I-BIM: rivoluzionare le infrastrutture con la modellazione informativa
Nuovi metodi e tecnologie stanno cambiando i settori dell’ingegneria e delle costruzioni. Scopriamo l’I-BIM, la modellazione informativa delle infrastrutture
L’I-BIM (Infrastructure Building Information Modeling) è l’applicazione della metodologia BIM al settore delle infrastrutture e consente di modellare e gestire in modo digitale opere come strade, ferrovie, ponti, gallerie e reti tecnologiche lungo l’intero ciclo di vita, dalla progettazione alla manutenzione. A differenza del BIM tradizionale, orientato agli edifici, l’I-BIM è specifico per le opere infrastrutturali lineari e orizzontali, caratterizzate da elevata complessità e forte interazione con il territorio.
La digitalizzazione sta trasformando profondamente il modo in cui le infrastrutture vengono progettate, costruite e gestite. La necessità di coordinare informazioni geometriche, tecniche e gestionali richiede strumenti capaci di garantire coerenza, qualità e continuità dei dati nel tempo. In questo contesto si inserisce l’Infrastructure-Building Information Modeling, che integra la rappresentazione geometrica 3D con dati funzionali e prestazionali, supportando tutte le fasi del ciclo di vita dell’opera.
Attraverso digital twin geospaziali, i modelli infrastrutturali possono essere gestiti all’interno del loro contesto geografico, migliorando l’analisi, il controllo e la gestione degli asset in un’ottica di smart infrastructure. Nei paragrafi che seguono approfondiamo come l’I-BIM consente di ottimizzare processi, coordinamento e gestione delle opere infrastrutturali.
Il ruolo del BIM nei progetti infrastrutturali e come l’I-BIM ne espande le capacità
Il Building Information Modeling ha esteso progressivamente il proprio ambito di applicazione anche ai progetti infrastrutturali. Tuttavia, strade, ferrovie, ponti e reti tecnologiche presentano caratteristiche profondamente diverse rispetto agli edifici, legate allo sviluppo lineare delle opere, alla stretta relazione con il territorio e all’elevata complessità geometrica e funzionale.
Per rispondere a queste esigenze nasce l’Infrastructure-Building Information Modeling (I-BIM), un’evoluzione del BIM dedicata alla progettazione, realizzazione e gestione delle infrastrutture. L’I-BIM introduce modalità specifiche di modellazione e organizzazione dei dati per opere estese e complesse, come reti di trasporto e sistemi infrastrutturali a scala territoriale.
Aspetto
BIM
I-BIM
Ambito di applicazione
Edilizia e opere verticali
Infrastrutture come strade, ferrovie, ponti, gallerie e reti tecnologiche
Tipologia di opere
Edifici e costruzioni puntuali
Opere infrastrutturali lineari e orizzontali
Sviluppo geometrico
Geometrie prevalentemente compatte
Sviluppo lineare su grandi estensioni territoriali
Relazione con il territorio
Limitata al contesto dell’edificio
Forte interazione con il contesto geografico e territoriale
Gestione delle informazioni
Dati tecnici e gestionali dell’edificio
Integrazione di dati geometrici, tecnici, funzionali e gestionali
Ciclo di vita supportato
Dalla progettazione alla gestione
Dalla progettazione alla costruzione fino alla manutenzione dell’asset
Standard IFC di riferimento
IFC 2×3, concepito principalmente per l’edilizia
IFC 4.3, sviluppato per la rappresentazione delle infrastrutture
Integrazione con dati territoriali
Non centrale nel processo
Integrazione con GIS e digital twin geospaziali
Attraverso l’I-BIM è possibile creare modelli informativi infrastrutturali che integrano:
la rappresentazione geometrica delle opere lineari;
le informazioni tecniche e funzionali degli elementi infrastrutturali;
i dati a supporto delle attività di gestione, manutenzione e monitoraggio degli asset nel tempo.
