Applicazioni del laminato HPL nel settore edile

Applicazioni del laminato HPL nel settore edile

Laminato HPL: la composizione, il processo produttivo, le caratteristiche prestazionali, le applicazioni del materiale stratificato ad alte prestazioni per rivestimenti interni ed esterni

Il laminato HPL (High Pressure Laminate), o laminato stratificato ad alta pressione, si afferma come un materiale tecnologicamente avanzato, la cui adozione nel settore edile è supportata da prestazioni certificate di altissimo livello: rappresenta infatti una delle soluzioni materiche più performanti per rivestimenti e finiture nel settore delle costruzioni grazie alla combinazione di elevate proprietà (meccaniche, resistenza chimica, proprietà igieniche) e versatilità estetica.

Per comprendere appieno le qualità del materiale occorre analizzare la sua struttura stratificata, composta essenzialmente da fogli di carta cellulosica impregnati con resine termoindurenti. Dal punto di vista tecnologico i pannelli in HPL non si configurano esclusivamente come rivestimenti decorativi, ma come veri e propri elementi costruttivi ad alte prestazioni grazie alle loro caratteristiche meccaniche, alla resistenza agli agenti atmosferici, agli urti, all’abrasione e ai prodotti chimici, rendendoli idonei a soddisfare esigenze progettuali complesse sia in ambito indoor sia outdoor; l’impiego in facciate ventilate, rivestimenti murali, arredi tecnici, partizioni e superfici soggette a elevato traffico testimonia inoltre la versatilità applicativa del materiale.

In tale prospettiva l’HPL offre una soluzione tecnica capace di coniugare affidabilità strutturale, stabilità dimensionale e qualità formale, garantendo prestazioni costanti nel tempo e un ciclo di vita prolungato. La sua corretta specificazione in fase progettuale consente di ottimizzare le performance dell’intervento edilizio, assicurando conformità normativa e sostenibilità complessiva dell’opera, indispensabile per la corretta redazione di capitolati speciali d’appalto e per una consapevole specifica di progetto.

A tal riguardo il software capitolati speciali offre strumenti avanzati per la corretta stima dei costi, la gestione dei capitolati speciali d’appalto e la specificazione dei materiali ad alte prestazioni come l’HPL, permettendo al progettista di integrare in modo semplice e preciso tutte le informazioni tecniche necessarie per garantire conformità normativa, controllo qualità e ottimizzazione delle scelte progettuali.

Il presente articolo intende fornire un quadro conoscitivo organico e approfondito: analizza in modo esaustivo la composizione e il processo produttivo dello stratificato HPL, i requisiti prestazionali, ambiti applicativi e quadro normativo di riferimento nel contesto italiano ed europeo, i criteri di accettazione in cantiere, le modalità di controllo qualità e le regole di posa in opera per le diverse applicazioni.

La piena comprensione di tali aspetti risulta determinante per valorizzare le potenzialità di un materiale che integra qualità estetiche, durabilità nel tempo e conformità ai più stringenti requisiti in materia di sicurezza, igiene e sostenibilità ambientale.

Laminato HPL cos’è: definizione e composizione

Il laminato HPL (High Pressure Laminate, ossia “laminato ad alta pressione”) è un pannello composito termoindurente ottenuto dalla stratificazione di carte cellulosiche impregnate di resine fenoliche e melamminiche mediante un processo industriale di stratificazione e policondensazione irreversibile di carte, sottoposto a alta  pressione e temperatura. Si distingue dai laminati convenzionali proprio per il processo produttivo che prevede l’applicazione simultanea di alta pressione (70-100 bar, equivalenti a circa 9 MPa) e alta temperatura (140-150 °C) per un tempo di circa 40-50 minuti. Questa combinazione di parametri provoca la fluidificazione delle resine e la loro successiva policondensazione, generando un materiale estremamente denso, omogeneo, stabile e non poroso.

