VePA: cosa sono le vetrate panoramiche amovibili, normativa, vantaggi energetici
Scopri le VePA: vetrate panoramiche amovibili in edilizia libera. Normativa di riferimento, decreto Salva Casa e vantaggi energetici
L’integrazione di sistemi vetrati negli spazi aperti degli edifici ha subito una profonda trasformazione normativa e tecnica negli ultimi anni. Con l’introduzione del decreto “Salva Casa” e la pubblicazione della norma UNI 11998:2025, le Vetrate Panoramiche Amovibili (VePA) sono diventate una soluzione ottimale per la riqualificazione funzionale ed energetica di balconi e porticati.
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Nuova norma UNI 11998:2025
I sistemi vetrati amovibili rappresentano una soluzione innovativa per proteggere spazi esterni come balconi e terrazze senza alterare i volumi edilizi, grazie alla loro capacità di essere rimossi facilmente. La norma:
UNI 11998:2025 “Sistemi vetrati amovibili – Classificazione, caratteristiche funzionali e prestazionali“
fornisce una classificazione dettagliata e specifica le caratteristiche funzionali e prestazionali di tali sistemi.
Ricordiamo brevemente che grazie al decreto “Aiuti-bis”, l’installazione di questi sistemi risulta esente da permessi amministrativi particolari.
Inoltre, la Legge 105/2024, che ha trasformato in legge il D.L. 69/2024 “Salva Casa”, ha apportato significative novità al Testo unico edilizia per le VePA considerate in edilizia libera. A tal riguardo, determinare il corretto titolo abilitativo e reperire la modulistica adeguata per ogni lavoro edile può rivelarsi laborioso, vista la molteplicità di schede da predisporre, inviare e conservare.
Scopo e applicazioni della UNI 11998:2025
Questi sistemi, composti da pannelli vetrati fissi o apribili che scorrono su guide orizzontali, delimitano temporaneamente aree aperte come:
balconi,
logge,
portici,
pergole,
terrazze,
serre,
chioschi,
gazebo,
dehors,
mantenendo una ventilazione naturale per evitare la creazione di volumi chiusi. Applicabili in contesti residenziali, commerciali, turistici o direzionali, si installano verticalmente con movimentazione manuale e non assolvono funzioni strutturali, escludendo finestre, porte, facciate continue o protezioni anticaduta. La norma enfatizza l’obbligo di areazione interna per garantire il flusso d’aria, distinguendoli da chiusure permanenti soggette a regolamenti urbanistici più stringenti.
Definizioni chiave e concetto di amovibilità
Amovibilità indica la possibilità di rimuovere facilmente il sistema senza generare volumi aggiuntivi;
panoramicità descrive la capacità di offrire viste ampie con minimo impatto visivo, spesso senza profili verticali.
Altri termini includono:
balcone (elemento aggettante aperto su due lati con parapetto);
dehor (spazio attrezzato con elementi smontabili);
pergola (struttura ombreggiante aperta);
pannello vetrato (lastra con componenti di tenuta e movimento).
Queste definizioni allineano il documento alle normative edilizie italiane, facilitando l’applicazione pratica in progetti di arredo urbano e residenziale.
Classificazione e movimentazioni
I sistemi si classificano per:
collocazione (da parapetto a soffitto, su terrazze, in serre o perimetrali di gazebo);
modalità di apertura: roto-traslazione a libro (pannelli ruotano e scorrono per impacchettarsi);
scorrimento in parallelo (pannelli sovrapposti su guide);
a battente (rotazione su asse verticale) o fissi (removibili ma non apribili).
Tali configurazioni ottimizzano l’uso dello spazio, ad esempio impacchettando i pannelli lateralmente per massimizzare la fruibilità estiva, con guarnizioni che regolano il passaggio d’aria senza pretendere tenuta ermetica.
Componenti principali delle vetrate amovibili
Le guide superiori e inferiori, spesso in alluminio estruso conforme a UNI EN 755, supportano perni, carrelli e pattini per lo scorrimento fluido; pannelli vetrati assicurano protezione climatica e visiva; guarnizioni (a spazzola o estruse) limitano spifferi; dispositivi di manovra (cerniere, serrature) garantiscono sicurezza secondo UNI EN 13126; fissaggi e sigillanti completano l’installazione su vari substrati. Ogni elemento contribuisce alle prestazioni globali, verificate tramite test sul sistema assemblato o calcoli strutturali, con produttori che definiscono tolleranze dimensionali e durabilità.