Il modello I-BIM si configura quindi come uno strumento centrale per l’intero ciclo di vita delle infrastrutture, poiché favorisce l’interoperabilità tra i diversi soggetti coinvolti e supporta i processi di Infrastructure Project Management nelle diverse fasi del progetto.
I vantaggi principali del BIM per le infrastrutture durante l’intero ciclo di vita dell’opera
L’adozione del BIM in ambito infrastrutturale consente di ottenere benefici concreti in tutte le fasi del ciclo di vita dell’opera, dalla pianificazione alla gestione nel lungo periodo. L’approccio I-BIM permette di strutturare e utilizzare le informazioni in modo coerente e continuativo, evitando la frammentazione dei dati tra le diverse fasi del progetto.
I principali vantaggi dell’I-BIM per le infrastrutture includono:
maggiore qualità della progettazione, grazie al coordinamento multidisciplinare e alla verifica anticipata delle soluzioni tecniche;
riduzione di errori e interferenze, con un impatto positivo su tempi, costi e varianti in corso d’opera;
controllo più efficace della fase di costruzione, attraverso modelli informativi affidabili e costantemente aggiornati;
supporto alle attività di gestione e manutenzione, mediante modelli “as built” integrabili con sistemi di Asset & Facility Management;
valorizzazione del patrimonio infrastrutturale, attraverso dati strutturati utilizzabili per analisi, monitoraggio e pianificazione degli interventi futuri.
Vantaggi dell’I-BIM
Le sfide più comuni nell’adozione del BIM per le infrastrutture e come l’I-BIM le affronta
L’applicazione del BIM ai progetti infrastrutturali comporta alcune criticità, legate alla natura stessa delle opere e alla complessità dei processi coinvolti. Rispetto all’edilizia, le infrastrutture richiedono la gestione di modelli estesi, fortemente correlati al territorio e caratterizzati da una molteplicità di discipline e attori.
Tra le principali sfide si possono individuare:
interoperabilità tra software e modelli disciplinari differenti;
standardizzazione delle informazioni, necessaria per garantire coerenza e affidabilità dei dati;
gestione di infrastrutture lineari complesse, spesso sviluppate su grandi estensioni territoriali;
integrazione con dati territoriali e sistemi esterni, come GIS e piattaforme di gestione degli asset.
L’I-BIM affronta queste problematiche attraverso l’adozione di standard openBIM e di modelli informativi strutturati, in grado di supportare lo scambio e il riutilizzo dei dati lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. Un passaggio fondamentale in questa direzione è stato il superamento dello standard IFC 2×3, concepito principalmente per l’edilizia, a favore nuovo standard IFC 4.3, sviluppato per una rappresentazione più efficace delle infrastrutture.
Lo standard IFC 4.3 introduce una struttura dati più flessibile e coerente con le esigenze delle opere lineari, migliorando il coordinamento tra discipline, la qualità delle informazioni e l’efficienza dei flussi di lavoro. A supporto di questa transizione, sono disponibili software per trasformare un modello IFC 2×3 in un file IFC 4.3, oltre a soluzioni dedicate all’editing completo dei file IFC.
IFC 4.3: un nuovo standard per le infrastrutture
Nell’ambito dell’I-BIM, il formato IFC 4.3 segna un traguardo importante: questa nuova versione introduce un’ampia varietà di definizioni per rappresentare progetti di costruzione infrastrutturale in modo strutturato e comprensibile.
Fondamentale in questo contesto è l’uso della Work Breakdown Structure (WBS), che non solo incrementa il valore del design, ma facilita anche la comprensione e l’interazione con il progetto da parte di tutti gli stakeholder. La creazione di standard comuni attraverso IFC 4.3 aiuta a semplificare i processi lungo l’intero ciclo di vita dell’opera, migliorando l’adattabilità dei sistemi, la definizione dei requisiti progettuali, la validazione e l’uso dei modelli digitali per svariati scopi.
