Il DIP è obbligatorio per i servizi e le forniture?
Il Documento di Indirizzo alla progettazione negli Appalti di Servizi e Forniture: chiarimenti dal MIT
Nel nuovo assetto del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), uno dei dubbi interpretativi più frequenti ha riguardato l’estendibilità degli strumenti tipici della progettazione dei lavori anche agli appalti di Servizi e Forniture. Il supporto giuridico del MIT ha fornito un chiarimento (parere 4073/2026) sulla necessità o meno di redigere il Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) per questa categoria di affidamenti.
Il DIP negli appalti di servizi e forniture: chiarimenti dal MIT
Molte stazioni appaltanti si sono interrogate se l’obbligo di redazione del DIP, pilastro della fase propedeutica alla progettazione dei lavori, dovesse applicarsi analogamente anche all’acquisto di beni e servizi. Il dubbio nasceva da una lettura prudenziale volta a garantire la massima trasparenza e programmazione in ogni tipologia di acquisto pubblico.
La risposta del MIT: una netta distinzione
Il Ministero ha risposto negativamente, escludendo l’obbligo di redazione del DIP per i servizi e le forniture. La motivazione si fonda sulla struttura stessa del Codice:
unicità del livello di progettazione: ai sensi dell’art. 41, comma 12 del D.Lgs. 36/2023, la progettazione per servizi e forniture è articolata in un unico livello;
inconferenza del DIP: il DIP è uno strumento strettamente connesso alla progettazione dei lavori (e dei servizi di architettura e ingegneria ad essi correlati). Applicarlo ai servizi e forniture risulterebbe “inconferente” rispetto alla natura semplificata di questi affidamenti;
riferimento normativo: i contenuti della progettazione per i servizi e le forniture sono esclusivamente quelli indicati dall’Allegato I.7 del Codice.
Cosa deve contenere il “livello unico” per servizi e forniture?
Poiché il DIP non trova applicazione, la stazione appaltante deve concentrare l’efficacia della sua azione nella redazione della documentazione prevista dall’Allegato I.7 (Art. 3). Tale progettazione deve essere tesa a garantire:
l’effettiva rispondenza alle esigenze della stazione appaltante.
il rispetto dei requisiti minimi ambientali (CAM).
la definizione precisa delle specifiche tecniche per permettere il confronto competitivo.
Sebbene il DIP non sia obbligatorio, resta fermo l’obbligo per il RUP di definire i fabbisogni e i requisiti della prestazione attraverso la programmazione (triennale per S&F), ma senza le formalità tecniche previste per il documento di indirizzo dei lavori.
Leggi l’approfondimento: Il documento di indirizzo alla progettazione nel nuovo codice appalti
L’adozione del BIM è un’attività necessaria, finalizzata a razionalizzare le attività di progettazione e di verifica, oltre che di realizzazione delle opere.
È necessario per la stazione appaltante dotarsi di:
un ambiente di condivisione dati (o Common Data Environment secondo la UNI EN ISO 19650) che consenta la gestione di formati aperti non proprietari;
un piano di formazione;
un piano di acquisizione e manutenzione degli strumenti hardware e software;
un atto organizzativo.
Fonte: Read More
