Fotovoltaico integrato (BIPV): cos’è, quanto costa e perché sceglierlo
Il fotovoltaico integrato (BIPV) è una struttura a pannelli che prende il posto degli elementi di copertura del tetto. Soluzioni e vantaggi
Che si tratti di un edificio residenziale, piuttosto che di un complesso di uffici, il fotovoltaico è una delle soluzioni più diffuse per l’autoproduzione di energia rinnovabile. Grazie allo sviluppo della tecnologia, oltre alla produzione di energia, il fotovoltaico diventa anche un vero e proprio elemento di progettazione.
I pannelli fotovoltaici integrati sono un esempio di come sia possibile integrare gli impianti con l’architettura. Sono sistemi che nascono nel progetto dell’edificio stesso o che, successivamente, vengono integrati architettonicamente. Non si tratta pertanto del classico impianto poggiato sul tetto, bensì di una struttura che diventa al tempo stesso il materiale di rivestimento.
Per realizzare nel migliore dei modi un impianto fotovoltaico di questo tipo è necessario un approccio integrato, che consenta di valutare insieme tutti gli aspetti (e i vincoli) architettonici, strutturali, energetici e funzionali del progetto. Per questo potrebbe tornarti utile un software fotovoltaico con modellazione 3D che consente di disegnare l’impianto direttamente sull’architettonico e valutare diverse soluzioni progettuali.
Cosa si intende per impianto fotovoltaico integrato?
Il fotovoltaico integrato, building integrated photovoltaics (BIPV), rappresenta un connubio perfetto tra design e ricerca della funzionalità. Si riferisce a quei sistemi che vengono progettati e sviluppati contemporaneamente alla costruzione dell’edificio stesso.
Vengono inclusi sin dalle fasi iniziali del progetto, in modo che la struttura sia concepita non solo per ospitare i pannelli solari in termini di spazio fisico, ma anche come parte integrante del sistema energetico dell’edificio.
La caratteristica distintiva del fotovoltaico integrato non risiede solamente nel momento in cui viene concepito, ma soprattutto nel fatto che i pannelli vanno a sostituire direttamente una parte strutturale dell’edificio stesso.
Questa tipologia di fotovoltaico non riguarda solo i tetti, ma può coinvolgere anche le facciate, le vetrate e altri elementi architettonici che possono essere trasformati in pannelli fotovoltaici, contribuendo così alla generazione di energia solare in modo integrato e efficiente.
Dunque, a differenza delle più comuni alternative, non si va solo a poggiare l’impianto fotovoltaico sul tetto, ma i pannelli diventano il materiale di rivestimento.
Quali sono le differenze tra il BIPV e i pannelli solari tradizionali?
La principale differenza tra un sistema di fotovoltaico integrato (BIPV) e un impianto fotovoltaico tradizionale riguarda il ruolo che i moduli svolgono all’interno dell’edificio.
Nel caso dei pannelli solari tradizionali, l’impianto:
viene installato successivamente alla costruzione dell’edificio;
svolge una funzione esclusivamente energetica;
richiede strutture di supporto dedicate;
non sostituisce elementi costruttivi esistenti, ma si sovrappone ad essi.
Il fotovoltaico integrato, invece:
sostituisce parti dell’involucro edilizio, come coperture, facciate, frangisole o superfici vetrate;
produce energia elettrica e, allo stesso tempo, contribuisce alle funzioni costruttive e architettoniche dell’edificio;
partecipa alla protezione dagli agenti atmosferici, all’isolamento e, in alcuni casi, al controllo dell’illuminazione naturale.
Una differenza sostanziale riguarda anche il processo progettuale:
gli impianti tradizionali possono essere installati su edifici esistenti senza interventi strutturali rilevanti;
i sistemi BIPV richiedono una progettazione integrata fin dalle fasi preliminari, con il coinvolgimento coordinato di architetti, ingegneri e progettisti impiantistici.
Dal punto di vista estetico, il BIPV consente:
una maggiore continuità formale e materica con il linguaggio architettonico dell’edificio;
una riduzione dell’impatto visivo rispetto ai pannelli applicati in sovrapposizione.
Questa integrazione avanzata comporta generalmente costi iniziali più elevati rispetto alle soluzioni tradizionali, che trovano compensazione nei benefici architettonici, funzionali ed energetici ottenuti nel lungo periodo.