Composizione strutturale dei pannelli HPL e controlli

I pannelli HPL hanno una struttura stratificata composta essenzialmente da fogli di carta cellulosica impregnati con resine termoindurenti. Nel dettaglio, la struttura tipica dei pannelli HPL comprende i seguenti strati, dall’interno verso l’esterno: il nucleo strutturale (core) è formato da più fogli di carta kraft, materiale cellulosico ad alta resistenza meccanica, impregnati con resine fenoliche. A tale nucleo si sovrappongono gli strati superficiali: un foglio di carta decorativa, responsabile della resa estetica (colori pieni, pattern grafici, effetti legno, pietra o metallo), impregnato con resine melamminiche, e uno strato protettivo trasparente anch’esso impregnato con resina melamminica, che conferisce elevata resistenza all’abrasione, ai graffi e all’usura superficiale.

L’elemento distintivo dell’HPL risiede nel processo di consolidamento. Il pacchetto di strati impregnati viene sottoposto simultaneamente ad alta pressione (generalmente compresa tra 70 e 100 bar, pari a circa 9 MPa) e ad alta temperatura (circa 140–150 °C) per un intervallo temporale medio di 40–50 minuti. In questa fase le resine termoindurenti fluidificano e successivamente polimerizzano per policondensazione, determinando la formazione di un materiale compatto, omogeneo, non poroso e dimensionalmente stabile; Gli strati originari risultano così fusi in un corpo unico inseparabile; Il livello di pressione impiegato, sensibilmente superiore rispetto a quello dei laminati standard, costituisce il principale fattore responsabile delle elevate prestazioni meccaniche e della durabilità del prodotto finito.

Le singole lamelle devono essere classificate individualmente dal fabbricante; per il controllo della qualità e della costanza della produzione si devono eseguire le seguenti prove:

di delaminazione;
di resistenza a taglio delle superfici di incollaggio;
di controllo degli elementi;
laminati verticalmente;
controllo delle sezioni giuntate.

Quadro normativo di riferimento del materiale HPL in edilizia

La corretta applicazione del laminato HPL non può prescindere da una conoscenza approfondita e puntuale del quadro normativo che ne regola le prestazioni, la sicurezza e l’impiego.

La normativa di riferimento principale a livello europeo, recepita in Italia, è la serie UNI EN 438 “Laminati decorativi ad alta pressione (HPL) – Fogli a base di resine termoindurenti”, che definisce in modo univoco le caratteristiche, i requisiti e i metodi di prova per i pannelli HPL. La norma è suddivisa in diverse parti, ognuna dedicata a una specifica tipologia o applicazione del prodotto. Tra le più rilevanti per il settore edile si annoverano:

UNI EN 438-2: specifica i metodi di prova per la determinazione delle proprietà dei laminati, come la resistenza all’abrasione, al graffio, all’urto, alla macchia e al calore. È la base per la verifica della conformità del prodotto;
UNI EN 438-3 e UNI EN 438-4: classificano e specificano i requisiti per i laminati di spessore inferiore a 2 mm (destinati all’incollaggio) e per i laminati compatti (stratificati) di spessore pari o superiore a 2 mm, rispettivamente;
UNI EN 438-6: di fondamentale importanza per le applicazioni esterne, questa parte definisce i requisiti per i laminati compatti per esterni, come quelli usati nelle facciate ventilate. Stabilisce due livelli prestazionali in base alla severità delle condizioni climatiche di esposizione;
UNI EN 438-7: cruciale in quanto collega il prodotto alla marcatura CE. Specifica i requisiti per i pannelli compatti e i pannelli compositi HPL utilizzati per finiture di pareti e soffitti, sia interni che esterni, in applicazioni non strutturali.

Strettamente connessa alla sicurezza in caso di incendio è la norma UNI EN 13501-1, che classifica i prodotti da costruzione in base alla loro reazione al fuoco (classificazione europea “Euroclassi” obbligatoria e dichiarata dal produttore). Il sistema valuta tre parametri: il contributo all’incendio (classi da A1, incombustibile, a F, facilmente infiammabile), la produzione di fumo (classi da s1, bassa, a s3, alta) e la produzione di gocce o particelle ardenti (classi da d0, assenti, a d2, elevate).

