Bonifica amianto: procedura, metodi e rischi
Bonifica amianto: ecco metodi e procedure per bonificare coperture ed elementi in cemento-amianto in sicurezza
Per lungo tempo l’amianto è stato impiegato in edilizia in virtù delle sue proprietà di resistenza al calore e alla corrosione. Oggi tutti sanno che la sua presenza può comportare gravi rischi per la salute umana, specialmente se le fibre vengono disperse nell’aria. Per questo motivo, negli ultimi anni sono diventati obbligatori e incentivati interventi di bonifica.
Le operazioni di bonifica dall’amianto sono estremamente complesse, poiché devono essere eseguite nel rispetto di molteplici normative settoriali. L’esposizione diretta alle fibre di amianto rappresenta il principale pericolo per gli operatori coinvolti.
È essenziale seguire scrupolosamente tutte le precauzioni e rispettare la normativa vigente, elaborando un piano di lavoro prima di iniziare le operazioni in modo da non esporre i lavoratori a seri pericoli ed evitare le severe sanzioni previste.
A tal proposito ti consiglio un software per redigere il piano di lavoro amianto che ti consente la corretta elaborazione del piano da sottoporre agli organi di vigilanza e di rispondere con semplicità ai contenuti minimi previsti dalla normativa.
Cos’è l’amianto?
L’amianto, conosciuto anche come asbesto, è un minerale naturale caratterizzato da una struttura microcristallina e da fibre, appartenente alla famiglia dei silicati, che si trova nelle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli.
Le sue particolari proprietà fibrose conferiscono all’amianto caratteristiche uniche: è resistente al fuoco e al calore, agli agenti chimici e biologici, all’abrasione e all’usura, sia termica che meccanica. Inoltre, è facilmente lavorabile in fili e tessuti, ha proprietà fonoassorbenti e termoisolanti, e può essere facilmente combinato con una varietà di materiali da costruzione come calce, gesso, cemento, e alcuni polimeri come la gomma e il PVC.
Dove si trova l’amianto negli edifici?
Grazie alla sua versatilità e al costo contenuto, l’amianto è stato a lungo considerato un materiale ideale per le coperture, trovando una vasta gamma di applicazioni nel settore edile, industriale, dei trasporti e dei prodotti di consumo.
Numerosi materiali possono contenere amianto, tra cui:
elementi di copertura come tegole e lastre ondulate o piane;
pareti e controsoffittature realizzate con pannelli contenenti amianto, sia in una matrice compatta che friabile;
intonaci utilizzati per rivestire strutture portanti in acciaio, pareti e soffitti di vari ambienti, spesso con funzioni fonoassorbenti, termoisolanti e/o di resistenza al fuoco;
linoleum e piastrelle impiegate per pavimentazioni;
tubi e vasche destinati all’acqua potabile e alle acque reflue;
rivestimenti isolanti per tubazioni;
isolanti utilizzati per coibentare le caldaie, presenti sotto forma di pannelli o in forma sfusa, di solito al di sotto di un involucro in lamiera;
guarnizioni inserite all’interno di giunti tra tubazioni e nelle caldaie;
diversi tipi di isolamenti, tra cui pannelli in cartone-amianto posti dietro le stufe o utilizzati per proteggere parti in legno da fonti di calore (come sopra il termosifone);
filati, tessuti e corde impiegati come coibentazioni per parti soggette a calore;
manufatti ignifughi come coperte, feltri e tappeti.
Tuttavia, se le fibre di amianto vengono frantumate e inalate, possono causare gravi danni alla salute. Per questo motivo, l’utilizzo dell’amianto è vietato per legge e la bonifica del materiale è obbligatoria.
Come funziona la bonifica dell’amianto e quando è necessaria?
La bonifica dell’amianto rappresenta un intervento fondamentale per garantire la sicurezza di strutture civili e industriali contaminate da fibre di asbesto.
