Equo compenso e servizi tecnici: il MIT chiarisce il limite del 20% negli affidamenti diretti
Lo sconto del 20% nei servizi di ingegneria e architettura è rimesso all’operatore (non alla PA) e riguarda anche la progettazione
Come si applica davvero il limite del 20% nei servizi di ingegneria e architettura sotto soglia? La questione, tutt’altro che teorica, incide direttamente su come le stazioni appaltanti impostano gli affidamenti diretti e su come i professionisti formulano le proprie offerte.
Con il parere n. 4169/2026, il Servizio Supporto Giuridico del MIT interviene per chiarire un punto operativo spesso frainteso: chi può applicare il ribasso e su quale base deve essere calcolato il corrispettivo.
Un chiarimento che, pur non rivoluzionando il quadro normativo, ha effetti concreti su progettisti, RUP e operatori economici.
Il tema si inserisce nel più ampio quadro dell’equo compenso nei contratti pubblici. L’art. 8 del D.Lgs. 36/2023 stabilisce che le prestazioni d’opera intellettuale devono essere adeguatamente remunerate; con il Correttivo 2025 (D.Lgs. 209/2024) viene previsto un sistema differenziato in base al quale per gli affidamenti sopra i 140.000 €, in relazione al 65 % dell’importo da porre a base di gara, l’elemento relativo al prezzo assume la forma di un prezzo fisso e non ribassabile.
Per i contratti dei servizi di ingegneria e di architettura di importo inferiore a 140.000 euro, oggetto di affidamento diretto, i corrispettivi determinati secondo le modalità previste nel relativo allegato al Codice possono essere ridotti in percentuale non superiore al 2%.
Il riferimento tecnico per il calcolo dei compensi resta l’Allegato I.13 (decreto parametri), che definisce il valore della prestazione.
Il parere chiarisce un passaggio fondamentale: la riduzione del 20% non è una scelta della stazione appaltante. In concreto, la PA deve determinare il corrispettivo pieno secondo il decreto parametri; il ribasso è facoltativo, è rimesso all’operatore economico e non può superare il 20%.
Questo significa che non è legittimo impostare una base di affidamento già ridotta e il 20% rappresenta un tetto massimo di sconto, non un criterio di determinazione del compenso.
Il MIT precisa inoltre che questa regola vale per tutti i servizi di ingegneria e architettura, inclusa la progettazione.
Per saperne di più sull’argomento, leggi anche “Equo compenso nei servizi di progettazione: cosa dice il Codice Appalti”
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