In virtù del Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR) 305/2011/UE, i pannelli HPL destinati a essere incorporati in modo permanente in opere di costruzione, come i rivestimenti di facciata o le partizioni interne (rientranti nel campo di applicazione della EN 438-7), devono essere provvisti di Marcatura CE. Questa marcatura, apposta dal fabbricante, attesta che il prodotto è conforme alle prestazioni dichiarate nella Dichiarazione di Prestazione (DoP). Il progettista deve quindi richiedere e verificare la presenza di tale documentazione.

Infine, nel contesto degli appalti pubblici italiani, è obbligatorio il rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), definiti dal Ministero dell’Ambiente sebbene non esista una certificazione CAM specifica per il prodotto, l’HPL può contribuire al soddisfacimento di tali criteri.

Classificazione tipologica dei pannelli HPL

La differenza tra HPL e laminato risiede principalmente nel processo produttivo e nelle prestazioni risultanti. Mentre i laminati a bassa pressione (LPL – Low Pressure Laminate) vengono prodotti con pressioni inferiori a 30 bar, l’HPL laminato subisce pressioni fino a venti volte superiori, conferendo al prodotto caratteristiche meccaniche e di durabilità nettamente superiori.

Sotto il profilo tecnico è inoltre necessario distinguere tra laminato HPL sottile e stratificato HPL (o HPL compatto):

HPL laminato (standard): foglio sottile (spessore < 2 mm) destinato all’incollaggio su supporti rigidi (truciolare, MDF, compensato);
stratificato HPL (compatto): pannello autoportante con spessori da 2 mm a oltre 20 mm, utilizzabile senza supporto aggiuntivo per applicazioni strutturali leggere;

inoltre:

HPL con nucleo colorato (full color): anche gli strati del nucleo sono colorati per abbinarsi alla superficie decorativa, eliminando la visibilità del bordo scuro tipico del nucleo fenolico standard (black core).

In pratica, il laminato HPL tradizionale si presenta in fogli di ridotto spessore (in genere inferiore a 2 mm) e richiede l’incollaggio su un supporto strutturale, quale pannello in truciolare o MDF. Lo stratificato HPL, invece, è un pannello autoportante con spessori variabili indicativamente da 2 mm fino a oltre 20 mm, composto integralmente da strati di fibre cellulosiche impregnate di resina, senza necessità di substrati aggiuntivi.

Tale caratteristica consente l’impiego dello stratificato in applicazioni di tipo strutturale leggero e nella realizzazione di elementi monolitici. All’interno di questa categoria si distinguono le versioni “black core”, nelle quali il nucleo fenolico mantiene la tipica colorazione scura, e le versioni “full color”, in cui anche gli strati interni sono pigmentati in continuità con la superficie decorativa, garantendo un effetto cromatico omogeneo anche sul bordo a vista.

Caratteristiche tecniche e prestazionali del laminato HPL

I pannelli HPL offrono risposte concrete e rappresentano una soluzione strategica per rispondere alle sfide progettuali contemporanee grazie alla loro capacità di unire in un unico prodotto resistenza meccanica e chimica, agli standard igienici elevati, alla notevole durabilità e quasi illimitata libertà espressiva. Le principali caratteristiche del laminato HPL sono:

