Dalle casse edili un Bonus Casa per i lavoratori edili: 500 euro per affitto o mutuo
Dalla CNCE un contributo una tantum per chi sostiene le spese di affitto o mutuo della prima casa. Domande dal 16 settembre 2026 alle ore 19:00. Le prime 15.000 richieste entrano nella graduatoria provvisoria
Un contributo straordinario di 500 euro una tantum destinato agli operai edili che sostengono le spese per l’abitazione principale.
È il nuovo Bonus Casa, la prestazione sperimentale erogata dalla CNCE prevista per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2027, finanziata con 7,5 milioni di euro. Il contributo riguarda i lavoratori titolari o contitolari di un contratto di locazione ad uso abitativo oppure di un mutuo per l’acquisto della prima casa, purché stipulati e registrati in Italia.
La procedura entra nella fase operativa con il Click Day del 16 settembre 2026: a partire dalle ore 19:00 i lavoratori potranno registrarsi sul portale dedicato e presentare la richiesta.
La velocità di presentazione avrà un ruolo determinante: solo le prime 15.000 domande, ordinate sulla base della data e dell’ora di invio, entreranno nella graduatoria provvisoria.
Vediamo chi può richiedere il Bonus Casa, come presentare la domanda e quali documenti devono essere consegnati.
Che cos’è il Bonus Casa per i lavoratori edili
Il Bonus Casa è una prestazione straordinaria introdotta in via sperimentale per sostenere le spese per l’abitazione dei lavoratori del settore edile.
Il beneficio consiste in un contributo di 500 euro una tantum.
Le risorse complessivamente destinate alla misura ammontano a 7,5 milioni di euro.
Il bonus può essere riconosciuto in presenza di:
un contratto di locazione ad uso abitativo;
oppure un mutuo per la prima casa.
In entrambi i casi il contratto deve essere intestato o cointestato al lavoratore, stipulato e regolarmente registrato nel territorio italiano.
Bonus Casa: chi può richiederlo
La prestazione è rivolta all’operaio edile in forza e regolarmente denunciato alla Cassa Edile/Edilcassa al momento della presentazione della domanda.
È inoltre necessario avere almeno una mensilità regolarmente denunciata e versata nei 12 mesi precedenti alla richiesta.
In sintesi, per accedere al contributo occorre:
essere un operaio edile in forza e regolarmente denunciato alla Cassa Edile/Edilcassa;
avere almeno una mensilità regolarmente denunciata e versata nei 12 mesi precedenti alla domanda;
essere intestatario o cointestatario di un contratto di affitto ad uso abitativo oppure di un mutuo per la prima casa;
avere un contratto stipulato e registrato in Italia.
Bonus Casa 2026: quando fare domanda
La registrazione e l’invio delle domande prendono il via il:
16 settembre 2026, dalle ore 19:00.
Si tratta di un vero e proprio Click Day, perché l’ordine cronologico di presentazione determina la posizione nella graduatoria provvisoria.
Il regolamento stabilisce infatti che a ogni richiesta inviata correttamente venga associata una marcatura temporale di data e ora con risoluzione in millisecondi. È proprio questo dato a stabilire l’ordine di arrivo delle domande.
Come presentare la domanda
La procedura è interamente telematica. Il lavoratore può collegarsi, tramite PC, smartphone o tablet, al portale CNCE dedicato al Bonus Casa bonuscasa.cnce.it. Per presentare la richiesta è necessario effettuare prima la registrazione.
Registrazione e codice OTP
Il primo passaggio consiste nell’inserimento di un numero di telefono cellulare italiano valido.
Dopo aver selezionato il pulsante “Invia OTP”, il lavoratore riceve tramite SMS un codice alfanumerico di 8 caratteri, necessario per convalidare la registrazione e utilizzabile anche per gli accessi successivi.
Una volta completata la convalida è possibile procedere con la richiesta del Bonus Casa.
