Appalti soggetti a clausola sociale: se manca il piano di assorbimento, l’esclusione è automatica?
Per il Consiglio di Stato il piano di assorbimento non deve essere autonomo se i contenuti sono già nell’offerta tecnica
Negli appalti soggetti a clausola sociale, l’operatore economico deve necessariamente allegare un documento separato contenente il piano di assorbimento del personale? Oppure è sufficiente che gli stessi contenuti risultino chiaramente dall’offerta tecnica? Sul punto interviene il Consiglio di Stato con la sentenza n. 7857/2026, pubblicata il 29 ottobre 2026.
Secondo i giudici, ciò che rileva non è tanto l’esistenza formale di uno specifico documento, quanto la presenza nell’offerta degli elementi necessari a verificare la serietà e l’effettiva praticabilità dell’impegno assunto dall’operatore economico.
Il caso: la contestazione sul piano di assorbimento
La controversia nasce da una gara indetta da Aeroporti di Roma per l’affidamento del servizio di consegna delle merci presso gli esercizi commerciali e le passenger lounge dell’aeroporto di Fiumicino, mediante gestione di una piattaforma logistica. Un concorrente impugnava l’aggiudicazione sostenendo, tra l’altro, che l’aggiudicataria avrebbe dovuto essere esclusa perché non aveva presentato un vero e proprio piano di assorbimento del personale. In particolare, secondo l’appellante, l’indicazione del piano di turnazione non sarebbe stata sufficiente a dimostrare il rispetto della clausola sociale.
Il TAR Lazio aveva respinto il ricorso. La società proponeva quindi appello al Consiglio di Stato.
Clausola sociale e progetto di assorbimento
Il Consiglio di Stato richiama gli artt. 57 e 102 del D.Lgs. 36/2023, evidenziando che l’operatore economico deve accettare la clausola sociale e illustrare concretamente le modalità attraverso le quali intende garantirne l’attuazione. Le stesse prescrizioni erano state sostanzialmente riprodotte nella documentazione di gara.
La funzione del progetto di assorbimento è quindi sostanziale: deve consentire alla stazione appaltante di verificare che l’impegno dell’impresa sia serio e concretamente praticabile, tutelando i lavoratori già impiegati dall’operatore uscente.
È proprio partendo da questa finalità che il Consiglio di Stato individua il principio centrale della decisione.
Il piano di assorbimento deve essere un documento autonomo?
Il Collegio chiarisce che non è necessario, a pena di esclusione, che il progetto di assorbimento sia contenuto in un documento formalmente separato. Ciò che conta è che l’offerta contenga tutte le informazioni necessarie per consentire la verifica della serietà dell’impegno assunto.
La sentenza afferma infatti:
non è richiesto tuttavia a pena di esclusione che esso sia contenuto in uno specifico documento, essendo invece sufficiente che nell’offerta siano presenti tutti gli elementi necessari a consentire la verifica della serietà dell’offerta anche sotto tale aspetto.
Il dato formale, quindi, non può prevalere automaticamente sul contenuto sostanziale dell’offerta.
Perché nel caso concreto non era necessaria l’esclusione
Dall’esame dell’offerta tecnica risultava che l’aggiudicataria aveva descritto l’organizzazione del personale destinato al servizio, indicando per ciascuna funzione il numero degli addetti, i ruoli e le relative mansioni.
Il personale indicato coincideva con quello dell’operatore uscente: complessivamente 35 lavoratori.
Per il Consiglio di Stato, pertanto, l’impegno al riassorbimento risultava già in maniera sufficientemente chiara dall’offerta.
La mancata allegazione di un documento autonomamente denominato “Piano di assorbimento del personale” non modificava quindi il contenuto sostanziale della proposta:
la mancata allegazione di un documento autonomo denominato ‘Piano di assorbimento del personale’ non incide in alcun modo sul contenuto dell’offerta.
Su queste basi il relativo motivo di appello è stato respinto.
Un secondo motivo dichiarato inammissibile
L’appellante contestava inoltre la mancata indicazione della durata dei nuovi contratti e l’assenza di specificazioni sulle modalità di attuazione degli obblighi relativi a pari opportunità, inclusione lavorativa e stabilità occupazionale.
Il Consiglio di Stato non entra però nel merito di tali questioni, poiché il motivo era stato formulato per la prima volta in appello e risultava quindi inammissibile ai sensi dell’art. 104 c.p.a.
La decisione del Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato respinge integralmente l’appello e conferma quindi l’esito della gara.
La pronuncia ribadisce un principio importante nella gestione documentale delle offerte: quando la lex specialis e la disciplina applicabile richiedono di dimostrare l’attuazione della clausola sociale, occorre verificare anzitutto il contenuto effettivo dell’offerta e non soltanto la presenza di un documento formalmente distinto.
Approfondimenti
Per approfondire il tema, leggi l’articolo dedicato alla Clausola sociale nel nuovo codice appalti: quando è obbligatoria e come funziona il riassorbimento. Per gestire con maggiore controllo gli aspetti economici e documentali collegati agli appalti e alla predisposizione della documentazione tecnica, puoi utilizzare il software dedicato alla redazione e gestione di computi metrici, preventivi e documentazione economica di progetto.
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