resistenza meccanica: capacità di assorbire urti senza fratturarsi o delaminarsi;
resistenza al graffio: resiste in modo eccellente all’abrasione, ai graffi e agli urti, rendendolo ideale per superfici soggette a un uso intensivo e ad alto traffico, come piani di lavoro, banchi, rivestimenti in aree pubbliche e mobili per contract . La sua durabilità è un fattore determinante per la valutazione del ciclo di vita dell’investimento, con una longevità che in applicazioni esterne può superare i 30 anni;
stabilità dimensionale: variazioni dimensionali contenute entro limiti definiti dalla norma, anche in presenza di variazioni igrometriche e termiche;
resistenza al calore e ai raggi UV: può sopportare temperature elevate, fino a 180 °C per brevi periodi, senza subire danni o alterazioni; questa proprietà lo rende particolarmente indicato per i piani cucina, dove il contatto con pentole calde è frequente. Inoltre, l’HPL per esterni è trattato per resistere ai raggi UV, prevenendo lo sbiadimento e l’ingiallimento dei colori nel tempo, ed è impermeabile all’acqua e al vapore, resistendo a cicli di gelo e disgelo senza deformarsi o delaminarsi;
resistenza agli agenti chimici: superficie inerte nei confronti della maggior parte degli agenti chimici domestici, oli, acidi alimentari e solventi comuni, garantendo che la superficie non si macchi e non si corroda;
resistenza alle macchie: la superficie non porosa impedisce la penetrazione di liquidi e sostanze coloranti;
proprietà igieniche: la superficie compatta impedisce la penetrazione di liquidi e sporco, inibendo la proliferazione di batteri, muffe e altri microrganismi; ciò rende l’HPL un materiale sicuro per il contatto con gli alimenti e una scelta privilegiata per ambienti che richiedono elevati standard di sanificazione, come ospedali, laboratori, scuole e industrie alimentari.

Applicazioni del laminato HPL

Le proprietà intrinseche del laminato HPL, derivanti direttamente dal suo peculiare processo produttivo, lo rendono un materiale dalle prestazioni superiori, adatto a un vasto spettro di impieghi nel settore delle costruzioni: dalle facciate ventilate che migliorano l’efficienza energetica degli edifici, ai rivestimenti interni per ambienti ad alta frequentazione che garantiscono sicurezza e facilità di manutenzione. La combinazione unica di resistenza, igiene, durabilità e versatilità estetica ha reso il laminato HPL un materiale di elezione per un’ampia gamma di applicazioni nel settore delle costruzioni, sia per gli interni che per gli esterni.

Applicazioni interne

I pannelli HPL per interni trovano impiego in:

rivestimenti murali e partizioni verticali

ospedali, cliniche e strutture sanitarie
laboratori e ambienti sterili
scuole e strutture educative
aeroporti, stazioni e infrastrutture di trasporto
centri commerciali e spazi pubblici ad alto traffico

sistemi per servizi igienici

pareti divisorie per bagni pubblici
porte per cabine WC
armadietti per spogliatoi
rivestimenti per ambienti umidi (piscine, centri sportivi)

arredo e superfici di lavoro

piani cucina (top) in legno laminato HPL
banconi per bar, reception e retail
tavoli e superfici per contract
ante e componenti per mobili
porte interne e serramenti

Laminato HPL uso interno

Applicazioni Esterne

Lo stratificato HPL per esterni, conforme alla UNI EN 438-6, è impiegato per:

facciate ventilate

rivestimento di edifici residenziali e commerciali
interventi di riqualificazione energetica
architettura contemporanea e design di facciata

elementi architettonici

parapetti e balconi
sottotetti e intradossi
sistemi frangisole e brise-soleil
pensiline e coperture leggere

arredo urbano e segnaletica

panchine e sedute pubbliche
fioriere e cestini
segnaletica esterna
attrezzature per aree gioco

Laminato HPL uso esterno

Regole di messa in opera e tecniche di installazione

Nell’ambito dei rivestimenti in HPL, la durabilità dell’intervento e la qualità del risultato estetico sono strettamente correlate alla corretta esecuzione della posa in opera, che incide in misura determinante (stimabile fino all’80%) sulle prestazioni finali del sistema.

Le criticità più ricorrenti sono riconducibili a una gestione non adeguata delle dilatazioni termiche e igroscopiche del materiale: pur caratterizzato da elevata stabilità dimensionale, è soggetto a variazioni dimensionali in funzione delle escursioni di temperatura e umidità ambientale. La mancata previsione di idonei giunti di dilatazione, tolleranze nei fori di fissaggio e corretti schemi di ancoraggio può determinare fenomeni di imbarcamento, ondulazione superficiale o sollecitazioni eccessive sui punti di fissaggio, con conseguente rischio di fessurazioni o rotture localizzate.