Un’azione di bonifica diventa necessaria quando i materiali contenenti amianto mostrano gravi danni. L’attuazione di tale bonifica deve avvenire con estrema prudenza poiché può risultare pericolosa sia per gli operatori coinvolti che per gli occupanti dell’edificio.
Le opzioni di bonifica possibili comprendono:
l’incapsulamento delle superfici mediante l’applicazione di prodotti che impediscono la dispersione delle fibre;
il confinamento dei manufatti tramite la segregazione fisica dei materiali contenenti amianto, ad esempio tramite sovracoperture o controsoffittature;
la rimozione dei materiali.
Ogni tecnica presenta dei propri vantaggi e svantaggi e delle procedure specifiche e la decisione sul metodo di bonifica da adottare spetta al proprietario o al responsabile, il quale deve prendere in considerazione lo stato dei materiali, le caratteristiche costruttive e l’utilizzo dell’edificio.
Bonifica amianto: normativa di riferimento
A livello normativo nazionale, la Legge 257/1992 rappresenta il punto di riferimento principale per la gestione dell’amianto.
Questa legge vieta l’estrazione, l’importazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, oltre a vietare l’utilizzo di manufatti che possono disperdere polvere di asbesto nell’aria.
A seguire sono state emanate altre disposizioni in attuazione della Legge 257/92:
il D.M. 6/09/1994 (norme e metodologie tecniche per la cessazione dell’uso dell’amianto e la rimozione di manufatti contenenti amianto);
il D.M. 14/06/1996 (regolamentazione degli interventi di bonifica;
il D.M. 20/08/1999 (ampliamento procedure e metodi di bonifica);
il D.Lgs. 152/2006 (norme ambientali per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti contaminati);
il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. (obblighi del datore di lavoro di accertamento e rischi per eventuale presenza di amianto nei luoghi di lavoro);
la circolare del 25/01/2011 denominata “ESEDI” (Esposizioni sporadiche e di debole intensità all’amianto);
la Direttiva (UE) 2023/2668 (protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro);
il D.Lgs. 213/2025 (attuazione della Direttiva (UE) 2023/2668).
Sebbene la legge non imponga direttamente la bonifica dell’amianto, essa richiede una valutazione attenta del rischio. Qualora questa valutazione evidenzi un alto pericolo di contaminazione cancerogena, diventa obbligatorio intervenire. Tali interventi devono essere eseguiti da imprese specializzate, regolarmente iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Tipologie di bonifica amianto e procedura
Abbiamo già detto che le tecniche più efficaci per la bonifica e la messa in sicurezza di un’area contaminata da amianto o di manufatti che ne contengono, sono principalmente tre:
incapsulamento;
confinamento;
rimozione.
Vediamo più nel dettaglio in cosa consiste ognuna di queste attività.
Bonifica amianto con incapsulamento
La bonifica dell’amianto con incapsulamento consiste nel trattare i manufatti con prodotti specifici per sigillare le fibre e prevenirne la dispersione.
Il processo di bonifica dell’amianto tramite incapsulamento prevede diverse fasi, ognuna con un trattamento specifico:
sopralluogo: inizialmente, viene effettuato un sopralluogo per valutare lo stato del materiale contenente amianto;
trattamento iniziale: se l’incapsulamento è considerato idoneo, si procede con un primo trattamento a spruzzo utilizzando un primer formulato isomerico che sigilla le fibre e fornisce una base per i trattamenti successivi;
trattamento penetrante e consolidante: successivamente, si applica un secondo trattamento con un primer penetrante e consolidante che agisce in profondità per rafforzare il legame tra le fibre di amianto;
stesura del manto protettivo: infine, viene applicato un manto protettivo per isolare l’amianto e i trattamenti precedenti dall’azione di luce e acqua.
Questo metodo offre vantaggi come costi contenuti e la possibilità di trattare zone difficilmente accessibili. Tuttavia, non è definitivo e richiede manutenzione periodica.