Prestazioni richieste
Le prove coprono resistenza:
all’urto (UNI EN 13049, classi 1-5);
al vento (UNI EN 1932/13659 o calcoli UNI EN 16612);
sicurezza vetraria (stratificati 1B1 o temprati 1C2/1C3 per urti, con marcatura CE e DoP);
tenuta all’acqua (UNI EN 1027 se richiesta);
permeabilità all’aria (UNI EN 1026);
isolamento acustico (UNI EN ISO 717-1);
proprietà radiative (fattore solare, valore g) e della trasmissione luminosa dei sistemi vetrati amovibili può essere eseguita in conformità alla UNI EN 410, o se pertinente (in combinazione ad una schermatura solare), alla UNI EN ISO 52022-1 o UNI EN ISO 52022-3.
Il prospetto riassuntivo obbliga i produttori a dichiarare livelli raggiunti, priorizzando applicazioni ad alto rischio come vetrate a tutta altezza.
Immissione e manutenzione
Ogni sistema richiede etichettatura con dati produttore, modello e prestazioni, più istruzioni per imballaggio (verticale con protezioni), posa (sequenza con verifiche DPI), uso (pulizia con prodotti specifici, avvertenze vento), manutenzione (ordinaria utente, straordinaria specializzata) e smaltimento.
Una dichiarazione di posa corretta conclude l’installazione, integrando un Piano di Controllo Produzione (PCP) conforme UNI EN ISO 9001 per tracciabilità componenti e assemblaggio.
La UNI 11998:2025 è disponibile per l’acquisto sul sito UNI
Cosa sono le VePA
Le VePA (Vetrate Panoramiche Amovibili) sono sistemi vetrati caratterizzati da pannelli trasparenti, privi di profili verticali opachi, progettati per essere installati su balconi, logge o porticati. La loro funzione principale è la protezione temporanea dagli agenti atmosferici, il miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche e la riduzione delle dispersioni termiche.
Dal punto di vista tecnico, si distinguono per tre fattori:
amovibilità: devono poter essere rimosse completamente senza necessità di demolizioni o interventi invasivi;
trasparenza: non devono alterare il profilo estetico dell’edificio né creare volumi chiusi che configurino una variazione di superficie utile;
microaerazione: il sistema deve garantire il ricircolo naturale dell’aria per prevenire ristagni di umidità e garantire la salubrità degli ambienti interni adiacenti.
La normativa sulle VePA
Il quadro normativo è oggi chiaro e favorisce la diffusione di questi sistemi:
D.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia): l’art. 6, comma 1, lett. b-bis) classifica l’installazione delle VePA come edilizia libera, esentandole da CILA, SCIA o Permesso di Costruire.
Decreto “Salva Casa” (D.L. 69/2024): ha esteso la liberalizzazione delle VePA anche ai porticati e alle logge rientranti all’interno dell’edificio, semplificando ulteriormente l’iter per le pertinenze minori;
UNI 11998:2025: in vigore dall’11 dicembre 2025, questa norma è il riferimento tecnico ufficiale per la classificazione e la verifica delle caratteristiche funzionali. Sostituisce la fase di incertezza tecnica definendo criteri chiari per la resistenza al vento, la sicurezza all’urto e la durabilità.
Quali caratteristiche hanno le VePA
Le prestazioni di una VePA non sono solo estetiche, ma rispondono a precisi standard UNI EN:
materiali: si utilizzano tipicamente lastre di vetro di sicurezza (temprato secondo UNI EN 12150-1 o stratificato secondo UNI EN ISO 12543-2) per minimizzare il rischio di infortuni in caso di rottura;
resistenza al carico del vento: il sistema deve essere testato secondo la UNI EN 12210 per garantire la stabilità strutturale in base alla zona climatica e all’altezza di installazione;
meccanismi di scorrimento: le guide superiori e inferiori devono permettere la movimentazione fluida dei pannelli, che possono essere a roto-traslazione (a libro) o scorrevoli in linea;
prestazioni acustiche: sebbene non siano serramenti a tenuta stagna, le VePA offrono un abbattimento acustico significativo per gli ambienti interni (misurazioni secondo UNI EN ISO 10140-2).
