Friuli Venezia Giulia: contributi alle imprese per il fotovoltaico
Fino a 500.000 euro per impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e gestione intelligente dell’energia. Domande fino al 30 settembre 2026
La Regione Friuli Venezia Giulia ha aperto il nuovo canale contributivo destinato agli investimenti delle imprese per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia rinnovabile.
La misura dispone di una dotazione iniziale di 10,5 milioni di euro e finanzia la realizzazione o il potenziamento degli impianti fotovoltaici, gli eventuali sistemi di accumulo e gli interventi complementari necessari al loro funzionamento.
Il regolamento di riferimento è quello approvato con il decreto del Presidente della Regione n. 077/Pres del 20 giugno 2024, successivamente modificato dal DPReg n. 086/Pres del 10 luglio 2026.
La disciplina originaria era rivolta esclusivamente alle imprese manifatturiere e prevedeva l’installazione dei pannelli sulle coperture degli immobili o delle pertinenze. Tra le novità, l’accesso esteso al terziario e alle costruzioni e l’apertura, a determinate condizioni, agli impianti a terra e sulle tettoie dei parcheggi aziendali.
Chi può richiedere il contributo
Possono partecipare le micro, piccole, medie e grandi imprese che svolgono, nella sede o nell’unità locale interessata dall’investimento, un’attività primaria riconducibile a uno dei seguenti settori:
manifatturiero;
terziario;
costruzioni.
Sono ammesse anche le imprese costituite in forma di consorzio, società consortile o rete di impresa dotata di soggettività giuridica.
Quali interventi sono finanziabili
Il bando finanzia l’acquisto e l’installazione, presso una sede o unità locale dell’impresa, di:
nuovi impianti fotovoltaici;
interventi di potenziamento di impianti fotovoltaici già esistenti;
sistemi di accumulo collegati all’impianto finanziato;
sistemi intelligenti di monitoraggio e gestione dell’energia, compresi quelli domotici.
Gli impianti devono essere destinati alla produzione e all’autoconsumo dell’energia elettrica e possono avere una potenza nominale massima di 5.000 kWp. Accumulo e sistemi di gestione devono essere strettamente collegati all’impianto fotovoltaico e realizzati congiuntamente all’intervento principale.
Il progetto deve riguardare una sola sede o unità locale, anche se costituita da più unità immobiliari, ed essere realizzato nel territorio regionale.
La produzione annuale attesa non può superare il fabbisogno energetico annuo della sede interessata, fatta salva una tolleranza massima del 15%. Il dimensionamento e il rispetto di questo requisito devono essere attestati da un tecnico abilitato.
Fotovoltaico a terra: quando è ammesso
È ammessa l’installazione a terra nell’ambito del potenziamento di impianti preesistenti, quando:
le coperture degli immobili aziendali risultano sature;
l’impianto è collocato all’interno del comprensorio aziendale;
l’area è catastalmente riferibile alla sede o all’unità locale;
la destinazione urbanistica è compatibile con l’attività svolta;
la potenza installata a terra è limitata alla quota non realizzabile sulle coperture.
Non sono quindi finanziabili impianti collocati su terreni esterni o non riconducibili al complesso aziendale.
Finanziati anche gli impianti installati sulle tettoie destinate alla copertura dei parcheggi aziendali, soluzione che permette di produrre energia senza ulteriore consumo di suolo.
Quali spese sono ammissibili
Impianto fotovoltaico
Sono finanziabili la fornitura e l’installazione di impianti nuovi di fabbrica, entro il limite di 1.400 euro per kWp.
Rientrano nella spesa anche:
opere edili e impiantistiche strettamente necessarie;
oneri per la sicurezza;
inverter, quadri elettrici e cablaggi;
strutture di supporto e fissaggio;
cabine di trasformazione;
dispositivi di sicurezza;
hardware e software per il monitoraggio e la gestione dell’energia.
Sistemi di accumulo
La fornitura e l’installazione degli accumulatori sono ammissibili entro il limite di 1.000 euro per kWh.
Secondo la scheda regionale, la capacità di accumulo non può essere superiore a due volte la potenza dell’impianto fotovoltaico.
Servizi tecnici e complementari
Sono agevolabili anche progettazione, relazioni tecniche, direzione dei lavori, collaudo, connessione alla rete e adeguamento dell’infrastruttura elettrica.
Questi costi possono essere riconosciuti entro le seguenti percentuali rispetto alle spese per fotovoltaico e accumulo:
20% per impianti fino a 50 kWp;
15% per impianti oltre 50 e fino a 100 kWp;
10% per impianti oltre 100 kWp.
I medesimi limiti unitari e percentuali erano già presenti nella disciplina allegata.
Quanto copre il contributo
La spesa ammissibile deve essere pari ad almeno 20.000 euro, mentre il contributo massimo ottenibile da ciascuna impresa è di 500.000 euro.
Per la quota di impianto fino a 1.000 kWp, l’intensità dell’agevolazione è pari a:
Dimensione dell’impresa
Contributo
Micro e piccola impresa
50%
Media impresa
40%
Grande impresa
30%
Per gli impianti di maggiore potenza, le percentuali si applicano per scaglioni:
20% sulla parte eccedente 1.000 kWp e fino a 3.000 kWp;
10% sulla parte eccedente 3.000 kWp e fino a 5.000 kWp.
Per questi ultimi due scaglioni la percentuale non varia in funzione della dimensione dell’impresa.
La struttura progressiva delle aliquote era già prevista dal regolamento originario.
Come presentare la domanda
Le domande possono essere trasmesse dalle ore 10:00 del 20 luglio alle ore 16:00 del 30 settembre 2026 esclusivamente attraverso il sistema regionale Istanze On Line – IOL.
Per partecipare al bando non basta definire il costo dell’investimento: la relazione tecnica deve documentare il fabbisogno energetico della sede, la produzione annuale prevista, il livello di autoconsumo, la riduzione delle emissioni e le caratteristiche dimensionali e tecnologiche dell’impianto.
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