Elenco regionale dei responsabili unici del progetto: la Legge della Regione Lazio

Elenco regionale dei responsabili unici del progetto: la Legge della Regione Lazio

Non sempre le pubbliche amministrazioni hanno al loro interno figure qualificate che possano ricoprire il ruolo di RUP: nasce l’elenco regionale volontario da cui attingere in caso di carenza di personale

Il ruolo del Responsabile Unico del Progetto ha subito una evoluzione significativa, fino ad assumere la posizione di project management nel D.Lgs. 36/2023, normativa che ha ampliato compiti e responsabilità, rendendo la figura il fulcro dell’intero appalto, dalla pianificazione all’affidamento, fino ad arrivare al monitoraggio dei risultati finali.

Recentemente la normativa nazionale ha ammesso la possibilità di ricorrere alla nomina del personale di altre pubbliche amministrazioni senza definire i criteri per la scelta. Inoltre, il Parlamento, con i pareri del 17 dicembre 2024 sullo schema di decreto correttivo del codice dei contratti, ha invitato il Governo ad introdurre un sistema di certificazione dei RUP, ossia un sistema di distribuire gli incarichi in base al livello (base/intermedio/avanzato/esperto).

Si incontrano spesso che all’interno delle pubbliche amministrazioni ostacoli concreti: organici ridotti, mancanza di competenze specialistiche e difficoltà nel garantire continuità e rotazione degli incarichi. La domanda che si pone è come rafforzare l’efficienza amministrativa e la qualità del lavoro dei RUP senza introdurre procedure complesse o nuovi oneri.

La legge regionale Lazio 1/2026: istituzione dell’elenco dei RUP

La Legge Regionale 12 gennaio 2026, n. 1, pubblicato sul Bollettino Ufficiale n. 4 del 13 gennaio 2026, istituisce un Elenco regionale volontario dei RUP, aperto ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche che rispettino i requisiti stabiliti dalla normativa nazionale.

La Legge ha come obiettivo quello di sperimentale, a livello regionale, l’istituzione di un elenco volontario per l’individuazione dei RUP appartenenti a pubbliche amministrazioni. L’elenco deve garantire il rispetto dei requisiti di cui all’articolo 15 e all’allegato I.2 del Codice nonché definire specifici criteri per la scelta dei RUP con l’obiettivo di una maggiore professionalizzazione, applicando la matrice delle competenze prevista dal Progetto UE ProcurComp del 2020.

L’iscrizione all’Elenco non è obbligatoria e non impone vincoli aggiuntivi: si tratta di uno strumento pensato per facilitare l’individuazione di RUP anche al di fuori dell’ente di appartenenza, quando si riscontri carenza di personale qualificato. All’elenco regionale possono accedere anche gli enti locali.

Come è strutturato l’elenco?

L’elenco è suddiviso in sezione in modo tale da poter individuare il RUP in base a criteri oggettivi che facciano riferimento al valore e alla procedura di affidamento nonché all’esperienza e alle competenze degli iscritti. Per favorire la rotazione degli incarichi, ogni iscrutto non può essere nominato RUP per un numero superiore a 5 affidamenti nel corso di un anno solare. L’elenco (con gli aggiornamenti) viene pubblicato sul sito istituzionale della Regione Lazio.

Un modello per valorizzare competenze e trasparenza

L’impianto della legge si muove su tre direttrici principali:

supporto agli enti: le amministrazioni possono accedere ad un bacino di RUP qualificati senza ricorrere a soluzioni improvvisate;
tutela dei RUP: definizione chiara dei carichi di lavoro e limiti agli incarichi, per evitare sovraccarichi;
trasparenza: obblighi informativi e sistema di monitoraggio pubblico garantiscono tracciabilità e controllo.

La legge non crea un albo professionale né consente di esternalizzare funzioni delicate. Al contrario, rafforza il carattere pubblico del ruolo, valorizzando competenze interne e costruendo una rete ordinata di professionalità disponibili. Il RUP diventa così una risorsa strategica, da sostenere e coordinare, con strumenti concreti che ne facilitano l’operatività e ne accrescono l’autorevolezza all’interno della pubblica amministrazione.

Leggi il nostro approfondimento: Il Responsabile unico del progetto (RUP) nel nuovo codice appalti

Il ruolo strategico del RUP richiede non solo competenze giuridiche e organizzative, ma anche strumenti tecnologici in grado di facilitare il coordinamento di tutte le fasi del ciclo di vita di un appalto. In questo contesto, il software common data environment rappresenta una soluzione digitale completa: una piattaforma basata su cloud che consente di gestire in modo integrato progettazione, documentazione, controllo e collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti.

 

 

 

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