Agevolazioni per i professionisti in Friuli Venezia Giulia

Agevolazioni per i professionisti in Friuli Venezia Giulia

Il quadro aggiornato con i due nuovi regolamenti approvati nel luglio 2026 che ampliano e rendono operative le misure previste dalla legge regionale 13/2004 per formazione, investimenti e competitività

Con due regolamenti emanati nel luglio 2026, la Regione Friuli Venezia Giulia ha dato ulteriore attuazione alla legge regionale 22 aprile 2004, n. 13, “Interventi in materia di professioni”, rendendo operative due importanti linee di sostegno: una dedicata alla formazione dei giovani professionisti, l’altra agli investimenti per lo sviluppo e la competitività delle attività professionali avviate da più di tre anni.

Il quadro regionale è ormai particolarmente articolato: il portale Lavoro FVG censisce tra le linee attive contributi per l’avvio dell’attività, la formazione, le esperienze professionali all’estero, la maternità e paternità, la disabilità, la certificazione della qualità e l’aggiornamento professionale.

Formazione in Italia e all’estero: fino a 10.000 euro per i giovani professionisti

Il primo intervento è disciplinato dal DPReg 1 luglio 2026, n. 081/Pres., pubblicato sul BUR del 15 luglio. Il regolamento dà attuazione all’articolo 11 bis, comma 2, della LR 13/2004 e punta a rafforzare e aggiornare le competenze professionali dei giovani attraverso il sostegno alle spese di formazione.

La misura è rivolta ai professionisti ordinistici e alle diverse categorie di professionisti non ordinistici individuate dal regolamento. Per accedere al contributo occorre, tra gli altri requisiti, essere residenti in Friuli Venezia Giulia e avere nel territorio regionale il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa. Il limite ordinario di età è fissato a 36 anni non compiuti, ma sale a 46 anni non compiuti per chi, al momento della domanda, è genitore di uno o più figli minori.

Un elemento significativo della nuova disciplina è la possibilità di finanziare la formazione sia in Italia sia all’estero. La precedente disciplina regolamentare del 2017 riguardava infatti la formazione all’estero; il nuovo regolamento ne dispone l’abrogazione, salvaguardandone l’applicazione per i procedimenti già in corso.

Sono agevolabili percorsi direttamente collegati all’attività esercitata e finalizzati all’aggiornamento delle competenze. Possono essere organizzati da enti e strutture pubbliche o private, ordini professionali, accademie, scuole e università; possono essere erogati anche da altri professionisti quando si concludano con il conseguimento di crediti formativi riconosciuti dall’ordine o dal collegio professionale. Il corso deve iniziare dopo la presentazione della domanda e deve concludersi con profitto. Sono inoltre esclusi i percorsi nei quali la formazione telematica asincrona supera il 25% delle ore complessive.

Il contributo può riguardare non soltanto la quota di iscrizione, ma anche testi e materiale didattico, le eventuali spese connesse a una fideiussione e, quando la sede del corso dista almeno 100 chilometri dalla residenza, anche viaggio e soggiorno. Per il soggiorno il regolamento stabilisce importi forfettari giornalieri differenziati per Paese.

Particolarmente favorevole è l’intensità dell’agevolazione. Il contributo varia in funzione del reddito professionale netto: parte dall’80% delle spese ammissibili per chi non ha ancora presentato una dichiarazione relativa al reddito professionale e scende progressivamente fino al 30% per redditi superiori a 40.000 euro. Se, però, il percorso è realizzato da un ente erogatore con sede legale in Friuli Venezia Giulia, il contributo è sempre pari all’80% delle spese ammissibili, indipendentemente dal reddito. Il tetto complessivo è di 10.000 euro per beneficiario.

La domanda può essere presentata due volte, fino al raggiungimento del massimale di 10.000 euro; la seconda istanza è possibile dopo la rendicontazione della prima. Deve in ogni caso precedere l’inizio del percorso formativo.

È inoltre prevista la possibilità di ottenere un’anticipazione del 70% del contributo concesso, presentando una fideiussione bancaria o assicurativa.

Fino a 30.000 euro per gli studi professionali che investono e creano occupazione stabile

La seconda importante novità arriva con il DPReg 14 luglio 2026, n. 087/Pres., pubblicato sul BUR del 29 luglio 2026. Il regolamento attua l’articolo 11 ter della LR 13/2004 e introduce un incentivo specificamente rivolto allo sviluppo e alla competitività delle attività professionali avviate da almeno tre anni.

La misura riguarda professionisti che operano individualmente, studi associati, società tra professionisti e altre società costituite secondo le normative di settore. L’attività deve essere iniziata da più di tre anni e il richiedente non deve avere ancora compiuto 46 anni; per studi associati e società, il requisito anagrafico deve essere posseduto da tutti gli associati o soci.

Ma la caratteristica che distingue maggiormente l’intervento è il collegamento con l’occupazione: il beneficiario deve essere datore di lavoro di almeno tre persone assunte a tempo indeterminato oppure di almeno una persona con disabilità assunta a tempo indeterminato.

La logica è quindi quella di sostenere attività professionali che abbiano già raggiunto un certo livello di strutturazione e che intendano compiere un ulteriore salto dimensionale o tecnologico.