Differenze tra BIPV e pannelli solari tradizionali
Perché scegliere un impianto fotovoltaico integrato?
Ci sono diverse ragioni per cui potrebbe essere necessario considerare l’installazione di un impianto fotovoltaico integrato. Queste ragioni sono riconducibili principalmente a due fattori: estetica e necessità.
Dal punto di vista estetico, un impianto fotovoltaico integrato offre un aspetto visivamente più gradevole poiché i pannelli solari non sporgono dall’involucro della struttura. Soluzione adatta per edifici con uno stile architettonico specifico, come case d’epoca, cascine o altri edifici con caratteristiche architettoniche particolari.
L’altro motivo per cui potrebbe essere necessario installare un impianto fotovoltaico integrato è legato a vincoli paesaggistici o culturali. Questi vincoli possono riguardare sia l’edificio stesso che l’area circostante.
In alcuni casi, proprietari di immobili soggetti a tali vincoli sono obbligati a rispettare le direttive delle autorità locali per preservare l’aspetto estetico della zona. Pertanto, l’installazione di un impianto fotovoltaico integrato diventa l’unica opzione per rispettare tali normative e, allo stesso tempo, beneficiare dell’energia solare.
Fotovoltaico integrato: tipologie
Le varie tipologie di impianto fotovoltaico integrato dipendono dal livello con il quale si integra con la superficie dell’edificio nel quale deve venire installato.
Esistono quindi 3 tipologie:
impianto fotovoltaico integrato nel tetto;
impianto parzialmente integrato;
impianto non integrato (in questo caso l’impianto è ancorato alle superfici dell’edificio attraverso l’uso di supporti e strumenti di fissaggio apposito).
Impianto fotovoltaico integrato
Come già detto in precedenza, in un impianto fotovoltaico integrato i pannelli vanno a sostituire integralmente gli elementi di copertura del tetto. In questo caso, l’impianto svolge una doppia funzione: non solo quella di produrre energia elettrica, ma anche di proteggere l’edificio dalle intemperie.
Questa soluzione tuttavia si adatta anche ad essere utilizzata nelle strutture preesistenti. In questo caso il fotovoltaico sostituirà delle tegole o porzioni di tetto rimuovendo quindi la vecchia struttura.
Impianto parzialmente integrato
L’impianto parzialmente integrato costituisce un compromesso tra un impianto integrato e uno non integrato. In questo caso i pannelli fotovoltaici, pur venendo ancorati al tetto, sporgono leggermente dall’involucro esterno dell’edificio. Non costituiscono parte integrante della struttura dell’edificio ma sono considerati una struttura indipendente.
L’installazione dei pannelli per questo tipo di impianto non modifica la struttura sulla quale vengono installati. Svolgono la sola funzione di produzione dell’energia elettrica. Questo approccio è spesso adottato nei tetti a falda, dove è possibile sfruttare l’inclinazione naturale del tetto senza dover installare supporti visibili o di notevole altezza.
Impianto non integrato
L’impianto non integrato è ancorato alle superfici dell’edificio per mezzo di cavalletti e di zavorre. Poiché vengono ancorati a strutture esistenti come tetti o facciate di edifici, i pannelli saranno visibili. In questo caso, i pannelli fotovoltaici svolgono esclusivamente la funzione di produrre energia elettrica.
Impianto fotovoltaico integrato
Considerazioni progettuali per il BIPV nell’architettura moderna
L’integrazione del fotovoltaico nell’architettura contemporanea richiede un approccio progettuale multidisciplinare, nel quale la produzione di energia si affianca alle esigenze estetiche, funzionali e prestazionali dell’edificio. Progettare un impianto fotovoltaico rappresenta una fase fondamentale per garantire prestazioni ottimali, corretta integrazione architettonica e compatibilità con l’involucro edilizio. A differenza dei sistemi tradizionali, il BIPV influisce direttamente sulla configurazione dell’involucro edilizio e deve quindi essere valutato fin dalle fasi preliminari del progetto.
Tra gli aspetti principali da considerare in fase di progettazione rientrano:
l’orientamento e l’esposizione delle superfici fotovoltaiche;
il rapporto tra produzione energetica e prestazioni dell’involucro;
l’integrazione con i sistemi impiantistici dell’edificio;
la compatibilità con le scelte architettoniche e con il contesto urbano.
