scattare immediatamente un’anomalia in fase di controllo.

Bonus Mobili vs Bonus Elettrodomestici: le differenze da ricordare

Per evitare errori, è utile riepilogare ai committenti le differenze sostanziali tra le due misure, che condividono solo l’oggetto dell’agevolazione ma hanno requisiti di accesso completamente diversi:

Bonus Mobili (prorogato per il 2026)

Cos’è: una detrazione fiscale IRPEF del 50% ripartita in 10 quote annuali.
Requisito base: è indissolubilmente legato a un intervento di recupero del patrimonio edilizio (ristrutturazione, manutenzione straordinaria, ecc.) iniziato prima dell’acquisto dei beni.
Limiti di spesa: tetto massimo di spesa detraibile pari a 5.000 euro per unità immobiliare.
Cosa agevola: mobili nuovi e grandi elettrodomestici (es. forni classe A, lavatrici classe E, frigoriferi classe F).

Per approfondire: Bonus mobili

Bonus Elettrodomestici (misura 2025)

Cos’è: un contributo diretto erogato sotto forma di sconto in fattura tramite voucher.
Requisito base: non richiede alcun intervento edilizio. È subordinato esclusivamente alla rottamazione di un elettrodomestico obsoleto e all’acquisto di uno nuovo ad alta efficienza (prodotto in UE).
Limiti di spesa: copre fino al 30% del costo, con un limite massimo di 100 euro (elevato a 200 euro per nuclei familiari con ISEE inferiore a 25.000 euro). È valido per un solo elettrodomestico a famiglia.

Per approfondire: Bonus Elettrodomestici 2025: come funziona e cosa devono sapere i tecnici

Il ruolo del tecnico: pianificare gli acquisti

Alla luce del nuovo Provvedimento, il ruolo del progettista diventa strategico anche nella pianificazione degli acquisti.

Se il cliente sta affrontando una ristrutturazione e deve arredare casa, la convenienza pende quasi sempre a favore del Bonus Mobili, che garantisce un recupero fiscale ben più corposo (fino a 2.500 euro di detrazione) rispetto al piccolo voucher una tantum del Bonus Elettrodomestici.

Tuttavia, se il plafond dei 5.000 euro del Bonus Mobili è già stato esaurito (ad esempio per l’acquisto della cucina e degli arredi principali), il cliente potrà sfruttare il Bonus Elettrodomestici per l’acquisto di un ulteriore apparecchio (es. una nuova lavatrice, previa rottamazione della vecchia), mantenendo così le due agevolazioni su acquisti differenti e operando nel pieno rispetto della normativa fiscale.

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