Conversione modello BIM in IFC5: come convertire un modello Revit e leggere oggetti e proprietà

Conversione modello BIM in IFC5: come convertire un modello Revit e leggere oggetti e proprietà

Scopri la conversione del modello BIM in IFC5 e come rivoluziona l’interoperabilità nel settore delle costruzioni

L’evoluzione dello standard IFC non è solo un aggiornamento tecnico, ma un vero e proprio cambio di paradigma per l’industria delle costruzioni. Come evidenziato dalle ultime direttive di buildingSMART, l’IFC5 segna il passaggio definitivo verso un BIM che integra perfettamente l’edilizia civile e le grandi infrastrutture.

Leggi il seguente articolo e scopri tutto ciò che devi sapere rispetto all’IFC 5 sugli IFC tools per aggiornarlo ed utilizzarlo.

Esempio di visualizzazione della struttura dati di un modello BIM in formato IFC 5

Perché convertire un modello Revit in IFC5

La transizione dal formato proprietario di Revit allo standard IFC5 rappresenta l’ultima frontiera dell’interoperabilità. L’IFC5 introduce una rivoluzione semantica, estendendo il supporto a infrastrutture complesse e migliorando la gestione dei dati legati alla sostenibilità e al ciclo di vita dell’opera.

Convertire un modello non è più solo una necessità di “esportazione”, ma un atto strategico per garantire che l’informazione non resti prigioniera di un singolo software.

Collaborazione tra diversi software BIM

In un ecosistema professionale frammentato, è raro che tutti gli attori (architetti, strutturisti, impiantisti, general contractor) utilizzino la medesima piattaforma software. La conversione in IFC5 permette a un modello nato in Revit di essere integrato perfettamente in ambienti di calcolo strutturale, analisi energetica o computo metrico che operano su basi tecnologiche differenti.

L’IFC5 riduce le perdite di dati durante il “round-tripping”, assicurando che le relazioni tra gli oggetti (ad esempio, il legame tra un pilastro e la sua fondazione) rimangano intatte anche passando da un software di authoring a uno di coordinamento.

Scambio dei dati nei flussi di lavoro openBIM

Il concetto di openBIM si basa sulla libertà di scelta degli strumenti di lavoro senza compromettere la qualità del risultato finale. Esportare in IFC5 significa aderire a uno standard internazionale certificato da buildingSMART.

A differenza dei formati chiusi, l’IFC5 permette una gestione granulare delle proprietà. In un flusso di lavoro openBIM, questo si traduce nella possibilità di interrogare il modello Revit convertito per estrarre quantità esatte, certificazioni dei materiali e parametri prestazionali, rendendo il dato accessibile a tutti gli stakeholder, inclusi i committenti che non possiedono licenze Revit ma necessitano di monitorare l’avanzamento informativo della commessa.

Conservazione e interoperabilità dei modelli nel tempo

Uno dei rischi maggiori del BIM “proprietario” è l’obsolescenza digitale. Un file Revit salvato oggi con l’ultima versione potrebbe risultare di difficile apertura tra dieci o vent’anni a causa del mancato supporto delle vecchie release.

L’adozione dell’IFC5 come formato di archiviazione garantisce la conservazione a lungo termine. Essendo un formato basato su testo, il contenuto del modello rimarrà leggibile e interpretabile da qualsiasi sistema futuro. Convertire oggi significa proteggere l’investimento informativo del cliente, assicurando che il “Digital Twin” dell’edificio sia consultabile durante l’intera fase di Facility Management, indipendentemente dall’evoluzione dei software di progettazione.

Per gestire correttamente questa transizione e verificare che ogni proprietà sia stata trasferita senza errori, è fondamentale affidarsi a strumenti di validazione avanzati. Tra questi strumenti ci sono i sistemi di BIM management, ottimizzati per la gestione dei file IFC, facilitando la collaborazione nel cloud per l’intero ciclo di vita dell’opera.