Come si installano le VEPA
L’installazione a regola d’arte di un sistema vetrato amovibile rappresenta il punto di congiunzione tra la qualità industriale del prodotto e la sua efficacia prestazionale in opera. Secondo le linee guida del Piano di Controllo della Produzione (PCP), la posa deve seguire protocolli rigidi per garantire che il sistema rimanga “amovibile” e sicuro sotto l’azione dei carichi dinamici.
Il rilievo tecnico e la gestione delle tolleranze
La fase preliminare di rilievo misure è l’operazione più critica. A differenza dei serramenti tradizionali, le VePA operano con tolleranze millimetriche. Il professionista deve analizzare:
fuori piombo e planarità: le solette dei balconi o i soffitti dei porticati presentano spesso avvallamenti o pendenze. L’installatore deve utilizzare profili di compensazione telescopici (superiori e laterali) per assorbire le irregolarità strutturali fino a 20-30 mm, garantendo che le guide di scorrimento siano perfettamente orizzontali;
verifica del supporto: è fondamentale accertare la natura del materiale (calcestruzzo armato, latero-cemento, pietra) per determinare la tipologia di ancoraggio meccanico idoneo.
Tipologia di carico: sistemi “appesi” vs “in appoggio”
In fase di installazione, la scelta del sistema di scarico dei pesi condiziona la stabilità della struttura:
sistemi a carico superiore (Top-hung): il peso delle vetrate grava interamente sulla guida superiore. In questo caso, il fissaggio al soffitto deve essere dimensionato per sopportare carichi lineari importanti (spesso superiori a 40-50 kg per metro lineare) evitando la flessione della soletta;
sistemi a carico inferiore (Bottom-supported): il peso è scaricato sulla guida a pavimento. Questa soluzione è preferibile quando il soffitto non offre garanzie di tenuta strutturale o quando si opera su strutture in legno o metallo leggero.
Procedure di fissaggio meccanico e amovibilità
Per rispettare il requisito di amovibilità, l’installazione deve escludere l’uso di opere murarie o sigillature permanenti strutturali.
ancoraggio: si impiegano tasselli meccanici ad espansione o viti per calcestruzzo ad alte prestazioni. La foratura deve essere eseguita a interassi precisi (solitamente ogni 300-500 mm) per distribuire uniformemente la pressione del vento;
assenza di sigillanti rigidi: le giunzioni tra profili e muratura vengono gestite con guarnizioni in EPDM o schiume poliuretaniche elastiche protette da coprifili, che permettono lo smontaggio del sistema senza danneggiare le finiture dell’edificio.
Allineamento e regolazione cinematica
Una volta fissate le guide, si procede al montaggio delle ante vitree. Questa fase richiede:
regolazione dei carrelli: ogni pannello deve essere calibrato singolarmente per assicurare che il movimento di scorrimento sia fluido e privo di attriti.
Settaggio del punto di rotazione: nei sistemi a pacchetto, il braccetto di rotazione deve essere allineato con estrema precisione rispetto alla “stazione di parcheggio” laterale per evitare il bloccaggio delle ante durante l’apertura a 90°;
microaerazione: si verifica che, a sistema chiuso, rimangano i micro-spazi necessari (calibrati secondo norma UNI) per garantire il ricircolo naturale dell’aria, evitando l’effetto “serra sigillata”.
Collaudo in opera e documentazione tecnica
L’installazione si conclude con un collaudo funzionale che simula le condizioni di esercizio estremo (spinta manuale e cicli di apertura rapida). Il posatore qualificato è tenuto a rilasciare:
dichiarazione di corretta posa: certifica che l’installazione è avvenuta in conformità alle specifiche del produttore e alle norme tecniche vigenti.
Manuale d’uso e manutenzione: include le istruzioni per la pulizia delle guide inferiori (fondamentale per evitare l’accumulo di detriti che danneggiano i cuscinetti) e la periodicità dei controlli sui serraggi meccanici;
etichettatura CE del sistema: che deve essere chiaramente riferibile alla configurazione specifica installata in quel cantiere.
C’è un bonus VePA?