Le nuove caratteristiche dello standard IFC 4.3 sono:
Struttura spaziale – Massima flessibilità in termini di creazione di strutture spaziali complesse a piacere, a seconda dell’uso del modello. Questo è differente dalla precedente versione dove la struttura spaziale relativa agli edifici è pressoché fissa.
Alignment (Semantico + Geometrico) – Fondamentale per la definizione di una infrastruttura lineare, l’Alignment consente di definire il tracciato decomponendolo nella sua parte Semantica e in quella Geometrica, andando in particolare a definire i profili delle curve orizzontali, verticali e di cant (sopraelevazione).
Estrusioni parametriche lungo l’Alignment – Ovvero la possibilità di definire solidi basati su profili predefiniti (es. rotaie, ballast, subballast, etc.) da e verso punti precisi del tracciato.
Posizionamento lineare degli oggetti – Quindi poter definire la posizione degli oggetti non solo attraverso la loro posizione X,Y,Z nello spazio, ma poter posizionare tale oggetto specificando la sua posizione lungo l’Alignment, con eventuali offset laterali, verticali e/o longitudinali. Questo consente anche di implementare il concetto di “stationing” ovvero la kilometrica di appartenenza degli oggetti (es. questo segnale si trova al km 3+200 lungo un determinato tracciato).
Questi nuovi concetti, fondamentali per le infrastrutture lineari, vanno ad integrarsi con altri concetti già esistenti, quali:
Assemblati e decomposizioni – Utile per decidere il livello di decomposizione degli oggetti, ad esempio un semaforo potrebbe essere decomposto nel palo e nel semaforo stesso.
Proprietà e Gruppi – Le proprietà consentono di definire il livello di informazioni necessario, i gruppi aiutano a creare dei raggruppamenti trasversali che vanno ad aggiungersi alla decomposizione spaziale.
Porte e Connessioni – Servono soprattutto per la parte di cablaggio, fognature, etc. ed aggiungono ulteriori informazioni semantiche al modello.
La combinazione di tutti questi elementi, insieme alle nuove classi IFC definite per gli oggetti di ciascun dominio infrastrutturale (es. traversine o binari nel caso di una ferrovia piuttosto che segnali in ambito stradale) consentono di creare un modello IFC semanticamente ricco di tutte le informazioni necessarie per la digitalizzazione degli asset lineari.
A gennaio 2024 buildingSMART International ha annunciato che ISO ha approvato l’IFC 4.3 come standard finale. Ciò significa che IFC 4.3 sarà ora accreditato a livello internazionale come l’ultima versione dello standard ISO 16739.
Classificazione e definizione degli oggetti in IFC 4.3
Nel dettaglio, IFC 4.3 categorizza gli elementi di un progetto infrastrutturale in tre gruppi tematici principali:
Oggetti (ifcObjectDefinition): includono oggetti fisici tangibili come componenti strutturali, attori, processi e costi.
Proprietà (ifcPropertyDefinition): informazioni e caratteristiche che possono essere associate agli oggetti.
Relazioni (ifcRelationship): le interdipendenze e connessioni tra vari oggetti.
Diagramma composizione schema dati IFC
Un esempio concreto è ifcProduct, un’entità astratta che rappresenta qualsiasi oggetto in un contesto geometrico o spaziale, come i prodotti fisici, gli elementi spaziali e anche elementi non fisici come annotazioni e allineamenti.
Di seguito un video su come creare la struttura informativa di un file IFC 4.3.
Esempio dei modelli stradali e la loro rappresentazione in IFC 4.3
Focalizzandoci per esempio sui modelli stradali, IFC 4.3 permette di descrivere questi complessi progetti attraverso entità come ifcSpatialElement, ifcElement, ifcLinearElement e ifcPositioningElement. Ad esempio, ifcSpatialElement rappresenta la suddivisione spaziale di un progetto stradale, includendo elementi come strade, ponti e gallerie, e consente di dividere il progetto in diverse aree o siti.