È consigliato per superfici in buono stato, ma non per materiali troppo deteriorati.
Bonifica amianto con sovracopertura tetti
La bonifica dell’amianto con sovracopertura consiste nell’applicare un’altra copertura sopra quella in cemento-amianto, confinando le fibre tra le due coperture.
Nel caso di bonifica amianto per sovracopertura, le fasi sono:
sopralluogo: inizialmente, viene effettuato un sopralluogo per valutare lo stato del materiale contenente amianto;
trattamento copertura contenente amianto: prima della posa della nuova copertura, le lastre contenenti amianto devono essere trattate con un incapsulamento per consolidarle;
installazione nuova copertura: successivamente, viene installata la nuova copertura, solitamente composta da pannelli metallici leggeri. La posa avviene come per una copertura metallica normale, prevedendo dilatazioni e fissaggi adeguati.
Questo metodo può migliorare l’isolamento termico e acustico, ma può comportare problemi strutturali e richiede controlli periodici obbligatori.
Bonifica amianto con rimozione e smaltimento
La bonifica tramite rimozione dell’amianto è un processo che mira allo smaltimento sicuro del materiale contenente il minerale.
In sostanza, questa tecnica di bonifica dell’amianto comporta l’eliminazione fisica del materiale di asbesto, consentendo di rimuovere completamente la presenza di amianto.
La fase iniziale coinvolge un sopralluogo per valutare la quantità e lo stato dei materiali contenenti amianto.
È necessario presentare una notifica all’organo di vigilanza competente per territorio (art. 250 D.Lgs. 81/08), nella quale si include una breve descrizione dei seguenti aspetti:
posizione del sito di lavoro;
tipi e quantità di amianto utilizzati;
attività e i processi impiegati;
numero di lavoratori coinvolti;
data di inizio e durata prevista dei lavori;
misure adottate per ridurre l’esposizione dei lavoratori all’amianto.
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con una nota del 3 settembre 2025, ha chiarito l’applicazione dell’Accordo Stato-Regioni n. 142/2022 sulle attività di vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro. In attesa della piena definizione delle competenze tra INL e ASL, l’Ispettorato precisa che gli adempimenti relativi all’amianto (artt. 250 e 256 del D.Lgs. 81/2008) devono essere inviati solo alla ASL competente per territorio.
Il datore di lavoro deve garantire che i lavoratori o i loro rappresentanti possano accedere, su richiesta, alla documentazione relativa alla notifica e, ogni volta che una modifica delle condizioni di lavoro potrebbe aumentare in modo significativo l’esposizione alla polvere di amianto, occorre inviare una nuova notifica.
Pertanto, può essere estremamente utile far affidamento ad un software per la gestione dei documenti online che consente di creare un dossier digitale dei documenti e di condividerli con la massima sicurezza senza il rischio che vengano persi, modificati o cancellati.
Successivamente, dopo le procedure burocratiche, si procede con:
incapsulamento del materiale per rinforzare le fibre e contenere la dispersione durante la rimozione;
bonifica delle superfici a contatto con l’amianto;
rimozione dei manufatti contenenti amianto;
smaltimento dei rifiuti speciali generati.
Rispetto ad altre tecniche, l’eliminazione totale offre vantaggi come la cessazione delle attività di controllo e manutenzione. Tuttavia, comporta costi più elevati, rischi di contaminazione e tempi più lunghi. La rimozione è consigliata per edifici molto danneggiati o in caso di demolizione.
Tipologie di bonifica amianto
Scarica l’infografica delle tipologie di bonifica amianto in PDF.
Friuli Venezia Giulia – Linee guida 2025 per la segnalazione, tracciabilità e metodo di valutazione dello stato di conservazione e pericolosità di manufatti contenenti amianto
Le Linee guida, emanate ai sensi dell’articolo 10, comma 4, lettera b) della legge regionale 20 ottobre 2017, n. 34 (Disciplina organica della gestione dei rifiuti e principi di economia circolare), disciplinano le procedure per la segnalazione e la tracciabilità di manufatti contenenti amianto, nonché le metodiche di valutazione dello stato di conservazione dei medesimi.