Una progettazione esecutiva accurata e il rispetto delle prescrizioni del produttore in materia di sottostruttura, interassi, tipologia di fissaggi e giochi funzionali risultano pertanto elementi imprescindibili per garantire stabilità, sicurezza e continuità estetica del rivestimento nel tempo.

Stoccaggio e movimentazione professionale

Prima della posa è necessario assicurarsi che i pannelli abbiano:

un corretto posizionamento, ossia devono essere stoccati esclusivamente in posizione orizzontale su bancali rigidi e piani (lo stoccaggio verticale causa deformazioni permanenti non risolvibili);
un’adeguata protezione e devono, quindi, essere mantenuti in ambienti coperti, ventilati e protetti dall’umidità atmosferica (se conservati all’aperto sotto teli di plastica, l’accumulo di calore e condensa può danneggiare le fibre);
un’idonea movimentazione, in particolare i pannelli non devono mai essere trascinati l’uno sull’altro per evitare graffi dovuti a particelle di sporco interposte. Si consiglia l’uso di sollevatori a ventosa o la movimentazione manuale con guanti protettivi, poiché i bordi dell’HPL compact sono estremamente taglienti.

Progettazione di facciate ventilate in HPL

La facciata ventilata è il sistema applicativo più complesso per l’HPL. Si basa sulla creazione di un’intercapedine d’aria tra lo strato isolante e il rivestimento esterno, che funge da camino termico. La sottostruttura è generalmente costituita da profili verticali in alluminio estruso o acciaio zincato, fissati alla muratura tramite staffe a “L”.  A tal riguardo il Direttore dei Lavori deve verificare che:

l’intercapedine d’aria sia costante (minimo 20-30 mm);
i profili siano perfettamente a piombo (tolleranza ± 2 mm su 3 metri);
sia garantita la ventilazione alla base e alla sommità della facciata tramite profili forati o griglie anti-insetto.

La regola dei punti fissi e scorrevoli

La “regola dei punti fissi” è di fondamentale importanza per l’installazione di pannelli HPL stratificati poiché si espandono e si contraggono; il sistema di fissaggio deve, quindi, permettere il movimento senza generare sforzi di taglio sui rivetti o sulle viti. In pratica:

per ogni pannello, deve essere individuato un solo punto fisso (solitamente al centro o in alto). Il foro nel pannello deve avere lo stesso diametro del fissaggio (es. foro 5,1 mm per rivetto 5 mm): questo punto impedisce la caduta del pannello per gravità;
tutti gli altri fori del pannello devono essere sovradimensionati. Il diametro del foro deve essere di circa 3-5 mm superiore al diametro del fissaggio (es. foro da 8,5 o 10 mm per un rivetto da 5 mm);
la distanza tra i punti di fissaggio (interasse) dipende dallo spessore del pannello e dall’azione del vento. Per un pannello da 8 mm, l’interasse massimo orizzontale è tipicamente di 500 mm e quello verticale di 700 mm.

Criteri di accettazione in cantiere

Controlli documentali

Il Direttore dei Lavori, prima dell’accettazione del materiale in cantiere, dovrà verificare:

corrispondenza tra prodotto consegnato e prodotto prescritto in capitolato;
presenza e completezza della documentazione tecnica richiesta;
validità delle certificazioni e dei rapporti di prova;
conformità della marcatura CE (ove applicabile);
tracciabilità del lotto di produzione.

Controlli visivi

All’atto della consegna, i pannelli dovranno essere sottoposti a controllo visivo per verificare:

assenza di difetti superficiali (graffi, rigature, bolle, inclusioni);
uniformità del colore e della finitura rispetto ai campioni approvati;
integrità degli imballi e assenza di danni da trasporto;
corretta etichettatura dei colli.

Controlli dimensionali

Dovranno essere effettuate verifiche a campione su:

spessore;
dimensioni in piano;
ortogonalità degli angoli;
planarità della superficie.

Campionature

Prima dell’inizio delle lavorazioni, l’appaltatore dovrà sottoporre all’approvazione della Direzione Lavori:

campioni del materiale nelle finiture e nei colori prescritti (dimensione minima 300×300 mm);
campione di posa in opera (mock-up) per applicazioni a vista;
campioni dei sistemi di fissaggio e degli accessori.