Quali dati servono per compilare la richiesta
Dopo la registrazione, il lavoratore accede alla pagina di compilazione vera e propria.
Tra i dati richiesti figurano:
numero di cellulare;
nome e cognome;
data e luogo di nascita;
codice fiscale;
dichiarazione relativa al possesso dei requisiti previsti dal regolamento.
Il richiedente deve inoltre scegliere la Cassa Edile/Edilcassa presso la quale consegnerà la documentazione e che, dopo l’istruttoria, provvederà all’eventuale erogazione.
La selezione avviene attraverso menu a tendina scegliendo, in sequenza, Regione, Provincia e Cassa.
Una volta completata la compilazione, occorre premere il pulsante “Conferma e Invia”.
Attenzione: l’invio della domanda e l’attribuzione del protocollo non equivalgono all’accettazione della richiesta e non danno automaticamente diritto al contributo.
Graduatoria: entrano le prime 15.000 domande
Uno degli aspetti più importanti della procedura riguarda la graduatoria.
Il regolamento stabilisce che solo le prime 15.000 richieste pervenute entrino nella graduatoria provvisoria per il finanziamento della prestazione.
Le domande vengono ordinate sulla base della marcatura temporale assegnata dal sistema. Una volta raggiunto il numero massimo previsto, il portale blocca la possibilità di effettuare ulteriori registrazioni.
La posizione non è però necessariamente definitiva.
Se una delle richieste comprese nella graduatoria provvisoria viene successivamente rifiutata dalla Cassa, la graduatoria viene aggiornata con il “ripescaggio” della prima domanda precedentemente esclusa.
Cosa succede dopo l’invio della domanda
Una volta presentata la domanda, la Cassa Edile/Edilcassa competente effettua una prima verifica sui requisiti del lavoratore.
In particolare viene controllato che il richiedente:
sia in forza;
sia regolarmente denunciato alla Cassa;
possieda almeno una mensilità regolarmente denunciata e versata nei 12 mesi precedenti.
Se la prima verifica ha esito positivo, la pratica passa allo stato di “Validata formalmente”.
Il lavoratore riceve quindi un SMS con l’invito a presentare alla Cassa la documentazione relativa all’affitto o al mutuo.
Quali documenti devono essere presentati
Ai fini dell’istruttoria occorre produrre la documentazione comprovante il diritto al contributo.
È necessario presentare il contratto di locazione ad uso abitativo, intestato o cointestato al lavoratore, stipulato e registrato in Italia oppure il contratto di mutuo per la prima casa, intestato o cointestato al lavoratore, stipulato e registrato in Italia.
Il regolamento prevede che la documentazione possa essere fatta pervenire personalmente oppure tramite e-mail, entro 5 giorni lavorativi dal ricevimento dell’SMS relativo alla validazione formale.
Quando vengono erogati i 500 euro
Dopo aver ricevuto la documentazione, la Cassa verifica la correttezza degli atti presentati.
In caso di esito positivo, la pratica viene posta nello stato di “Accettata” entro 20 giorni dal ricevimento della documentazione e viene automaticamente trasmessa alla CNCE la richiesta di finanziamento.
Una volta ricevute le risorse dalla CNCE, sarà la Cassa Edile/Edilcassa presso la quale è stata presentata la domanda a effettuare l’accredito dei 500 euro al lavoratore.
Quando si perde il diritto al Bonus Casa
Particolare attenzione deve essere prestata alle scadenze successive alla presentazione della domanda.
Se il lavoratore non consegna la documentazione entro i termini previsti, decade dalla graduatoria e la domanda viene classificata come “Rifiutata”.
In caso di documentazione incompleta, la Cassa può richiedere un’integrazione. Il lavoratore ha 5 giorni dalla richiesta della Cassa per produrla; in caso contrario perde il diritto alla prestazione.
Il rigetto consente quindi lo scorrimento della graduatoria e l’ingresso della domanda collocata immediatamente dopo.
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