Il documento intende:
promuovere l’adozione di procedure standardizzate per l’inoltro e la gestione delle segnalazioni e comunicazioni;
estendere la mappatura regionale dei manufatti contenenti amianto attraverso la registrazione delle segnalazioni e comunicazioni, a determinate condizioni, nell’Archivio regionale amianto (A.R.Am.), istituito all’articolo 8, comma 7 della legge regionale 34/2017.
individuare le metodiche per la valutazione dello stato di conservazione del manufatto contenente amianto sulla cui base adottare i provvedimenti di intervento più idonei per il contenimento o l’eliminazione del rischio di rilascio di fibre in amianto, quali la rimozione immediata, la messa in sicurezza o il controllo periodico del manufatto.
Sono definite le procedura per la segnalazione di manufatti contenenti amianto:
negli ambienti di lavoro da parte dei lavoratori;
di proprietà di soggetti terzi;
da parte degli amministratori di condominio e dei proprietari di edifici;
da parte di enti pubblici.
Bonifica rimozione amianto e piano lavoro amianto
Quando si affrontano lavori di demolizione o rimozione dell’amianto, è obbligatorio per il datore di lavoro redigere un piano di lavoro in conformità con l’art. 256 del D.Lgs. 81/08. Questo piano deve contenere tutte le precauzioni necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e per proteggere l’ambiente circostante.
Tra le informazioni dettagliate nel piano vi sono la rimozione dell’amianto prima della demolizione, la fornitura di dispositivi di protezione individuale ai lavoratori, la verifica finale dei rischi da esposizione all’amianto, le misure di protezione per il personale e i terzi, nonché i dettagli riguardanti la natura dei lavori, la data e il luogo di inizio, le tecniche di rimozione dell’amianto e le specifiche delle attrezzature utilizzate.
Una copia del piano deve essere trasmessa all’organo di vigilanza almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori, a meno che non vi sia un’emergenza. È essenziale garantire l’accesso alla documentazione ai lavoratori o ai loro rappresentanti.
Ti consiglio dunque di utilizzare il software per il piano lavoro amianto che ti offre una procedura guidata per compilare tutti i dati richiesti (requisiti della ditta esecutrice, tipologia di lavoro e materiale presente, tecniche di lavorazione, misure di prevenzione e decontaminazione, etc.), personalizzare con descrizioni, foto ed immagini e stampare in formato RTF il piano.
Il seguente video ti mostra come farlo.
Vantaggi e svantaggi della bonifica amianto
Tra i principali vantaggi associati alla bonifica dell’amianto vi sono:
eliminazione definitiva del rischio legato all’esposizione alle fibre di asbesto ed eliminazione dell’onere di manutenzione e controllo nel caso di rimozione;
costi moderati e impatto ambientale ridotto nel caso di incapsulamento;
creazione di uno spazio d’aria tra la nuova copertura e quella in amianto, il quale migliora l’isolamento termico e acustico nel caso di sovracopertura.
I principali svantaggi sono invece:
elevato rischio per gli operatori addetti ai lavori coinvolti nella rimozione delle lastre di amianto dopo lo smontaggio, tempi di lavorazione lunghi e costi elevati nel caso di rimozione e smaltimento;
persistenza dell’amianto nella struttura ed implementazione di un programma costante di controllo e manutenzione nel caso di incapsulamenti;
aumento del carico da sopportare per l’edificio e necessità di controlli regolari per individuare eventuali problemi strutturali se sovracoperti.
Prezzario regionale bonifica amianto
Per consultare ed avere un quadro completo dei costi della sicurezza, delle operazioni e dei materiali necessari per la bonifica dell’amianto previsti dai prezzari delle regioni e delle camere di commercio, degli editori privati, ti consiglio di visionare la pagina prezzari opere edili, sempre aggiornata alle ultime novità.
