Agenti fisici: nuove indicazioni operative sui rischi per atmosfere iperbariche

Agenti fisici: nuove indicazioni operative sui rischi per atmosfere iperbariche

Pubblicate le FAQ e le linee di indirizzo per la prevenzione e la gestione del rischio da esposizione ad atmosfere iperbariche ai sensi del D.Lgs. 81/08. Indicazioni per la sicurezza di cassonisti e scavo meccanizzato

Il Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome, in collaborazione con INAIL e Istituto Superiore di Sanità, ha rilasciato un importante documento di indirizzo operativo: la Parte 8 delle indicazioni per la prevenzione del rischio da Agenti Fisici, dedicata specificamente alle Atmosfere Iperbariche.

Il documento, strutturato in forma di FAQ, colma un vuoto normativo importante, fornendo criteri chiari per la valutazione del rischio, la sorveglianza sanitaria e le misure di emergenza in un settore ad alto rischio e spesso frammentato.

Vediamo in dettaglio i punti salienti delle nuove linee guida.

Quando si configura il rischio iperbarico?

Secondo il documento, un’attività lavorativa espone a rischio iperbarico quando la pressione della miscela respirata supera la pressione ambiente al livello del mare.

Le linee guida classificano le attività in 7 macro-categorie, ciascuna con profili di rischio e necessità operative differenti:

Subacquei di basso e alto fondale (attività off-shore, piattaforme, saturazione).
Subacquea scientifica (archeologi, ricercatori, spesso con formazione ricreativa).
Corpi subacquei dello Stato (soccorso, sminamento, operazioni di polizia).
Pesca professionale e itticoltura (inclusi i “corallari” e gli operatori di impianti ittici).
Lavoratori della subacquea ricreativa (istruttori e guide).
Cassonisti e scavo meccanizzato (TBM) (lavori in ambiente asciutto ma iperbarico, come scavi di gallerie o fondazioni).
Ossigenoterapia iperbarica (personale sanitario addetto alle camere iperbariche).

Valutazione del Rischio: l’approccio metodologico

Non esistendo un Capo specifico nel D.Lgs. 81/08 per le atmosfere iperbariche, la valutazione deve essere effettuata ai sensi dell’art. 181 (Agenti Fisici) e dell’art. 28.

Il documento suggerisce un ordine logico rigoroso per la valutazione:

Verifica dell’idoneità medica.
Scelta della miscela respiratoria (Aria, Nitrox, Eliox, ecc.).
Scelta delle tabelle di decompressione (es. US Navy, che devono essere esplicitate nel DVR).
Verifica della formazione degli operatori.
Analisi degli aspetti tecnologici e delle attrezzature.
Valutazione dei rischi concorrenti (chimici, biologici, altri agenti fisici).
Pianificazione del MEDEVAC (evacuazione medica).

La tabella delle pressioni parziali

Un aspetto cruciale introdotto dalle linee guida è la Tabella di valutazione delle pressioni parziali dei gas, che utilizza un codice colore (verde, giallo, rosso) per indicare i livelli di attenzione per Ossigeno (pO2), Azoto (pN2) e Anidride Carbonica (pCO2), fondamentali per prevenire tossicità, narcosi e ipercapnia.

Sorveglianza Sanitaria: il ruolo del Medico Iperbarico

Il documento chiarisce che la sorveglianza sanitaria è in capo al Medico Competente (MC), il quale può e deve avvalersi della consulenza di un Medico Iperbarico (MI) qualificato (specialista in medicina del nuoto o master di II livello).

Viene evidenziata una criticità normativa: molti operatori non sono iscritti nei registri dei Sommozzatori in Servizio Locale e quindi sfuggono ai controlli della Sanità Marittima. Per questi lavoratori, il documento propone una Tabella (Tabella 1) con i criteri specifici per i controlli sanitari periodici (ECG, spirometria, esami audiometrici, RX torace, ecc.), differenziati per età e anzianità di servizio.

Gestione delle emergenze e misure tecniche

Il Datore di Lavoro deve garantire procedure di emergenza specifiche. Un punto fondamentale riguarda la distanza dalla camera iperbarica:

Se il centro iperbarico è distante, o i tempi di trasferimento non sono garantiti, l’impresa deve mantenere sul luogo di lavoro (o sulla nave appoggio) una camera iperbarica idoneamente attrezzata con personale sanitario pronto all’intervento.
Deve essere sempre garantita la somministrazione di ossigeno normobarico durante il trasporto dell’infortunato.

Documentazione obbligatoria: la Relazione Tecnica

A supporto del DVR, deve essere redatta una Relazione Tecnica che contenga:

Dati dell’impresa e delle figure della sicurezza.
Descrizione dettagliata delle attività e delle procedure operative.
Analisi del rischio iperbarico (miscele, tabelle, MEDEVAC).
Analisi dei rischi interferenti (DUVRI) se presenti più imprese.

Riconoscimento Malattie Professionali

Le linee guida ricordano che le osteoartropatie (malattia dei cassoni) sono tabellate dall’INAIL (voce 76 della Nuova Tabella delle malattie professionali nell’Industria, D.M. 10 ottobre 2023) con un periodo massimo di indennizzabilità di 10 anni dalla cessazione della lavorazione.

Approfondimenti

Per saperne di più leggi “Agenti fisici: quali sono e come valutare i rischi associati

Per eseguire una corretta valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici puoi utilizzare un software per la redazione del DVR in grado di guidarti nell’elaborazione del documento.

 

 

 

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