Modello IFC 5 del viadotto Bisantis_ Catanzaro

Come esportare un modello Revit in formato IFC

L’esportazione non è un processo automatico, ma una traduzione semantica che richiede precisione. L’efficacia dell’esportazione dipende dalla corretta configurazione di tre pilastri: mappatura, impostazioni dell’utilità di esportazione e gestione dei set di proprietà.

Tabelle di mappatura (Mapping)

La base di ogni esportazione è la tabella di mappatura delle classi. Revit deve sapere come tradurre ogni sua “Categoria” (es. Muri) in una specifica “Classe IFC” (es. IfcWall).

personalizzazione – è possibile modificare questa tabella (accessibile da File > Esporta > Opzioni > Opzioni IFC) per garantire che gli oggetti non standard siano classificati correttamente.
override – se un elemento specifico necessita di una classificazione diversa rispetto alla sua categoria generale, si utilizza il parametro IfcExportAs. Questo permette, ad esempio, di esportare un “Modello Locale” generico come un IfcFurniture o IfcEquipment.

Impostazioni dell’utilità di esportazione IFC per Revit

La finestra di dialogo “Modifica configurazione” offre diverse schede cruciali che determinano la qualità del file finale:

impostazioni generali – qui si definisce la versione IFC (es. IFC5 o IFC4) e il tipo di file (solitamente IFC o IFCZIP). Un dettaglio fondamentale è la scelta della Model View Definition (MVD), che filtra le informazioni in base alla destinazione d’uso del modello (es. Coordination View per il semplice coordinamento spaziale);
contenuti aggiuntivi – in questa sezione si decide se esportare elementi 2D (linee, annotazioni), i collegamenti Revit (se presenti nel progetto) e le parti degli elementi (fondamentale per i sistemi stratificati);
Livello di Dettaglio (LOD) – il manuale sottolinea l’importanza di impostare il livello di dettaglio per la geometria (Basso, Medio, Alto). Un dettaglio troppo elevato per oggetti complessi può generare file IFC eccessivamente pesanti e difficili da gestire.

Gestione dei gruppi di proprietà (Property Sets)

Il valore di un modello BIM risiede nei dati. Ci sono diverse opzioni per l’esportazione dei parametri:

esporta proprietà comuni IFC – include i parametri standard definiti da buildingSMART (es. Pset_WallCommon);
esporta le tabelle di computo come gruppi di proprietà – questa è una funzione avanzata che trasforma ogni abaco di Revit in un set di proprietà IFC. È il metodo più rapido per esportare dati personalizzati senza creare file di configurazione complessi;
esporta parametri definiti dall’utente – utilizzando un file di testo esterno, è possibile mappare con precisione millimetrica quali parametri di Revit devono finire in quali Pset dell’IFC.

Impostazioni avanzate e coordinate

Un aspetto critico riguarda il posizionamento globale. In fase di esportazione, è necessario specificare se utilizzare le coordinate condivise o il punto base del progetto. Per l’interoperabilità in progetti complessi o infrastrutturali (dove l’IFC5 eccelle), la corretta gestione del sistema di coordinate è il requisito numero uno per evitare che i modelli risultino “spostati” una volta caricati su piattaforme di coordinamento.

Se vuoi approfondire il tema sull’IFC 5 e su tutte le sue particolarità, ti consiglio la lettura dell’articolo “IFC 5: cos’è e come gestire il nuovo standard con l’IFC5 viewer“.

Come selezionare gli oggetti all’interno di un modello IFC

La selezione in un ambiente IFC non è solo un atto visivo (cliccare su un elemento nel 3D), ma un’operazione di interrogazione del database. Poiché l’IFC gestisce una mole di dati consistente, muoversi con consapevolezza nella struttura del file è essenziale per non perdere informazioni preziose.

Struttura gerarchica e organizzazione degli elementi IFC

A differenza di un file CAD tradizionale, l’IFC è organizzato secondo una gerarchia rigorosa. Ogni oggetto non esiste nel vuoto, ma è “ospitato” in una struttura ad albero:

IfcProject – il livello più alto (il progetto generale);
IfcSites – il sito o il terreno su cui sorge l’opera;
IfcBuilding / IfcBridge – l’edificio o l’opera infrastrutturale (molto potenziato in IFC5);
IfcBuildingStorey – il livello o piano;
IfcProduct– l’oggetto reale (muro, finestra, trave).