Per redigere computi metrici aggiornati agli ultimi prezzari, ti consiglio di utilizzare software di computo metrico online.
Di seguito il video ti mostra come procedere nell’uso dei prezzari tramite il sistema integrato usBIM.
Incentivi per bonifica amianto
Per detrarre le spese di bonifica dall’amianto e relativo smaltimento, è possibile usufruire di vari bonus tra cui:
bonus ristrutturazione, con spesa detraibile fino a 50% da calcolare su un tetto di spesa pari a 96mila euro e fruibile in 10 rate annuali di pari importo;
ecobonus, nel caso in cui la rimozione e sostituzione dell’amianto rientri in un intervento complessivo di miglioramento energetico del condominio o dell’unità abitative;
Bandi ISI dell’INAIL
Decreti FER 2
Per essere sicuro di usufruire a meglio degli incentivi sfruttabili per qualsiasi intervento, utilizza il software per i bonus edilizi che, costantemente aggiornato alle disposizioni normative, ti guida nella corretta compilazione delle pratiche.
Per maggiori dettagli leggi Bonus amianto, tutti gli incentivi per rimozione e smaltimento
Rischio Amianto: approfondimenti, giurisprudenza, norme regionali
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Bonus amianto 2025, tutti gli incentivi per rimozione e smaltimento
Norme regionali
Legge Marche 17/2025 – Incentivi allo smaltimento dell’amianto
È stata pubblicata sul Bollettino ufficiale n. 71 del 31 luglio 2025 la legge regionale 24 luglio 2025, n. 17 che aggiorna la disciplina regionale sugli incentivi per lo smaltimento di piccoli quantitativi di rifiuti contenenti amianto consistenti in coperture, o più in generale manufatti.
Sono previste diverse modifiche alla legge regionale 14/2020 finalizzate a rendere più semplici le procedure di accesso ai contributi. La prima riguarda l’espunzione delle spese di “rimozione”.
Possono accedere al contributo previsto da questa legge i soggetti privati qualificati nel formulario di identificazione del rifiuto come produttori o detentori del rifiuto contenente amianto e che abbiano provveduto al suo smaltimento, nel rispetto delle modalità previste dalla normativa vigente in materia in tutte le fasi della gestione.
Il contributo massimo per ogni intervento passa da 2.000 a 3.000 euro e copre fino al 60% le spese sostenute per il trasporto e lo smaltimento del rifiuto, eseguiti da impresa autorizzata, prodotto nell’ambito di interventi di bonifica effettuati sia da privati che da attività economiche nel rispetto delle modalità previste dalla normativa vigente in materia.
Non sono invece ammissibili al beneficio del contributo regionale le spese per gli interventi di ripristino o realizzazione di manufatti sostitutivi e per la loro messa in opera, per l’acquisto di materiali sostitutivi e per la loro messa in opera, per la rimozione delle coperture e dei manufatti contenenti amianto e per le pratiche tecnico amministrative.
Per l’accesso ai contributi è richiesta la partecipazione ad un bando.
Piano regionale di tutela dall’amianto (PRTA) della Toscana (2025)
Piano regionale di tutela dall’amianto (PRTA) della Toscana (2025)
Giurisprudenza recente
Di seguito si propongono una serie di approfondimenti, anche con sentenze di riferimento, sulla bonifica amianto.
Consiglio di Stato 8068/2025 – Sostituzione tetto amianto: manutenzione o ristrutturazione?
Il Consiglio di Stato (sentenza n. 8068/2025) ha chiarito quali interventi rientrano nella manutenzione straordinaria, sottolineando che questa serve a rinnovare o sostituire parti importanti di un edificio senza modificarne il volume o la destinazione d’uso. Un tema attuale è la bonifica delle coperture in amianto, fondamentale per la sicurezza, che può prevedere rimozione, incapsulamento o confinamento, spesso con sostituzione del manto di copertura.