Un corretto coordinamento tra progettazione architettonica, strutturale ed energetica consente di sfruttare al meglio le potenzialità del fotovoltaico integrato, evitando soluzioni puramente estetiche o, al contrario, esclusivamente funzionali.
Materiali comuni utilizzati nel fotovoltaico integrato negli edifici
I sistemi BIPV utilizzano moduli fotovoltaici progettati per svolgere anche una funzione costruttiva. I materiali impiegati devono quindi garantire resistenza meccanica, durabilità e prestazioni energetiche, oltre alla produzione di energia elettrica.
Tra i materiali più utilizzati rientrano:
silicio cristallino, impiegato in moduli opachi o semi-opachi per coperture e facciate;
tecnologie a film sottile, caratterizzate da maggiore flessibilità e da un impatto visivo più contenuto;
vetro fotovoltaico, utilizzato in facciate continue, lucernari e superfici trasparenti;
moduli fotovoltaici prefabbricati, integrati in elementi edilizi come tegole, pannelli di facciata o frangisole.
La scelta del materiale dipende da diversi fattori, tra cui:
il grado di integrazione richiesto;
le prestazioni energetiche attese;
le esigenze estetiche del progetto;
le condizioni climatiche e di esposizione.
Integrazione dell’involucro edilizio: BIPV su facciate e sistemi di vetrate
Uno degli ambiti di maggiore sviluppo del fotovoltaico integrato riguarda l’applicazione dei moduli sull’involucro verticale dell’edificio. Facciate e superfici vetrate rappresentano infatti superfici estese e spesso sottoutilizzate dal punto di vista energetico.
Il BIPV applicato alle facciate consente di:
trasformare il rivestimento esterno in un elemento attivo;
contribuire alla produzione di energia anche in assenza di coperture idonee;
migliorare il comportamento dell’involucro in termini di schermatura solare e protezione.
Nel caso dei sistemi vetrati fotovoltaici, l’integrazione permette di:
mantenere un adeguato apporto di luce naturale;
modulare la trasparenza in funzione delle esigenze progettuali;
coniugare produzione energetica e comfort visivo.
L’utilizzo del BIPV su facciate e vetrate richiede un’attenta valutazione delle prestazioni termo-energetiche complessive dell’edificio, al fine di garantire un equilibrio tra produzione elettrica, comfort interno e qualità architettonica.
In che modo i sistemi BIPV influiscono sulle prestazioni energetiche degli edifici?
I sistemi di fotovoltaico integrato (BIPV) incidono sulle prestazioni energetiche degli edifici non solo attraverso la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, ma anche grazie al loro ruolo attivo all’interno dell’involucro edilizio. A differenza degli impianti tradizionali, il BIPV interagisce direttamente con il comportamento termico e luminoso dell’edificio.
Dal punto di vista energetico, l’integrazione dei moduli fotovoltaici consente di:
ridurre il fabbisogno di energia primaria attraverso l’autoproduzione;
migliorare l’efficienza complessiva del sistema edificio–impianto;
contribuire alla riduzione delle emissioni di CO₂ associate ai consumi energetici.
L’influenza del BIPV riguarda anche le prestazioni dell’involucro edilizio, in quanto i moduli possono:
svolgere una funzione di schermatura solare;
limitare i guadagni termici indesiderati nei mesi estivi;
contribuire, in funzione della stratigrafia, all’isolamento termico delle superfici opache.
L’effetto complessivo sulle prestazioni energetiche dipende da diversi fattori progettuali, tra cui:
orientamento e inclinazione delle superfici integrate;
tipologia di modulo fotovoltaico utilizzato;
livello di integrazione con gli impianti di climatizzazione e di gestione dell’energia.
Il fotovoltaico integrato rappresenta una soluzione coerente con gli approcci progettuali orientati alla casa passiva, alle energie rinnovabili e all’impiego del digital twin, sempre più utilizzati per ottimizzare le prestazioni energetiche dell’edificio lungo l’intero ciclo di vita.
Come il BIPV contribuisce agli obiettivi degli edifici a energia zero
Il fotovoltaico integrato rappresenta uno strumento efficace per il raggiungimento degli obiettivi degli edifici a energia quasi zero (NZEB) e, in prospettiva, degli edifici a energia zero (ZEB). La produzione di energia direttamente sull’involucro edilizio permette di coprire una parte maggiore dei consumi energetici dell’edificio con energia rinnovabile prodotta in sito.