Questa suddivisione facilita la coordinazione tra le diverse parti coinvolte nel progetto, da quelle progettuali a quelle costruttive. Ogni area comprende la progettazione e costruzione di diversi oggetti, che possono variare da tunnel a ponti, ferrovie, strade, edifici, fino a dispositivi tecnici.
Scopri usBIM.tunnel, Tunnel management system
Componenti fisici e annotazioni in IFC 4.3
Sul lato dei componenti fisici, ifcElement include gli elementi che costituiscono la struttura fisica di una strada, come pavimentazioni, cordoli, fossi aperti, ecc. Inoltre, IFC 4.3 arricchisce la rappresentazione di queste strutture, offrendo la possibilità di dettagliare ulteriormente la divisione degli oggetti attraverso sottocategorie come ifcBridgePart o ifcRoadPart.
Le annotazioni (ifcAnnotation) giocano un ruolo cruciale nel fornire informazioni supplementari, come i bordi degli strati di pavimentazione o altri componenti, che sono vitali per i topografi e altri professionisti coinvolti nel progetto.
Come IFC 4.3 trasforma i flussi di lavoro BIM per strade, ferrovie, ponti e gallerie
L’introduzione dello standard IFC 4.3 ha un impatto diretto sui flussi di lavoro BIM applicati alle infrastrutture, poiché consente di superare i limiti degli approcci orientati esclusivamente agli edifici. Grazie alle nuove entità e ai concetti specifici per le opere lineari, i modelli infrastrutturali risultano più coerenti, leggibili e utilizzabili nelle diverse fasi progettuali e operative.
IFC 4.3 migliora in modo significativo i flussi di lavoro per strade, ferrovie, ponti e gallerie perché permette di:
gestire tracciati, allineamenti e opere d’arte come elementi centrali del modello;
coordinare in modo più efficace discipline diverse, come progettazione geometrica, strutturale e impiantistica;
mantenere la continuità informativa tra progettazione, costruzione e gestione;
favorire lo scambio dati tra software differenti senza perdita di informazioni.
Nei progetti infrastrutturali complessi, questi aspetti si traducono in una maggiore affidabilità dei modelli, in una riduzione delle incoerenze e in un miglior controllo delle interferenze. IFC 4.3 rende il modello IFC uno strumento realmente operativo, capace di supportare processi decisionali e attività tecniche lungo tutto il ciclo di vita dell’opera.
I-BIM per la gestione degli asset infrastrutturali: dalla costruzione all’esercizio
L’I-BIM non si limita a supportare le fasi di progettazione e costruzione, ma svolge un ruolo centrale nella gestione degli asset infrastrutturali durante la fase l’esercizio. Il modello informativo diventa un contenitore affidabile di dati tecnici, geometrici e gestionali, utilizzabile per pianificare attività di manutenzione, monitorare lo stato delle opere e supportare le decisioni strategiche.
Grazie all’I-BIM, le informazioni prodotte in fase progettuale non si disperdono, ma restano disponibili e aggiornabili nel tempo. Questo approccio consente di superare la tradizionale frammentazione dei dati tra documenti, elaborati grafici e sistemi separati, favorendo una gestione più efficace e consapevole delle infrastrutture.
In ambito asset management, l’I-BIM permette di:
associare ogni elemento infrastrutturale a dati tecnici, prestazionali e manutentivi;
programmare interventi sulla base di informazioni affidabili e aggiornate;
ridurre i costi legati a errori, duplicazioni e mancanza di dati;
migliorare il controllo delle opere nell’intero ciclo di vita.
L’integrazione tra modello informativo e sistemi di Infrastructure Asset Management rende l’I-BIM uno strumento strategico per enti gestori, concessionari e stazioni appaltanti, che possono così adottare un approccio più strutturato e orientato al lungo periodo..
