Strutture turistiche: il bando 2026 per riqualificazione energetica e digitalizzazione

Strutture turistiche: il bando 2026 per riqualificazione energetica e digitalizzazione

Contributi a fondo perduto fino al 30% delle spese ammissibili, entro il tetto massimo di 4,5 milioni di euro

Mancano solo la pubblicazione ufficiale del decreto attuativo e l’avviso per mobilitare i 109 milioni di euro previsti dalla Legge di Bilancio 2026 e destinati agli investimenti sullo sviluppo dell’offerta turistica, la destagionalizzazione dei flussi, l’innovazione tecnologica, criteri ESG e turismo sostenibile.

Sono previsti contributi a fondo perduto che possono arrivare al 30% delle spese ammissibili, entro il tetto massimo di 4,5 milioni di euro. Non vi sono attualmente dettagli su tempi e scadenze. Confidiamo di aggiornarvi al più presto!

Chi può accedere alle agevolazioni 2026 per le strutture turistiche

I beneficiari sono gli operatori che svolgono attività d’impresa nel turismo, individuati attraverso specifici codici ATECO. Rientrano tra questi alberghi, strutture ricettive extralberghiere, bed and breakfast, case e appartamenti per vacanze, campeggi, villaggi turistici, marina resort, ristoranti, catering, centri termali e benessere, parchi tematici, stabilimenti balneari e attività legate a congressi e fiere. Sono ammesse anche imprese non direttamente classificate in tali codici, purché attive da almeno tre anni e in grado di dimostrare un fatturato prevalentemente realizzato con imprese della filiera turistica.

Tra i requisiti richiesti figurano l’iscrizione al Registro delle imprese, l’attività effettiva dell’impresa, la sede legale in Italia, la contabilità ordinaria e la regolarità sotto il profilo fiscale, previdenziale e assicurativo. Il decreto consente inoltre la presentazione di programmi in forma aggregata tramite reti soggetto, purché costituite da non più di cinque imprese e già iscritte da almeno tre anni.

Gli interventi agevolati dal bando 2026 per il turismo

Sul fronte edilizio ed energetico, il decreto finanzia interventi finalizzati al miglioramento di almeno due classi di efficienza energetica degli edifici.

Tra le opere espressamente richiamate ci sono coibentazione dell’involucro, sostituzione di serramenti e superfici vetrate, pareti ventilate, tetti verdi e giardini verticali, schermature solari, sistemi di climatizzazione passiva, efficientamento dell’illuminazione e degli impianti interni, sostituzione di caldaie con sistemi ad alta efficienza, climatizzazione centralizzata con controllo intelligente, rimozione dell’amianto se strettamente funzionale all’intervento, oltre a demolizione e ricostruzione, ripristino di edifici crollati o demoliti, nuove pavimentazioni con materiali sostenibili e installazione di pergotende bioclimatiche.

Accanto a questi interventi, il decreto ammette anche impianti e attrezzature per la tutela ambientale: fotovoltaico, solare termico, pompe di calore, sistemi di accumulo per l’energia prodotta in sito e soluzioni per il recupero e l’uso dell’acqua piovana.

Molto interessante anche il capitolo dedicato alla digitalizzazione degli edifici. Sono agevolabili il cablaggio strutturato, le infrastrutture per dati e banda interna, le dotazioni per automazione e controllo degli impianti, il collegamento a sistemi efficienti di teleriscaldamento e teleraffrescamento, le colonnine di ricarica e il miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti di riscaldamento e raffrescamento. In pratica, il decreto premia i progetti che combinano efficientamento energetico e building automation, tema sempre più centrale nella progettazione delle strutture ricettive.

Non solo involucro e impianti: tra le spese ammissibili rientrano anche la costruzione o riqualificazione di impianti sportivi, wellness, centri congressi e spazi per eventi, nonché gli interventi per migliorare accessibilità e inclusività delle strutture. A questo si aggiungono software, licenze, brevetti e know-how collegati a digitalizzazione, sostenibilità e destagionalizzazione.

Importi finanziabili e intensità del contributo 2026 per le imprese turistiche

I programmi di investimento devono avere una dimensione importante: la spesa ammissibile va da un minimo di 1 milione a un massimo di 15 milioni di euro e gli interventi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda. La conclusione del programma è fissata, in via generale, entro 24 mesi dalla concessione delle agevolazioni.

Il contributo diretto alla spesa può arrivare al 30% dei costi ammissibili, con un limite massimo di 4,5 milioni di euro. Il decreto prevede poi condizioni particolari per alcuni interventi puntuali su singoli elementi edilizi, per i quali l’intensità può ridursi al 25% o al 15% nei casi indicati dal regolamento europeo richiamato dal provvedimento. Sono inoltre previste maggiorazioni per piccole e medie imprese, per investimenti che migliorano in modo significativo la prestazione energetica dell’edificio e per interventi localizzati in aree assistite, sempre nel rispetto dei limiti fissati dal regime di aiuto applicabile.

Nel documento di sintesi allegato si evidenzia inoltre la possibilità di affiancare al contributo anche un finanziamento agevolato per la quota residua dell’investimento; il decreto rinvia comunque all’avviso attuativo e ai successivi atti gestionali la definizione operativa delle modalità di accesso ed erogazione.

Spese tecniche e consulenze: c’è spazio anche per i professionisti

Per i tecnici c’è un altro punto da guardare con attenzione: il decreto ammette, per le sole PMI, anche le spese di consulenza strettamente connesse agli interventi, entro il limite del 4% dell’importo complessivo ammissibile del progetto. È il passaggio più vicino al riconoscimento delle spese professionali, e rende la misura particolarmente interessante anche per le attività di supporto tecnico-specialistico che accompagnano la definizione e l’attuazione dell’investimento.

Va però fatta una precisazione importante: il decreto parla espressamente di “consulenze” e non elenca in modo analitico le singole voci professionali. Per questo, sul piano operativo, sarà decisivo verificare nell’avviso e nella modulistica ministeriale se e in quale misura potranno essere ricondotte a questa voce le spese di progettazione, asseverazione, diagnosi energetica, direzione lavori o altre prestazioni tecniche specialistiche.

Domanda, progetto e criteri di valutazione

La domanda dovrà essere presentata tramite una piattaforma informatica che sarà disciplinata da un apposito avviso, con Invitalia nel ruolo di soggetto gestore. Questo significa che, allo stato, il quadro normativo è definito ma manca ancora l’apertura operativa del canale per l’invio delle istanze.

Dal punto di vista tecnico-procedurale, il progetto dovrà essere corredato da un documento progettuale redatto da un tecnico abilitato, contenente anche la stima quantitativa dell’aumento prevedibile di presenze turistiche o pernottamenti e l’asseverazione sulla disponibilità delle autorizzazioni necessarie nei tempi del cronoprogramma.

Le domande saranno valutate in graduatoria sulla base di un punteggio massimo di 100 punti, con soglia minima di ammissibilità fissata a 60.

Tra i criteri premiali pesano, oltre alla rilevanza strategica del progetto, il risparmio energetico ottenuto, la presenza di sistemi di automazione, il ricorso a fonti rinnovabili, la sostenibilità economico-finanziaria, le ricadute occupazionali, la capacità di destagionalizzare i flussi, le certificazioni ambientali, la parità di genere e gli interventi per l’accessibilità.

 

 

 

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