L’approvazione dei campioni non esonera l’appaltatore dalla responsabilità della conformità della fornitura complessiva.

Laminato HPL – FAQ

Cos’è il laminato HPL?

Il laminato HPL (High Pressure Laminate) è un materiale composito costituito da strati di carta cellulosica impregnati con resine termoindurenti (fenoliche per il nucleo, melamminiche per la superficie), sottoposti a un processo di pressatura ad alta pressione (70-100 bar) e alta temperatura (140-150 °C). Il risultato è un pannello estremamente denso, resistente e durevole, utilizzato per rivestimenti e finiture nel settore edile e dell’arredamento.

Che materiale è l’HPL?

L’HPL è un materiale termoindurente composito, classificabile come laminato plastico rinforzato con fibre cellulosiche. È composto per circa il 60-70% da carta kraft (cellulosa) e per il 30-40% da resine sintetiche (fenoliche e melamminiche). Non è un materiale naturale né un derivato diretto del legno, sebbene contenga fibre di origine vegetale.

Qual è la differenza tra HPL e laminato?

La differenza principale risiede nel processo produttivo: l’HPL (High Pressure Laminate) viene prodotto con pressioni di 70-100 bar, mentre i laminati a bassa pressione (LPL) utilizzano pressioni inferiori a 30 bar. Questa differenza si traduce in prestazioni meccaniche, resistenza all’usura e durabilità significativamente superiori per l’HPL. Inoltre, l’HPL compatto (stratificato) può essere autoportante, mentre i laminati standard richiedono sempre un supporto.

Quali sono le caratteristiche del laminato HPL?

Le principali caratteristiche del laminato HPL sono: elevata resistenza all’abrasione e ai graffi; resistenza agli urti; resistenza al calore (fino a 180 °C); resistenza agli agenti chimici e alle macchie; proprietà igieniche (superficie non porosa, antibatterica); stabilità dimensionale; resistenza agli agenti atmosferici (versioni per esterni); facilità di manutenzione e pulizia; ampia gamma di finiture estetiche.

Qual è la differenza tra laminato HPL e stratificato HPL?

Il termine “laminato HPL” indica generalmente i fogli sottili (spessore < 2 mm) destinati all’incollaggio su supporti rigidi. Lo “stratificato HPL” (o HPL compatto) indica invece i pannelli autoportanti con spessore ≥ 2 mm, che possono essere utilizzati senza supporto aggiuntivo per applicazioni strutturali leggere, come top cucina monolitici o partizioni per bagni.

Il laminato HPL è adatto per esterni?

Sì, esistono versioni di HPL specificamente formulate per applicazioni esterne, conformi alla norma UNI EN 438-6. Questi pannelli sono trattati per resistere ai raggi UV, all’acqua, al gelo e agli agenti atmosferici, con una durabilità che può superare i 30 anni. Sono ampiamente utilizzati per facciate ventilate, parapetti e arredo urbano.

Il laminato HPL è ignifugo?

I pannelli HPL sono disponibili in versioni standard e in versioni con proprietà di reazione al fuoco migliorate (classificazione “F1” o “FR”). Le versioni ignifughe raggiungono tipicamente la classe B-s1, d0 secondo UNI EN 13501-1, che indica un contributo molto limitato all’incendio, bassa produzione di fumo e assenza di gocce ardenti.

Come si pulisce il laminato HPL?

La pulizia ordinaria del laminato HPL richiede semplicemente un panno morbido inumidito con acqua e detergente neutro. Per macchie più resistenti si possono utilizzare detergenti non abrasivi. È importante evitare spugne abrasive, pagliette metalliche e prodotti contenenti solventi aggressivi che potrebbero danneggiare la finitura superficiale.

Ti ricordo che il software capitolati speciali facilita la redazione dei capitolati speciali d’appalto, integrando tutte le specifiche tecniche dell’HPL garantendo prestazioni, durabilità e conformità normativa.

 

 

 

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