Casi d’uso e applicazioni del BIM per trasporti, utility e reti di mobilità
L’I-BIM trova applicazione concreta in numerosi ambiti infrastrutturali, nei quali la gestione coordinata di geometria e informazioni rappresenta un fattore decisivo. Nei sistemi di trasporto e nelle reti tecnologiche, il modello informativo consente di governare opere estese e interconnesse, spesso caratterizzate da elevata complessità operativa.
Nel settore dei trasporti, l’I-BIM supporta la progettazione e la gestione di:
infrastrutture stradali e autostradali, con controllo di tracciati, pavimentazioni e opere d’arte;
linee ferroviarie e metropolitane, con gestione integrata di binari, armamento, segnalamento e stazioni;
ponti e gallerie, per il monitoraggio delle condizioni strutturali e la pianificazione degli interventi.
Per quanto riguarda le utility e le reti di mobilità, l’I-BIM consente di:
modellare reti idriche, elettriche e di telecomunicazione;
gestire interferenze tra sottoservizi e infrastrutture esistenti;
supportare attività di manutenzione programmata e straordinaria.
In tutti questi casi, il valore dell’I-BIM risiede nella possibilità di disporre di un modello informativo unico, aggiornabile nel tempo e utilizzabile da soggetti diversi, con benefici concreti in termini di controllo, affidabilità dei dati e riduzione dei rischi operativi.
Integrazione tra I-BIM e GIS per la pianificazione territoriale e i digital twin
L’integrazione tra I-BIM e sistemi GIS rappresenta un passaggio fondamentale per la gestione delle infrastrutture a scala territoriale. Le opere infrastrutturali, per loro natura, si sviluppano su ampie aree e interagiscono in modo diretto con il contesto geografico, ambientale e urbano. Per questo motivo, il solo modello BIM non risulta sufficiente a descrivere tutte le relazioni spaziali e territoriali coinvolte.
L’unione tra I-BIM e GIS consente di collegare il modello informativo dell’infrastruttura con dati geografici, cartografici e ambientali, rendendo possibile:
l’analisi del tracciato in relazione a vincoli territoriali e ambientali;
la valutazione delle interferenze con infrastrutture esistenti e reti di sottoservizi;
il supporto alle decisioni nelle fasi di pianificazione, progettazione e gestione.
Questa integrazione costituisce la base per la creazione di digital twin infrastrutturali, ovvero modelli digitali che rappresentano in modo coerente l’opera e il suo contesto reale. L’adozione dei digital twin nel settore delle infrastrutture rappresenta un’evoluzione significativa in quanto questi modelli si aggiornano in tempo reale attraverso dati raccolti da sensori sul campo e consentono di monitorare lo stato opera, simulare scenari di intervento e supportare strategie di gestione e manutenzione più efficaci nel tempo.
Come l’I-BIM supporta il rilevamento delle interferenze e la riduzione dei rischi nei progetti infrastrutturali complessi
Nei progetti infrastrutturali, la presenza di numerosi elementi interconnessi e lo sviluppo su larga scala aumentano il rischio di interferenze tra componenti, sottoservizi e opere esistenti. L’I-BIM fornisce strumenti efficaci per individuare e gestire queste criticità già nelle fasi iniziali del progetto.
Attraverso modelli informativi coerenti e coordinati, l’I-BIM consente di:
individuare interferenze geometriche tra elementi infrastrutturali, strutturali e impiantistici;
verificare conflitti tra nuove opere e infrastrutture esistenti, incluse reti tecnologiche e sottoservizi;
analizzare criticità legate a fasi costruttive, accessibilità e sicurezza del cantiere.