Capire questa gerarchia permette di selezionare interi comparti del modello con un unico comando, isolando ad esempio tutto ciò che appartiene a uno specifico corpo di fabbrica.

Filtrare e selezionare oggetti per categoria o tipologia

In un modello complesso, la selezione manuale è inefficiente. Un esperto BIM utilizza i filtri per classi.
In un visualizzatore avanzato, è possibile isolare istantaneamente tutti gli elementi che appartengono alla classe IfcWall (muri) o IfcDistributionElement (impianti).
Nell’IFC sono presenti definizioni precise, per esempio, per i “Tipi” (IfcTypeObject). Questo significa che puoi selezionare non solo “tutte le finestre”, ma “tutte le finestre di tipo X che hanno una specifica trasmittanza termica”, incrociando i dati geometrici con i set di proprietà (Pset) esportati da Revit.

Navigare il modello tramite la struttura spaziale

La navigazione spaziale è il metodo più intuitivo per gestire il modello IFC. Attraverso l’uso del browser di progetto (o “tree view”), l’utente può accendere o spegnere i diversi piani (IfcBuildingStorey).

Navigare per struttura spaziale significa anche poter “sezionare” il modello non solo geometricamente (con piani di taglio), ma logicamente. Ad esempio, è possibile chiedere al software di visualizzare solo gli oggetti contenuti all’interno di un determinato IfcSpace (vano), funzione fondamentale per chi si occupa di Facility Management o di calcolo delle superfici calpestabili.

Visualizzatore IFC 5 con esempio di BuildingSmart International sulla struttura dati

Il ruolo di IFC5 nei futuri workflow openBIM

L’avvento dell’IFC5 rappresenta il consolidamento della visione openBIM, dove il dato non è più statico, ma diventa un elemento dinamico e universale. Se le versioni precedenti hanno faticato a gestire la complessità di opere come ponti, tunnel e ferrovie, l’IFC5 nasce per colmare questo gap, offrendo un linguaggio comune per l’intero ambiente costruito.

Estensione alle infrastrutture

Il ruolo principale dell’IFC5 è l’integrazione del dominio infrastrutturale. Grazie all’introduzione di classi specifiche per il settore Civil, i progettisti che utilizzano Revit (o software analoghi per il comparto infra) possono ora esportare modelli stradali o ferroviari con una precisione semantica senza precedenti. Questo significa che un binario o una traversa non saranno più “oggetti generici” adattati, ma entità dotate di proprietà intrinseche standardizzate a livello globale.

Gestione avanzata dei dati e Digital Twin

L’IFC5 è il pilastro su cui poggiano i moderni Digital Twin (Gemelli Digitali). Nei futuri workflow, il modello non servirà solo alla costruzione, ma sarà il database centrale per sensori IoT e sistemi di monitoraggio in tempo reale.
La struttura dell’IFC5 è ottimizzata per gestire flussi di dati ad alta frequenza, permettendo di collegare le proprietà degli oggetti (esportate originariamente dal modello BIM) a dati prestazionali vivi. Questo garantisce che l’interoperabilità non si fermi alla consegna dell’opera, ma prosegua per decenni durante la gestione e manutenzione (O&M).

Modularità e efficienza nello scambio (Modular IFC)

Uno dei limiti storici dell’IFC è stata la pesantezza dei file. L’IFC5 promuove un approccio più modulare: la possibilità di scambiare solo le “porzioni” di dati necessarie a un determinato processo (grazie a definizioni di vista sempre più raffinate). Questo renderà i workflow openBIM più snelli, facilitando la collaborazione su piattaforme cloud dove la velocità di caricamento e la consultazione rapida delle proprietà sono requisiti fondamentali.