Il contributo del BIPV agli edifici a energia zero si manifesta principalmente attraverso:
l’incremento dell’autoproduzione di energia elettrica;
la riduzione dei prelievi dalla rete;
il miglior bilanciamento tra consumi energetici e produzione annuale.
Nei progetti ad alta efficienza energetica, i sistemi BIPV si integrano spesso con:
pompe di calore;
sistemi di accumulo dell’energia;
soluzioni di gestione intelligente dei carichi.
Questa integrazione consente di ottimizzare l’autoconsumo e di migliorare le prestazioni energetiche globali dell’edificio, contribuendo al rispetto degli standard previsti dalle normative europee in materia di efficienza energetica e sostenibilità.
Fotovoltaico integrato: vantaggi e svantaggi
L’installazione di pannelli fotovoltaici integrati, in sostituzione degli elementi di copertura tradizionali come le tegole, presenta una serie di vantaggi significativi, soprattutto nei contesti in cui l’integrazione architettonica riveste un ruolo determinante.
Tra i principali vantaggi si segnalano:
minimo impatto estetico, che rende il fotovoltaico integrato una soluzione particolarmente adatta per edifici soggetti a vincoli paesaggistici o architettonici, nei quali l’installazione di pannelli visibili e strutture di supporto a vista risulta limitata o non consentita;
elevata possibilità di integrazione architettonica, poiché i moduli fotovoltaici possono essere installati sia su coperture esistenti, sostituendo i materiali tradizionali, sia su edifici di nuova costruzione, come parte integrante del progetto;
buone prestazioni energetiche, ottenibili a condizione che l’impianto sia correttamente dimensionato, orientato in modo ottimale e privo di ostacoli che possano generare ombreggiamenti.
Accanto ai vantaggi, il fotovoltaico integrato presenta anche alcuni svantaggi, da valutare attentamente in fase progettuale. In particolare:
i costi iniziali risultano generalmente più elevati rispetto a quelli di un impianto fotovoltaico tradizionale, a causa della maggiore complessità progettuale e dei materiali specifici utilizzati;
le fasi di progettazione, installazione e manutenzione richiedono competenze specialistiche e un coordinamento più stretto tra le diverse figure professionali coinvolte.
Una valutazione complessiva dei vantaggi e degli svantaggi consente di stabilire se il fotovoltaico integrato rappresenti la soluzione più idonea in funzione delle caratteristiche dell’edificio, del contesto normativo e degli obiettivi energetici del progetto.
Vantaggi e svantaggi del BIPV
I migliori casi d’uso del fotovoltaico integrato negli edifici nelle aree urbane
Il fotovoltaico integrato trova una particolare applicazione nei contesti urbani, dove le esigenze architettoniche, normative e di spazio rendono spesso complessa l’installazione di impianti fotovoltaici tradizionali. In questi casi, il BIPV consente di coniugare produzione energetica e qualità architettonica.
Tra i principali casi d’uso in ambito urbano rientrano:
edifici situati in centri storici, soggetti a vincoli paesaggistici o architettonici, dove l’impatto visivo degli impianti tradizionali risulta limitante;
edifici residenziali e terziari ad alta densità, caratterizzati da coperture ridotte ma da ampie superfici verticali utilizzabili;
interventi di riqualificazione edilizia ed energetica, nei quali la sostituzione di elementi dell’involucro rappresenta un’opportunità per integrare sistemi fotovoltaici;
nuove costruzioni in ambito urbano, progettate fin dall’origine con criteri di efficienza energetica e sostenibilità.
In questi contesti, il BIPV permette di valorizzare superfici altrimenti passive, contribuendo alla produzione di energia rinnovabile senza compromettere l’inserimento dell’edificio nel tessuto urbano esistente.
Le sfide di installazione del BIPV e come superarle
L’installazione di un sistema di fotovoltaico integrato presenta alcune criticità specifiche, legate alla natura stessa del BIPV come elemento costruttivo oltre che impiantistico. Tali sfide richiedono un’attenta pianificazione e un approccio progettuale integrato.