Il rilevamento delle interferenze non si limita alla sola verifica geometrica. L’I-BIM permette anche di associare informazioni tecniche e temporali agli elementi del modello, supportando analisi più approfondite sui rischi progettuali e costruttivi. Questo approccio riduce il numero di varianti in corso d’opera, limita gli imprevisti e contribuisce al controllo di tempi e costi nei cantieri infrastrutturali. L’I-BIM rappresenta quindi uno strumento essenziale per aumentare l’affidabilità del progetto e migliorare la qualità complessiva dell’opera.
Rilevamento interferenze e riduzione dei rischi con l’I-BIM
Profili professionali e formazione nel campo della modellazione informativa delle infrastrutture
L’adozione dell’I-BIM ha stimolato la creazione di nuovi profili professionali e la necessità di una formazione specifica: ruoli come BIM Manager e BIM specialist sono diventati essenziali per garantire il corretto utilizzo e la gestione efficiente dei dati nei progetti infrastrutturali. Questa evoluzione richiede che le stazioni appaltanti dispongano di personale adeguatamente formato, non solo per utilizzare efficacemente l’I-BIM, ma anche per garantire che le gare d’appalto rispecchino le nuove esigenze e potenzialità di questa tecnologia.
La certificazione del possesso delle competenze è perciò essenziale. Questa avviene per opera di specifici Organismi di Certificazione accreditati presso ACCREDIA a seguito di esami sostenuti presso Organismi di Valutazione, come ad esempio ACCA software, a conclusione di corsi di formazione e certificazione BIM.
Casi studio e applicazioni pratiche di modellazione informativa delle infrastrutture
L’I-BIM è stato implementato con successo in diversi progetti infrastrutturali. Uno di questi è la costruzione del nuovo ponte ciclopedonale a Parma, primo esempio di Appalto BIM in Italia, rappresentato nel video seguente.
Un caso pratico
RFI, Rete Ferroviaria Italiana, aveva espresso l’esigenza della digitalizzazione di un asset ferroviario realmente esistente, la linea Benevento-Cancello, di circa 50 chilometri, per fini manutentivi, utilizzando il nuovo standard IFC 4.3. Per far fronte a questa esigenza, è stato creato un gruppo di lavoro che ha visto coinvolti partecipanti da RFI (Rete Ferroviaria Italiana), EAV (Ente Autonomo Volturno), ETS Ingegneria, Università degli Studi di Napoli Federico II ed ACCA software.
È stato quindi messo a punto un processo di digitalizzazione utilizzando tecnologie di laser scanner per la produzione di nuvole di punti, utilizzo di droni per la produzione di mesh texturizzate delle stazioni e foto 360 geolocalizzate e navigabili.
Poi la produzione del modello IFC, a partire dalla geometrizzazione del tracciato ricavato dalla nuvola di punti e secondo le specifiche richieste del committente: la creazione quindi di una libreria di oggetti e di tipologici riutilizzabili, e le proprietà e caratteristiche tipiche di ciascuna entità, come da capitolato informativo. Tutte queste informazioni sono state decise dallo stakeholder e rappresentano la base per la connessione e l’integrazione del modello IFC 4.3 e del CDE, con i sistemi già esistenti di Asset & Facility Management.
Il progetto è stato finalista ai buildingSMART Awards 2021 nella categoria Asset & Facility Management.
Questi progetti hanno dimostrato come l’I-BIM possa migliorare l’efficienza, ridurre gli errori e ottimizzare i costi, portando ad una migliore gestione del ciclo di vita delle infrastrutture. Inoltre, l’adozione dell’I-BIM ha favorito una maggiore collaborazione e comunicazione tra i vari stakeholder coinvolti nei progetti.
Il futuro del BIM per le infrastrutture: automazione, intelligenza artificiale e digital twin predittivi
L’I-BIM rappresenta una svolta significativa nel settore delle costruzioni infrastrutturali. Grazie all’evoluzione degli standard e delle tecnologie digitali, il modello informativo assume un ruolo sempre più centrale nel miglioramento dell’efficienza, della qualità e della sostenibilità delle opere.