Come leggere oggetti e proprietà di un file IFC5

Una volta completata la conversione da Revit, la lettura corretta dei dati è l’ultimo miglio verso il successo del progetto. Non occorre possedere il software che ha generato il file per estrarne il valore.

identificazione dei Pset (Property Sets) – aprendo un file IFC5 con un visualizzatore certificato, l’utente può esplorare i set di proprietà. Qui si trovano le informazioni cruciali: dati dimensionali, proprietà termiche, costi, fasi temporali e attributi personalizzati mappati durante l’esportazione:
interrogazione delle relazioni – l’IFC permette di leggere non solo “cos’è” un oggetto, ma “con chi interagisce”. È possibile navigare tra le relazioni di contenimento spaziale (in quale vano si trova un arredo) o di connessione logica (a quale sistema impiantistico appartiene una valvola);
validazione del dato – leggere un file IFC5 significa anche verificarne la conformità ai requisiti informativi (EIR/capitolato informativo). Strumenti di model checking leggono le proprietà per assicurarsi che nessun parametro obbligatorio sia stato omesso nella conversione da Revit.

Collaborare con un file IFC 5 su usBIM

Di seguito ti descrivo come è possibile collaborare su un file IFC 5 direttamente online con usBIM.

Il primo passo è quello di individuare ed aprire un file IFC 5.

Successivamente è possibile sfruttare le potenzialità di usBIM.browser per iniziare la vera e propria collaborazione. In questo caso è possibile:

inviare messaggi tramite l’app usBIM.chat
condividere il proprio punto di vista con tutti i partecipanti
selezionare il punto di vista di un nostro collega
impostare il proprio “punto di vista live” ad un collega
far vedere al collega tutti gli oggetti che sto selezionando

Infine è possibile, in qualsiasi momento, visualizzare tutte le proprietà presenti su un determinato elemento.

FAQ sull’IFC 5

Perché convertire un modello Revit in IFC5?

La transizione allo standard IFC5 rappresenta l’ultima frontiera dell’interoperabilità, introducendo una rivoluzione semantica ed estendendo il supporto a infrastrutture complesse. La conversione permette l’integrazione del modello in ambienti di calcolo strutturale, analisi energetica o computo metrico differenti, riducendo le perdite di dati durante il ’round-tripping’. Inoltre, garantisce la conservazione a lungo termine del dato (Digital Twin), proteggendo l’investimento informativo dall’obsolescenza dei software proprietari.

Quali sono i pilastri per una corretta esportazione da Revit a IFC?

L’efficacia dell’esportazione dipende da tre elementi chiave: 1. Tabelle di mappatura (Mapping), per tradurre le Categorie Revit in Classi IFC (es. IfcWall); 2. Impostazioni dell’utilità di esportazione, dove si definiscono versione IFC, Model View Definition (MVD) e Livello di Dettaglio (LOD); 3. Gestione dei gruppi di proprietà (Property Sets), per decidere quali parametri comuni o personalizzati includere nel file finale.

Come funziona la struttura gerarchica di un file IFC?

L’IFC è organizzato secondo una gerarchia rigorosa ad albero: IfcProject (livello più alto), IfcSites (sito/terreno), IfcBuilding o IfcBridge (edificio o infrastruttura), IfcBuildingStorey (livello o piano) e infine IfcProduct (l’oggetto reale come muro o trave). Comprendere questa struttura permette di selezionare e isolare interi comparti del modello con precisione.

Quali novità introduce l’IFC5 per le infrastrutture e l’openBIM?

L’IFC5 integra il dominio infrastrutturale (settore Civil) permettendo di gestire oggetti come binari o traverse con proprietà standardizzate. Supporta la creazione di Digital Twin evoluti ottimizzati per flussi di dati IoT e introduce un approccio modulare (Modular IFC) per scambiare solo porzioni specifiche di dati, rendendo i workflow openBIM più snelli ed efficienti su piattaforme cloud.

Come si leggono e validano gli oggetti in un file IFC5?

La lettura avviene tramite visualizzatori certificati che permettono di: identificare i Pset (Property Sets) con i dati prestazionali e dimensionali; interrogare le relazioni spaziali e logiche tra gli oggetti (es. appartenenza a un IfcSpace); validare il dato attraverso strumenti di model checking che verificano la conformità del modello ai requisiti informativi (EIR) e la presenza dei parametri obbligatori.

 

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