Le principali difficoltà riguardano:
la maggiore complessità progettuale, dovuta alla necessità di coordinare aspetti architettonici, strutturali ed energetici;
i costi iniziali più elevati, legati all’utilizzo di componenti specifici e a una progettazione più articolata;
le tempistiche di installazione, che devono essere coerenti con le fasi di realizzazione dell’involucro edilizio;
la manutenzione, che può risultare più complessa rispetto a quella degli impianti tradizionali.
Per superare queste criticità risulta fondamentale:
coinvolgere le diverse figure professionali fin dalle prime fasi del progetto;
selezionare soluzioni BIPV certificate e compatibili con il sistema edilizio previsto;
pianificare in modo accurato le fasi di posa e integrazione;
valutare il ciclo di vita dell’impianto in un’ottica di lungo periodo.
BIPV e normative edilizie: cosa sapere prima dell’installazione
Prima di installare un sistema di fotovoltaico integrato è necessario considerare con attenzione il quadro normativo di riferimento, che può variare in funzione della tipologia di edificio, della localizzazione e del livello di integrazione architettonica.
Gli aspetti normativi da valutare includono:
la necessità di titoli abilitativi edilizi, in funzione dell’intervento previsto;
la presenza di vincoli paesaggistici, storici o ambientali, che possono influenzare la scelta delle soluzioni BIPV;
il rispetto delle norme tecniche e di sicurezza, in particolare per quanto riguarda l’involucro edilizio e gli impianti elettrici;
la conformità ai requisiti energetici previsti dalla normativa vigente.
Nei contesti urbani e negli edifici vincolati, il fotovoltaico integrato può rappresentare una soluzione più facilmente autorizzabile rispetto ai sistemi tradizionali, grazie al minore impatto visivo. Tuttavia, una verifica preventiva con gli enti competenti e una corretta impostazione progettuale risultano indispensabili per evitare criticità in fase autorizzativa.
Quanto costa un impianto fotovoltaico integrato?
Il costo di un impianto fotovoltaico integrato (BIPV) dipende da diversi fattori e non può essere valutato considerando esclusivamente il prezzo dei moduli. Poiché il sistema svolge anche una funzione costruttiva, la spesa va analizzata nel contesto complessivo dell’intervento edilizio.
I principali elementi che incidono sul costo sono:
i moduli fotovoltaici integrati e i componenti dell’impianto elettrico;
le spese di progettazione, legate all’integrazione architettonica e impiantistica;
i costi di installazione, generalmente più elevati rispetto a un impianto tradizionale.
A influenzare il costo finale contribuiscono inoltre:
la superficie e la potenza installata;
l’efficienza energetica dei moduli scelti;
il grado di integrazione architettonica richiesto;
le caratteristiche dell’edificio e del contesto in cui l’impianto viene realizzato.
La valutazione economica deve quindi considerare sia l’investimento iniziale sia i benefici nel tempo, legati alla produzione di energia e al valore aggiunto apportato all’edificio.
Come progettare e modellare Building Integrated Photovoltaics (BIPV)
L’integrazione delle tecnologie fotovoltaiche negli edifici, nota come BIPV (Building Integrated Photovoltaics), rappresenta un’area di crescente interesse per la sostenibilità energetica. Tuttavia, esiste una significativa mancanza di strumenti di simulazione specificamente progettati per le applicazioni BIPV che coprano l’intero processo di modellazione.
A tal proposito è stato condotto uno studio su Digitalising BIPV energy simulation: A cross tool investigation.
Questo studio si propone di valutare l’efficacia di 8 strumenti di simulazione esistenti per affrontare la complessità dei progetti BIPV. La metodologia dello studio prevede l’uso di un progetto edilizio reale con tre tipi di installazioni BIPV, con lo scopo di esplorare le capacità di vari strumenti di simulazione.
Tra gli strumenti valutati troviamo:
3 strumenti PV standalone (SAM, PV*SOL premium e PVsyst);
2 strumenti PV standalone basati su Building Information Modelling (BIM) (BIMsolar e Solarius PV);
2 plug-in in strumenti basati su BIM (INSIGHT per Revit, Ladybug Tools per Grasshopper/Rhinoceros 3D);
1 plug-in per Computer-Aided Design and Drafting (CADD) (Skelion per Sketchup).