L’automazione dei flussi di lavoro consente di aumentare l’affidabilità dei dati e di ridurre errori e inefficienze nelle le diverse fasi del progetto. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi I-BIM amplia le capacità di analisi e supporta la pianificazione e la gestione delle infrastrutture attraverso l’elaborazione avanzata delle informazioni.
I digital twin predittivi segnano un ulteriore passo in avanti. Il collegamento tra modello informativo, dati operativi e sistemi di monitoraggio permette di:
valutare il comportamento dell’infrastruttura nel tempo;
anticipare criticità e fenomeni di degrado;
supportare strategie di manutenzione più efficaci e mirate.
Con la progressiva maturazione degli standard e una diffusione sempre più ampia dell’I-BIM, i progetti infrastrutturali beneficeranno di una maggiore integrazione tra progettazione, costruzione e gestione. I vantaggi interesseranno sia il settore pubblico sia quello privato, con ricadute positive sull’intero ciclo di vita delle infrastrutture.
Leggi l’approfondimento: “openBIM standards”
FAQ – I-BIM
Cos’è l’I-BIM e a cosa serve?
L’I-BIM (Infrastructure Building Information Modeling) è l’applicazione della metodologia BIM alle infrastrutture e consente di modellare, gestire e analizzare opere come strade, ferrovie, ponti, gallerie e reti tecnologiche lungo l’intero ciclo di vita, dalla progettazione alla manutenzione e gestione dell’asset.
In cosa si differenzia l’I-BIM dal BIM tradizionale?
Il BIM tradizionale è principalmente orientato agli edifici, mentre l’I-BIM è specifico per le infrastrutture lineari e orizzontali. L’I-BIM affronta la maggiore complessità geometrica, funzionale e territoriale delle infrastrutture, integrando tracciati, allineamenti, dati tecnici e informazioni gestionali in modelli informativi dedicati.
Quali tipologie di opere sono gestite con l’I-BIM?
L’I-BIM è utilizzato per la progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture di trasporto e reti tecnologiche, come infrastrutture stradali e ferroviarie, ponti, gallerie, linee metropolitane e sistemi di utility, caratterizzate da uno sviluppo lineare su larga scala territoriale.
Perché lo standard IFC 4.3 è fondamentale per l’I-BIM?
IFC 4.3 introduce una struttura dati specifica per le infrastrutture, superando i limiti di IFC 2×3, concepito per l’edilizia. Grazie a concetti come alignment, posizionamento lineare e stationing, IFC 4.3 consente una rappresentazione più coerente e semantica delle opere infrastrutturali lungo il tracciato.
In che modo l’I-BIM supporta la gestione e la manutenzione delle infrastrutture?
L’I-BIM consente di conservare e aggiornare nel tempo le informazioni prodotte in fase di progettazione e costruzione, rendendole disponibili per la gestione dell’asset. Il modello informativo supporta la pianificazione degli interventi, il monitoraggio dello stato dell’opera e l’integrazione con sistemi di Infrastructure Asset Management.
Qual è il ruolo dell’integrazione tra I-BIM e GIS?
L’integrazione tra I-BIM e GIS permette di gestire le infrastrutture all’interno del loro contesto geografico, collegando il modello informativo a dati territoriali, ambientali e cartografici. Questa integrazione è alla base dei digital twin infrastrutturali e supporta analisi, pianificazione e controllo delle opere a scala territoriale.
Come l’I-BIM aiuta a ridurre interferenze e rischi nei progetti infrastrutturali?
Attraverso modelli informativi coordinati, l’I-BIM consente di individuare interferenze geometriche e funzionali tra elementi infrastrutturali, sottoservizi e opere esistenti. L’associazione di informazioni tecniche e temporali agli oggetti del modello riduce varianti, imprevisti e rischi durante la realizzazione e l’esercizio dell’opera.
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