Il piano di investimento deve essere compreso tra 10.000 e 60.000 euro. Sono finanziabili attrezzature tecnologiche, macchine d’ufficio, hardware, arredi, software, marchi e brevetti, oltre al premio e alle spese di istruttoria per garanzie fideiussorie, queste ultime entro il limite di 2.000 euro. Sono invece esclusi, tra gli altri, gli immobili, il leasing e la locazione operativa e, salvo limitate eccezioni, i mezzi di trasporto.

Il contributo è pari al 50% delle spese ammissibili, con un minimo di 5.000 euro e un massimo di 30.000 euro. Non è cumulabile con altri contributi relativi alle stesse finalità e alle stesse spese.

C’è però una regola da considerare con particolare attenzione nella programmazione degli investimenti: sono ammissibili soltanto le spese sostenute dopo la presentazione della domanda. La domanda può inoltre essere presentata una sola volta dallo stesso beneficiario. Le istanze vengono esaminate con procedimento a sportello, seguendo l’ordine cronologico di presentazione.
Anche per questa misura è prevista un’anticipazione del 70% del contributo concesso, subordinata alla presentazione di una fideiussione.

A fronte dell’agevolazione, il professionista assume alcuni impegni nel medio periodo: per i tre anni successivi alla conclusione dell’iniziativa dovranno essere mantenuti la partita IVA, la sede legale o operativa in Friuli Venezia Giulia e la destinazione dei beni acquistati con il contributo.

La Regione ha indicato per questa nuova linea risorse per 800.000 euro nel triennio 2026-2028.

Non solo i due nuovi contributi: le altre opportunità per i professionisti FVG

Le due misure di luglio si inseriscono in un sistema di agevolazioni molto più ampio costruito dalla LR 13/2004. La pagina dedicata del portale Lavoro FVG indica come attive anche le seguenti opportunità:

Avvio e funzionamento dei primi tre anni di attività in forma individuale: contributo a fondo perduto per le spese necessarie ad avviare e consolidare lo studio professionale. L’agevolazione è pari al 50% delle spese ammesse, da 1.500 a 20.000 euro, su un piano di spesa di almeno 3.000 euro.
Avvio di forme associate o societarie tra professionisti: sostegno alla costituzione e ai primi tre anni di funzionamento di studi associati e società professionali, comprese diverse spese di investimento e gestione.
Formazione nei primi tre anni di attività: una linea distinta da quella introdotta per i giovani, rivolta ai professionisti nei primi tre anni dall’avvio dell’attività. Il contributo può arrivare fino al 90% delle spese nei casi previsti dal regolamento e comunque non può superare complessivamente 10.000 euro.
Esperienze professionali all’estero per i giovani professionisti: sostegno alle esperienze di lavoro e crescita professionale realizzate fuori dall’Italia, una delle misure con cui la legge regionale promuove l’internazionalizzazione delle professioni.
Tutela della maternità e della paternità: contributi destinati a facilitare la conciliazione tra professione e famiglia, anche attraverso incarichi di sostituzione o collaborazione e servizi di baby sitting.
Professionisti con disabilità: contributi a fondo perduto per interventi che consentano o facilitino l’esercizio dell’attività professionale alle persone con disabilità fisica, psichica o sensoriale aventi i requisiti previsti dalla disciplina regionale.
Certificazione della qualità: sostegno ai costi necessari per introdurre e certificare sistemi di qualità delle procedure e delle prestazioni professionali. Il contributo è pari al 40% della spesa ammissibile, con importi compresi tra 4.000 e 15.000 euro.
Aggiornamento professionale promosso da ordini, collegi e associazioni: la Regione finanzia inoltre progetti collettivi di aggiornamento destinati ai professionisti, realizzati in ambito regionale da ordini, collegi e associazioni professionali, anche in collaborazione con università e istituti scientifici.

Un sistema di incentivi che segue l’intero ciclo di vita dell’attività professionale

Con i regolamenti di luglio 2026 il sistema regionale compie quindi un ulteriore passo: alle misure tradizionalmente concentrate sull’avvio dello studio e sui primi anni di attività si affianca ora uno strumento rivolto espressamente alle attività già consolidate, purché capaci di generare occupazione stabile, mentre viene rafforzata la possibilità per i giovani professionisti di investire sulle proprie competenze attraverso percorsi formativi in Italia e all’estero.

Ne emerge un modello di sostegno che tende ad accompagnare le diverse fasi della vita professionale: partire, formarsi, associarsi, investire, innovare e crescere, senza trascurare esigenze come la genitorialità, la disabilità e il miglioramento della qualità dei servizi.

Per chi esercita la libera professione in Friuli Venezia Giulia diventa quindi particolarmente importante, prima di programmare una spesa o un investimento, verificare quale linea contributiva sia applicabile e soprattutto quando la domanda debba essere presentata: in diverse misure, compresi i due interventi del luglio 2026, sostenere la spesa o avviare il percorso prima della domanda può infatti determinarne l’inammissibilità.

Qui puoi consultare e scaricare la legge 13/2024 e i regolamenti attuativi.

Per ulteriori informazioni consulta il portale della regione

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