Lo studio ha messo in evidenza la necessità di strumenti di simulazione più avanzati e integrati per migliorare la progettazione e l’analisi delle prestazioni dei sistemi BIPV. Solo attraverso l’adozione di strumenti più sofisticati e interoperabili si potrà garantire una maggiore accuratezza nella simulazione e una più efficace integrazione delle tecnologie fotovoltaiche negli edifici.
Tendenze e tecnologie emergenti nelle applicazioni del BIPV
Il settore del fotovoltaico integrato negli edifici è in continua evoluzione, spinto dall’innovazione tecnologica, dalle esigenze architettoniche e dagli obiettivi di sostenibilità energetica. Le nuove soluzioni BIPV puntano a migliorare l’integrazione tra funzione energetica e qualità dell’involucro edilizio, ampliando le possibilità applicative.
Tra le principali tendenze emergenti troviamo:
moduli fotovoltaici con finiture personalizzabili, disponibili in diverse colorazioni, texture e gradi di trasparenza, che consentono una maggiore libertà progettuale;
sistemi vetrati fotovoltaici avanzati, in grado di combinare produzione di energia, controllo solare e apporto di luce naturale;
integrazione con sistemi di accumulo e gestione intelligente dell’energia, per ottimizzare l’autoconsumo e l’efficienza complessiva dell’edificio;
soluzioni prefabbricate BIPV, progettate come componenti edilizi completi, che semplificano la fase di installazione e migliorano l’affidabilità del sistema.
Un ruolo sempre più rilevante è assunto anche dalla digitalizzazione del processo progettuale, grazie all’utilizzo di strumenti di simulazione energetica e modellazione BIM, che consentono di valutare in modo più accurato l’impatto dei sistemi BIPV sulle prestazioni dell’edificio. L’evoluzione delle tecnologie e dei materiali rende il fotovoltaico integrato una soluzione sempre più accessibile e versatile, capace di rispondere alle esigenze dell’architettura contemporanea e di contribuire in modo significativo alla transizione energetica del settore edilizio.
Per progettare un impianto BIPV in maniera completa e integrata, affidati a un software fotovoltaico capace di supportarti in tutte le fasi del progetto, dalla modellazione dell’edificio alla simulazione energetica, dalla verifica dell’integrazione architettonica al calcolo della produzione energetica attesa. Uno strumento di questo tipo consente di valutare diverse soluzioni progettuali, ottimizzare l’orientamento e la disposizione dei moduli, simulare il comportamento dell’involucro e prevedere l’impatto sui consumi energetici dell’edificio. In questo modo, architetti, ingegneri e progettisti possono prendere decisioni informate, ridurre rischi e costi e massimizzare i benefici funzionali, estetici ed energetici del fotovoltaico integrato.
FAQ sul fotovoltaico integrato (BIPV)
Cos’è il fotovoltaico integrato (BIPV)?
Il fotovoltaico integrato, noto come Building Integrated Photovoltaics (BIPV), è un sistema in cui i moduli fotovoltaici sostituiscono elementi dell’edificio, come coperture, facciate o superfici vetrate, svolgendo sia una funzione energetica sia costruttiva.
Il fotovoltaico integrato può essere installato anche su edifici esistenti?
Sì. Il BIPV può essere utilizzato anche in interventi su edifici esistenti, sostituendo porzioni di copertura o altri elementi dell’involucro, come nel caso della rimozione delle tegole tradizionali.
In quali parti dell’edificio può essere integrato il BIPV?
Il fotovoltaico integrato non riguarda solo il tetto: può essere applicato anche su facciate, superfici vetrate, frangisole e altri elementi architettonici, trasformandoli in superfici attive per la produzione di energia.
Perché scegliere un impianto fotovoltaico integrato?
Il BIPV viene scelto principalmente per ragioni estetiche e per la presenza di vincoli paesaggistici o architettonici, che rendono difficile l’installazione di pannelli tradizionali visibili.
In che modo il BIPV influisce sulle prestazioni energetiche dell’edificio?
Oltre a produrre energia elettrica, il BIPV interagisce con l’involucro edilizio, contribuendo alla schermatura solare, al controllo dei guadagni termici e, in alcuni casi, all’isolamento delle superfici opache.
Il fotovoltaico integrato è più costoso di un impianto tradizionale?
In genere sì, perché richiede maggiore progettazione e componenti specifici. Tuttavia, la valutazione economica deve considerare anche il valore aggiunto apportato all’edificio e i benefici nel tempo.
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