Affidamento diretto con confronto di preventivi: è gara?

Affidamento diretto con confronto di preventivi: è gara?

La definizione di “affidamento diretto” non basta se poi la procedura non viene rispettata: con confronto di preventivi tramite punteggio e prezzo si tratta, di fatto, di una gara

Il Codice Appalti ha elevato l’affidamento diretto a modalità ordinaria per le soglie inferiori ai 140.000 € (servizi e forniture) e 150.000 € (lavori). Tuttavia, la prassi amministrativa vede spesso le Stazioni Appaltanti utilizzare il cosiddetto affidamento diretto mediato, ovvero l’acquisizione di più preventivi per garantire maggiore trasparenza ed economicità. Il punto di rottura analizzato dal TAR Campania, nella sentenza 2078/2026, riguarda il “come” questi preventivi vengono gestiti.

Il caso: dalla consultazione alla competizione

Nella sentenza in esame, la Stazione Appaltante aveva avviato un affidamento diretto ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. b), ma aveva strutturato l’indagine di mercato attraverso un disciplinare che prevedeva:

criteri di selezione predefiniti (prezzo più basso);
termini perentori per la presentazione;
valutazione comparativa delle offerte.

Il TAR Campania ha stabilito: se la Stazione Appaltante autovincola la propria discrezionalità introducendo regole competitive tipiche della gara, l’affidamento perde la natura di “diretto” e assume la sostanza di una procedura selettiva.

La vicenda nasce dall’impugnazione degli atti di una procedura indetta da un Comune per l’affidamento del servizio di supporto alla gestione dei tributi locali. Sebbene l’Amministrazione avesse formalmente qualificato l’operazione come un affidamento diretto (ex art. 50, comma 1, lett. b del D.Lgs. 36/2023), nella pratica aveva invitato 5 operatori economici a presentare un preventivo-offerta, specificando che il criterio di aggiudicazione sarebbe stato quello del minor prezzo.

La società ricorrente, pur avendo presentato l’offerta più bassa, è stata esclusa dalla Stazione Appaltante. Il Comune ha motivato l’esclusione sostenendo che, trattandosi di un affidamento diretto e non di una gara, l’Amministrazione conservava la più ampia discrezionalità nella scelta del contraente, potendo scartare un operatore anche in assenza di una formale violazione delle regole di gara. La ricorrente ha agito in giudizio contestando la “natura ibrida” della procedura. Il cuore della sua tesi, accolto poi dal TAR, è che la Stazione Appaltante, nel momento in cui ha strutturato la richiesta di preventivi con criteri prefissati (prezzo più basso) e confronto comparativo, ha autovicolato la propria discrezionalità.

L’effetto dell’autovincolo

L’istituto dell’autovincolo è il perno del ragionamento giuridico. Quando un’Amministrazione decide di non esercitare la scelta fiduciaria pura (tipica dell’affidamento diretto), ma di “mettere in gara” i preventivi, scattano tutele superiori per gli operatori economici:

natura della valutazione: non si tratta più di una mera verifica di rispondenza alle esigenze dell’ente, ma di un confronto competitivo tra operatori;
il principio di rotazione: se l’affidamento è configurato come una gara aperta (senza limiti al numero di operatori), il principio di rotazione può essere derogato (come previsto dall’art. 49, comma 5). Al contrario, se la procedura rimane un affidamento diretto mascherato, la rotazione resta un precetto “inviolabile”;
soccorso istruttorio ed esclusione: in una procedura che equivale ad una gara, l’esclusione di un concorrente deve seguire i rigidi criteri degli artt. 101 e 108 del Codice, limitando la discrezionalità del RUP.

In sintesi, la qualificazione giuridica di una procedura non dipende dal “nomen iuris” assegnato dalla Stazione Appaltante, ma dalle modalità concrete di svolgimento. Se il RUP richiede preventivi e li confronta tramite un punteggio o un automatismo sul prezzo, sta di fatto indicendo una gara. Questo comporta l’obbligo di rispettare i principi di parità di trattamento e trasparenza in modo molto più stringente rispetto ad un affidamento diretto “semplice”.

Leggi l’approfondimento: L’affidamento diretto nel codice appalti

Come confermato dal TAR Campania, la linea tra affidamento diretto e gara è sottile e risiede nella chiarezza dei criteri e della documentazione. Non lasciare spazio a interpretazioni o ricorsi: automatizza la creazione di capitolati, disciplinari e computi con il software capitolati speciali: il software leader per la redazione dei documenti d’appalto che ti guida nella stesura di atti tecnico-amministrativi sempre conformi al D.Lgs. 36/2023, garantendoti la massima sicurezza giuridica sia nella fase di indagine di mercato che di confronto dei preventivi.

 

 

 

Fonte: Read More