Affidamento diretto per le società sportive no profit: come funziona?

Affidamento diretto per le società sportive no profit: come funziona?

L’applicazione dell’art. 5 del D.Lgs. 38/2021 non può prescindere da una lettura rigorosa del Codice Appalti

Numerosi enti locali hanno richiesto ad ANAC chiarimenti interpretativi circa l’ambito applicativo dell’articolo 5 del D.Lgs. 38/2021, norma cardine per la riqualificazione dell’impiantistica sportiva attraverso il coinvolgimento di soggetti associativi. Secondo il citato articolo:

le Associazioni e le Società Sportive senza fini di lucro possono presentare all’ente locale, sul cui territorio insiste l’impianto sportivo da rigenerare, riqualificare o ammodernare, un progetto preliminare accompagnato da un piano di fattibilità economico finanziaria per la rigenerazione, la riqualificazione e l’ammodernamento e per la successiva gestione con la previsione di un utilizzo teso a favorire l’aggregazione e l’inclusione sociale e giovanile. Se l’ente locale riconosce l’interesse pubblico del progetto, affida direttamente la gestione gratuita dell’impianto all’associazione o alla società sportiva per una durata proporzionalmente corrispondente al valore dell’intervento e comunque non inferiore a cinque anni.

Quindi, qualora l’amministrazione riconosca il pubblico interesse della proposta, la norma prevede l’affidamento diretto e gratuito della gestione. La durata della concessione deve essere parametrata all’entità dell’investimento sostenuto, con un limite minimo legale fissato a 5 anni. L’ANAC, con il Comunicato del Presidente dell’11 marzo 2026, ha fatto chiarezza in merito.

Coordinamento Sistematico e Criticità Interpretative

Nonostante il tenore letterale della norma sembri favorire una procedura semplificata, la sua applicazione non può prescindere da una lettura rigorosa del sistema normativo vigente. In particolare, l’Art. 5 deve essere raccordato con:

Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023): le procedure in deroga all’evidenza pubblica restano soggette ai principi generali di trasparenza e concorrenza;
D.Lgs. 38/2021 (Artt. 4 e 6): gli stessi articoli dello schema normativo sportivo richiamano esplicitamente la disciplina euro-unitaria del 2014 in materia di appalti e concessioni.

Protocollo operativo per l’affidamento diretto ex art. 5, D.Lgs. 38/2021

L’Autorità ha delineato le condizioni tassative e le modalità procedurali affinché gli enti locali possano legittimamente ricorrere alla deroga dell’evidenza pubblica prevista per l’ammodernamento degli impianti sportivi.

L’applicazione della disciplina derogatoria è subordinata alla coesistenza dei seguenti requisiti:

soggettivi: l’istanza deve provenire esclusivamente da ASD o SSD prive di scopo di lucro;
oggettivi: deve sussistere un’unica proposta progettuale volta alla rigenerazione o riqualificazione di un impianto non più funzionale, documentata da un progetto preliminare e un PEF;
finalistici: il piano deve garantire scopi di inclusione sociale e aggregazione giovanile;
economici: il valore complessivo dell’affidamento deve restare al di sotto delle soglie di rilevanza comunitaria (Art. 14, D.Lgs. 36/2023).

Affidamento società senza scopo lucro presupposti

Data la natura eccezionale della norma, l’ente locale è tenuto a redigere un provvedimento con motivazione rafforzata, che certifichi puntualmente la sussistenza di tutti i presupposti sopra elencati. L’affidamento deve transitare obbligatoriamente attraverso piattaforme di approvvigionamento digitale certificate, in ossequio al principio di digitalizzazione del Codice dei Contratti (Artt. 19-29, D.Lgs. 36/2023). In deroga ai requisiti ordinari, l’ente locale può procedere autonomamente senza necessità di specifica qualificazione. Tale esenzione si giustifica poiché l’affidamento non scaturisce da una procedura comparativa strutturata, ma da una facoltà diretta concessa dal legislatore.

 

 

Leggi l’approfondimento: L’affidamento diretto nel nuovo codice appalti

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