Appalti e IA: esclusione legittima per grave illecito professionale se decide l’uomo e non l’algoritmo?

Appalti e IA: esclusione legittima per grave illecito professionale se decide l’uomo e non l’algoritmo?

Il TAR Marche chiarisce quando pregresse risoluzioni giustificano l’esclusione e perché l’uso dell’IA non viola sempre la riserva di umanità

Un’impresa può essere esclusa da una gara pubblica per pregresse risoluzioni contrattuali anche se quelle vicende sono ancora contestate? E cosa accade se la relazione del RUP sembra redatta, almeno in parte, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale?

Il TAR Marche, con la sentenza n. 758/2026, affronta entrambi i temi e conferma l’esclusione di un operatore economico da una procedura per lavori di adeguamento sismico e rifunzionalizzazione di un edificio pubblico destinato ad alloggi di servizio. Il cuore della decisione è chiaro: l’affidabilità dell’impresa va valutata in concreto, ma il giudice non può sostituirsi alla stazione appaltante se la motivazione è ragionevole e documentata.

Il caso

La gara riguardava lavori su un immobile. La stazione appaltante si era avvalsa dell’inversione procedimentale: prima la gara, poi la verifica dei requisiti sull’operatore risultato aggiudicatario. Proprio in questa fase il RUP ha proposto l’esclusione ai sensi dell’art. 98, comma 3, lett. c), D.Lgs. 36/2023, ravvisando dubbi sull’affidabilità dell’impresa per tre precedenti risoluzioni contrattuali.

Grave illecito professionale: non serve una sentenza definitiva

L’impresa contestava l’esclusione sostenendo che le risoluzioni non fossero imputabili a proprie condotte, che due vicende fossero ancora sub iudice e che una fosse stata definita con transazione.

Il TAR non condivide questa impostazione. Secondo i giudici, la stazione appaltante non deve decidere il merito delle controversie civilistiche sorte in altri appalti. Deve invece verificare se quei fatti, anche tenendo conto delle contestazioni dell’operatore, siano idonei a incidere sull’affidabilità nella gara in corso.

La pendenza di un giudizio o la mancanza di un accertamento definitivo non paralizzano il potere valutativo della PA. È sufficiente che la stazione appaltante disponga di elementi seri, attuali e adeguatamente documentati.

Il RUP deve motivare, non risolvere le cause civili

La sentenza chiarisce anche il perimetro dell’istruttoria del RUP. La stazione appaltante deve esaminare la documentazione prodotta dall’impresa, ma non è tenuta a ricostruire in modo completo e definitivo tutte le responsabilità delle precedenti vicende contrattuali. Quel compito spetta, se del caso, al giudice civile.

Nel procedimento di gara, invece, conta un’altra domanda: le condotte emerse da quelle vicende fanno ragionevolmente dubitare dell’affidabilità dell’operatore per lo specifico appalto da affidare?

Nel caso esaminato, per il TAR la risposta è sì.

Intelligenza artificiale e riserva di umanità: quando il vizio non c’è

La ricorrente aveva ipotizzato che la relazione del RUP fosse stata redatta con supporto di sistemi di intelligenza artificiale, richiamando anche il principio della riserva di umanità di cui all’art. 30 del Codice dei contratti pubblici.

Il TAR respinge la censura. Per i giudici non si era in presenza di una decisione amministrativa completamente automatizzata. La relazione del RUP, infatti, non era il provvedimento finale; la decisione era imputabile al dirigente competente. Inoltre, l’eventuale uso dell’IA avrebbe riguardato solo una parte della motivazione, cioè il richiamo a principi giurisprudenziali, non la valutazione concreta delle condotte dell’impresa.

L’IA può essere uno strumento di supporto, ma non può sostituire la valutazione umana nei passaggi discrezionali. Se la scelta finale resta controllata, motivata e imputabile alla PA, non c’è automaticamente violazione della riserva di umanità.

Leggi l’approfondimento: Le cause di esclusione nel Codice Appalti

Nel caso esaminato, la corretta gestione della fase esecutiva dell’appalto si rivela decisiva: ordini di servizio, riserve, SAL, contabilità e documentazione di cantiere possono incidere anche sulla futura affidabilità professionale dell’impresa. Per evitare errori, omissioni e contestazioni nella gestione dei lavori pubblici, puoi usare il software per computo metrico e contabilità lavori che ti accompagna dal progetto all’esecuzione, fino all’ultimazione dell’opera.

 

 

 

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