Tuttavia, se la sostituzione del tetto in amianto non avviene immediatamente dopo la rimozione, l’intervento può configurarsi come ristrutturazione edilizia, soggetta a un diverso regime autorizzativo. Nel caso esaminato, un proprietario aveva presentato un progetto comprendente la rimozione di una copertura in amianto effettuata anni prima, la posa di una nuova copertura con lucernari, l’installazione di un cappotto termico e altri lavori strutturali.
Il Comune ha richiesto il permesso di costruire, ritenendo che l’intervento superasse la manutenzione straordinaria e fosse una ristrutturazione. Il Consiglio di Stato ha confermato questa interpretazione, poiché tra rimozione e nuova posa erano passati circa sette anni, mancava un nesso causale diretto che giustificasse la semplice sostituzione. Inoltre, le modifiche sull’involucro e il consolidamento strutturale indicano un intervento complesso e sistemico, quindi qualificabile come ristrutturazione, non manutenzione. Di conseguenza, per questo tipo di lavori è necessario ottenere il permesso edilizio o una SCIA sostitutiva.
Leggi qui per una versione più approfondita della sentenza del CdS
Tar Lazio 8721/2023 – Sostituzione tetto amianto con fotovoltaico, le condizioni per la tariffa incentivante GSE
Il dm 5 maggio 2011 prevede un incentivo premiale per l’installazione di impianti fotovoltaici in sostituzione di coperture contenenti amianto, stabilendo criteri specifici per l’ottenimento delle tariffe incentivanti. Secondo tali regole, l’intervento deve comportare la rimozione o lo smaltimento della superficie di amianto esistente sulla porzione omogenea della copertura su cui verrà installato l’impianto fotovoltaico.
La sentenza n. 8721/2023 del Tar Lazio si focalizza sulla sostituzione tetto amianto con fotovoltaico e la tariffa incentivante GSE.
Nel caso in esame, una società agricola, al fine di installare un impianto fotovoltaico su uno degli edifici del proprio complesso immobiliare, rimuove il tetto in amianto interessato dalla posa dei pannelli. Il GSE riconosce inizialmente la tariffa incentivante prevista dal dm 5 maggio 2011. Tuttavia, successivamente, avvia un procedimento di verifica richiedendo alla società chiarimenti sulla rimozione dell’amianto.
Nonostante la società fornisca documentazione comprovante la rimozione, il Gestore ridetermina la tariffa, sostenendo che l’intervento non ha comportato la completa rimozione dell’amianto presente sull’intero complesso immobiliare. La società ricorre al Tar, sostenendo che l’impianto fotovoltaico era installato su un edificio distinto e separato dagli altri, quindi rientrante nelle “porzioni omogenee” di copertura. Il Tribunale accoglie il ricorso, stabilendo che l’area occupata dall’impianto costituiva una porzione omogenea, conforme alle prescrizioni normative.
Leggi Sostituzione tetto amianto con fotovoltaico: le condizioni per la tariffa incentivante GSE
Tar Lombardia 572/2017 – Bonifica amianto, spetta al proprietario o al locatario?
Guide operative
Guida INAIL sulla gestione del rischio amianto negli edifici: ruoli e indicazioni operative (2026)
Linee guida UE per la gestione dei rischi per la salute e la sicurezza correlati all’amianto sul lavoro (2025)
D.Lgs. 213/2025 – Attuazione della direttiva (UE) 2023/2668 sulla protezione dei lavoratori all’amianto
Guida INAIL sul rischio di esposizione all’amianto secondo direttiva (UE) 2023/2668
Nota INL 03/09/25 – Precisazioni operative su controllo e vigilanza della sicurezza amianto
Guida INAIL – Amianto naturale e ambienti di lavoro
Volume INAIL sulla bonifica da amianto: iter procedurali e figure professionali coinvolte (2020)
Fonte: Read More