Allo stato attuale, non esiste un “Bonus VePA” dedicato in via esclusiva a questi sistemi; la loro installazione viene tuttavia agevolata attraverso i canali consolidati delle detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio. La via principale è il Bonus ristrutturazioni, disciplinato dall’articolo 16-bis del TUIR. Per l’anno 2026, l’aliquota di detrazione si attesta al 50% per le spese sostenute su immobili adibiti ad abitazione principale, entro un limite di spesa di 96.000 euro, mentre per le unità non principali o per interventi che non rispettano determinati parametri di efficientamento, l’aliquota subisce le riduzioni previste dalla normativa vigente (generalmente scalando verso il 36%).
Dal punto di vista tecnico, per giustificare l’accesso alla detrazione del 50%, l’intervento deve essere inquadrato come finalizzato al conseguimento di risparmi energetici. Sebbene la VePA sia per definizione un sistema “freddo” (basato su vetro singolo non a taglio termico), la sua funzione di “spazio filtro” o camera d’aria dinamica permette di ridurre sensibilmente il fabbisogno termico dell’edificio durante i mesi invernali. Questa caratteristica permette al progettista di asseverare il risparmio energetico ottenuto, rendendo necessaria, in molti casi, la trasmissione dei dati all’ENEA attraverso il portale dedicato alle ristrutturazioni edilizie che comportano risparmio energetico (Bonus Casa).
Un’ulteriore opportunità è offerta dal cosiddetto Bonus sicurezza. Qualora il sistema VePA venga equipaggiato con vetrazioni stratificate di sicurezza che rispettino le classi antieffrazione certificate o siano volte alla prevenzione di infortuni domestici (conforme alla norma UNI EN ISO 12543-2), la spesa può essere detratta al 50% indipendentemente dalla realizzazione di una ristrutturazione edilizia più ampia. In questo caso, l’incentivo non riguarda la natura “energetica” della vetrata, ma la sua capacità di proteggere l’immobile da atti illeciti o di garantire l’incolumità fisica degli occupanti.
Sotto il profilo dell’Imposta sul Valore Aggiunto, l’installazione delle VePA beneficia dell’IVA agevolata al 10%. Tuttavia, essendo i pannelli vetrati e i relativi profili considerati “beni di valore significativo” ai sensi del D.M. 29 dicembre 1999, l’aliquota ridotta si applica sull’intero valore della prestazione solo se il valore dei predetti beni non supera la metà del valore totale dell’intervento. Qualora il costo del sistema vetrato (il bene significativo) ecceda tale soglia, l’IVA al 10% si applica sulla differenza tra il valore totale del servizio e il valore dei beni stessi, mentre sulla quota residua del valore dei beni si applica l’IVA ordinaria al 22%.
Infine, è fondamentale che il professionista verifichi la conformità del prodotto alla norma UNI 11998 (che ha recepito i lavori del progetto UNI1614502). La certificazione delle prestazioni di resistenza al vento e di sicurezza all’urto non è solo un obbligo tecnico per la marcatura CE, ma costituisce il presupposto per garantire la durabilità dell’opera e la legittimità della detrazione fiscale in caso di controlli da parte dell’amministrazione finanziaria. La documentazione a supporto deve includere il bonifico “parlante”, la fattura con il riferimento normativo corretto e la dichiarazione di conformità del posatore, elementi indispensabili per blindare il diritto al beneficio fiscale del committente.
Esempi di VePA
I sistemi si differenziano principalmente per la cinematica di apertura:
sistemi a roto-traslazione (Folding): i pannelli scorrono sulla guida e ruotano di 90° impacchettandosi su un lato. È la soluzione ideale per chi desidera liberare completamente lo spazio;
sistemi scorrevoli (Sliding): i pannelli scorrono parallelamente su più binari. Offrono un ingombro laterale maggiore ma una grande semplicità di manovra;
pannelli fissi amovibili: utilizzati per chiudere porzioni laterali di balconi o logge, sono comunque classificati come VePA se rimovibili manualmente senza attrezzi pesanti.
VEPA – sistemi a roto-traslazione (Folding)
Per garantire la legittimità delle detrazioni fiscali e la corretta classificazione dell’intervento secondo il decreto “Salva Casa”, è fondamentale utilizzare una modulistica aggiornata utilizzando il software per i titoli abilitativi in edilizia.
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