Superbonus: i controlli del Fisco si spostano sui “general contractor” (e sui margini di filiera)

Superbonus: i controlli del Fisco si spostano sui “general contractor” (e sui margini di filiera)

Secondo quanto riportato da IlSole24Ore, l’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare in alcuni casi i margini legati al subappalto

Negli ultimi mesi l’attività di controllo legata al Superbonus sta cambiando bersaglio: dopo verifiche su condomìni e iniziative di “compliance” (es. rendite catastali), l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate si sta concentrando anche sulle imprese capofila che operano con un modello commerciale spesso chiamato general contractor.

La notizia è apparsa in prima pagina su IlSole24Ore del 10 febbraio 2026.

Il punto non è tanto “se” i lavori siano stati eseguiti o abbiamo generato una variazione catastale, ma come sono stati costruiti i corrispettivi e quali componenti siano finite dentro il perimetro agevolato (e quindi trasformate in credito tramite sconto in fattura/cessione).

Cosa viene messo in discussione: il delta tra costo e fattura

Lo schema sotto osservazione è quello in cui l’impresa capofila non esegue direttamente tutte le opere/servizi (o li esegue solo in parte) e si appoggia a subappalti e a professionisti. In questo contesto, le Entrate guardano con particolare attenzione alla differenza tra:

quanto l’impresa paga a terzi (imprese subappaltatrici / professionisti),
quanto fattura al committente.

Questa differenza potrebbe non essere considerata sempre “agevolabile” e quindi non potrebbe diventare credito.

I due “punti caldi” che stanno emergendo nelle contestazioni

Margini legati al subappalto

Un esempio “da manuale” citato è: subappalto pagato 90, fattura al committente 100. Il +10 viene contestato perché interpretato come attività di mero coordinamento, e quindi (in questa lettura) non agevolabile.
Dall’Ance, invece, quel margine viene rivendicato come utile d’impresa legittimo, parte fisiologica del contratto di appalto e dunque scontabile/agevolabile.

Ri-addebito di prestazioni professionali e possibile “margine implicito”

Il secondo tema riguarda spese per attività professionali (ad esempio asseverazioni) che l’appaltatore avrebbe riaddebitato al committente “a costo”, senza margine esplicito. L’ipotesi di contestazione è che un margine non agevolabile sia stato in realtà incorporato implicitamente nel corrispettivo complessivo, senza evidenziare la singola voce.
Qui si innesta anche un profilo IVA: la ricostruzione ipotizza che possa essere stata applicata l’IVA agevolata (10%) al posto di quella ordinaria per servizi professionali (22%).

Dove stanno partendo le verifiche e perché il tema è sistemico

Le verifiche, secondo quanto leggiamo, risultano concentrate soprattutto in Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna

Il motivo per cui l’impatto potenziale è elevato è che il modello “general contractor” è stato usato in modo massiccio, in particolare nei cantieri condominiali, per semplificare la governance (un solo interlocutore per condominio e banche finanziatrici) e accelerare pratiche e tempi in un periodo di scadenze serrate.

Rischi: non solo recupero del credito

Un passaggio critico riguarda la qualificazione dei crediti “dubbi” come inesistenti, con possibili ricadute anche penali. Nell’articolo si richiama, sopra la soglia di 50.000 euro, il rischio di contestazione per indebita compensazione, con pene indicate tra un anno e sei mesi e sei anni.

La posizione Ance: “subappalto fisiologico, nessun divieto e iter coerente”

Ance segnala preoccupazione e riferisce di un’interlocuzione avviata con i vertici dell’Agenzia, con l’obiettivo di chiarire e prevenire contenziosi.

Nel merito il subappalto viene descritto come modalità ordinaria e legittima di esecuzione; secondo l’associazione, non ci sarebbe base normativa per escluderlo “ex post” dal perimetro del Superbonus. Sulle spese professionali, viene respinta l’idea di “margini nascosti” e si richiama l’esistenza di regole operative che avrebbero imposto l’assenza di marginalità su tali voci.

Fonte: IlSole24Ore

 

 

 

Fonte: Read More